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Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Archivio per la categoria ‘Giustizia’

Indispensabili – Impresa sociale

Pubblicato da giannigirotto su 30 gennaio 2012

Vorrei portare l’attenzione su una possibile soluzione/evoluzione del modello sociale attuale, che vede il capitalismo imperare e galoppare a briglie piuttosto sciolte, con la creazione di diverse distonie che sono sempre più sotto gli occhi di tutti.

Questo pezzetto di soluzione non l’ho inventato certo io, ma è opera del premio nobel per l’economia Muhammad Yunus, a cui personalmente ho già dedicato un paio di articoli…

Si tratta della cosidetta “Impresa sociale” o business sociale per gli anglofoni…

Per quello che ne ho capito sinora io, non esiste una definizione assolutamente precisa e definitiva di tale concetto, ma piuttosto un ventaglio di possibilità. Il nucleo dell’idea consiste nel fatto di creare delle società imprenditoriali che si comportino come qualsiasi altra società soggetta al mercato ed alla concorrenza, ma che non mirino al profitto ma solo al pareggio di bilancio, per far sì che i suoi prodotti/servizi costino il meno possibile. Questo nel caso l’azionariato, pubblico o privato, sia detenuto da soggetti già “ricchi”… che avrebbero diritto pertanto solo alla restituzione dell’investimento e delle spese sostenute per rendere operativa l’impresa sociale, ma da quel momento in poi eventuali ricavi verrebbero destinati esclusivamente al mantenimento dell’impresa e/o alla creazione di altre imprese sociali.

In alternativa la proprietà di tale “Impresa sociale” potrebbe essere assegnata ai cittadini poveri, ed in tal caso sarebbe consentito che l’impresa producesse un certo utile, che verrebbe quindi ai suddetti distribuito.

Vi sono già diverse aziende che stanno operando in tale forma, ed appunto alcune sono state costituite proprio da Yunus… io spero di avervi incuriositi abbastanza da farvi leggere l’estratto del libro “Un mondo senza povertà” che appunto di tale argomento tratta.

Buona lettura

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Schiavitù: la tratta degli esseri umani

Pubblicato da giannigirotto su 28 settembre 2011

Inframezzo l’uscita dei vari capitoli del libro “Ho sognato una banca“, che racconta la storia della nascita di Banca Etica, con questo articolo preso pari pari dal sito di, guarda caso, uno dei soci fondatori della stessa, e cioè Mani Tese.

Uno dei motivi che mi spinge a farlo sono i lettori del mio blog, meglio ancora le statistiche di accesso, che mostrano come  molto spesso si arrivi al mio sito cercando informazioni sulla schiavitù.

Questo articolo pertanto è un’ulteriore fiammella accesa nel buio per far luce su un fenomeno che la maggior parte degli italiani (compresi molti miei amici) considera superato o quantomento irrilevante, la schiavitù appunto.

I fatti purtroppo dimostrano e confermano inequivocabilmente che la realtà in molti Paesi poveri è tragicamente disperata, ed uno dei terribili sbocchi in cui le famiglie terminano è spesso quello della schiavitù per loro stessi o per i loro figli… lascio la parola all’articolo di Mani Tese:

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COS’E’ IL TRAFFICKING

Il Trafficking - o tratta di essere umani – rappresenta una delle principali violazioni dei diritti umani che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione, in primis donne e bambini. Un fenomeno in allarmante crescita in tutto il mondo: 12,3 milioni i bambini e gli adulti costretti al lavoro forzato, alla schiavitù e all’asservimento a scopo di sfruttamento sessuale.
Il 56% delle vittime di trafficking sono donne e bambine.

La tratta degli esseri umani è ogni azione, ivi compresi il reclutamento, il rapimento, il trasporto, la vendita, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di persone, attraverso minacce o l’uso della forza, dell’inganno, della coercizione o della servitù per debiti, volta a ridurre o detenere delle persone, pagate o no, in uno stato di servitù involontaria, per un lavoro forzato o per sottometterle a dei creditori, in una comunità diversa da quella di origine (OSCE).

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Credo che ogni commento ulteriore sia superfluo. Chi non vuole fermarsi ad un comprensibile moto di ribellione e rabbia, può valutare di compiere qualcuna delle azioni suggerite nella sezione AGISCI.


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La «flessicurezza» della Danimarca

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Modelli da diffondere – Sakena Yacoobi

Pubblicato da giannigirotto su 14 settembre 2011

Sakena Yacoobi  ha 60 anni e da trenta si occupa di combattere la guerra con la cultura. Sakena è un’insegnante. Ogni giorno, escluso il venerdì, 350mila persone affollano le sue classi e prendono parte a quella che lei ha definito una “Jihad con la penna” ovvero imparano a leggere e a scrivere. Perché l’alfabetizzazione è la prima arma per sconfiggere la guerra e in un cervello occupato da quello che gli raccontano i libri piuttosto che da stragi spacciate per ideali di martirio, il fascino dei mitra e delle bombe attecchirà meno.

È stato in Pakistan, in mezzo ai profughi, alle donne che avevano subito violenze di ogni tipo, che Sakena ha capito che l’istruzione è l’unica via per risollevare la sua gente. Da allora non si è mai fermata e ha aperto scuole e raccolto studenti ovunque ha potuto. Nemmeno l’Afghanistan dei Talebani l’ha intimorita. Proprio all’epoca del loro dominio, negli anni Novanta ha fondato l’ Ali (Afghan Institute of Learning). “ Da Kabul, da Herat, da Logar, mi chiedevano di aprire scuole clandestine”, racconta Sakena Yacoobi suWired. “ Mi imposi allora una regola: se la gente era in grado di proteggerci e di darci i locali e il personale da preparare, l’avremmo fatto”.

Sekena si concentra sopratutto le bambine, che normalmente vengono per ultime come priorità di alfabetizzazione nelle famiglie povere: “Se educhi un bambino educhi un individuo, se educhi una bambina educhi una famiglia e dunque una comunità”

A mio avviso è una delle tante persone che veramente meritano il Nobel per la pace… e come al solito decine di altri articoli ed anche video li trovate sparsi su Internet, naturalmente la maggior parte è in Inglese, i telegiornali italiani invece preferiscono parlare delle “Papi girl” e di calcio…
Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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Indispensabili: Onorevoli Wanted

Pubblicato da giannigirotto su 31 agosto 2011

Aggiungo alla mia sezione “Indispensabili” questo libro, che permette di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar” rivolte genericamente a tutta la nostra classe politica, ad una presa di coscienza precisa e puntuale della situazione giudiziaria di tutti i nostri Parlamentari che hanno una posizione di condanna o un processo in corso con la Giustizia.

Una cosa però la voglio sottolineare subito, con il massimo sdegno: “la legge proibisce ai condannati a pene complessivamente superiori a 2 anni per delitti contro la Pubblica amministrazione di candidarsi nei consigli comunali, provinciali e regionali; e prevede la sospensione degli eletti nei tre enti locali in caso di condanna al primo grado, e la loro decadenza in caso di condanna passata in giudicato. La regola, però, non vale per i parlamentari, per i ministri, per i presidenti del Consiglio. Una strana dimenticanza che ha una sola spiegazione: le leggi non le fanno i consigli comunali, provinciali e regionali. Le fa il Parlamento.

Questo situazione grida vendetta: com’è possibile che un condannato per corruzione o qualsiasi altro reato non possa diventare consigliere comunale ma possa invece diventare un membro del Parlamento?  assurdo!!! oserei dire “Italiano!!!”

E giusto per chiarire subito di quali reati stiamo parlando ecco l’elenco:

Corruzione 18
Finanziamento illecito 16
Truffa 10
Abuso d’ufficio, falso 9
Associazione mafiosa 8
Bancarotta fraudolenta, turbativa d’asta 7
Associazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, falso in bilancio 6
Attentato alla Costituzione, attentato all’unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge 5
Favoreggiamento, concussione, frode fiscale 4
Diffamazione, abuso edilizio, lesioni personali 3
Banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti 2
Omicidio,  associazione  sovversiva,  istigazione  a  delinquere,  favoreggiamento  mafioso,  aggiotaggio,  percosse,  violenza  a  corpo  politico,  incendio  aggravato,  calunnia,  falsa  testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio,  fabbricazione  di  esplosivi,  violazione  diritti  d’autore,  frode  in  pubblico  concorso, adulterazione di vini 1

e per essere ancora più precisi ecco i 25 condannati in via definitiva:

1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
8. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva.
9. D’Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio.
10. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
11. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
12. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
13.  Farina Daniele  (Prc):  fabbricazione,  detenzione  e  porto  abusivo  di  ordigni  esplosivi,  resistenza  a  pubblico  ufficiale,  lesioni  personali  gravi  e  inosservanza  degli  ordini dell’autorità.
14. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
15. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
16. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
17. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata.
18. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali.

19. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
20. Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito.
21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
25. Vito Alfredo (FI): corruzione.

Cliccando sulla copertina del libro sopra, o qui a fianco, potete scaricare gratis l’intero libro.

E se qualcuno vuole pensare che nel mio sito io mi limito alle denunce, faccio presente che cerco di essere il più possibile propositivo tramite la mie sezioni “Agisci“, “Indispensabili” e “Risparmio” nelle quali vi sono materiali, suggerimenti ed anche documentazione gratuita, come ad esempio i libri “Voglia di Cambiare” e “L’anticasta – l’Italia che funziona” che descrivono i casi di successo rispettivamente in Europa ed in Italia, nei settori come Energia, Edilizia, Lavoro, Logistica ecc. ecc. da cui molto possiamo imparare.

E sempre con spirito propositivo ho anche già pubblicato un articolo sul progetto “Openpolis“, il database pubblico su Internet che permette a tutti noi di avere il massimo delle informazioni su tutti i politici italiani che hanno e stanno calcando le scene, in modo appunto da poter essere il più possibile informati sulle attività e dichiarazioni di chi è da noi pagato per occuparsi della cosa pubblica.

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Indispensabili – La Casta bianca – Cap. 1) Chi paga e chi riscuote

Pubblicato da giannigirotto su 11 aprile 2011

Aggiungo alla mia sezione Indispensabili il presente libro: “La Casta bianca“. Questo  libro  racconta  la  malasanità, la  denuncia,  ma  soprattutto  la  spiega. Perchè c’è  un  filo che  tiene  uniti  la  clinica  degli  orrori  Santa Rita,  lo  scandalo  della  sanità  abruzzese, i  tragici  errori  da  cronaca nera e i piccoli  grandi  disservizi  nei  quali  spesso  ci  imbattiamo.  C ‘è  un  sistema,  volutamente  distorto,  che  guida  molte  delle  logiche  della  gestione della  nostra  salute. E  conoscerlo  può  essere utile  per  capire  che cosa  stanno  combinando  sulla  nostra  pelle.

Cap. 1) Chi paga e chi riscuote: – l’organizzazione, la politica, la gestione

In Italia , dal primo gennaio 1995, le prestazioni di assistenza ospedaliera erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono pagate su tariffe predeterminate dalle Regioni. I criteri sono definiti con decreto del Ministero della Sanità del 1994. Siamo usciti dal pagamento a piè di lista dei tempi precedenti, obbligando gli ospedali pubblici e convenzionati ad adeguarsi al nuovo tipo di registrazione. Il concetto è semplice: non ti pago più solo perché esisti, a prescindere da quanto sei utile, ma ti pago per quello che fai. Finalmente, direte voi; ma che cos’è successo nel frattempo  che ci ha fatto precipitare in episodi come quello della “clinica degli orrori“?… II sistema di regole (per il pagamento delle prestazioni effettuate dalla struttura sanitaria, ndr) ammette interpretazioni e applicazioni di fantasia, che portano ad aumentare gli incassi. Si tratta di comportamenti opportunistici molto diffusi, che sembra impossibile eliminare… Gli imbroglioni sono capaci di veri e propri “miracoli”:

• in ambulatorio, trasformare ogni accertamento in ricovero di breve durata (due notti almeno), costa poco e rende il massimo. Aggiungere esami inutili, se il caso;

• frazionare il ricovero in due o più ricoveri consecutivi per avere riconosciuta, anziché una tariffa, tante tariffe quanti sono i ricoveri consecutivi;

• eseguire interventi di chirurgia estetica non rimborsabili dal SSN, camuffandoli da interventi rimborsabili;

• utilizzare farmaci di ultima generazione e chirurgia complessa anche nei casi di decesso imminente;

• intervenire su giornali, riviste e talkshow televisivi per trasformare vaghe speranze in soluzioni.

L’autore a questo punto introduce un concetto chiave per valutare l’operato delle cure offerte: l’appropriatezza… L’appropriatezza medica o chirurgica, quando devo fare un esame oppure assumere una terapia o sottopormi a una riabilitazione o a una dieta , è il processo con cui il medico sceglie (seleziona), tra gli interventi efficaci per la mia malattia, quello che più facilmente produce  i risultati desiderati, ovvero i migliori per me in quel contesto. Il concetto di appropriatezza medica (la cosa giusta per quel paziente) si interfaccia con quello di appropriatezza economica e gestionale (la cosa giusta per quel paziente al prezzo e nei modi ottimali). I rimborsi: A ogni atto e procedura medica, chirurgica, riabilitativa ecc. corrisponde un compenso. La sanità italiana ha definito poco più di cinquecento diversi compensi, che corrispondono ad altrettanti gruppi di malattie. Si chiamano DRG (Diagnostic Related Groups), che significa”raggruppamenti omogenei di diagnosi”. Servono a determinare sia le scelte sia la spesa del nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e quindi stabiliscono il finanziamento per ogni azienda e struttura a seconda delle malattie che cura… Per imbrogliare e rubare, dunque, bisogna assegnare un DRG falso, oppure indicare una prestazione non fatta, oppure assegnare un percorso di diagnosi e cura eccessivo o inappropriato, oppure usare il meccanismo dei ricoveri consecutivi o dei rimborsi per cittadini residenti fuori regione. Sono solo alcuni esempi e non c’è bisogno di illustrarli nei dettagli. ………

Poi l’autore riporta un esempio di frode al termine del quale spiega … Da questo esempio capite bene quanto possa essere complessa la valutazione dell’appropriatezza e quanto sia facile per gli imbroglioni  giocarci sopra per intascare soldi che non spetterebbero loro. Ma esistono strumenti di calcolo oramai collaudati, che potrebbero inchiodarli. Non li conoscono medici e gente comune, ma non mancano al ministro Sacconi, che sa bene che esistono fior di dirigenti pubblici che hanno studiato sistemi di rilevazione coi quali  è facile scoprire dove si ruba. Infatti, calcolando ciò che viene fatto in qualunque posto dove il SSN paga, si registrano indicatori di “rischio di inappropriatezza”, cioè numeri e statistiche che dicono: bada, qui probabilmente opera una manica di ladri ben organizzati. Nella seguente tabella riporto un elenco dei DRG sui quali si ruba di più, o perché ci s’inventa la necessità di interventi che non dovrebbero essere fatti, oppure perché, d’accordo con la paziente, si ricostruisce un bel seno con la chirurgia estetica (non rimborsabile) truccandolo da DRG262: biopsia della mammella  e asportazione locale non per neoplasie maligne (codice intervento 85.20 e 85.21). Già, perché  a imbrogliare sui DRG non sono solo medici  e gestori delle cliniche, ma anche i presunti malati, sani come pesci, convinti d’essere furbi, in realtà truffatori.

Altro metodo usato per truffare rimborsi alla Sanità italiana, è quello di far fare esami ad istituti convenzionati, invece di sfruttare intensamente i modernissimi macchinari acquistati dagli ospedali pubblici… Meglio scappare nelle vetuste Radiologie delle cliniche convenzionate, per manovrare risonanze e TAC vecchie, sì, ma utilissime per fare soldi. In una città come Roma, i cui abitanti sono meno di tre milioni, nel 2007 sono state eseguite ben cinquecentomila risonanze magnetiche nucleari. Ma come è possibile che una persona su sei, neonati inclusi, ne abbia avuto bisogno? Risultato: il deficit della sanità laziale è arrivato a dieci miliardi di euro, dei quali, si può stare certi, due terzi sono stati letteralmente rubati eseguendo prestazioni inventate per fare cassa…

Vi è poi il meccanismo del rimborso per i risiedenti fuori la Regione… Ogni Regione riceve parte del fondo (il fondo per la sanità, ndr) a seconda dei propri residenti, con correttivi discussi e variabili, calcolati sulla percentuale di persone anziane, neonati e giovani, sulla presenza di istituti pediatrici o di altra specialità, che funzionano da centri di riferimento, e cose simili. Ogni Regione usa il fondo per pagare i propri servizi sanitari e stabilisce un tetto di spesa, quantificato con complicati calcoli statistici che analizzano malattie prevalenti, servizi e molti altri dati. Anche le cliniche private accreditate hanno un tetto: significa che non possono fare tutti gli esami e iricoveri che vogliono, ma solo entro i limiti della cifra a loro disposizione. Ciò non vale per chi arriva da fuori regione. Infatti, in questo caso, l’ospedale può (anzideve) curare comunque il malato, mandando il conto alla propria ASL, a prescindere dal tetto. Le quote fuori tetto, pagate per  i non residenti, saranno rimborsate dalle Regioni di provenienza. Sicilia, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna ecc. sborsano milioni di euro  a vantaggio delle Regioni del Nord, privandosi delle risorse per migliorare il proprio personale e il parco tecnologico. Il Governo sa che la crescita della sanità del Nord si basa sull’arretratezza della sanità del Sud  e sa quanto duro possa essere porvi rimedio, visti gli interessi economici in gioco: settecentocinquantamilioni di euro nella sola Lombardia, per esempio. Ma la causa non è solo quella. Molte delle vicende a carico della malasanità del Sud, infatti, hanno indicato nella collusione tra malavita organizzata e servizi sanitari una delle aree più ricche di speculazione politico-affaristica.

I beneficiari: partiti, correnti, imprenditori, cooperative e malavita organizzata

solo alcuni flash…

…la camorra ha spadroneggiato negli appalti e nei contratti di forniture della ASL. Gli appalti (pulizie, lavanderia, rimozione e trasporto di radioattivi, fornitura dei pasti, trasporto dei rifiuti ecc.) sarebbero andati sistematicamente a ditte prive del nulla osta antimafia, e che risultavano interdette dall’averlo…

… “Tutte le strutture burocratiche delle ASL e molte di quelle della Regione” ha ribadito il sostituto procuratore Lorenzo Nicastro “erano completamente asservite, nell’adempimento delle loro funzioni, ai desiderata dei legali rappresentanti delle imprese indagate…

Mi fermo. Dal momento che ben l’80 percento del danaro che circola in quasi tutte le Regioni proviene dal fondo sanitario, è ovvio che malavita e corruzione si concentrino sulla sanità. Lo stesso fanno politici, imprenditori e sindacalisti, attratti dalle possibilità di lavoro e guadagno, clientele  e voti, potere e intrecci favorevoli agli interessi di ciascuno. La maggioranza di tali interessi non ha nulla a che fare con la salute dei cittadini. Per evitare eccessi, ci si è accordati tra potenti per suddividere lerisorse in “lotti”, che vengono negoziati continuamente, in ragione dei risultati elettorali. Chi gestisce il lotto derivato dalla contrattazione fra partiti concede l’appalto alle cooperative di CL o a quelle rosse, all’imprenditore dottor Pinco oppure al signor Palla, ma solo se garantiscono un “ritorno” al partito o al gestore del lotto? Probabile. Anche quando dentro la giacca blu si nascondono delinquenti? Così dice la cronaca e così recitano i documenti dei magistrati nei vari processi. Ma la lottizzazione ha costi proibitivi e porvi rimedio diventa imperativo. Come? Da anni paghiamo stipendi e consulenti per monitorare i bilanci di ciascuna Regione; esiste una “Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema “che affida all’Ufficio VI la compilazione di un dossier annuale, scaricabile da Internet. Qui si identifica dove, chi e come spreca, ruba, truffa. Non c’è bisogno di commissioni d’inchiesta. Basta quel 2 percento di controlli obbligatori delle SDO, le schede di dimissione ospedaliera che abbiamo imparato a conoscere. Una cosa, infatti, è eseguire il  2 percento di verifiche a caso, allo stesso modo di una pesca tra le bancarelle del lunapark. Altro risultato si otterrebbe se quel 2 per cento fosse concentrato su cliniche  e ospedali acchiappati con indicatori di inappropriatezza evidenti. Come si fa? Si comincia, per esempio, andando a vedere che frequenza hanno i DRG elencati nella Tabella 1. Dove ci sono tanti interventi sulla mammella, senza la documentazione di un cancro, si può essere quasi certi di trovare una chirurgia estetica camuffata e rimborsata. Come inibire per sempre il truffatore colto in flagrante? Nessun processo, per carità, passerebbero decenni! Basta presumere che tutte le SDO che contengono quel DRG siano false e non pagarle per tutto l’anno. La punizione sarebbe efficace e, con la potenza del passaparola, tutti scoprirebbero che per incassare di più si rischia di lavorare gratis. Smetterebbero all’istante…

Vi ricordo sempre i tre strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Come l’autore propone,Serve prendere carta e penna e descrivere ai carabinieri del Nas oppure alla Guardia di Finanza, per filo e per segno, ciò che capita nel vostro reparto. Se temete di subire un licenziamento, non parlatene con nessuno e trovate voi il modo più prudente di farlo; l’importante è essere dettagliati, rigorosi e mai arrabbiati.

2) Utilizziamo Internet in modo attivo, non solo come meri spettatori, ed in questo caso specifico DIAMO UN VOTO ALLE STRUTTURE SANITARIE, tramite un apposito sito completamente gratuito, e che ci permette di condividere con tutte le nostre esperienze e viceversa di poter visionare le esperienze altrui per valutare il da farsi (clicca nelle frase in maiuscolo per l’articolo di approfondimento…)

3) Diffondiamo e supportiamo i gruppi di medici onesti che non vogliono farsi corrompere in alcun modo dalle grandi case farmaceutiche internazionali, che offrono loro viaggi, premi, e regali di ogni tipo pur di avere giudizi compiacenti sui loro prodotti. Per esempio in Italia vi è l’Associazione “No grazie pago io” (clicca per l’articolo di approfondimento). nelle prossime settimane, tempo permettendo, continuerò ad inserire gli estratti, capitolo per capitolo di questo libro… sappiamo tutti che non c’è nulla di più importante della salute, quindi mi scuserete se ripeto che è veramente indispensabile… intanto chi vuole leggerselo per conto suo basta che clicchi sulla sua copertina e potrà scaricare gratis una versione elettronica (PDF) dello stesso che ho trovato in rete…

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Gianni Girotto

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Rifugiati, il dramma della ricerca dei propri Affetti

Pubblicato da giannigirotto su 24 marzo 2011

Vorrei dare il mio piccolo contributo nella diffusione di questo strumento, il sito Internet Refugees United, che è nato e lavora unicamente per aiutare quei milioni di persone (l’ONU ne stimava 37 milioni nel 2009, ma sono stime molto, molto prudenti…) che, sono in fuga dai loro Paesi di origine perlopiù per situazioni di guerra, vuoi civile vuoi internazionale, sfruttamento, carestia ecc. ed hanno perso completamente i contatti con i loro affetti più cari, insomma non ne hanno più notizie da mesi, anni…

E’ un dramma apocalittico, di fronte al quale le nostre situazioni personali assumono una rilevanza diversa, certamente più ridimensionata. Difatti anche nelle nostre situazioni più gravi, ben difficilmente arriviamo al punto di perdere del tutto i contatti con la nostra famiglia, i figli, i fratelli, il marito/moglie, gli amici più cari, e perderli nel senso più assoluto del termine, cioè non avere nessuna notizie di loro, non sapere se sono ancora vivi, in che Nazione si sono rifugiati, da dove partire per cercarli… un dramma che ti fa provare ogni giorno un angoscia indicibile, perchè ancora maggiore di una perdita definitiva è il dolore che provoca il non sapere nulla del destino dei propri cari…

Anche in questo caso la tecnologia Internet e l’altruismo di un pugno di normali cittadini hanno permesso la creazione di uno strumento estremamente importante ed efficace per tentare di risolvere molte situazioni drammatiche.  Si tratta quindi di un sito che gestisce una propria banca dati (database) nel quale i rifugiati possono registrarsi in maniera totalmente anonima (perchè il pericolo più grave è quello delle ritorsioni sui familiari) e quindi cercare/farsi cercare  i/da  propri familiari, attraverso l’inserimento di notizie e dettagli noti solo a loro.

Come sempre il primo passo da compiere è diffondere la notizia sull’esistenza di tale strumento, per cui vi invito, se volete, ad approfondire l’argomento leggendo l’articolo di Wired in versione italiana (molto stringato) e/o quello integrale nella versione inglese della rivista… e naturalmente a cliccare sul “mi piace” della relativa pagina Facebook di Refugees United

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Indispensabili: La decrescita felice – Introduzione e Manifesto

Pubblicato da giannigirotto su 15 febbraio 2011

Non poteva mancare nella mia sezione Indispensabili questo scritto di Maurizio Pallante, che ovviamente rappresenta il punto d’unione di coloro che si riconoscono nell’omonimo Movimento per la Decrescita Felice.

Anche questo libro rientra tra i miei preferiti perchè non si limita a denunciare situazioni insostenibili, ma propone delle alternative concrete e virtuose, che ci consentono di mantenere un elevato livello qualitativo di vita, senza compromettere le risorse che lasceremo ai nostri figli.

PREFAZIONE

…Agli studenti di economia insegnano, come riaffiora dai ricordi giovanili di un economista di grandissimo successo, che i conti tornano solo se sono preceduti dal segno più. E prova a far­glielo entrare in testa che la produzione non può Crescere all’infi­nito perché le risorse del pianeta non lo sono e non è infinita la sua capacità di metabolizzare le sostanze di scarto emesse dai pro­cessi produttivi, dai prodotti nel corso della loro vita e dai rifiuti in cui prima o poi si trasformano… Se vai da qui a là in automobile e non trovi traffico lungo la
strada consumi una certa quantità di carburante. Se t’imbottigli in una coda chilometrica, ne consumi di più. Quindi fai crescere di più il prodotto interno lordo. Quindi stai meglio. E allora per­ ché t’arrabbi?…

… Strada dopo strada la tua provincia cresce. L’amministrazione provinciale di Treviso è orgogliosa di fartelo sapere. Va bene che il verbo crescere racchiude il meglio del meglio possi­bile, ma cosa vuoi dire che una provincia cresce? Diventa più grande? L’unica cosa che cresce, strada dopo strada, è la quan­tità di superficie terrestre impermeabilizzata. Così quando piove l’acqua non penetra nella terra e non alimenta le falde freatiche. Viene raccolta dai tombini, va nelle fogne, al fiume, al mare. È
come se non fosse piovuto. I pozzi si asciugano. Le sorgenti non buttano più. L’acqua bisogna andare a prenderla in montagna e metterla nelle bottiglie di plastica che stanno per portarti. Ci vo­gliono camion per portare il petrolio all’industria petrolchimica che ne farà plastica, camion per portare la plastica alla fabbrica che ne farà bottiglie, camion per portare le bottiglie vuote alla sorgente, camion per portare le bottiglie piene ai supermercati, camion per portare le bottiglie svuotate in discarica o all’incenerimento. Per far viaggiare tutti questi camion bisogna fare strade e autostrade. Sbriciolare le montagne, trasportare le pietre, sten­dere l’asfalto, impermeabilizzare altro suolo, far viaggiare altri camion…

Capitolo 1 – Manifesto del Movimento per la Decrescita Felice

Lo yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori per’ corre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 5 euro ai litro, viene con­fezionato al 95 per cento in vasetti di plastica quasi tutti monouso, raggruppati in imballaggi di cartoncino, subisce trattamenti dì conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato. Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con oppor­tune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conser­vanti ed è ricchissimo di batteri…

Tuttavia questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno lordo: sia perché lo yogurt autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede consumi di carburante; quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede confezioni e imballaggi, quindi fa diminuire la domanda * sia perché fa diminuire i costi di smaltimento dei rifiuti. Ciò disturba i ministri delle finanze perché riduce il gettito del­l’Iva e delle accise sui carburanti; i ministri dell’ambiente perché di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loro bilanci e non possono più sovvenzionare le fonti energetiche alternative nell’ot­tica dello «sviluppo sostenibile»; i sindaci, i presidenti di regione e di provincia perché non possono più distribuire ai loro elettori i contributi statali per le fonti alternative; le aziende municipalizza­te e i consorzi di gestione rifiuti perché diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori di reti di teleriscalda­mento alimentate da inceneritori, perché devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a paga­mento) con gasolio (che devono comprare). Ma non è tutto. Facendo diminuire la domanda di vasetti di plastica e di im­ballaggi in cartoncino, l’autoproduzione dello yogurt fa diminuire ulteriormente la domanda di petrolio. Sia quello che serve per produrre la plastica (due chili di petrolio per chilo di plastica), sia quello che serve per il carburante necessario a trasportare vasetti e imballaggi dalle fabbriche in cui vengono prodotti alle fabbri­che in cui viene prodotto industrialmente lo yogurt. Comporta quindi una ulteriore diminuzione delle emissioni di CO2 e del pro­dotto interno lordo. Ciò disturba una seconda volta i ministri delle finanze e del­l’ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette. Ma non è tutto. I fermenti lattici contenuti nello yogurt fresco autoprodotto arricchiscono la flora batterica intestinale e fanno evacuare me­glio. Le persone affette da stitichezza possono iniziare la loro gior­nata leggeri come libellule. Pertanto la qualità della loro vita mi­gliora e il loro reddito ne ha un ulteriore beneficio, perché non devono più comprare purganti. Ma ciò comporta una diminuzio­ne della domanda di merci e del prodotto interno lordo. Anche i purganti prodotti industrialmente e acquistati attraverso i circuiti commerciali, per arrivare nelle case dei consumatori percorrono migliaia di chilometri. La diminuzione della loro domanda comporta dunque anche una ulteriore diminuzione dei consumi di carburante e un ulteriore decremento del prodotto interno lordo.

Ciò disturba una terza volta i ministri delle finanze e dell’am­biente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette. Ma non è tutto.  La diminuzione della domanda di yogurt, di vasetti di plastica e di imballaggi in cartoncino, di purganti e della quantità di rifiu­ti, comporta una riduzione della circolazione degli autotreni che li trasportano e, quindi, una maggiore fluidità del traffico stradale e autostradale. Gli altri autoveicoli possono circolare più veloce­mente e si riducono gli intasamenti. Di conseguenza migliora la qualità della vita. Ma diminuiscono anche i consumi di carburan­te e si riduce il prodotto interno lordo. Ciò disturba una quarta volta i ministri delle finanze e dell’am­biente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragio­ni già dette. Ma non è tutto. La diminuzione dei camion circolanti su strade e autostrade diminuisce statisticamente i rischi d’incidenti. Questo ulteriore miglioramento della qualità della vita indotto dalla sostituzione dello yogurt prodotto industrialmente con yogurt autoprodotto, comporta una ulteriore diminuzione del prodotto interno lordo, facendo diminuire sia le spese ospedaliere, farmaceutiche e mor­tuarie, sia le spese per le riparazioni degli autoveicoli incidentati e gli acquisti di autoveicoli nuovi in sostituzione di quelli non più riparabili. Ciò disturba una quinta volta i ministri delle finanze e dell’am­biente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragio­ni già dette…

Ugualmente il MDF (Movimendo Decrescita Felice) propone ed auspica anche l’autoproduzione energetica… dove la maggiore efficienza è il minor impatto am­bientale si ottengono con impianti di autoproduzione collegati in rete per scambiare le eccedenze…

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Indispensabili: L’anticasta – Per un’Etica dell’utopia

Pubblicato da giannigirotto su 2 dicembre 2010

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare le esperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Ecco ora il capitolo (clicca sulla copertina per vedere gli altri…):

PER UN’ETICA DELL’UTOPIA

di ALEX ZANOTELLI

Credo che il problema centrale della nostra società sia un problema etico. Il cuore della nostra crisi è la mancanza di un etica sia personale che sociale….

Fromm ritiene che la vita è bella quando la si dona, quando la si dà. Fromm mette alla base di una sana psicologia il detto di Gesù: “Fratello/sorella, se la tua vita la tie­ni per te sei morto! Ma se sei capace di darla, di donarla sei vivo! (Marco 8, 35)”. Si è vivi, gioiosi, felici quando si dà o si dona; si è tristi e infelici quando ci si rinchiude in sé stessi…..invece…La costrizione al consumo è diventata per noi tanto profon­da quanto il bisogno di sopravvivere, perché il modello consumistico rivela che il nostro stesso essere e scopo sono cal­colabili unicamente in termini di ciò che possediamo sono misurabili soltanto secondo quanto abbiamo e prendiamo….diventiamo cose, anzi tubi digerenti. È così che si crea ‘O Sistema….

II nostro è un sistema idolatrico a cui siamo pronti sacrificare gli esseri umani sia per fame (dieci milioni di morti all’anno), sia per guerra. Siamo oggi disposti a sacrificare anche lo stesso Pianeta (l’incombente crisi ecolo­gica)….

Siamo tutti oggi convocati a scegliere tra la vita e la morte. E non è più sufficiente dirlo con le parole, ma con le scelte quotidiane in campo economica, politi­co, Sociale, familiare. Òggi l’uomo deve fare una scelta epocale…. Perché questo avvenga, ogni uomo e ogni donna do­vranno fare un grande salto di qualità in umanità e di to­tale apertura all’altro. Deve nascere l’uomo nuovo. Ma l’uomo nuovo dovrà poi imparare a tradurre tutta questa ricchezza personale in campo sociale, politico, economico e ambientale…

Sapremo noi fare questo passaggio epocale in tempi i relativamente brevi e su scala planetaria? ….. Già compaiono qua e là i germogli di un mondo nuovo, di cui le esperienze raccontate in questo libro sono limpidi esempi.

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Divulgare le informazioni: Josè

Pubblicato da giannigirotto su 17 novembre 2010

Uno dei problemi principali che ogni generazione si trova ad affrontare è quello di raccogliere le informazioni utili per farsi un quadro completo e veritiero della situazione, del mondo che la circonda, onde essere cosciente e pronta a decidere come affrontare la vita.

Ora, è oramai innegabile che viviamo in un mondo globalizzato, in cui ciò che succede per esempio in Cina ed India avrà rilevantissime conseguenze anche in Europa, e viceversa e così via dicendo.

E’ necessario pertanto avere una visione complessiva della situazione mondiale e dei meccanismi e criteri che la regolano. E prima (temporalmente parlando) un giovane riesce a formarsi questa cultura, a farsi un quadro sufficentemente completo, meglio sarà per lui e in generale per tutti. Ma come approcciare le giovani generazioni? queste naturalmente usano Internet per informarsi, ma difficilmente si trovano degli articoli, degli scritti che hanno l’obiettivo suddetto e forniscono una situazione globale, e se ci sono si rivelano di difficile lettura.

A questo punto il mio contributo è stata la scrittura di un libretto, intitolato “Josè“. L’ho scritto proprio con l’obiettivo e il desiderio di diffondere e informare sulla realtà delle gravi problematiche che ci circondano. Per approcciare a ciò il più possibile sopratutto i giovani, l’ho scritto con una modalità accattivante (spero), una trama avventurosa e stimolante, e spero anche con linguaggio e stile giovanile, raccontando le avventure di un ragazzino speciale, Josè appunto. Questo racconto, che parla di clima, ambiente, tecnologie, realtà virtuale, inquinamento, credito etico, diritti umani, sfruttamento, multinazionali, e-goverment ecc. ecc., è come dicevo solo un pretesto, un modo di “veicolare” quelle informazioni che ritengo ognuno di noi dovrebbe conoscere, almeno a grandi linee. Questo libretto non è ovviamente pubblicato, ma gira solo in formato digitale, e personalmente non mi interessa affatto sfruttarlo commercialmente (anzi è “open source”, e chiunque lo può modificare come meglio crede).

Se pensate vi possa essere utile, scaricatelo ed usatelo pure come meglio ritenete opportuno.

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Facciamo Quattro Passi?

Pubblicato da giannigirotto su 11 settembre 2010

Prende il via tra due settimane (esattamente il sabato 25 settembre dalle 10 alle 24 e domenica 26 settembre dalle 10 alle 19) la 6a edizione dell’ormai famosa fiera organizzata dalla cooperativa Pace e Sviluppo.

Per chi non la conoscesse, segnalo che questa fiera è diventata a pieno diritto un punto di riferimento per tutti coloro, e sono tantissimi, che sono stanchi delle parole e delle deleghe, e si impegnano in prima persona per una società più giusta ed etica, sia come soci/volontari di una qualche organizzazione, sia come clienti della stessa.

Troverete pertanto i GAS, la finanza etica, il commercio equosolidale, abbigliamento, detersivi, saponi, erboristica, profumi eco ed equo, pannolini riciclabili, le energie rinnovabili, l’edilizia naturale, i produttori agricoli biologici, gli agriturismi, le ONG impegnate nella tutela dei diritti, dell’ambiente, del lavoro, dei bambini, dei diversamente abili…..e tanto tanto altro ancora……..

La sede della fiera quest’anno sono i rinnovati, ampi, ben strutturati ed inseriti nel verde, locali della provincia di Treviso, in zona San Artemio, dotati di ampi parcheggi.

L’edizione di quest’anno prevede un programma estremamente fitto di iniziative, tra cui trovano spazio numerosi eventi per i bambini, di modo che alla fiera possano partecipare anche le famiglie trovando momenti di relax e svago. L’ingresso è gratuito,

Come sempre l’invito è a partecipare, mettere per un po’ da parte la propria indifferenza, rassegnazione e cinismo, e viceversa adoperarsi in una qualche iniziativa concreta per migliorare questo brutto mondo, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Chiudo con questa storiella significativa: Da una favola africana.

«Nel corso di un incendio nella foresta, tutti gli animali fuggivano tranne un colibrì che volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco.
“Cosa credi di fare, tu?” gli chiese il leone.
“Cerco di spegnere l’incendio!” rispose il piccolo volatile.
“Con una goccia d’acqua?” ribatté il leone con un sogghigno d’irrisione.
Il colibrì, proseguendo il volo, rispose:
“Io faccio la mia parte!”»

Buoni passi a tutti.

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