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I miei “Credo” – Vegetariani (1° parte)

Pubblicato da giannigirotto su 2 maggio 2009

Credo nella matematica, più in generale nella scienza, nel senso che vi sono delle leggi fisiche che non possiamo ignorare, ma che anzi dobbiamo tener ben presenti se vogliamo garantire un futuro dignitoso ai nostri figli e nipoti.

Una delle conseguenze di questo pensiero è ben riassunta da una frase pronunciata da un tizio che parecchi di noi conoscono, un certo Albert Einstein, egli diceva: “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza alla Terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”; e le ragioni sono tante, matematiche e non.

Una delle ragioni matematiche più forti è che la quantità di risorse impiegate per produrre la carne è enorme, per esempio l’acqua utilizzata per ottenere un chilo di proteine animali potrebbe dare vita a 20 (venti) chili di proteine vegetali. A tutt’oggi solo una piccolissima parte della popolazione può mangiare regolarmente carne, ma ciò comporta che immense porzioni di foreste, prima fra tutte l’amazzonia, vengano bruciate o tagliate per far posto ai pascoli. In ogni caso, non vi è letteralmente spazio sufficente per allevare una quantità di bestiame tale da nutrire tutta la popolazione mondiale con dieta carnivora. Semplicemente ci vorrebbe troppo terreno, troppo mangime, troppa acqua, troppa energia. Insomma destinare un ettaro di terreno a pascolo produce una quantita x di proteine animali, mentre destinarlo alla coltivazione di

piante per l’alimentazione umane produce una quantita circa 15-20 volte superiore di proteine vegetali. Questo è un argomento facilmente verificabile da chiunque si prenda la briga di approfondire un po’ l’argomento in Internet.

Un altro punto, forse non matematico ma egualmente problematico, è quello sanitario. Come ogni allevatore sa, quando all’interno del suo allevamento, che sia di maiale piuttosto che di polli, di mucche piuttosto che di conigli, si verifica una malattia, questa viene aggredita con la somministrazione di antibiotici a tutti gli animali presenti, malati e non, per scongiurare il diffondersi della malattia stessa. Questa cosa è buona nel senso che ci permette di debellare la malattia, ma è pessima in quanto viene usata troppo spesso, e questo comporta che vi sia un continuo sviluppo dell’agente patogeno con una selezione dello stesso su batteri sempre più resistenti agli antibiotici somministrati. Questo è un problema che esiste anche in campo umano, e si sente ripetere spesso dai dottori e farmacisti, quando raccomandano seriamente che non si devono usare gli antibiotici a sproposito, ma solo quando realmente utili, cioè solo quando un medico li prescrive. Anche in campo umano infatti è sempre più pressante il problema di sviluppare nuovi classi di antibiotici, dal momento che quelli attuali sono sempre meno efficaci.

In campo animale vi è lo stesso identico problema, con l’aggravante che qui gli antibiotici vengono usati molto spesso, anche agli animali sani, per prevenire il contagio. Il risultato è che mangiamo carne di animali che sono stati spesso trattati con antibiotici, ma sopratutto che stiamo favorendo la selezione di ceppi di batteri sempre più resistenti. Questo comporta che nell’eventualità di un “salto” dell’agente patogeno dall’animale all’uomo (vi ricordate l’allarme “aviaria” di qualche anno fa, e la recentissima “influenza dei maiali” messicana….), ci troveremmo a che fare con un batterio estremamente difficile da combattere con gli antibiotici attualmente a nostra disposizione.

Aggiungiamo poi che i metodi classici di allevamento prevedono una densità di popolazione animale molto elevate, cioè ci sono moltissimi animali in pochissimo spazio, cosa che in natura non avviene, e questo favorisce naturalmente il diffondersi delle malattie. In natura gli animali vivono all’aria aperta, ed hanno spazio per muoversi, e normalmente quelli malati diventano velocemente preda dei loro nemici naturali.
Vi sono molti altri motivi per spostare la nostra dieta verso quella vegetariana, uno parte dei quali l’ho esposta in questo articolo….. Gianni Girotto

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Credo nella matematica, più in generale nella scienza, nel senso che vi sono delle leggi fisiche che non possiamo ignorare, ma che anzi dobbiamo tener ben presenti se vogliamo garantire un futuro dignitoso ai nostri figli e nipoti.

Una delle conseguenze di questo pensiero è ben riassunta da una frase pronunciata da un tizio che parecchi di noi conoscono, un certo Albert Einstein, egli diceva: “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza alla Terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”; e le ragioni sono tante, matematiche e non.

Una delle ragioni matematiche più forti è che la quantità di risorse impiegate per produrre la carne è enorme, per esempio l’acqua utilizzata per ottenere un chilo di proteine animali potrebbe dare vita a 20 (venti) chili di proteine vegetali. A tutt’oggi solo una piccolissima parte della popolazione può mangiare regolarmente carne, ma ciò comporta che immense porzioni di foreste, prima fra tutte l’amazzonia, vengano bruciate o tagliate per far posto ai pascoli. In ogni caso, non vi è letteralmente spazio sufficente per allevare una quantità di bestiame tale da nutrire tutta la popolazione mondiale con dieta carnivora. Semplicemente ci vorrebbe troppo terreno, troppo mangime, troppa acqua, troppa energia. Insomma destinare un ettaro di terreno a pascolo produce una quantita x di proteine animali, mentre destinarlo alla coltivazione di

piante per l’alimentazione umane produce una quantita circa 15-20 volte superiore di proteine vegetali. Questo è un argomento facilmente verificabile da chiunque si prenda la briga di approfondire un po’ l’argomento in Internet.

Un altro punto, forse non matematico ma egualmente problematico, è quello sanitario. Come ogni allevatore sa, quando all’interno del suo allevamento, che sia di maiale piuttosto che di polli, di mucche piuttosto che di conigli, si verifica una malattia, questa viene aggredita con la somministrazione di antibiotici a tutti gli animali presenti, malati e non, per scongiurare il diffondersi della malattia stessa. Questa cosa è buona nel senso che ci permette di debellare la malattia, ma è pessima in quanto viene usata troppo spesso, e questo comporta che vi sia un continuo sviluppo dell’agente patogeno con una selezione dello stesso agli individui sempre più resistenti agli antibiotici somministrati. Questo è un problema che esiste anche in campo umano, e si sente ripetere spesso dai dottori e farmacisti, quando ripetono che non si devono usare gli antibiotici a sproposito, ma solo quando realmente utili, cioè solo quando un medico li prescrive. Anche in campo umano infatti è sempre più pressante il problema di sviluppare nuovi classi di antibiotici, dal momento che quelli attuali sono sempre meno efficaci.

In campo animale vi è lo stesso identico problema, con l’aggravante che qui gli antibiotici vengono usati molto spesso, anche agli animali sani, per prevenire il contagio. Il risultato è che mangiamo carne di animali che sono stati spesso trattati con antibiotici, ma sopratutto che stiamo favorendo la selezione di ceppi di batteri sempre più resistenti. Questo comporta che nell’eventualità di un “salto” dell’agente patogeno dall’animale all’uomo (vi ricordate l’allarme “aviaria” di qualche anno fa, e la recentissima “influenza dei maiali” messicana….), ci troveremmo a che fare con un batterio estremamente difficile da combattere con gli antibiotici attualmente a nostra disposizione.

Aggiungiamo poi che i metodi classici di allevamento prevedono una densità di popolazione animale molto elevate, cioè ci sono moltissimi animali in pochissimo spazio, cosa che in natura non avviene, e questo favorisce naturalmente il diffondersi delle malattie. In natura gli animali vivono all’aria aperta, ed hanno spazio per muoversi, e normalmente quelli malati diventano velocemente preda dei loro nemici naturali.
Vi sono molti altri motivi per spostare la nostra dieta verso quella vegetariana, li vedremo in seguito.

2 Risposte a “I miei “Credo” – Vegetariani (1° parte)”

  1. [...] già scritto una serie di ragioni “matematiche” a favore della dieta vegetariana, ora, senza arrivare ancora a quelle morali, mi limito semplicmente a presentare questo [...]

  2. No Mafia Day ha detto

    Un’altra manifestazione per il risveglio culturale del nostro martoriato paese, che parte dal basso, dalla rete Internet, per questo i canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all’iniziativa.

    Sabato 13 Marzo a Reggio Calabria ci sarà una grande manifestazione contro la mafia, il No Mafia Day.

    Chiedo a tutti di farsi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.

    Grazie al Blog Tracce per l’ospitalità e la collaborazione.

    Ciao.

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