Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.
_____________________________
Cap. 10) NUOVE ENERGIE
…Non esiste centrale elettrica progettata dall’uomo che riesca a fornire energia con l’affidabilità delle reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo…
…Oggi, a metterci nei guai, sono i mezzi che usiamo per produrre energia. La massiccia emissione di tre gas – anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O) – è penetrata nella sottile fascia di atmosfera respirabile che avvolge il nostro pianeta. Il delicato equilibrio dell’atmosfera è il risultato di milioni di anni d’interazioni con la vegetazione presente sulla Terra. Visto che ormai ci restano meno del 30% delle foreste originarie, a meno di non intraprendere una massiccia riforestazione in tutte le fasce climatiche, le condizioni che permettono di mantenere l’atmosfera degenereranno senza possibilità di rimedio…
…La natura ricava elettricità da sei fonti principali: calore, luce, frizione, pressione, magnetismo e reazioni biochimiche… Peter Spies è sicuro che un giorno, quando i nuovi sistemi saranno migliorati, sarà sufficiente una differenza termica di 0,3 gradi per generare abbastanza energia da far funzionare un telefono cellulare… La pressione (o, in gergo tecnico, la “piezoelettricità”*) è un’altra fonte di elettricità naturale molto abbondante. “Piezo” deriva dal greco “premere, comprimere”, e la più grande fonte di compressione che abbiamo a disposizione è, ovviamente, la forza di gravità. Il peso di un albero riesce a generare elettricità esercitando pressione sulle pietre presenti nel sottosuolo… Se lo studio della piezoelettricità farà progressi, potremo iniziare a pensare di progettare edifici che producano elettricità sfruttando il calpestio del pavimento…
…Non si può chiudere il capitolo sull’innovazione in campo energetico senza affrontare l’argomento della CO2. Anche se le emissioni di anidride carbonica, sfuggite a ogni controllo, sono accusate di essere la causa principale dell’effetto serra, dobbiamo prendere in considerazione il potenziale e prezioso contributo che questo gas potrebbe dare per soddisfare i bisogni di base della nostra società industriale. In origine anche l’ossigeno era tossico, eppure è stato il prerequisito della vita sulla Terra: secondo questa stessa logica, se riuscissimo a passare dall’ottica del “problema” a quella dell’”opportunità”, la CO2 potrebbe contribuire in modo decisivo alla costituzione di una società sostenibile. “Come?” vi chiederete. La risposta è nelle alghe.
Le alghe, che vivono sulla Terra da oltre un miliardo di anni, sono state tra i primi organismi a sviluppare la fotosintesi. Le alghe unicellulari furono le prime specie ad avere un nucleo e una “memoria della vita” in quel che conosciamo come Dna. Grazie alla fotosintesi, le alghe hanno solo bisogno di CO2, acqua, sostanze nutritive e luce del sole per produrre il proprio cibo e la propria energia chimica… Tutti i processi di estrazione di petrolio o gas producono, come scarto, acqua salmastra. Essa viene spesso lasciata in bacini di raccolta che a lungo andare possono rilasciarla nel suolo circostante, rendendo il terreno tossico e sterile per secoli. Inoltre, visto che la temperatura ha un impatto sull’habitat della vita acquatica, anche le centrali a carbone devono avere dei bacini di raccolta dove far raffreddare l’acqua prima di riversarla nei fiumi e negli oceani. Questi bacini sono stati imposti per legge, a quanto pare, per mitigare i danni collaterali delle centrali sull’ambiente. Non è necessario un grande sforzo di immaginazione per capire che al loro interno si potrebbero coltivare alghe in modo da trasformare una struttura dedicata allo smaltimento in un utile sistema che riduce la CO2, aumenta l’ossigeno e produce un biocarburante a basso costo e rinnovabile… Le alghe vivono in simbiosi con l’anidride carbonica, crescono più in fretta se ne hanno molta a disposizione, e assorbono i gas serra come una spugna…
…Il vantaggio delle alghe è che da esse non si ottengono solo lipidi convertibili in biodiesel. Dopo aver estratto l’olio, quel che rimane è una materia proteica ricca di micronutrienti adatta, come intuito sin dall’inizio dal professor Vieira Costa, all’alimentazione umana o animale…
…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua…
_________________________________________________________________
Come sempre vi ricordo che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…
se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destraGianni Girotto
Gianni G






























