Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili: Blue Economy – Cap.1) RISORSE ETERNE PER LE SFIDE DEL NOSTRO TEMPO

Posted by giannigirotto su 10 aprile 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

.

_____________________________

Cap. 1) RISORSE ETERNE PER LE SFIDE DEL NOSTRO TEMPO

…Ogni spe­cie vivente ha imparato ad adeguarsi a ciò che il territorio circostante ha da offrire. Plasmata dalle inevitabili leggi della fìsica, nel corso di milioni di anni, ogni specie ha appreso modi per affrontare le insidie e sopravvi­vere, ricorrerendo semplicemente a ciò di cui dispone e facendo ciò che le riesce meglio… …Gran parte delle nostre industrie generano enormi quantitativi di rifiuti. A ogni tonnellata di rifiuti solidi urbani corrispondono 71 tonnellate di rifiuti provocati dall’estrazione, produzione e distribuzione dei prodotti… …Ci sono scorie nucleari, terreni inquinati dai metalli pesanti, falde acqui­fere contaminate dal cromo e discariche traboccanti di plastica. Si sep­pelliscono i rifiuti del nostro consumo in discariche centralizzate per poi essere bruciati quando il volume aumenta. È fuorviarne ritenere che l’in­cenerimento dei rifiuti generi energia, la combustione riduce semplice­mente il contenuto di umidità, e dunque il volume* ma gran parte dei componenti rimane. …Si stima che, negli Stati Uniti, ogni anno, il costo complessivo del solo trasporto dei rifiuti alle discariche ammonti a ben 50 miliardi di dollari. Se a questo si aggiungono i costi della raccolta, del trasporto, della diffe­renziazione e dello smaltimento dei rifiuti dal settore edile, agricolo e industriale e minerario, il costo raggiunge l’incredibile somma di mille miliardi di dollari. Ciò significa che, ogni anno, il denaro sprecato in rifiuti è più del pacchetto di incentivi del 2009 per l’intera economia americana e maggiore dell’esorbitante deficit dei governi europei per immettere somme analoghe di contanti nelle banche in crisi. Anche se queste migliaia di miliardi contano come attività produttiva per la conta­bilità nazionale, è evidente che lo smaltimento dei rifiuti è un’attività improduttiva. I posti di lavoro creati non dovrebbero essere classificati come “verdi”. L’utilizzo del territorio per lo stoccaggio di rifiuti non è produttivo. Le infiltrazioni tossiche e i costi di contenimento sono inac­cettabili e ricadono sull’intera società…

…L’economia non sta andando a rotoli solo a causa della crisi dei mercati finanziari in cui circolava denaro immaginario. La destabilizzazione della nostra economia è dovuta al nostro mondo mate­riale che funziona sulla base di risorse fìsiche di cui semplicemente non disponiamo, e su rifiuti che non sappiamo più dove nascondere. Proba­bilmente, il primo cambiamento che occorre metter in atto è quello di smettere di produrre ciò che non serve, specialmente ciò che è tossico per noi e gli altri esseri che con noi vivono su questo pianeta…

… Il pro­fessor Shirai e colleghi hanno messo a punto un procedimento che tra­sforma l’amido raccolto dai rifiuti alimentari dei ristoranti in acido poli-lattico utilizzando un fungo, a temperatura pressoché ambiente. Praticamente, hanno elaborato un sistema per creare plastiche dai rifiuti delle cucine! Sebbene le materie prime siano agricole e rinnovabili, non esauriscono mai le risorse di un alimento di base come fanno il mais per i bio­combustibili o le plastiche biodegradabili. Inoltre, i rifiuti non vanno a finire in discarica, dove emettono gas metano.

…I leader industriali hanno l’opportunità di ottenere risultati analoghi nel campo di saponi e detersivi biodegradabili. I tensioattivi derivati dallo zucchero (alchilpoliglucosidi), utilizzati principalmente nell’industria far­maceutica, offrono un’alternativa ideale ai saponi realizzati con olio di palma da alberi piantati dopo aver disboscato vaste foreste pluviali in cui una volta vivevano liberi gli orangutanghi. In alternativa si potrebbe usa­re il d-limonene, una sostanza pulente, su base alcolica, estratta dalla scor­za degli agrumi. Se l’industria potesse fare a meno di usare sostanze chi­miche e cere per conservare la frutta immagazzinata per mesi o spedita su lunghe distanze, tali “rifiuti” derivati dalla produzione di succo di agru­mi potrebbero essere utilizzati per mangimi animali o come fonte di pec­tina (un agente addensante) aumentando il suo valore e diventando dav­vero un sapone verde biodegradabile.

…L’industria della carta ha Una possibilità analoga. Tradizionalmente, la cellulosa e la lignina si lavorano; con solfati alcalini. Questo processo tra­dizionale di separazione del legno brucia chimicamente tutto tranne la cellulosa cosicché le fibre usate in commercio rappresentano l’unico pro­dotto. Il residuo, conosciuto come “liquore nero” viene incenerito. Il pro­fessor Janis Gravitis del Wood Chemistry Research Institute di Riga, Let­tonia, ha studiato processi alternativi per la produzione della carta, com­presa la creazione di una bioraffineria per estrarre, a scopi commerciali, tutti i componenti dell’albero, dalla cellulosa, emicellulosa, alla lignina e lipidi…

…Nonostante gli scettici sostengano che prendere esempio dagli ecosistemi difficilmente potrà sortire un esito positivo, in realtà tali sistemi sono creati in modo da rendere improbabile il fallimento. I sistemi naturali offrono affascinanti ed efficienti modelli di gestione, di produzione e di consumo. Anche se spesso si ammira e si decantano le singole specie, sono gli ecosistemi, nel loro insieme, a dimostrare modi efficienti di reagire ai bisogni primari di ogni individuo con le risorse disponibili localmente. Questo è un principio portante della blue economy che si contrappone all’attuale ciclo della storia economica in cui si è fondato un sistema su ciò che non possediamo…Gli ecosistemi non si evolvono in monopoli con pochi attori domi­nanti… Ingegneri e agronomi che potrebbero opporsi a un intero modello di siste­mi, giudicandolo come irrealistico, sono all’oscuro degli straordinari pro­getti che hanno già ottenuto notevoli risultati. L’output è elevato, con un basso input materiale; il consumo energetico è basso e in molti casi il sistema produce più del necessario. Miglioramento della salute, sicurezza alimentare e acqua potabile sono vantaggi aggiuntivi e non irrilevanti. Nel settore industriale, ci sono esempi dell’applicazione pratica di come nutrienti ed energia si trasferiscono a cascata da una specie all’altra e in un ciclo continuo, all’interno di un contesto regolato dalla fisica. Le industrie della blue economy stanno nascendo, capaci di generare occu­pazione per tutti. Si ispirano al modo in cui la natura si serve della fisica e della biochimica per creare interi sistemi che funzionano armoniosa­mente, trasformano spontaneamente e a catena, in maniera efficiente sen­za rifiuti o perdita di energia. Non solo tali forze hanno sviluppato i para­metri della vita sulla Terra ma hanno anche contribuito a plasmare la vita stessa. Passando da una percezione lineare alla visione di un modello rigenerativo ciclico, anche noi possiamo modellare i nostri comportamenti e le nostre pratiche per garantire la soddisfazione dei bisogni primari di tut­ti e che la nostra Terra – il pianeta blu – con tutti i suoi abitanti progredisca verso un futuro migliore.

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime…quelli già pubblicati li trovate qua _________________________________________________________________

Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

 se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto

Gianni G

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 31 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: