Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Archivio per la categoria ‘multinazionali’

Buone notizie!

Pubblicato da giannigirotto su 19 Novembre 2009

SCRIVERE SERVE!

In più parti del mio sito affronto l’argomento degli appelli da sottoscrivere via Internet..perorandone la causa ed affermando che con essi si ottengono risultati concreti….

Sono felice pertanto di inserire due tra gli ultimi risultati positivi ottenuti da Associazioni di tutela dei diritti in questo caso nell’ambito del lavoro….

Vittoria per 1.200 lavoratori licenziati da una succursale di “Fruit of the loom” in Honduras, che verranno riassunti in una nuova fabbrica più moderna e sicura….(in inglese)

I lavoratori precari della Unilever (proprietaria del marchio Lipton)  in Pakistan hanno ottenuto un contratto definitivo per la creazione di 200 posti fissi a tempo indeterminato, mentre sino ad allora vi erano solo 22 lavoratori assunti….(in inglese)

ACCORDO BANCA ETICA E CTM ALTROMERCATO

Beh, io sono socio di entrambe, come non esserne felice?

La Finanza etica e il Commercio equo e solidale condividono la visione di fondo che li ispira entrambi: l’idea che tutte le azioni economiche debbano e possano seguire i principi di un modello di sviluppo umano e sociale sostenibile, nel quale la produzione della ricchezza e la sua distribuzione siano fondati sui valori della solidarietà, della trasparenza e della realizzazione del bene comune.
In concreto Banca Etica ha siglato una convenzione con CTM-Altromercato – la maggiore organizzazione del commercio equo in Italia e la seconda a livello mondiale – per garantire condizioni di favore per alcune operazioni quali: scoperto di c/c; anticipo di contratti, contributi, fatture, etc. oltre naturalmente a linee di credito (mutui) a medio e lungo termine e fideiussioni. La convenzione prevede anche servizi commerciali quali l’installazione del POS e la gestione della tesoreria. Banca Etica in ogni caso non applica né le commissioni di massimo scoperto, né la trimestralizzazione degli interessi.
La convenzione coinvolge anche un terzo partner: il Consorzio MCC Servire di Brescia. Si tratta di un consorzio fidi nato per sostenere il settore del non profit ed in particolare i soggetti del commercio equo e solidale e che presta garanzia sugli affidamenti e ne cura la pre-istruttoria facilitando e snellendo così i tempi per le erogazioni.
Con CTM-Altromercato Banca Etica ha rafforzato la collaborazione dando vita anche a un certificato di deposito dedicato: coloro che sottoscrivono tali certificati di deposito sostengono l’attività svolta da CTM favorendo l’applicazione di condizioni agevolate sulla linea di credito accesa da CTM presso Banca Etica. Il risparmiatore, se lo richiede, ha la possibilità di rinunciare a parte della remunerazione favorendo, così, ulteriormente CTM. Ad aprile 2009 i CD dedicati a CTM hanno raggiunto un valore pari a circa 2 milioni di euro.
……………………..
“Ogni volta che la nostra Banca finanzia un’iniziativa del commercio equo e solidale mi sento particolarmente soddisfatto: finanza etica e commercio equo, insieme, sono l’esempio concreto di un’alternativa praticabile, giusta e sostenibile all’economia ingorda e sbilanciata che arricchisce pochi e sottrae risorse a molti”, dice il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato

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I miei “Credo”: Ambiente

Pubblicato da giannigirotto su 10 Novembre 2009

Ritengo sia scontato, scontatissimo lo dicono tutti no? ma nei fatti poi….

Credo che l’ambiente debba essere la priorità di tutto, di ogni singola azione. L’ambiente non è un lusso, un accessorio, una voce di bilancio, l’ambiente è il fondamento su cui si poggia tutto il resto; se l’ambiente non è in equilibrio, tutto il resto è in pericolo. E ricordo che nel termine “tutto il resto” ci siamo anche noi essere umani….ed attenzione che gli ultimi dati sono terribili, secondo il recentissimo ultimo rapporto dell’IUCN (International Union for Conservation of Natureun’organizzazione internazionale all’interno della quale partecipano ben 140 Paesi, con una rappresentanza di 77 Stati, 114 agenzie governative, più di 800 organizzazioni non governative, più di 10.000 scienziati ed esperti internazionalmente riconosciuti provenienti da più di 180 Paesi che lavorano all’interno delle Commissioni – quindi non degli sprovveduti quaraquaquà..) dichiara che oltre un terzo della flora e della fauna sono a rischio di estinzione. Una dichiarazione che dovrebbe farci schizzare tutti dalla sedia e sudare freddo, e che dovrebbe generare allarme rosso nei mass-media, che invece continueranno a propinarci politicuccia e cronaca pruriginosa per mantenerci nel nostro stato di ipnotica obnubilazione…

Oggi infatti termini come “sostenibilità”, “fonti rinnovabili” e similari, sono sulla bocca di tutti, ma poi?

Quanti si rendono conto che senza un cambiamento del proprio personale stile di vita non si risolve nulla? E attenzione che cambiamento non vuol dire automaticamente riduzione, regressione….ma alcune limitazioni le comporta, eccome, non possiamo nasconderci dietro un dito dicendo che possiamo continuare a sperperare le risorse come queste fossero infinite….

Ecco allora che come Einstein diceva “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza alla Terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”, e quindi bisogna iniziare perlomeno a ridurre sensibilmente il consumo di carne e derivati, che richiedono immense quantità di energia per essere prodotti, trasportati e conservati…

E’ l’agricoltura? oggi l’agricoltura è tutto meno che sostenibile, basata com’è sul petrolio, petrolio che serve ovviamente per i macchinari, ma anche perchè sono fatti di petrolio i concimi e i vari prodotti chimici antiparassitari e diserbanti che vengono massicciamente impiegati nella coltivazione. E che dire puoi dei sistemi di coltivazioni e delle monocolture intensive che rendono il terreno sterile. Quanti sono coscienti che si deve iniziare una transazione verso un’agricoltura senza petrolio, visto che questo comunque finirà, tra 50, 100 o 200 anni nessuno ne è sicuro ma è sicurò che finirà, e cambiare un sistema così complesso e mastodontico sarà un operazione che occuperà decine di anni….vogliamo farla con calma o quando avremo l’acqua alla gola….??

Come pensare poi che l’incerimento dei rifiuti sia una soluzione, visto che le ceneri prodotte sono estremamente pericolose e quindi vanno stoccate in sicurezza….una volta si usavano le ceneri per fertilizzare i campi, ma ovviamente perchè erano il prodotto della combustione di materiali assolutamente naturali, ora invece si incenerisce una serie di materiali che presi singolarmente sarebbero riciclabili, ma bruciati assieme diventano pericolosissimi….quando avremo incenerito tutto allora cosa ci resterà?

Come possiamo pensare di continuare a produrre milioni di automobili all’anno, con un consumo spaventoso di energie e materiali, automobili che utilizzano il petrolio per funzionare, invece di incentivare i trasporti pubblici e ripensare profondamente tutto il settore della mobilità….

Insomma la lista potrebbe continuare molto a lungo, ma penso che il concetto sia chiaro. Io credo che qualsiasi strategia che l’umanità deciderà di adottare, che non metta al primo posto la salvaguardia dello stesso ambiente che ci ospita e rende la vita possibile, si risolverà in un fallimento che comporterà, come sta già comportando, molta povertà e molto dolore per miliardi di esseri umani.

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Banche e mutuo: rispettate la legge!

Pubblicato da giannigirotto su 4 Novembre 2009

Onde dare una scossa salutare che incentivasse una reale concorrenza tra le Banche, il precedente Governo aveva emanato una legge ( n° 40 del 2 aprile 2007 (cosiddetta Legge Bersani), assolutamente tuttora in vigore, sulla possibilità di trasferire il proprio mutuo da una Banca ad un’altra che offrisse condizioni migliori. Cosa significa?

Significa che un mutuatario può trasferire il suo debito ad un’altra banca senza sopportare costi per le formalità della sostituzione.

Mediante tale legge la nuova banca subentra nella garanzia ipotecaria già iscritta dal creditore originario. A seguito di ciò l’atto di surroga del mutuo risulterà da un’annotazione a margine dell’ipoteca.
Così, mentre in passato la sostituzione implicava la cancellazione della vecchia ipoteca e l’iscrizione di una nuova, quest’operazione può essere ora realizzata mediante un contratto di surrogazione del mutuo originario.
La Legge 244 del 24 dicembre 2007  stabilisce che con la surroga del mutuo deve essere garantita al cliente “l’esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura.” Così tutta l’operazione potrà essere condotta senza sopportare spese di sorta, neanche quelle relative all’atto notarile.

Fin qui la teoria, in pratica………….in pratica le Banche, padrone come sono dell’Italia e della politica, fanno quello che vogliono, anche perchè la legge suddetta si è “dimenticata” di prevedere delle sanzioni in caso di mancato rispetto………..Come difendersi allora? Innanzitutto conoscendo chiaramente i propri diritti ed insistendo per il loro rispetto; a tal scopo vi metto a disposizione l’ultimo articolo in merito dell’Associazione Altroconsumo, che da anni si batte per una maggiore trasparenza e rispetto della legge da parte di tutte le società che abusano della loro posizione dominante, e quindi in primis delle Banche.

Buona lettura e buona difesa dei vostri diritti. Gianni Girotto

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Distinguiamo, per favore!

Pubblicato da giannigirotto su 6 Ottobre 2009

In questi giorni tanto si parla e si parlerà del famigerato “Scudo Fiscale”, grazie al quale rientreranno in Italia miliardi e miliardi di euro, ma sarebbe meglio dire circa seicentomila miliardi di lire, una cifra difficilmente immaginabile…..

Vorrei fare alcuni distinguo e una domanda: chi e come ha calcolato la cifra di 300 miliardi di Euro di valore previsto dei capitali che rientreranno; come ha fatto a calcolarla, se pur spannometricamente? se sono capitali “nascosti”, su banche svizzere e paradisi fiscali, come fanno ad avere un idea delle loro dimensioni? hanno tirato ad indovinare? oppure sanno, eccome se sanno ….? ma se sanno perchè non agiscono….?

A dire il vero ci sarebbero molte altre domande da fare, a partire dal perchè le persone “normali” devono pagare il 30-40-50% di tasse mentre questi “anonimi” (visto che la legge garantisce l’anonimato) pagheranno solo il 5%….., ma sono considerazioni già fatte e rifatte

Il distinguo che vorrei fare io invece è semplice, e lo avrete già capito se avete visto il video: non tutte le Banche si sono prestate a questa operazione (decidete voi se vergognosa oppure lecita). Tutte meno una, tutte meno Banca Etica, per il quale da sempre il denaro non è il fine, non è l’obiettivo da raggiungere con tutti i mezzi e a tutti i costi, ma viceversa un semplice strumento da usare con scienza e coscienza per aiutare un vero sviluppo, basato su equità, condivisione e trasparenza.

Se siete d’accordo aiutate Banca Etica, aiuterete i vostri figli a trovare, un domani, un mondo più giusto.

Ringrazio Claudio Messora – Byoblu - per il video. Gianni Girotto

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Nuova influenza A: massima attenzione, ma niente panico

Pubblicato da giannigirotto su 27 Luglio 2009

Fonte: Altroconsumo

17-07-2009

Pandemia inarrestabile e vaccinazione di massa. Quando parlano della nuova influenza A (o influenza suina), i media usano sempre i grossi calibri. Peccato che sparare sulle prime pagine dei giornali titoli di questo tenore (così come urlarli in prima serata) non ha altro effetto se non quello di seminare panico e allarmismo ingiustificati. Qual è allora la situazione reale?

Una guardia più alta
Il mese scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha portato il grado di allerta pandemico al livello più alto, la fase 6. La mossa è stata decisa per sollevare l’attenzione delle autorità sanitarie e del personale medico nei confronti di una infezione che ormai si è estesa anche a persone che non hanno effettuato viaggi internazionali.

Il livello 6 però non indica un aumento del grado di mortalità della malattia: le autorità sanitarie dicono che fino a oggi il numero di decessi è stato inferiore rispetto a quello della normale influenza stagionale, che i sintomi sono lievi e il decorso piuttosto semplice e privo di complicazioni nella maggioranza dei casi. Né sono richieste cure particolari.

La principale preoccupazione degli scienziati è però che un virus nuovo come questo, diffondendosi largamente, abbia più possibilità di incrociarsi con altri virus, mutare e dare origine malattie più severe (come successe nel caso della famosa pandemia di Spagnola del 1918-19). Inoltre potrebbe facilmente sviluppare resistenza ai farmaci antivirali.

Diffusione rapida
Un’altra caratteristica (questa volta meno positiva) di questo virus è che si diffonde rapidamente. Il Centro di Controllo Europeo delle Malattie (ECDC) riporta al 16 luglio più di 113.000 casi nel mondo e 663 decessi. Solo due settimane fa (1 luglio 2009), si contavano circa 77.000 casi e 330 morti.

In Europa, sono confermati più di 14.600 casi, 2 morti in Spagna e 29 nel Regno unito.

In Italia la quasi totalità dei casi (al 16 luglio 258 casi, nessun decesso) è ancora dipendente da viaggi in Usa, Messico, Canada, e Paesi dell’America Latina. A questi si aggiunge il Regno Unito, dove solo la scorsa settimana sono stati stimati circa 55.000 nuovi casi.

Non è tempo di misure estreme
Anche se il virus della nuova influenza A è un virus nuovo, di cui la popolazione non ha “memoria immunitaria ” derivante dalle passate stagioni influenzali, per ora non ha senso parlare di vaccinazione di massa.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dato per ora parere ufficiale solo per la vaccinazione dei professionisti sanitari per garantire l’assistenza sanitaria e degli operatori di altre infrastrutture pubbliche critiche.

Starà poi ai singoli paesi individuare i soggetti per i quali la vaccinazione potrebbe essere più utile sulla base della situazione epidemiologica locale. Situazione che in questo momento, per quanto riguarda l’Italia, non è assolutamente allarmante.

Allo stesso modo non è consigliabile fare scorta di farmaci antivirali, di cui non conosciamo l’efficacia nei confronti del nuovo virus, ma che si sono dimostrati poco efficaci nel risolvere la sintomatologia e nel prevenire le complicazioni dell’influenza stagionale nella popolazione generale.

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I miei “Credo” – Responsabilità Sociale

Pubblicato da giannigirotto su 5 Maggio 2009

Credo che il nostro vero voto politico lo esprimiamo ogni volta che acquistiamo qualcosa.

La mia ipotesi (faccio fatica a scrivere ipotesi, tanto inopinabile mi sembra) è  che sia l’economia a governare la politica, e non viceversa, quindi ogniqualvolta noi acquistiamo un determinato prodotto/servizio, di fatto supportiamo una determinata realtà economica, che appunto controlla la politica e quindi la vita di tutti noi.

Ho fatto questa premessa perchè da qualche anno è di moda parlare di “RSI” (Responsabilità Sociale d’Impresa) o “CSR” in inglese (Corporate Sociale Responsability), dando per scontato che sono le aziende che debbono appunto assumersi maggiore “responsabilità” per tutto ciò che avviene lungo la loro “filiera” produttivo/commerciale. Questo da una parte è assolutamente vero, in quanto un’azienda dovrebbe comportarsi in maniera etica, con tutto ciò che comporta sia al proprio interno sia nei confronti dei propri fornitori e clienti. Purtroppo questo accade raramente, sopratutto ad alti livello, come ho documentato nel mio post “Il mercato e l’etica“. Naturalmente in Internet trovate migliaia e migliaia di articoli e siti dedicati alla questione, io mi permetto di segnalarne solo una breve sul sito di Mani Tese che sottolinea giustamente il problema del rispetto dei diritti da parte delle imprese che delocalizzazione la produzione nei Paesi del Sud del Mondo.

Se quanto detto sinora è vero, altrettanto vero però è che sono i consumatori alla fine che determinano il successo o l’insuccesso di un’impresa. Ora è un dato di fatto che per la maggior parte di noi non è possibile trasferire tutti i propri acquisti nel circuito equo-solidale, per motivi sia economici che pratici, ma è invece assolutamente possibile innanzitutto prendere coscienza che i nostri acquisti influenzano direttamente la vita di migliaia di persone, e quindi iniziare a modificare le nostre abitudini, parlarne, discuterne, associarsi in GAS (Gruppi di Acquisto Solidale, di cui spero di poter scrivere a brevissimo), iniziare a comprare prodotti non publicizzati (il costo della pubblicità ovviamente lo paghiamo noi, e per la maggior parte è inutile se non dannoso), associarsi a Enti come il CCC (Clean Clothes Campaign per chi sa l’inglese – Campagna Abiti Puliti per chi non lo sa), cominciare a pretendere di avere nel piatto e più in generale in casa prodotti che non siano il frutto dello sfruttamento di altre persone.

Gli studi di marketing dimostrano che è sufficente che vi sia un calo nelle vendite del 3% di un determinato prodotto, che subito le multinazionali danno il via ad un indagine per scoprirne le motivazioni, e se scopre che le motivazioni sono “etiche”, pur malvolentieri ma cominciano a modificare il loro comportamento.

Come sempre Internet può diventare un mezzo efficacissimo per fare gruppo, organizzarsi, comunicare. Io inizio col ricordarvi sempre la presenza di Banca Etica e tutti gli altri siti/Associazioni che trovate nella mia sezione “Agisci” e “Gruppi di Acquisto” (che però inizio solo oggi a riempire…..    :-)

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Amazzonia, hacker e mucche….

Pubblicato da giannigirotto su 2 Aprile 2009

Di primo acchito non si capisce cosa c’entrano gli hacker con l’amazzonia…….

E’ da molti anni invece che si sa che la foresta più grande e rigogliosa e ricca di biodiversità al mondo viene bruciata per far posto ai pascoli (Il 79,5% delle aree recentemente deforestate in Amazzonia è stato destinato al pascolo), che naturalmente non vengono consumati in loco, ma esportati…..la massa dei brasiliani non ha tutti ’sti soldi per mangiarsi le mucche che vengono allevate nei loro territori…..

Gli hacker cosa c’entrano? c’entrano perchè penetrano nei sistemi computerizzati di gestione di queste “quote taglio”, facendo “sparire” i carichi di legname già effettuati o diminuendo le tonnellate dichiarate, e permettendo quindi alle compagnie esportatrici di moltiplicare i loro traffici.

Il Ministero dell’Ambiente Brasiliano aveva cioè cercato di regolamentare il traffico istituendo un apposito sistema informatico su cui memorizzare tutti i trasporti delle società dotate di permesso di taglio e commercio, ma queste ultime hanno assoldato un esercito di hacker per inserirsi fraudolentemente nel sistema ed alterare i dati registrati. Come sempre fatta la legge trovato l’inganno.

Intanto l’Amazzonia continua a bruciare e ad essere tagliata, circa 18mila km quadrati all’anno (casualmente un area pari proprio al mio Veneto….impressionante per me immaginare la mia regione rasa al suolo…..), e in definitiva sino ad oggi circa un sesto della foresta Amazzonica se nè già andata……

Vorrei diffondere pertanto l’appello di Pietro Dal Dosso, di GreenPeace, una somiglianza impressionante con Roberto Saviano, sopratutto nello sguardo, pieno di rabbia per quello che è costretto a vedere e di determazione a non mollare mai, il quale ogni volta che sorvola la foresta amazzonica viene sopraffatto da tanta bellezza (e ricchezza di biodiversità) e si domanda angosciato “Perchè?, perchè distruggerla?”. Ed io aggiungo, perchè suicidarsi?, visto che l’eliminazione di tale mastodontico polmone verde è un vero è proprio suicidio per le conseguenze climatiche che comporta…..

Beh, se non sieti inclini al suicido collettivo, nel mio piccolo ho inserito nella sezione “Agisci” del presente sito, anche il collegamento con il sito di GreenPeace e le sue campagne per la salvaguardia dell’ambiente………perchè dopotutto è l’ambiente che ci consente di sopravvivere, non le fabbriche……Gianni Girotto

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Riempite le vostre cantine….

Pubblicato da giannigirotto su 23 Marzo 2009

di acqua però….non vino o petrolio….presto potrebbe essere più costosa dei suddetti liquidi….

Certo la mia è una provocazione, al momento, stante sopratutto che in Italia, ed in particolare il nordest in cui vivo, l’acqua è una risorsa ancora abbondante e a prezzo relativamente basso.

Però se si abbandona l’ambito locale, la mia affermazione diventa tutt’altro che provocatoria, anzi al contrario è estremamente in ritardo, dal momento che chi può sta già facendo incetta di acqua, intesa come controllo delle fonti di approvigionamento e/o delle infrastrutture di distribuzione. Come ho detto nei miei “Credo“, l’acqua è, e diventerà sempre più, causa di violenze, guerre e sopraffazioni.

L’articolo di oggi è dovuto allo sconforto di sapere come il mucchio, o forse dovrei dire il branco (inteso proprio nel senso di belve) che si è radunato in Turchia al Forum mondiale sull’acqua, non ha trovato nessun accordo per dichiarare l’acqua “diritto” di ogni uomo, ma si è limitato a dichiarare ipocritamente che è un “bisogno” fondamentale umano” . Grazie tante, ci volevano trentamila congressisti per arrivare a tale difficilissima scoperta!

D’altronde, dal momento che vi sono già attualmente 2,5 miliardi di persone prive di regolare accesso all’acqua, ed il numero è tragicamente destinato a salire, si capisce come gli interessi economici siano semplicemente colossali, dal momento che alla benzina i poveri ci possono anche rinunciare, ma all’acqua no.

Così, anziche impegnarsi per depurare le acque già irresponsabilmente inquinate, e rendere le industrie non inquinanti, in modo da lasciare ai nostri figli ciò che i nostri nonni avevano, i cosidetti Paesi “sviluppati” si stanno scannando per assicurarsi tutte le fonti possibili, sfruttarle a fondo privatizzando la gestione degli acquedotti o dando in concessione lo sfruttamento delle sorgenti alle società commerciali che vi ricavano enormi guadagni.

Al contrario, il primissimo punto programmatico delle Liste civiche 5 stelle che si presenteranno alle prossime elezioni Comunali dichiara perentoriamente “Acqua pubblica”.  Vi invito pertanto a cercare se nel vostro comune è presente tale lista, e ad aderirvi.

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