Archivio per la categoria ‘notizie varie’
Beneficenza: Mostra di modellismo
Pubblicato da giannigirotto su 29 dicembre 2011
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Indispensabili: Mani bucate
Pubblicato da giannigirotto su 11 ottobre 2011
Vengo a conoscenza di questo libro tramite un post di Beppe Grillo, quindi in pratica mi limito a riportare estratti da tale articolo.
Inoltre in questo caso non riportero nessun estratto dal libro, dal momento che l’autore dello stesso ha aperto un blog specifico a tale scopo, raggiungibile all’indirizzo http://manibucate.com/.
Se volete pertanto approfondire tali scottanti ed importantissimi argomenti, è sufficente che clicchiate al link suddetto… ma ecco di cosa parla questo libro che inserisco di diritto tra i miei “Indispensabili“…
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… sono Marco Cobianchi e sono un giornalista, lavoro a Panorama e mi occupo di economia ho appena pubblicato un libro che si intitola “Mani bucate” è la prima inchiesta che è stata realizzata in Italia sull’incredibile mondo degli aiuti di Stato alle imprese private, soldi che, dalle casse dello Stato, finiscono alle casse delle imprese.Non ci sarebbe nulla di male teoricamente, perché tutti i paesi del mondo aiutano con soldi pubblici le proprie imprese, però noi lo facciamo nel modo peggiore, perché finanziamo tutto, tutti ovunque per qualsiasi motivo, non c’è nessuna strategia, non investiamo assolutamente in innovazione, diamo soldi a fondo perduto, sgravi fiscali, incentivi di qualsiasi tipo a un’azienda che va bene, ma anche a un’azienda che va male, a un’altra che si deve strutturare, a due aziende che si devono fondere, oppure a un’altra che deve esportare di più. Non c’è nessuna strategia nell’uso dei soldi pubblici in Italia, né nell’uso dei fondi europei, né nell’uso dei fondi italiani e questo ha diverse conseguenze. La più importante è che i nostri aiuti pubblici alle imprese private, sono perfettamente inutili. Io per fare questo libro ho impiegato circa due anni e ho letto decine di migliaia di pagine di rapporti, di centri studi, studi della Banca d’Italia, di economisti della Corte dei Conti, magistrati e alla fine ho trovato forse la frase tra le centinaia che ho letto, la frase che meglio spiega il in motivo per il quale i soldi pubblici dati alle imprese private in Italia non servono a niente, è di Mario Draghi. Il Governatore della Banca d’Italia che dal primo novembre sarà governatore della Banca centrale europea, in un convegno tenuto a Via Nazionale nel 2009, di cui praticamente nessun giornale ha parlato, ha detto: “I sussidi alle imprese sono generalmente inefficaci, si incentivano spesso investimenti che sarebbero stati effettuati comunque, si introducono distorsioni di varia natura, penalizzando frequentemente imprenditori più capaci, non è pertanto dai sussidi che può venire uno sviluppo durevole delle attività produttive”. Un mese dopo aver pronunciato questa frase ha aggiunto: “Un’indicazione statistica fondamentale è che è più proficuo investire le risorse pubbliche nell’effettiva applicazione delle leggi, piuttosto che nell’erogazione di sussidi”. Credo che questa frase sia la pietra tombale sulla politica dei sussidi alle imprese private, Mario Draghi dice che non servono assolutamente a nulla. Ho cercato di raccontare il maggior numero possibile di casi esemplificativi, i casi più eclatanti, più incredibili, in cui i soldi pubblici sono andati alla criminalità, a imprenditori che dopo tre anni averli ricevuti hanno chiuso l’impresa e i soldi sono spariti, sono andati addirittura a delle famiglie ricchissime che abitano e vivono in altre parti del pianeta, a imprenditori che non avevano nessuna speranza di sopravvivere, a imprenditori che dicevano che avrebbero investito un certo numero di dipendenti, ne hanno assunti la metà, ma i soldi li hanno presi lo stesso ed è questo il motivo per cui Draghi dice che questi soldi non sono serviti a niente…
… Quante sono le imprese sussidiate? Nessuno lo sa, così come nessuno sa quanti soldi vanno alle imprese, perché lo Stato non è in grado di controllare, di verificare i soldi che concede alle aziende private, sotto le forme più diverse. La stima che faccio dei soldi pubblici dati alle imprese è di circa 30 miliardi l’anno…
… Una massa così incredibile di aziende che ricevono soldi dallo Stato, ovviamente pone un problema dei controlli. Qui regna il caos totale, perfino la Corte dei Conti che ha cercato di capirne di più su quest’argomento, ha dovuto arrendersi e ha parlato di una congerie di dati, provenienti dai vari Ministeri che suggeriscono questi fondi, che rendono impossibile sapere a chi vanno i soldi, quanti soldi di fondi pubblici italiani o europei e soprattutto come vengono usati e quali sono i risultati…
… Leggendo i rapporti dell’antimafia ma anche quelli della Corte dei Conti, si scopre che i sussidi pubblici alle imprese private, finiscono alla mafia, significa che lo Stato usando i soldi pubblici, le tasse dei cittadini, finanzia la mafia, finanzia la criminalità organizzata…
… Si può uscire da questo inferno degli aiuti pubblici alle imprese? Secondo me sì! Primo: seguire il Consiglio di Mario Draghi, usare i soldi per applicare le leggi e non per pagare le aziende; secondo: far gestire almeno una parte dei soldi pubblici a esponenti o a associazioni della società civile, non vedrei nulla di male, d’altra parte alcune esperienze ci sono già, di imprenditori che possano gestire almeno una parte di quei soldi, in modo anche da rompere il legame tremendo tra politica e affari, tra politici che danno soldi alle imprese e imprese che fanno campagne elettorali per i politici. Un’ultima ricetta potrebbe essere quella di ribaltare il paradigma dell’economia in base al quale è l’offerta che crea la domanda, proviamo a immaginare che sia invece la domanda che crea l’offerta e in altre parole, proviamo a lasciare un po’ più di soldi nelle tasche dei cittadini che comprano quello che vogliono, non sussidiato!
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Per non cedere totalmente allo sconforto e cercare di essere propositivi, vi invito a leggere, sempre gratis, anche i libri “Voglia di Cambiare” e “L’anticasta, l’Italia che funziona“, che descrivono le migliori iniziative di successo, rispettivamente in Europa il primo e in Italia il secondo, realizzate sia dalle Istituzioni pubbliche sia da privati, nei vari settori del lavoro, energia, ambiente, logistica/mobilità/trasporti, turismo, famiglia ecc.
se ti piace condividi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destraGianni Girotto
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Buono a sapersi…
Pubblicato da giannigirotto su 21 dicembre 2010
Poichè tutti sappiamo che l’informazione è Potere, ecco un altro tassello, un altro blogger, che è a favore della condivisione di tale potere.
Doriano Rossi è un fotografo/informatico/bioagricoltore con la passione per la verità, l’etica e la democrazia, nel senso più nobile del termine. Nel suo sito si trovano moltissime informazioni, moltissimi esempi, suggerimenti e consigli pratici su come riappropriarci della liberta di scelta e di informazione.
Tra le sue attività Doriano (Dorylinux) ha inserito anche una bellissima newsletter, piena zeppa di notizie utili e utilissime per vivere meglio e più liberi. Io penso che meriti di essere letta, e a titolo di esempio riporto l’ultima uscita, con tra le tante cose belle anche il documentario del famoso regista Luc Bresson “La Terra come non l’avete mai vista”, e poi le auto elettriche, le energie rinnovabili, il commercio equo, la salute fisica e mentale … insomma merita eccome! condividetelo sul vostro Facebook…
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Buono a sapersi… – newsletter periodica di Doriano Rossi
- etica / mobilità
- Centri storici a traffico limitato? “Ai veicoli elettrici”
- La Tata Indica Vista EV sbarca in Inghilterra
- Reva punta a vendere 2.500 elettriche in India
- Auto elettriche: Tata annuncia Indica Vista EV elettrica
- Citroen C-Zero: prima auto elettrica nell’Eurotunnel
- Green Art: la Tesla Roadster è la prima auto elettrica rivisitata in chiave artistica
- Car sharing elettrico: e-vai, nuovo servizio
- A Milano parte il car sharing elettrico “e-vai”
- Da oggi a Milano scendi dal treno, e-vai (col car sharing elettrico)
- Auto elettriche: a Milano è partito “E-vai”, servizio di car sharing elettrico
- GE: primo autobus elettrico a doppia batteria “svolta per il trasporto pulito”
- Snail, la pensilina fotovoltaica di design che protegge le biciclette e produce energia elettrica
- pagina facebook > auto elettrica
- >>> elenco veicoli elettrici in pronta consegna !!!
- etica / energia
- Rifkin: “Rivoluzione ‘verde’ dal basso in Sicilia messaggio all’Italia”
- Luci a Led ed energia solare, grazie al porto Venezia sempre più verde
- Abruzzo: inaugurati 15 impianti realizzati da privati su suolo pubblico
- SunPower: “Terminato il maxi impianto fv da 85 MW di Montalto di Castro”
- Catanzaro: entra in esercizio il parco eolico di Maida San Florio
- Dall’amianto al fotovoltaico, il caso di Nuova Metalporte
- Elettronica Santerno si espande in Nord America: nuova sede a Toronto
- Il progetto GP Wind entra nel vivo e sbarca in Italia
- Rinnovabili, anche la Russia scende in campo
- In California nuove turbine più efficienti e più gentili con gli uccelli
- Turbine di ultima generazione per il più grande impianto offshore USA
- >>> Conto Energia | Pienosole.it
- >>> http://www.fonti-rinnovabili.it
- etica / consumi
- In Borraccia! – InBorraccia.org
- Greenpeace > Scatole di tonno: in una su tre non sai cosa mangi
- YouTube – Tonno in scatola > Le indagini di Greenpeace
- Carrello della spesa virtuale WWF
- Detersivi fai-da-te: la guida alle pulizie ecologiche e convenienti
- Compro BIO / Compro ETICO
- Gruppi di Acquisto Solidale :: Rete nazionale di collegamento
- Latte crudo alla spina: distributori in Italia. – Milk Maps
- Detersivi alla spina: punti vendita in Italia. – Wash Maps
- …c’è chi “LA DÀ A GRATI$ TUTTI I GIORNI!!”
… - gruppo facebook > pubblicità in cassetta NO GRAZIE!
- …e per approfondire l’argomento acquisti clicca quì
- etica / riflessioni
- Malattie Riflesse
- Pensare per non Sentire
- Il Prezzo dei Sentimenti
- Uscita di Sicurezza
- La Droga del Capitalismo
- Istruzione: Cambiamo paradigma | Il portico dipinto
- …riflessioni scomode ma, da adulto e genitore, dovute ed opportune…
- pagina facebook > eccocosavedo
- Centri Antiviolenza e Misandria | Solo un altro blog targato Bigenitorialita
- Indagine sulla violenza ai maschi – questionario anonimo on-line
- Papà separati: Class-action contro il Ministero della Giustizia
- YouTube – violenze da sempre sottaciute ora condivise… il mondo stà cambiando
- ma che “aria tira” (leggi: ma che aria respiri) nella tua città?
- cambiamoaria.org
- etica / appuntamenti
- Stop Newspaper Italia – Lo Sai?
- etica / film&video
- YouTube – La fine della pubblicità
- [Vimeo] Television
- [video-intervista] – Una voce profetica: Pasolini, la Televisione
- [video-animazione documentario] La Storia delle Cose
- [video-animazione documentario] La Storia dell’Acqua
- [video-animazione documentario] La storia dei cosmetici
- [video-intervista] “Adesso Basta!!!”
- [film gratuito di Luc Besson] La Terra come non l’avete mai vista
- [YouTube] Psicologia > Il lato oscuro > Claudio Risè e Claudio Bonvecchio
- [video documentario] Lo sfidante, liberamente scaricabile dall’autore
- etica / informatica
- Carta di Barcellona 2.0.1: il manifesto del forum FCF in italiano
- Clementine 0.6: novità e piccolo test
- Sinthgunt, per convertire video in oltre 100 formati
- NTM: per monitorare il traffico della propria chiavetta Internet
- Fingerprint interfaccia grafica x l’impronta digitale
- Alien Arena 2011: l’atteso sparatutto verrà rilasciato a breve (video)
- Alien Arena 2011
- Libretto: l’e-book reader con Linux a bordo
- Olivetti OliPad: Android, Tegra 2 e un prezzo da urlo!
- Simone Aliprandi – Apriti standard!
- Zoybar: una comunità e un laboratorio open source per chitarra, ecc.
- Humble Indie Bundle 2
- Differenze tra sistema operativo libero e proprietario
- Opensource & Sistemi Operativi Gratuiti
- 27 buoni motivi per passare a Linux (e fottersene di VIRUS E LICENZE x sempre!!!)
- ADUC – Rimborso licenza windows
- pc senza costi di licenze e virus
- Io uso LinuxMint, grati$ > senza virus/costi di licenze d’uso alla faccia delle lobbies!!!

- …LinuxMint > faq x utenti windows
- …LinuxMint > una buona guida x conoscerlo
- …LinuxMint > io lo scarico da quì
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4 passi verso un mondo migliore
Pubblicato da giannigirotto su 16 settembre 2009
Nel mio piccolo non posso fare a meno di dedicare una segnalazione a questa fiera, essendo ormai imminente l’inizio di questa che sarà la 5° edizione. Non più a Maserada, che ha ospitato in maniera fantastica le prime 4 edizioni, ma a Treviso, per pure ragioni logistiche e di spazio.
Questa fiera è diventata a pieno diritto un punto di riferimento per tutti coloro, e sono tantissimi, che sono stanchi delle parole e delle deleghe, e si impegnano in prima persona per una società più giusta ed etica, sia come soci/volontari di una qualche organizzazione, sia come clienti della stessa.
Troverete pertanto i GAS, la finanza etica, il commercio equosolidale, abbigliamento, detersivi, saponi, erboristica, profumi eco ed equo, pannolini riciclabili, le energie rinnovabili, l’edilizia naturale, i produttori agricoli biologici, gli agriturismi, le ONG impegnate nella tutela dei diritti, dell’ambiente, del lavoro, dei bambini, dei diversamente abili…..e tanto tanto altro ancora……..
Spero che moltissimi di voi accettino il mio invito a visitare il sito www.fieraquattropassi.org/ per prendere visione del ricchissimo programma, e a visitare la fiera poi. Io sarò nello stand di Banca Etica il sabato mattina e la domenica pomeriggio… a rivederci. Gianni Girotto
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Notizie ambientali di ordinario sfruttamento….
Pubblicato da giannigirotto su 9 settembre 2009
Avrei fatto un link diretto da Facebook, ma la newsletter in questione non è visibile online (lo sarà tra un paio di settimane), per cui riporto io di seguito un estratto dell’ultima newsletter di
che contiene una serie di notizie che a mio avviso meriterebbero una diffusione televisiva di primo piano, con approfondimenti e aggiornamenti continui, poichè queste sono le notizie reali e importanti su cui tutto il resto poi si appoggia…..una riguarda anche la nostra italianissima ENEL……… In tutti i casi quello che vige è l’atteggiamento predatorio di chi ha tanti soldi, e vuole continuare a farne a tutti i costi……..…Spero siate d’accordo e vogliate segnalarle ai vostri contatti……..solo diffondendo la consapevolezza di quanto succede si potrà avviare un cambiamento……
Cambridge: il boom effimero della deforestazione (pubblicato il Mercoledì 09 Settembre 2009 06:01) Abbattere le foreste è come svaligiare una banca: le risorse rapidamente accumulate portano un benessere effimero e di breve durata. Lo rivela uno studio congiunto della Università di Cambridge e dell’Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista Science .L’antitesi tra ambiente e sviluppo non si basa sui fatti: se il saccheggio della foresta amazzonica porta una fase benessere per le comunità della regione, si tratta di un vantaggio di breve periodo. La distruzione delle foreste non avvia lo sviluppo, e in breve tempo il benessere svanisce e lo standard di vita torna alle condizioni precedenti – mentre l’ambiente resta compromesso per sempre. Lo studio è focalizzato sulla deforestazione nell’Amazzonia brasiliana. Dal 2000 sono stati abbattuti in questa regione 155.000 chilometri quadrati di foresta pluviale, con un tasso di deforestazione di 1,8 milioni di ettari annui (un’area vasta quasi quanto la Toscana). Lo studio ha analizzato l’aspettativa di vita e il reddito pro capite in 286 comuni amazzonici, a diversi stadi di deforestazione. L’Amazzonia è una delle regioni meno sviluppate del Brasile e l’improvvisa disponibilità di… |
Il mangiar sano della foresta (pubblicato il Martedì 08 Settembre 2009 10:54) Le culture indigene custodiscono una grande ricchezza nutritiva. Lo dice la FAO, nel libro pubblicato assieme al Centro per la Nutrizione e l’Ambiente delle Popolazioni Indigene della McGill University. Ossia, gli indigeni dispersi nel cuore della foresta hanno sviluppato strategie nutrizionali molto efficaci. Purtroppo pero’ gli habitat naturali stanno scomparendo, e con loro questo immenso patrimonio. Insomma, quando arriva lo sviluppo, inizia la fame. Sotto la pressione dello sviluppo economico, dell’industrializzazione dell’agricoltura, dell’economia di scala e della standardizzazione globalizzata, le risorse alimentari locali stanno scomparendo velocemente – insieme con quei regimi alimentari che un tempo mantenevano le popolazioni indigene in forma e in salute. Considerata sempre con disprezzo, l’economia di sussistenza, ancora alimenta milioni di persone, anche se non viene contabilizzata nelle statistiche. E’ il caso delle… Leggi tutto… |
Perù: azione legale degli Indios amazzonici contro progetto petrolifero (pubblicato il Lunedì 07 Settembre 2009 11:57) Sono passati alle vie legali. Dopo mesi di protesta e di blocco fluviale contro il progetto petrolifero dell’anglo-francese Perenco, gli Indios dell’Amazzonia peruviana hanno deciso di denunciare alla Corte Costituzionale lo sfruttamento in un’ampia area di foresta, catalogata come “Blocco 67″. L’associazione indigena AIDESEP teme infatti che il faraonico progetto (per un investimento dichiarato di 2 miliardi di dollari) possa rivelarsi letale per le tribù indigene che ancora non hanno avuto contatti con l’uomo bianco, e che rischiano di essere sterminate da malattie e germi per cui non hanno anticorpi.La Perenco nega che all’interno del Blocco 67 esistano tribù incontattate. Non è dello stesso avviso Survival: “E’ vergognoso che gli Indiani del Perù debbano rivolgersi al tribunale per farsi ascoltare dalla Perenco e dal governo” ha commentato Stephen Corry – Dopo la tragedia di Bagua, le autorità promisero che avrebbero consultato i popoli indigeni prima di procedere con i loro enormi progetti, ma ancora una volta vanno avanti contro il volere della popolazione locale.” A Bagua lo scorso maggio sono scoppiati violenti scontri, con decine di vittime, quando l’esercito peruviano ha avuto ordine di stroncare la rivolta indigena. |
Kenya: cacciati gli indigeni Ogiek dalla foresta di Mau? (pubblicato il Lunedì 07 Settembre 2009 09:42) Il 25 agosto le autorità hanno annunciato lo sgombro forzato di tutti i residenti illegali nel complesso forestale di Mau, dando loro 14 giorni di tempo per attenersi ai termini del decreto. Gli Ogiek abitano questa foresta dal secoli, è la loro foresta ancestrale. Ma non sono provvisti di documenti scritti, ne’ di autorizzazioni su carta bollata. Gli Ogiek sono stati i primi a denunciare l’occupazione illegale della foresta e le attività illegali che ne hanno ridotto drasticamente le dimensioni. Conseguentemente hanno richiesto di essere coinvolti e di partecipare attivamente ai programmi volti alla protezione della loro foresta. Lo sgombro annunciato rischia privare gli Ogiek della propria casa, e la foresta dei suoi guardiani più esperti. |
Foreste e clima: l’Indonesia scherza col fuoco (pubblicato il Venerdì 04 Settembre 2009 06:44) Uno studio dell’ente governativo indonesiano sul clima (Consiglio Nazionale sul Cambiamento Climatico) ha proposto di ridurre del 40 per cento le emissioni dell’Indonesia proteggendo foreste e torbiere. Lo fa sapere Radio Australia .L’Indonesia figura in terza posizione, subito dopo Stati Uniti e Cina, nella classifica mondiale delle emissioni di gas serra. La maggior parte di queste emissioni (8%) proviene dalla deforestazione e dal drenaggio delle torbiere. Infatti, sia abbattendo gli alberi che asciugando la torba, il carbonio ritorna in atmosfera. L’Indonesia infatti detiene un altro record: quello della deforestazione (1,7 milioni di ettari di foreste in fumo ogni anno, secondo la FAO). Lo studio prevede un costo di 32 miliardi di dollari, da finanziare attraverso il meccanismo internazionale per ridurre le emissioni tagliando la deforestazione (Reducing Emission from Deforestation and Degradation, o REDD http://www.salvaleforeste.it/Foreste-e-Clima-REDD/ ) C’è un problema però: il REDD non sarà operativo prima del 2020, e per quella data il governo indonesiano ha già pianificato il raddoppio della produzione dell’olio di palma, destinando altri 10 milioni di ettari… Leggi tutto… |
WWF: il Mekong è un tesoro: 1000 specie sconosciute (pubblicato il Venerdì 04 Settembre 2009 07:26) Un ragno predatore grande quanto un piatto da tavola, un ratto che si pensava avesse cominciato a estinguersi 11 milioni di anni fa, uno stupefacente millepiedi rosa. Sono solo alcuni componenti di un “tesoro biologico” scoperto dagli scienziati del Wwf nella foresta pluviale del Mekong, il fiume che attraversa cinque province dell’Asia meridionale. In totale sono state 1068 le specie fino ad ora sconosciute e portate alla luce tra il 1997 e il 2007: 519 specie di piante, 279 pesci, 88 rane, 88 ragni.“Crediamo che una simile scoperta sia degna dei libri di storia”, ha commentato il direttore del Greater Mekong Programme, Stuart Chapman. Il ragno predatore, il più grande al mondo, ha zampe lunghe 30 centimetri. Non tutte le nuove specie scoperte si nascondevano nella giungla. Gli scienziati hanno raccontato che il ratto è stato individuato in un mercato locale nel 2005, mentre una vipera fino a quel momento sconosciuta è stata osservata in una trave di un ristorante del Khao Yai, un parco… Leggi tutto… |
Perù: l’ONU da ragione agli Indios (pubblicato il Giovedì 03 Settembre 2009 00:00) Il governo peruviano non deve consentire lo sfruttamento di petrolio e gas nelle terre dei popoli indigeni senza il loro previo “consenso informato”. È questa la raccomandazione diramata dalla Commissione ONU per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (CERD).In ottemperanza al monito dell’ONU, il governo peruviano dovrebbe sospendere le esplorazioni petrolifere nelle foreste in cui le comunità indigene hanno espresso parere contrario, e in quelle abitate da popoli indigeni non ancora contattati dall’uomo bianco. Prima di deliberare, il CERD ha voluto ascoltare le delegazioni del governo peruviano e delle associazioni indigene e per i diritti umani. |
Malesia: gli indigeni Penan continuano il blocco (pubblicato il Mercoledì 02 Settembre 2009 08:04) Dopo un infruttuoso incontro con funzionari governativi, i Penan hanno deciso di continuare la loro protesta, il blocco delle strade alle concessioni forestali, in vigore dal 28 agosto. Gli indigeni chiedono che lo stato del Sarawak riconosca i loro diritti sulle foreste tradizionali. Le loro terre infatti vengono cedute alle imprese della carta e dell’olio di palma che le abbattono per sostituirle con piantagioni di acacia, eucalipto e palma da olio. |
Nuovo eccidio di Indios in Colombia (pubblicato il Martedì 01 Settembre 2009 19:59) Si chiamava Tulia García, leader del popolo Awa. La sua colpa era la richiesta di una investigazione sulla morte del marito, ucciso in un’imboscata dai militari lo scorso maggio. Il 26 agosto un commendo militare l’ha uccisa, assieme a tutti i possibili testimoni dell’omicidio: dieci persone, tra cui tre bambini.“Secondo le informazioni che abbiamo ricevuto, uomini che indossavano divise militari ma con cappucci che li rendevano irriconoscibili, hanno aperto il fuoco alla rinfusa su una casa che apparteneva a una famiglia di Awa” ha dichiarato il portavoce dell’ONIC, l’Organizzazione dei popoli indigeni colombiani. “I primi resoconti suggeirscono che membri dell’esercito abbiano massacrato queste persone allo scopo di eliminare e intimidire i testimoni delle atrocità” afferma il portavoce di Human Rights Watch. Nel corso del 2009 sono stati uccisi oltre 60 Indigeni in Colombia, e migliaia di loro sono stati forzati ad abbandonare le proprie case e la propria terra. |
| L’abuso dell’acqua a causa degli incendi forestali (pubblicato il Lunedì 31 Agosto 2009 06:48)
Secondo l’associazione, le alte temperature estive sono solo in parte responsabili degli incendi. Nell’estate 2004, osservano, le temperature livelli altissimi per tre mesi da giugno ad agosto, non hanno provocato una sensibile ondata di incendi. |
| Gamberoni salati del Bangladesh (pubblicato il Venerdì 28 Agosto 2009 06:25)
In questo… |
L’Uruguay nelle mani delle cartiere (pubblicato il Giovedì 20 Agosto 2009 06:22) Quattro multinazionali della carta possiedono da sole 600.000 ettari di piantagioni in Uruguay: la scandinava Stora Enso, la cilena Arauco (Chile), la statunitense Weyerhaeuser e la finlandese Botnia.Il ritiro dalla scena della spagnola Ence a causa della crisi economica, ha favorito Stora Enso e Arauco, che ne hanno subito acquisito i 253.000 ettari di piantagioni, in preparazione della più grande cartiera del mondo, che dovrà avere una capacità produttiva di un milione e mezzo di tonnellate di cellulosa.
Entrambe le imprese hanno pessimi record ambientali e sociali. In Brasile, le piantagioni di eucalipto della sussidiaria di Stora Enso (Veracel) hanno distrutto l’habitat degli indigeni Pataxó, nello stato di Bahia, avvelenando i fiumi con l’uso intensivo dei pesticidi. Le piantagioni della sussidiaria di Arauco (CELCO) nella provincia argentina di Misiones hanno causato affezioni respiratorie e malattie circolatorie alle comunità locali, dato che i pesticidi vengono sparsi su tutta la… |
Finlandia: protette le foreste lapponi degli indigeni Sami (pubblicato il Martedì 25 Agosto 2009 06:07) Accordo storico in Finlandia. L’agenzia forestale statale Metsähallitus, ha firmato un accordo con i rappresentanti degli indigeni Sami, impegnandosi a proteggere le foreste primarie lapponi nella regione di Nellim per i prossimi 20 anni.I Sami vivono allevando renne, che sopravvivono nei mesi invernali nutrendosi dei licheni che crescono sugli alberi più antichi. Il taglio delle foreste primarie, oltre ad avere gravi impatti sulla biodiversità, toglie ai Sami la fonte primaria di sostentamento. Per anni i Sami hanno dovuto affrontare la Metsähallitus e i suoi clienti (innanzitutto le cartiere Stora Enso e UPM e M-Real) che non volevano rinunciare a quelle foreste.
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Gli indigeni malesi e le foreste del Borneo (pubblicato il Lunedì 24 Agosto 2009 06:04) Il governo del Sarawak, la provincia malese nel Borneo, ha recentemente deciso di assegnare 1.397.644 ettari di foresta a imprese private, per trasformarli in piantagioni da legno, mentre un’area più vasta, ma di dimensioni ancora indefinite, sarà dedicata a piantagioni di palma da olio. Peccato che molte di queste piantagioni coincidono con le foreste ancestrali dei popoli indigeni dell’isola.
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Borneo: a rischio santuario di oranghi (pubblicato il Sabato 22 Agosto 2009 08:57) Il Parco Nazionale di Sebangau, nel Kalimantan centrale è assediato dalle fiamme. Nel parco, nella parte indonesiana dell’isola di Borneo, vive una delle ultime popolazioni di orango. Secondo Suwido Limin, direttore dell’Istituto indonesiano per la protezione delle foreste torbiere (CIMTROP) le fiamme avrebbero origine dolosa.
L’incendio si è diffuso incontrollato nelle aree in cui la torba era stata drenata e asciugata per fare spazio a un faraonico (e fallito) progetto agricolo ai tempi del dittatore Suharto. |
| Unilever: c’è del marcio in quell’olio di palma (pubblicato il Giovedì 20 Agosto 2009 14:36)
Secondo l’associazione “Save our Borneo” (Salva il nostro Borneo), la Wilmar progetta di espandere le proprie piantagioni nel Kalimantan Centrale di altri 100.000 ettari. Secondo Robin Wood, la Unilever alimenta il boom dell’olio di palma ed è corresponsabile della massiccia deforestazione in corso in Indonesia. “La Unilever deve smettere di acquistare olio di palma proveniente dalla distruzione delle foreste” ha spiegato Jule Naundorf, di Robin Wood. |
| Guatemala, un sindaco contro l’Enel (pubblicato il Mercoledì 19 Agosto 2009 09:15)
L’ENEL è già presente in Guatemala con la centrale idroelettrica di El Canada di 46 Megawatt, costruita nell’Occidente del Paese e in attività da tre anni. Non lontano da El Canada, l’ENEL ha poi costruito Montecristo, una centrale idroelettrica di minore capacità (13,5 Megawatt) situata sul fiume Samalà. |
Caccia: l’Europa condanna l’Italia (pubblicato il Martedì 18 Agosto 2009 06:17) La Commissione Europea ha deciso di richiedere la condanna dell’Italia al pagamento delle spese in giudizio per le ripetute violazioni della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva “Uccelli”) da parte dalla Regione del Veneto riguardo la concessione di deroghe per la caccia nei confronti di specie di uccelli protetti.
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Finlandia acquista 10.000 ettari di foresta in Romania (pubblicato il Venerdì 14 Agosto 2009 07:25) L’impresa forestale finlandese Tornator ha acquistato per l’anno 2008, 10.000 ettari di foresta in Romania. Il prezzo di tale operazione e stimato a 50 milioni di euro. Questa è la piu grande transazione privata nel settore del legno in Romania, ma vi sono pèrogetti di acquisto per ulteriori 20.000 ettari. Il terreno acquisito e situato nella zona Oituz del distretto di Bacau. Lo scopo di questo investimento e di vendere legname suil mercato locale. La Tornator possiede già terreni forestali in Finlandia (60.000 ettari) e in Estonia. La decisione di investire in Romania è dovuta alla ricchezza delle foreste di questo paese, in gran parte in mani private. |
Dagli Stati Uniti arriva il NO agli alberi transgenici (pubblicato il Mercoledì 12 Agosto 2009 08:08) Oltre 17.500 risposte al sondaggio avviato dall’agenzia agricola statunitense USDA, sul progetto di piantumazione di 250.000 eucalipti transgenici negli stati del sud. Un vero record di partecipazione. Tra tutte le risposte appena 39 si sono espresse in favore del progetto.Il progetto prevedeva di piantumare alberi geneticamente manipolati allo scopo di resistere al freddo e di produrre più lignina. L’eucalipto, anche se non transgenico, comporta diversi impatti ambientali, quando è piantato al di fuori del suo habitat naturale: dall’inaridimento del suolo, che favorisce la deseritificazione e gli incendi, alla modifica della composizione chimico-fisica del terreno. La diffusione in campo aperto di un altissimo numero di alberi transgenici comporta il rischio aggiuntivo di contaminazione genetica. Le nuove piantagioni avrebbero avuto inoltre impatti negativi dal punto di vista del clima e avrebbero comportato un’elevato inquinamento chimico derivato dal massiccio impiego di pesticidi. |
Il biodiesel arriva in Zambia (pubblicato il Venerdì 07 Agosto 2009 08:35) Una ricerca condotta dal biologo Matongo Mundia ( Agrofuel in Afric a - gli impatti sulla terra, sulla sicurezza elementare e sulla foresta” mette l’accento sugli impatti dell’espansione delle colture energetiche, e in particolare la Jatropha per il biodiesel, mentre la canna da zucchero il sorgo dolce e la cassava per il bioetanolo. “Come per il resto del continente, in Zambia la spinta alle coltivazioni finalizzate alla produzione di biodiesel è incentivata da progetti volti a sostenere lo sviluppo sociale e economico, ma non è chiaro se gli agrocarburanti prodotti saranno destinati al mercato interno o all’esportazione.”Il governo dello Zambia ha spinto verso l’introduzione nel paese della produzione di biocarburanti, attraverso incentivi quali l’obbligo di una percentuale minima di biodiesel nel carburante. Tra i principali produttori la britannica D1 Oils. “Sembra che imprese come la D1 Oils promuovano i biocarburanti nel mercato interno per aprire le porte a una produzione massiccia finalizzata principalmente al mercato estero - commenta Matongo Mundia - In questo modo non avvantaggerà molto lo… Leggi tutto… |
Debito in cambio di foreste (pubblicato il Giovedì 06 Agosto 2009 06:34) I governi di Stati Uniti e Indonesia hanno firmato un accordo che prevede la protezione delle foreste pluviali in cambio di riduzioni sul debito estero.In base alla legge statunitense Tropical Forest Conservation Act approvata nel 1998, gli Stati Uniti rinunciano a parte del proprio credito in cambio della protezione delle foreste pluviali. Ai 20 milioni di dollari, si aggiungono altri due milioni immessi da due associazioni ambientaliste, la statunitense Conservation International e l’indonesiana KEHATI. Il governo indonesiano si è impegnato a impiegare questi fondi in progetti di protezione dell’ambiente. I fondi coinvolti però sono relativamente insignificanti, se paragonati agli interessi in gioco nel settore della carta e della palma da olio, i principali attori della deforestazione, e rischiano di ridursi a misure accessorie e di scarso effetto.
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La Kimberly-Clark si certifica FSC (pubblicato il Mercoledì 05 Agosto 2009 08:04) Dopo anni di campagna internazionale di Greenpeace, con azioni anche in Italia, Kimberly-Clark, la multinazionale che produce con i marchi Kleenex, Scottex e altri, leader nella produzione di tessuti in fibra di carta in oltre 80 Paesi, ha annunciato oggi l’adozione di standard per l’acquisto di fibre che finalmente garantiscono la conservazione delle foreste.Kimberly-Clark diventa, con questi standard, uno dei leader della sostenibilità nella produzione di tessuti in fibra di carta. Nel novembre 2006, di fronte la sede italiana di Kimberly-Clark a Torino, gli attivisti di Greenpeace dimostrarono portando dei water da cui spuntavano dei piccoli alberi, a simboleggiare lo spreco delle risorse naturali, letteralmente buttate nel cesso. |
Minacciato il lago di Cavazzo (pubblicato il Lunedì 03 Agosto 2009 07:02) Circondato di foreste di abeti, il lago glaciale di Cavazzo, è il più esteso bacino naturale del Friuli-Venezia Giulia. Posto all’altitudine di 195 metri sul livello del mare, è delimitato dal monte San Simeone a nord-est, dal massiccio del monte Faéit a ovest e dalla piana di Alesso a sud. Il clima temperato ed il continuo apporto idrico di numerosi torrenti che lo alimentano, avevano contribuito al determinarsi di una condizione biologica favorevole allo sviluppo della fauna ittica.Fino ai primi anni del Novecento diverse famiglie di Somplago e Alesso vivevano unicamente di pesca. Nel 1957, con l’attivazione della centrale idroelettrica di Somplago, che quotidianamente immette nel lago notevoli quantità di acqua fredda, si sono determinati profondi cambiamenti ambientali e biologici, causando la riduzione dell’ittiofauna sia come consistenza che come numero di specie. Ora la Edilpower, la società che gestisce la diga di Somplago, ha presentato il progetto di ampliamento… Leggi tutto… |
Malesia: i Penan tornano sulle barricate (pubblicato il Venerdì 31 Luglio 2009 05:00) I Penan tornano a bloccare le strade aperte dalle compagnie nel cuore delle foreste pluviali. Armati di frecce e cerbottane hanno eretto i blocchi lungo La polizia malese presidia i blocchi ma non si ha notizia di scontri.I Penan vivono in Sarawak, la parte malese dell’isola del Borneo. Da vent’anni si battono per fermare il disboscamento delle loro terre ancestrali. Alcune comunità hanno avuto la meglio ma altre hanno dovuto assistere alla devastazione delle loro foreste, all’inquinamento dei loro fiumi e alla scomparsa delle piante e degli animali da cui dipende la loro sussistenza. Il disoscamento in corso è coperto dalla… |
Amazzonia: Timberland si impegna, Rino Mastrotto fa orecchie da mercante (pubblicato il Giovedì 30 Luglio 2009 16:23) Da oggi anche Timberland si impegna annunciando una nuova politica di acquisti della pelle bovina concordata con Greenpeace. L’azienda, infatti, sarà in grado di garantire che la pelle utilizzata per la produzione delle proprie scarpe vendute in tutto il mondo non avrà causato alcun fenomeno di deforestazione recente dell’ultimo grande polmone del pianeta. Secondo quanto stabilito dal documento in questione Timberland richiederà a tutti i propri fornitori di pelle – tra cui il gigante della carne e della pelle brasiliana Bertin – di impegnarsi immediatamente ad una moratoria sui fenomeni di nuova deforestazione in Amazzonia.
Questo annuncio arriva appena due mesi dopo il lancio dell’inchiesta di Greenpeace “Amazzonia che Macello”, nella quale si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. Meno di una settimana fa anche Nike e Geox si sono impegnate a non acquistare pelle dall’interno del Bioma Amazzonico fino a quando non si fermerà la deforestazione a causa… |
| Cartiere e biodiesel bruciano l’Indonesia (pubblicato il Giovedì 30 Luglio 2009 06:05)
Gran parte delle foreste date alle fiamme si trovano su suolo di torba, la cui combustione libera in atmosfera immense quantità di carbonio. Tra le foreste date alle fiamme una Riserva della Biosfera dell’Unesco. L’uso del fuoco per rimuovere la biomassa forestale, benché… |
Bulgaria: bloccata la svendita delle foreste (pubblicato il Mercoledì 29 Luglio 2009 06:39) Il nuovo governo uscito dalle elezioni dello scorso 5 luglio si è impegnato a istituire un bando sulla privatizzazione delle foreste demaniali, troppo spesso cedute sottocosto a imprese private. “Vieteremo immediatamente la cessione dei terreni pubblici per proteggere le foreste del paese e e valutare se le privatizzazioni sono compatibili con principi economici e e ambientali – ha dichiarato Miroslav Naydenov, da molti indicato come il prossimo ministro del’agricoltura – Chi ha infranto la legge, lavorando per interessi di imprese private, dovrà vedersela con la giustizia”.
Obiettivo del governo è ristabilire fiducia sul sistema di governance, seriamente compromesso, al punto che l’Unione Europea aveva sospeso tutti i fondi. |
Amazzonia, pace fatta tra Greenpeace e Nike (pubblicato il Giovedì 23 Luglio 2009 11:17) Meno di due mesi fa Greenpeace lanciava l’inchiesta “Amazzonia che Macello”, pubblicata dopo tre anni di ricerca e indagini condotte sotto copertura. Qui si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. In tutto questo erano e sono coinvolti marchi globali tra cui anche Adidas, Timberland e Reebok.
Lavorando direttamente con Greenpeace, negli Stati Uniti e in Italia, Nike ha messo a punto una nuova politica di approvvigionamento che obbliga i propri fornitori a certificare in maniera formale che la pelle bovina venduta a Nike non provenga dal bioma amazzonico mentre Geox si è impegnata “ad attivare strumenti contrattuali di verifica volti ad evitare in maniera assoluta di favorire – anche solo indirettamente – il fenomeno denunciato da Greenpeace”. |
Le foreste mature assorbono carbonio: il caso dell’Africa (pubblicato il Giovedì 23 Luglio 2009 07:57) Per molti anni la comunità scientifica ha ritenuto che le foreste raggiungessero il massimo livello di produttività nell’età intermedia, e iniziassero a declinare raggiungendo la maturità, fino a diventare neutrali: stesso carbonio assorbito, stesso carbonio rilasciato in atmosfera. Insomma, si riteneva che queste foreste custodissero un immenso pozzo di carbonio, ma non che continuassero a sequestrarne. Non è così. Nuovi dati emersi dall’osservazione delle foreste tropicali africane, dimostrano che queste continuano ad assorbire carbonio: tra il 1968 e il 2007 ne hanno sottratto all’atmosfera 0,6 tonnellate (più o meno quanto ne rilascia una piccola automobile) per ogni ettaro. Ben tre studi pubblicati di recente su Nature, dimostrano il contrario.
Una ricerca pubblicata da Sebastiaan Luyssaert dimostra come le foreste africane assicurano un importante servizio ambientale, sequestrando carbonio ma anche riducendo la crescente concentrazione di carbonio nell’atmosfera. |
| Salvate il Mekong (pubblicato il Martedì 21 Luglio 2009 06:39)
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Liberia, sbarcano i pirati della Malesia (pubblicato il Lunedì 20 Luglio 2009 06:47) Sono sempre loro, i gangster del taglio illegale. Sono sbarcati in Liberia e hanno fatto bottino: di foreste.Due imprese legate al gigante malese del legno Samling, si sono aggiudicate appetitose concessioni forestali di ben 25 anni, grazie a provvidenziali leggerezze nella gara di appalto. Lo fa sapere Global Witness, con una documentata denuncia alle autorità liberiane. Usando un sistema di scatole cinesi, la Samling è riuscita a fare banco di una buona fetta di foreste liberiane. Si è presentata infatti con due imprese, la Southeast Resources Limited e la Atlantic Resources Limited, che possiede attraverso due consociate (rispettivamente Woodman, e Perkapalan Damai Timar (PDT). La Liberia è ancora in fase di ricostruzione dopo un’aspra guerra civile, che aveva visto il settore del legno coinvolto nel conflitto. Le nuove norme dovrebbero prevenire l’intreccio di corruzione e criminalità che aveva alimentato la guerra civile, ma i baroni del taglio illegale continuano a infiltrarsi, grazie a compiacenti disattenzioni. “L’industria del legname ha giocato un ruolo chiave nel finanziare il conflitto in Liberia, lasciare questo settore in mano a imprese con lo stessa… |
Foreste, petrolio e corruzione: il pastrocchio della Val d’Agri (pubblicato il Venerdì 17 Luglio 2009 06:04) Tra monti, boschi, laghi e fiumi, tra cultura e storia, la Valle dell’Agri è un autentico patrimonio ambientale e paesaggistico. Compresa tra i monti Sirino e Volturino, al confine con la Campania, la valle prende il nome dal fiume Agri, che attraversa tutto il suo territorio. La zona è in parte compresa nel Parco nazionale della Val d’Agri e Lagonegrese, proprio per il suo alto valore ambientale. Ma negli ultimi venti anni si moltiplicano i pozzi petroliferi. Nell’ultimo decennio sono stati scoperti ulteriori giacimenti petroliferi tanto da supporre che nella valle ci sia il più grande giacimento d’Europa.E tra devastazioni e erosione del territorio, spuntano la corruzione e gli appalti truccati.
Il pubblico ministero di Potenza Henry John Woodcock ha chiuso le indagini preliminari su un presunto giro di tangenti legato ad appalti per le estrazioni petrolifere in Basilicata, nell’area della Val d’Agri. L’inchiesta che ha coinvolto l’Amministratore della Total italiana “Esplorazione e produzione”, che ha ricevuto un avvis di garanzia, e ha portato al sequestro di beni mobili, terreni e fabbricati. |
| Cile: cartiera condannata aumenta le emissioni (pubblicato il Giovedì 16 Luglio 2009 15:34)
L’avvio dell’impianto di Valdivia, dedicato alla produzione di cellulosa, era stato fortemente criticato dalle comunità indigene della X Regione Los Lagos. L’impianto è situato sulla riva del Rio Cruces, che fornisce acqua all’intera valle ed al vicino Santuario della Natura Carlos Anwandter, posto sotto tutela dalla Convenzione RAMSAR sottoscritta dal Cile nel 1981. Il Santuario è costituito da una riserva acquatica di 4.877 ettari, che corrisponde agli ultimi 20 km del Rio Cruces. Lo… |
| India: l’assalto alla montagna sacra (pubblicato il Giovedì 16 Luglio 2009 08:58)
Anche il governo britannico sta conducendo delle indagini su un ricorso presentato… |
Lo zucchero amaro del Guatemala (pubblicato il Mercoledì 15 Luglio 2009 06:29) Foreste addio. Le piantagioni di canna da zucchero si espandono nelle regioni pianeggianti della costa pacifica, sul fertile suolo vulcanico. 14 impianti di raffinazione sono alimentati da 216.000 ettari di piantagioni, la stessa superficie dell’intero distretto della capitale, e le piantagioni continuano a espandersi, ai danni della foresta tropicale. A ogni raccolto, le canne vengono bruciate, mentre le acque dei fiumi vengono deviate per alimentare gli zuccherifici.Durante la stagione delle piogge, i canali di irrigazione veicolano inondazioni dei villaggi, e diffondono i pesticidi nell’intera zona, minacciando le delicate foreste di mangrovie della costa. Tra le vittime dello zucchero, il santuario della fauna selvatica di Bocas del Polochic, avvelenato dai pesticidi dello zuccherificio della Guadalupe. “Non ci sono più terre disponibili, abbiamo raggiunto il limite” ha dichiarato Armando Boesche, manager dell’associazione guatemalteca dei coltivatori di canna (Asazgua – Asociación de Azucareros de Guatemala). Ma l’avanzata continua, alimentata dalla nuova richiesta di biocarburanti, e costellata di estinzioni. |
I baroni della carta sequestrano due giornalisti francesi. Indagavano sul taglio illegale. (pubblicato il Martedì 14 Luglio 2009 07:29) Due giornalisti della testata televisiva France 24 sono stati detenuti illegalmente dalla security dell’impresa PT Lontar Papirup Pulp and Papers, una sussidiaria del gigante cartario indonesiano Asia Pulp and Papers (APP).
I francesi Ciryl Payen e Gilaume Martin, sono stati trattenuti assieme al loro collega indonesiano Dewi Arilaha, mentre riprendevano i camion carichi di tronchi nel parcheggio dell’impresa, a Tebing Tinggi, nella provincia indonesiana di Jambi (Sumatra). La security ha poi consegnato i giornalisti al locale posto di polizia, che però non li ha ritenuti responsabili di alcun reato. Malgrado ciò il responsabile della security aziendale ha continuato a trattenerli in detenzione, per aver fotografato i camion della ditta. In realtà la stessa legge indonesiana prevede due anni di prigione per chi nasconda prove alla stampa (Legge n. 40 del 1999). |
Avvelenati dai pesticidi scompaiono gli ultimi elefanti di Sumatra (pubblicato il Lunedì 13 Luglio 2009 06:05) Un altro elefante, l’ottavo da maggio, è stato ucciso dai pesticidi sparsi in abbondanza nelle piantagioni di palma da olio. Lo annuncia il Wwf Indonesia: “Si trattava un piccolo di due anni, ancora dipendente dal latte materno”. Molti composti organo clorurati infatti tendono a concentrarsi proprio nel latte. Le piantagioni hanno preso il posto delle foreste in cui gli elefanti vivevano, e i pesticidi si diffondono dei corsi d’acqua adiacenti. Scacciati dalle loro foreste, gli elefanti cercano disperatamente cibo nelle piantagioni, entrando in contatto con insediamenti umani. Spesso vengono uccisi intenzionalmente, altre volte rimangono vittime dei pesticidi. La popolazione degli elefanti di Sumatra si è ormai ridotta a 2.400 individui, in costante declino. |
Le foreste e il Presidente (pubblicato il Venerdì 10 Luglio 2009 06:15) Una moratoria sulla deforestazione. Era l’impegno formale di Megawati Sukarnoputri, candidata alla presidenza della repubblica. Un impegno non troppo oneroso, dato che la Megawati aveva ben poche possibilità di vittoria. E difatti è stato rieletto il presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono. Ma per la prima volta la protezione delle foreste è entrata nel programma elettorale di un Presidente della Repubblica, prevedendo una moratoria su tutte le concessioni forestali e minerarie.
Cosa farà il vincitore? Yudhoyono si è più volte impegnato a proteggere le foreste, ma non ha mai parlato di moratoria, e buona parte dei suoi impegni sono restati lettera morta. Secondo Greenpeace, il suo mandato è stato caratterizzato dal record della di deforestazione e dalla diffusione incontrollata degli incendi forestali, legati all’espansione delle piantagioni di acacia e palma da olio. |
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Nuova influenza A: massima attenzione, ma niente panico
Pubblicato da giannigirotto su 27 luglio 2009
Fonte: Altroconsumo
Pandemia inarrestabile e vaccinazione di massa. Quando parlano della nuova influenza A (o influenza suina), i media usano sempre i grossi calibri. Peccato che sparare sulle prime pagine dei giornali titoli di questo tenore (così come urlarli in prima serata) non ha altro effetto se non quello di seminare panico e allarmismo ingiustificati. Qual è allora la situazione reale?
Una guardia più alta
Il mese scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha portato il grado di allerta pandemico al livello più alto, la fase 6. La mossa è stata decisa per sollevare l’attenzione delle autorità sanitarie e del personale medico nei confronti di una infezione che ormai si è estesa anche a persone che non hanno effettuato viaggi internazionali.
Il livello 6 però non indica un aumento del grado di mortalità della malattia: le autorità sanitarie dicono che fino a oggi il numero di decessi è stato inferiore rispetto a quello della normale influenza stagionale, che i sintomi sono lievi e il decorso piuttosto semplice e privo di complicazioni nella maggioranza dei casi. Né sono richieste cure particolari.
La principale preoccupazione degli scienziati è però che un virus nuovo come questo, diffondendosi largamente, abbia più possibilità di incrociarsi con altri virus, mutare e dare origine malattie più severe (come successe nel caso della famosa pandemia di Spagnola del 1918-19). Inoltre potrebbe facilmente sviluppare resistenza ai farmaci antivirali.
Diffusione rapida
Un’altra caratteristica (questa volta meno positiva) di questo virus è che si diffonde rapidamente. Il Centro di Controllo Europeo delle Malattie (ECDC) riporta al 16 luglio più di 113.000 casi nel mondo e 663 decessi. Solo due settimane fa (1 luglio 2009), si contavano circa 77.000 casi e 330 morti.
In Europa, sono confermati più di 14.600 casi, 2 morti in Spagna e 29 nel Regno unito.
In Italia la quasi totalità dei casi (al 16 luglio 258 casi, nessun decesso) è ancora dipendente da viaggi in Usa, Messico, Canada, e Paesi dell’America Latina. A questi si aggiunge il Regno Unito, dove solo la scorsa settimana sono stati stimati circa 55.000 nuovi casi.
Non è tempo di misure estreme
Anche se il virus della nuova influenza A è un virus nuovo, di cui la popolazione non ha “memoria immunitaria ” derivante dalle passate stagioni influenzali, per ora non ha senso parlare di vaccinazione di massa.
L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dato per ora parere ufficiale solo per la vaccinazione dei professionisti sanitari per garantire l’assistenza sanitaria e degli operatori di altre infrastrutture pubbliche critiche.
Starà poi ai singoli paesi individuare i soggetti per i quali la vaccinazione potrebbe essere più utile sulla base della situazione epidemiologica locale. Situazione che in questo momento, per quanto riguarda l’Italia, non è assolutamente allarmante.
Allo stesso modo non è consigliabile fare scorta di farmaci antivirali, di cui non conosciamo l’efficacia nei confronti del nuovo virus, ma che si sono dimostrati poco efficaci nel risolvere la sintomatologia e nel prevenire le complicazioni dell’influenza stagionale nella popolazione generale.
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Notizie varie
Pubblicato da giannigirotto su 10 luglio 2009
Cina e Russia entrano nel ‘governo’ di Internet
Il colosso asiatico ha aderito al Gac – Governmental Advisory Committee – di Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’organismo internazionale che sovrintende al funzionamento della Rete e del sistema dei domini a livello mondiale. E’ una buona o cattiva notizia? dipenderà, come al solito anche da noi, da quanto saremo attenti all’evolversi della situazione.
Governare con la paura. Il G8 del 2001, i giorni nostri, un libro e un film di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani, Mario Portanova
……..la paura che consente di governare indisturbati assume sempre nuovi aspetti (quella che si vuole incutere nei cittadini, ovviamente): talvolta sono i rom, altre volte gli immigrati in generale, un’influenza qui, uno stupro là ed ecco che i cittadini impauriti se ne stanno tranquillamente chiusi in casa a guardare la televisione e sono felici di consegnare le loro sorti all’uomo forte di turno. ………..
Su questo volevo farci un articolo io, ma i suddetti ovviamente lo spiegano mille volte meglio di me….
Obiettivo mille energie: (L’Espresso) Ecco alcune delle ultime tecnologie allo studio per liberarci dalla schiavitù del petrolio…..saranno il nostro futuro ??…
poi abbiamo due chicche tutte italiane……
L’ENI e i bitumi del Congo: Una ricerca sul campo condotta da un pool di associazioni in Congo (la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, la Fondazione Boell e l’associazione congolese Rencontre pour les droits de l’homme) denunciano una serie di progetti dell’Enel che rischiano di avere impatti devastanti sull’ambiente e le popolazioni locali nella Repubblica del Congo. Le associazioni chiedono all’ENI di fermare i propri progetti sulle sabbie bituminose e l’olio di palma nel Bacino del Congo.
L’Agip e il pasticcio nigeriano :Un vero pasticcio. Petrolio che sgocciola e schizza da tutte le parti, torrenti inquinati, campi distrutti, foreste avvelenate, comunità ridotte sul lastrico. Nessuna cultura della manutenzione, efficienza zero. E’ l’immagine dell’Agip che traspare dai rapporti delle missioni sul campo organizzate dall’Environmental Rights Action , la branca nigeriana di Friends of the Earth.
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Vi lascio con una frase celebre, da ripassare mentalmente ogni giorno: “La Grande Bugia è una bugia così enorme da far credere alla gente che nessuno potrebbe avere l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame” – Adolf Hitler, “Mein Kampf”
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Un altro ottimo motivo per spegnere la TV
Pubblicato da giannigirotto su 18 giugno 2009
Niente di eclatante, semplicemente un bellissimo e utilissimo sito di vera informazione. E ognuno di noi sa quanto ce ne sia bisogno. In particolare non può non piacermi particolarmente la sezione “buonenuove“, che contiene appunto le notizie particolarmente positive provenienti da tutto il mondo, quelle che ti danno la carica, ti riempiono di speranza e ti danno la forza di andare avanti nonostante tutto. Si perchè ti rendi conto ancora una volta di come al mondo ci siano veramente tante brave persone che agiscono per il bene comune……..
PeaceReporter è un quotidiano online che tratta temi internazionali, è una agenzia di stampa e di servizi editoriali, nato da una idea dell’agenzia giornalistica Misna (Missionary Service News Agency) e della organizzazione umanitaria Emergency.
Il contenuto del sito è a mio avviso eccellente, sia per qualità dei contenuti che per quantità e varieta e sopratutto, ritengo, oggettività.
Insomma un altro buon motivo per spegnere la TV e diventare selezionatori delle notizie, e non meri telespettatori passivi.
E un’altra scusa in meno per dire “non sapevo che le cose stessero così….”
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Notizie varie
Pubblicato da giannigirotto su 15 giugno 2009
La Svezia dice addio all’economia del petrolio: cavolo, se lo fa lei che non è certamente dotata di gran sole ……
LIBRO: IL NUOVO FOTOVOLTAICO-Dal film sottile alle celle a colorante che ho trovato all’interno di un sito, gestito da un’azienda privata, che mi sembra molto ricco di informazioni, che si propone come “Il portale Italiano delle energie rinnovabili“. Se avete interessi in merito merita senz’altro di prenderne visione.
La fregatura delle lampadine a risparmio energetico: insomma bisogna passare direttamente alla tecnologia LED. Il problema è che le industrie probabilmente spingeranno prima le attuali lampade, per poi venderci quelle a Led.
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Abbattere le foreste è come svaligiare una banca: le risorse rapidamente accumulate portano un benessere effimero e di breve durata. Lo rivela uno studio congiunto della Università di Cambridge e dell’Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista
Le culture indigene custodiscono una grande ricchezza nutritiva. Lo dice la FAO, nel libro pubblicato assieme al Centro per la Nutrizione e l’Ambiente delle Popolazioni Indigene della McGill University. Ossia, gli indigeni dispersi nel cuore della foresta hanno sviluppato strategie nutrizionali molto efficaci. Purtroppo pero’ gli habitat naturali stanno scomparendo, e con loro questo immenso patrimonio. Insomma, quando arriva lo sviluppo, inizia la fame.
Sono passati alle vie legali. Dopo mesi di protesta e di blocco fluviale contro il progetto petrolifero dell’anglo-francese Perenco, gli Indios dell’Amazzonia peruviana hanno deciso di denunciare alla Corte Costituzionale lo sfruttamento in un’ampia area di foresta, catalogata come “Blocco 67″. L’associazione indigena AIDESEP teme infatti che il faraonico progetto (per un investimento dichiarato di 2 miliardi di dollari) possa rivelarsi letale per le tribù indigene che ancora non hanno avuto contatti con l’uomo bianco, e che rischiano di essere sterminate da malattie e germi per cui non hanno anticorpi.
Il 25 agosto le autorità hanno annunciato lo sgombro forzato di tutti i residenti illegali nel complesso forestale di Mau, dando loro 14 giorni di tempo per attenersi ai termini del decreto. Gli Ogiek abitano questa foresta dal secoli, è la loro foresta ancestrale. Ma non sono provvisti di documenti scritti, ne’ di autorizzazioni su carta bollata. Gli Ogiek sono stati i primi a denunciare l’occupazione illegale della foresta e le attività illegali che ne hanno ridotto drasticamente le dimensioni. Conseguentemente hanno richiesto di essere coinvolti e di partecipare attivamente ai programmi volti alla protezione della loro foresta. Lo sgombro annunciato rischia privare gli Ogiek della propria casa, e la foresta dei suoi guardiani più esperti.
Uno studio dell’ente governativo indonesiano sul clima (Consiglio Nazionale sul Cambiamento Climatico) ha proposto di ridurre del 40 per cento le emissioni dell’Indonesia proteggendo foreste e torbiere. Lo fa sapere
Un ragno predatore grande quanto un piatto da tavola, un ratto che si pensava avesse cominciato a estinguersi 11 milioni di anni fa, uno stupefacente millepiedi rosa. Sono solo alcuni componenti di un “tesoro biologico” scoperto dagli scienziati del Wwf nella foresta pluviale del Mekong, il fiume che attraversa cinque province dell’Asia meridionale. In totale sono state 1068 le specie fino ad ora sconosciute e portate alla luce tra il 1997 e il 2007: 519 specie di piante, 279 pesci, 88 rane, 88 ragni.
Il governo peruviano non deve consentire lo sfruttamento di petrolio e gas nelle terre dei popoli indigeni senza il loro previo “consenso informato”. È questa la raccomandazione diramata dalla Commissione ONU per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (CERD).
Dopo un infruttuoso incontro con funzionari governativi, i Penan hanno deciso di continuare la loro protesta, il blocco delle strade alle concessioni forestali, in vigore dal 28 agosto. Gli indigeni chiedono che lo stato del Sarawak riconosca i loro diritti sulle foreste tradizionali. Le loro terre infatti vengono cedute alle imprese della carta e dell’olio di palma che le abbattono per sostituirle con piantagioni di acacia, eucalipto e palma da olio.
Si chiamava Tulia García, leader del popolo Awa. La sua colpa era la richiesta di una investigazione sulla morte del marito, ucciso in un’imboscata dai militari lo scorso maggio. Il 26 agosto un commendo militare l’ha uccisa, assieme a tutti i possibili testimoni dell’omicidio: dieci persone, tra cui tre bambini.
Lo sostiene il Forum Ambientalista, l’abuso dell’acqua sarebbe alla radice degli incendi, facilitandone la diffusione a causa dell’aridità del suolo.
Il governo del Bangladesh ha annunciato un piano per il sostegno all’industria dei gamberi, in seguito al blocco delle esportazioni verso l’Unione Europea a causa della contaminazione chimica di nitrofurani. Altri 700 milioni di dollari sono stati stanziati dal Fondo Monetario Internazionale sotto foma di prestiti a tasso agevolato.
Quattro multinazionali della carta possiedono da sole 600.000 ettari di piantagioni in Uruguay: la scandinava Stora Enso, la cilena Arauco (Chile), la statunitense Weyerhaeuser e la finlandese Botnia.
Accordo storico in Finlandia. L’agenzia forestale statale Metsähallitus, ha firmato un accordo con i rappresentanti degli indigeni Sami, impegnandosi a proteggere le foreste primarie lapponi nella regione di Nellim per i prossimi 20 anni.
In realtà si tratta appena del 5% delle foreste del paese, un’area marginale per la produzione della carta, ma necessarie per centinaia di specie considerate minacciate dall’IUCN, come lo scoiattolo volante (Pteromy volans), la Ghiandaia siberiana (Perisoreus infaustus) e il Picchio Tridattilo (Picoides tridactylus).
Il governo del Sarawak, la provincia malese nel Borneo, ha recentemente deciso di assegnare 1.397.644 ettari di foresta a imprese private, per trasformarli in piantagioni da legno, mentre un’area più vasta, ma di dimensioni ancora indefinite, sarà dedicata a piantagioni di palma da olio. Peccato che molte di queste piantagioni coincidono con le foreste ancestrali dei popoli indigeni dell’isola.
Il Parco Nazionale di Sebangau, nel Kalimantan centrale è assediato dalle fiamme. Nel parco, nella parte indonesiana dell’isola di Borneo, vive una delle ultime popolazioni di orango. Secondo Suwido Limin, direttore dell’Istituto indonesiano per la protezione delle foreste torbiere (CIMTROP) le fiamme avrebbero origine dolosa.
Attivisti dell’associazione tedesca Robin Wood hanno protestato ieri presso gli uffici della Unilever ad Amburgo. L’impresa è accusata dagli attivisti di rifornirsi dal colosso dell’olio di palma Wilmar International, noto da anni per le proprie pratiche distruttive e per i conflitti con le comunità locali.
Si chiama Agustin Solis Cedillo, ed è il secondo sindaco indigeno del municipio di Chajul, nella regione di Xeputul. Il primato tutto suo è quello di essere il più giovane sindaco, all’età di 29 anni.
La Commissione Europea ha deciso di richiedere la condanna dell’Italia al pagamento delle spese in giudizio per le ripetute violazioni della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva “Uccelli”) da parte dalla Regione del Veneto riguardo la concessione di deroghe per la caccia nei confronti di specie di uccelli protetti.
L’impresa forestale finlandese Tornator ha acquistato per l’anno 2008, 10.000 ettari di foresta in Romania. Il prezzo di tale operazione e stimato a 50 milioni di euro. Questa è la piu grande transazione privata nel settore del legno in Romania, ma vi sono pèrogetti di acquisto per ulteriori 20.000 ettari. Il terreno acquisito e situato nella zona Oituz del distretto di Bacau. Lo scopo di questo investimento e di vendere legname suil mercato locale. La Tornator possiede già terreni forestali in Finlandia (60.000 ettari) e in Estonia. La decisione di investire in Romania è dovuta alla ricchezza delle foreste di questo paese, in gran parte in mani private.
Oltre 17.500 risposte al sondaggio avviato dall’agenzia agricola statunitense USDA, sul progetto di piantumazione di 250.000 eucalipti transgenici negli stati del sud. Un vero record di partecipazione. Tra tutte le risposte appena 39 si sono espresse in favore del progetto.
Una ricerca condotta dal biologo Matongo Mundia (
I governi di Stati Uniti e Indonesia hanno firmato un accordo che prevede la protezione delle foreste pluviali in cambio di riduzioni sul debito estero.
Dopo anni di campagna internazionale di Greenpeace, con azioni anche in Italia, Kimberly-Clark, la multinazionale che produce con i marchi Kleenex, Scottex e altri, leader nella produzione di tessuti in fibra di carta in oltre 80 Paesi, ha annunciato oggi l’adozione di standard per l’acquisto di fibre che finalmente garantiscono la conservazione delle foreste.
Circondato di foreste di abeti, il lago glaciale di Cavazzo, è il più esteso bacino naturale del Friuli-Venezia Giulia. Posto all’altitudine di 195 metri sul livello del mare, è delimitato dal monte San Simeone a nord-est, dal massiccio del monte Faéit a ovest e dalla piana di Alesso a sud. Il clima temperato ed il continuo apporto idrico di numerosi torrenti che lo alimentano, avevano contribuito al determinarsi di una condizione biologica favorevole allo sviluppo della fauna ittica.
I Penan tornano a bloccare le strade aperte dalle compagnie nel cuore delle foreste pluviali. Armati di frecce e cerbottane hanno eretto i blocchi lungo La polizia malese presidia i blocchi ma non si ha notizia di scontri.
Da oggi anche Timberland si impegna annunciando una nuova politica di acquisti della pelle bovina concordata con Greenpeace. L’azienda, infatti, sarà in grado di garantire che la pelle utilizzata per la produzione delle proprie scarpe vendute in tutto il mondo non avrà causato alcun fenomeno di deforestazione recente dell’ultimo grande polmone del pianeta. Secondo quanto stabilito dal documento in questione Timberland richiederà a tutti i propri fornitori di pelle – tra cui il gigante della carne e della pelle brasiliana Bertin – di impegnarsi immediatamente ad una moratoria sui fenomeni di nuova deforestazione in Amazzonia.
Il nuovo governo uscito dalle elezioni dello scorso 5 luglio si è impegnato a istituire un bando sulla privatizzazione delle foreste demaniali, troppo spesso cedute sottocosto a imprese private. “Vieteremo immediatamente la cessione dei terreni pubblici per proteggere le foreste del paese e e valutare se le privatizzazioni sono compatibili con principi economici e e ambientali – ha dichiarato Miroslav Naydenov, da molti indicato come il prossimo ministro del’agricoltura – Chi ha infranto la legge, lavorando per interessi di imprese private, dovrà vedersela con la giustizia”.
Meno di due mesi fa Greenpeace lanciava l’inchiesta “Amazzonia che Macello”, pubblicata dopo tre anni di ricerca e indagini condotte sotto copertura. Qui si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. In tutto questo erano e sono coinvolti marchi globali tra cui anche Adidas, Timberland e Reebok.
Per molti anni la comunità scientifica ha ritenuto che le foreste raggiungessero il massimo livello di produttività nell’età intermedia, e iniziassero a declinare raggiungendo la maturità, fino a diventare neutrali: stesso carbonio assorbito, stesso carbonio rilasciato in atmosfera. Insomma, si riteneva che queste foreste custodissero un immenso pozzo di carbonio, ma non che continuassero a sequestrarne. Non è così. Nuovi dati emersi dall’osservazione delle foreste tropicali africane, dimostrano che queste continuano ad assorbire carbonio: tra il 1968 e il 2007 ne hanno sottratto all’atmosfera 0,6 tonnellate (più o meno quanto ne rilascia una piccola automobile) per ogni ettaro. Ben tre studi pubblicati di recente su Nature, dimostrano il contrario.
Sono sempre loro, i gangster del taglio illegale. Sono sbarcati in Liberia e hanno fatto bottino: di foreste.
Tra monti, boschi, laghi e fiumi, tra cultura e storia, la Valle dell’Agri è un autentico patrimonio ambientale e paesaggistico. Compresa tra i monti Sirino e Volturino, al confine con la Campania, la valle prende il nome dal fiume Agri, che attraversa tutto il suo territorio. La zona è in parte compresa nel Parco nazionale della Val d’Agri e Lagonegrese, proprio per il suo alto valore ambientale. Ma negli ultimi venti anni si moltiplicano i pozzi petroliferi. Nell’ultimo decennio sono stati scoperti ulteriori giacimenti petroliferi tanto da supporre che nella valle ci sia il più grande giacimento d’Europa.
L’annuncio di un aumento della produzione sembra essere la risposta della Arauco alla recente condanna per le discusse attività dell’impianto di Valdivia.
La montagna sacra è quella dei Dongria Kondh, un popolo indigeno dello stato indiano di Orissa, che vive nelle rigogliose foreste alle sue pendici. L’assalto è organizzato dalla compagnia mineraria Vedanta Resources, che proogetta di aprire il ventre della montagna per farne una miniera di bauxite. La tribù, che abita quelle foreste da secoli, non è mai stata consultata sul progetto.
Foreste addio. Le piantagioni di canna da zucchero si espandono nelle regioni pianeggianti della costa pacifica, sul fertile suolo vulcanico. 14 impianti di raffinazione sono alimentati da 216.000 ettari di piantagioni, la stessa superficie dell’intero distretto della capitale, e le piantagioni continuano a espandersi, ai danni della foresta tropicale. A ogni raccolto, le canne vengono bruciate, mentre le acque dei fiumi vengono deviate per alimentare gli zuccherifici.
Due giornalisti della testata televisiva France 24 sono stati detenuti illegalmente dalla security dell’impresa PT Lontar Papirup Pulp and Papers, una sussidiaria del gigante cartario indonesiano Asia Pulp and Papers (APP).
Un altro elefante, l’ottavo da maggio, è stato ucciso dai pesticidi sparsi in abbondanza nelle piantagioni di palma da olio. Lo annuncia il Wwf Indonesia: “Si trattava un piccolo di due anni, ancora dipendente dal latte materno”. Molti composti organo clorurati infatti tendono a concentrarsi proprio nel latte. Le piantagioni hanno preso il posto delle foreste in cui gli elefanti vivevano, e i pesticidi si diffondono dei corsi d’acqua adiacenti. Scacciati dalle loro foreste, gli elefanti cercano disperatamente cibo nelle piantagioni, entrando in contatto con insediamenti umani. Spesso vengono uccisi intenzionalmente, altre volte rimangono vittime dei pesticidi. La popolazione degli elefanti di Sumatra si è ormai ridotta a 2.400 individui, in costante declino.
Una moratoria sulla deforestazione. Era l’impegno formale di Megawati Sukarnoputri, candidata alla presidenza della repubblica. Un impegno non troppo oneroso, dato che la Megawati aveva ben poche possibilità di vittoria. E difatti è stato rieletto il presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono. Ma per la prima volta la protezione delle foreste è entrata nel programma elettorale di un Presidente della Repubblica, prevedendo una moratoria su tutte le concessioni forestali e minerarie.
