In più parti del mio sito affronto l’argomento degli appelli da sottoscrivere via Internet..perorandone la causa ed affermando che con essi si ottengono risultati concreti….
Sono felice pertanto di inserire due tra gli ultimi risultati positivi ottenuti da Associazioni di tutela dei diritti in questo caso nell’ambito del lavoro….
Beh, io sono socio di entrambe, come non esserne felice?
La Finanza etica e il Commercio equo e solidale condividono la visione di fondo che li ispira entrambi: l’idea che tutte le azioni economiche debbano e possano seguire i principi di un modello di sviluppo umano e sociale sostenibile, nel quale la produzione della ricchezza e la sua distribuzione siano fondati sui valori della solidarietà, della trasparenza e della realizzazione del bene comune.
In concreto Banca Etica ha siglato una convenzione con CTM-Altromercato – la maggiore organizzazione del commercio equo in Italia e la seconda a livello mondiale – per garantire condizioni di favore per alcune operazioni quali: scoperto di c/c; anticipo di contratti, contributi, fatture, etc. oltre naturalmente a linee di credito (mutui) a medio e lungo termine e fideiussioni. La convenzione prevede anche servizi commerciali quali l’installazione del POS e la gestione della tesoreria. Banca Etica in ogni caso non applica né le commissioni di massimo scoperto, né la trimestralizzazione degli interessi.
La convenzione coinvolge anche un terzo partner: il Consorzio MCC Servire di Brescia. Si tratta di un consorzio fidi nato per sostenere il settore del non profit ed in particolare i soggetti del commercio equo e solidale e che presta garanzia sugli affidamenti e ne cura la pre-istruttoria facilitando e snellendo così i tempi per le erogazioni.
Con CTM-Altromercato Banca Etica ha rafforzato la collaborazione dando vita anche a un certificato di deposito dedicato: coloro che sottoscrivono tali certificati di deposito sostengono l’attività svolta da CTM favorendo l’applicazione di condizioni agevolate sulla linea di credito accesa da CTM presso Banca Etica. Il risparmiatore, se lo richiede, ha la possibilità di rinunciare a parte della remunerazione favorendo, così, ulteriormente CTM. Ad aprile 2009 i CD dedicati a CTM hanno raggiunto un valore pari a circa 2 milioni di euro.
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“Ogni volta che la nostra Banca finanzia un’iniziativa del commercio equo e solidale mi sento particolarmente soddisfatto: finanza etica e commercio equo, insieme, sono l’esempio concreto di un’alternativa praticabile, giusta e sostenibile all’economia ingorda e sbilanciata che arricchisce pochi e sottrae risorse a molti”, dice il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato
Scrivo questo “Credo” solo adesso perchè mi sembra persino troppo banale, ma credo sia giusto che per completezza lo dichiari ugualmente.
Credo che le Nazioni ricche stiano saccheggiando quelle povere. Meglio ancora credo che, da parecchie decine di anni ormai, i gruppi di potere, nazionali o multinazionali che siano, le grosse concentrazioni di capitale, ora appannaggio anche di gruppi di persone cinesi, russe, etc, lavorino com’è logico per mantenere e rafforzare la loro posizione dominante, con ogni mezzo, violento o subdolo che sia.
Questo significa concretamente, per esempio, bruciare o disboscare la foresta amazzonica per lasciar spazio al proprio bestiame da pascolo, estrarre petrolio e più in generale qualsiasi altra materia prima (carbone, ferro, nichel, cobalto….) senza far partecipare la popolazione locale alla distribuzione del reddito ricavato, ma anzi sfruttando la manodopera locale sottopagandola, e molto spesso fomentando più o meno segretamente conflitti locali per avere una situazione generale di confusione che consenta una gestione più “giustificata” della situazione, o molto più “semplicemente” sfruttando l’abbondanza di manodopera locale a bassissimo costo per produrre le merci, siano queste agricole come le banane, il cacao o la gomma, o industriali come vestiti, giocattoli, prodotti elettronici ecc. ecc.., che verranno poi esportate verso i Paesi che se le possono permettere. Stessa cosa dicasi per gli allevamenti di bestiame in Brasile e Argentina, le cui carni non sono assolutamente consumate dalla popolazione locale ma sono esportate principalmente verso USA e Europa.
Tutto quanto sopra si riassume con la parola “neocolonialismo”, una forma di dominio molto più devastante e subdola della precedente, in quanto formalmente il Paese-oggetto è libero, ma in realtà è schiavo di un dominio mantenuto con la corruzione, il finanziamento dei gruppi armati locali, pagati per mantenere una situazione di guerra civile, la negazione dei diritti dei lavoratori di far crescere i loro figli dando loro un educazione che li strappi da questo circolo vizioso, e la negazione di ogni forma di credito verso le classi meno abbienti.
Credo siano concetti ormai molto diffusi, e chiunque abbia frequentato ONG o volontariato in generale li avrà certamente già assimilati, sono sicuro quindi di essere in ottima e numerosa compagnia, e credo altresì che ognuno di noi che sia convinto di queste verità debba dichiararle apertamente, così sarà più facile conoscerci ed unirci. Gianni Girotto
Come ha già dichiarato nei miei “Credo“, ritengo che la Banche abbiano un potere immenso nel dirigere la vita dell’umanità. Credo che uno degli strumenti più potenti che ogni singolo cittadino ha a disposizione sia la scelta (e quindi il supporto, sia pure indiretto) di una Banca che sia fondata su principi altamente etici rispetto ad una per cui il denaro è il fine da raggiungere a tutti i costi piuttosto che un mero strumento di sviluppo, così come lo è per Banca Etica. Non tutti però conoscono Banca Etica, anzi la maggior parte degli Italiani non la conosce ancora, o al massimo ne ha appena sentito parlare. Ecco allora un mio piccolo personale contributo per diffondere e divulgare questa splendida realtà. In questa modesta intervista con Luigi Barbieri, Vicepresidente di Banca Etica, cerchiamo di descrivere brevemente chi è e cosa fa Banca Etica.
Per chi avesse solo due minuti due di tempo riassumo ai minimi termini i concetti principali:
Banca Etica è nata dal mondo del Volontariato, non dal mondo dell’imprenditorialità “capitalistica”. Soci fondatori sono state infatti serie e note Associazioni di volontariato che inizialmente avevano costituito una Cooperativa (MAG) che gestisse gli aspetti finanziari senza dover essere costrette a passare attraverso le banche normali. Suo scopo è favorire l’accesso al credito per tutti quei soggetti che gli Istituti finanziari tradizionali non servono, in particolare le realtà dei paesi in “via di sviluppo”, e alle organizzazioni appartenenti al terzo settore. Quindi dare credito a chi non ha le classiche garanzie reali da offrire in cambio. Per mantenere assoluta democraticità vige il principio “un socio, un voto” indipendentemente dal numero di azioni possedute (anche le deleghe sono limitate ad un massimo di dieci). Quindi tutti i soci sono eguali. A testimoniare la sua importanza vi sono oggi ben 30mila soci, di cui più di 26mila sono normali persone fisiche, e il tasso di crescita è ogni anno a doppia cifra. Nella pratica Banca Etica, prima di concedere un finanziamento, esegue sempre la Valutazione socio-ambientale, verificando le conseguenze di natura sociale ed ambientale inerenti il progetto. Per contro si attiva essa stessa supportando le pratiche di micro-finanziamento senza garanzie, vera unica e grande rivoluzione per cambiare il destino di migliaia di persone a cui un piccolo prestito permette di iniziare un circolo virtuoso di uscita dalla povertà. Non è richiesto nessun sacrificio per diventare correntisti e/o soci di Banca Etica, poichè essa dispone di tutte gli strumenti propri di qualsiasi altra banca, dal bancomat al home banking, alla convenzione con gli sportelli postali, dai mutui alle carte di credito, dai fondi d’investimento al POS, con tassi e condizioni a livello di mercato. Su una cosa però non è come le altre Banche: la trasparenza. Sul sito trovate tutto, ma proprio tutto, senza nessun tipo di reticenza o ostracismo, dai moduli con le condizioni contrattuali per tutti i tipi di rapporti alla descrizione minuziosa di tutti i progetti, al bilancio ufficiale a persino gli archivi delle passate Assemblee dei soci, ecc. ecc. In definitiva ogni euro tolto da un Istituto di credito tradizionale, e portato in Banca Etica, toglie ossigeno ad un sistema attore e complice delle multinazionali e delle lobby di potere attuale, per immetterlo invece su una struttura in cui l’uomo e non il potere rimane al vertice dei propri pensieri.
Naturalmente tutte le informazioni ufficiali le trovate nel sito di Banca Etica, ma questa intervista può essere utile a rompere il ghiaccio e farvi capire che stiamo parlando di qualcosa di eccezionalmente importante. Spero quindi accogliate l’invito di visionarla e poi approfondire la conoscenza di Banca Etica sul sito Internet o meglio ancora con una visita di persona presso una filiale o con un suo banchiere ambulante. Gianni Girotto