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Archivio per la categoria ‘Società/Politica’

Indispensabili: Blue Economy – Cap.10) NUOVE ENERGIE

Pubblicato da giannigirotto su 4 giugno 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 10) NUOVE ENERGIE

…Non esiste centrale elettrica progettata dall’uo­mo che riesca a fornire energia con l’affidabilità delle reazioni biochimi­che che avvengono nel nostro corpo…

…Oggi, a metterci nei guai, sono i mezzi che usiamo per produrre ener­gia. La massiccia emissione di tre gas – anidride carbonica (CO2), meta­no (CH4) e protossido di azoto (N2O) – è penetrata nella sottile fascia di atmosfera respirabile che avvolge il nostro pianeta. Il delicato equili­brio dell’atmosfera è il risultato di milioni di anni d’interazioni con la vegetazione presente sulla Terra. Visto che ormai ci restano meno del 30% delle foreste originarie, a meno di non intraprendere una massiccia riforestazione in tutte le fasce climatiche, le condizioni che permettono di mantenere l’atmosfera degenereranno senza possibilità di rimedio…

…La natura ricava elettricità da sei fonti principali: calore, luce, frizione, pressione, magnetismo e reazioni biochimiche… Peter Spies è sicuro che un giorno, quando i nuovi sistemi saranno migliorati, sarà sufficiente una differenza termica di 0,3 gradi per generare abbastan­za energia da far funzionare un telefono cellulare…  La pressione (o, in gergo tecni­co, la “piezoelettricità”*) è un’altra fonte di elettricità naturale molto abbondante. “Piezo” deriva dal greco “premere, comprimere”, e la più grande fonte di compressione che abbiamo a disposizione è, ovviamente, la forza di gravità. Il peso di un albero riesce a generare elettricità eserci­tando pressione sulle pietre presenti nel sottosuolo… Se lo studio della piezoelettricità farà progressi, potremo iniziare a pensare di proget­tare edifici che producano elettricità sfruttando il calpestio del pavimen­to…

…Non si può chiudere il capitolo sull’innovazione in campo energetico sen­za affrontare l’argomento della CO2. Anche se le emissioni di anidride carbonica, sfuggite a ogni controllo, sono accusate di essere la causa prin­cipale dell’effetto serra, dobbiamo prendere in considerazione il poten­ziale e prezioso contributo che questo gas potrebbe dare per soddisfare i bisogni di base della nostra società industriale. In origine anche l’ossige­no era tossico, eppure è stato il prerequisito della vita sulla Terra: secon­do questa stessa logica, se riuscissimo a passare dall’ottica del “problema” a quella dell’”opportunità”, la CO2 potrebbe contribuire in modo decisi­vo alla costituzione di una società sostenibile. “Come?” vi chiederete. La risposta è nelle alghe.
Le alghe, che vivono sulla Terra da oltre un miliardo di anni, sono state tra i primi organismi a sviluppare la fotosintesi. Le alghe unicellulari furo­no le prime specie ad avere un nucleo e una “memoria della vita” in quel che conosciamo come Dna. Grazie alla fotosintesi, le alghe hanno solo bisogno di CO2, acqua, sostanze nutritive e luce del sole per produrre il proprio cibo e la propria energia chimica… Tutti i processi di estrazione di petrolio o gas producono, come scarto, acqua salmastra. Essa viene spesso lasciata in bacini di raccolta che a lungo andare possono rilasciarla nel suolo circostante, rendendo il terreno tossico e sterile per secoli. Inoltre, visto che la temperatura ha un impatto sull’habitat della vita acquatica, anche le centrali a carbone devono avere dei bacini di raccolta dove far raffreddare l’acqua prima di riversar­la nei fiumi e negli oceani. Questi bacini sono stati imposti per legge, a quanto pare, per mitigare i danni collaterali delle centrali sull’ambiente. Non è necessario un grande sforzo di immaginazione per capire che al loro interno si potrebbero coltivare alghe in modo da trasformare una struttura dedicata allo smaltimento in un utile sistema che riduce la CO2, aumenta l’ossigeno e produce un biocarburante a basso costo e rinnova­bile…  Le alghe vivono in simbiosi con l’anidride carbonica, crescono più in fretta se ne hanno molta a disposizione, e assorbono i gas serra come una spugna…

…Il vantaggio delle alghe è che da esse non si ottengono solo lipidi conver­tibili in biodiesel. Dopo aver estratto l’olio, quel che rimane è una mate­ria proteica ricca di micronutrienti adatta, come intuito sin dall’inizio dal professor Vieira Costa, all’alimentazione umana o animale…

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Gianni G

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Paradisi fiscali: solo chiacchiere!!!

Pubblicato da giannigirotto su 30 maggio 2012

Al di là delle solite dichiarazioni dei soliti politici, che proclamano a gran voce di voler combattere il fenomeno dell’evasione fiscale e dei relativi paradisi fiscali, la realtà è ben diversa… riporto subito alcuni stralci di un articolo del mensile “Valori” edito da Banca Etica, di cui sotto la versione integrale, anticipando che, ma guarda un po’ che “sorpresa”, che uno dei centri finanziari più nocivi del mondo è… Londra, più precisamente il suo quartiere finanziario, che gode di una giurisdizione particolare… furbi questi inglesi  :-( (

- “Gli stati membri del G20 rappresentano da soli il 39% dei mercati finanziari definibili come “opachi” e l’88% se aggiungiamo gli altri Paesi dell’Unione Europea e alcuni territori sotto la loro influenza”…

- “… negli  ultimi anni la situazione è persino peggiorata: “Molti dipendenti del settore finanziario londinese, come anche di multinazionali, oggi percepiscono i loro compensi direttamente su anti aperti a Jersey o a Cipro”…

- “Circa l’8% del patrimonio finanziario dei risparmiatori di tutto il mondo, ossia 6 mila miliardi di dollari, è conservato in paradisi fiscali”…

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Gianni G

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.9) UN ARCOBALENO DI POSSIBILITÀ: REINVENTARE LA COLORAZIONE E I COSMETICI

Pubblicato da giannigirotto su 27 maggio 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 9) UN ARCOBALENO DI POSSIBILITÀ: REINVENTARE LA COLORAZIONE E I COSMETICI

…La capacità delle libellule di generare energia attraverso la concentrazione della luce ha attirato l’attenzione dei ricercatori che si occupano di ener­gia rinnovabile…

al posto dei chimicissimi prodotti per difendersi dai raggi UV in estate, si possono usare diverse alternative naturali con addirittura migliore efficacia e senza effetti collaterali, per esempio…  La pelle dei pomodori è ricca di licopene, un carotenoide della stessa famiglia del betacarotene. Il licopene presenta note­voli proprietà antiossidanti e fornisce un’elevata protezione ai raggi UV…

…vernici, inchiostro, stoffa, plastica, cosmetici e gli alimenti si servono del colore per farsi notare. La domanda di colore è enorme e in continua cre­scita. Nel 2008, il consumo globale di pigmenti ha raggiunto quasi 8 milioni di tonnellate, generando un giro d’affari di oltre 17 miliardi di dollari… La moderna pigmentazione si crea con il cadmio, il cromo, il cobalto, il piombo, il mercurio, il titanio e lo zinco, insomma dipende da pratiche estrattive e da lavorazioni di minerali molto lontane dal modello di sostenibilità. Inoltre, l’impiego dei pigmenti è regolamentato in quanto è stato provato che molti presentano rischi per la salute. Cio­nonostante, nessuno degli standard industriali moderni richiede pigmen­ti biodegradabili. E non ci sono nemmeno normative che regolino lo smaltimento dei prodotti di scarto e dei loro componenti contenenti colo­ri a base di ossido di metallo. Assieme alle batterie, i pigmenti colorati sono responsabili probabilmente della maggior parte dell’inquinamento da metalli pesanti nelle discariche. Poiché i pigmenti sono stati progettati per resistere e non sbiadire, non si degradano e concentrandosi possono raggiungere livelli pericolosi di contaminazione. Se dispersi in modo incontrollato nell’ambiente, inquinano interi ecosistemi. I colori sono meravigliosi ma sono uno “sporco affare”...

…Le pelli dei pomodori ammontano a ben 30.000 tonnellate l’anno. Se gli stabilimen­ti della Unilever affiancassero un’attività supplementare che producesse solari a base di licopene proveniente dagli scarti dei pomodori, gli attuali agenti per la protezione da raggi UV a base di titanio sarebbero immediatamente superati e non più economicamente concorrenziali…

…Nel caso dei pomodori, si può calcolare quanti posti di lavoro si potreb­bero creare applicando il concetto di bioraffineria. La generazione netta di posti di lavoro potrebbe superate ogni aspettativa. Secondo la Fao (l’Or­ganizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), la superficie globale destinata alla coltivazione di pomodori è di circa 3,6 milioni di ettari. La produzione mondiale è di appena 100 milioni di ton­nellate. Solo gli Usa ne producono 10 milioni. Da un punto di vista imprenditoriale, si potrebbe dire che il mondo spreca 2 milioni di ton­nellate di prodotti che potrebbero fornire additivi, pigmenti e olio. È una quantità impressionante e ci permette di capire che è possibile sostituire i pigmenti a base di metallo e i filtri solari senza chiedere alla Terra ulte­riori sforzi… Attualmente, una tonnellata di pigmenti colorati costa mediamente 2.000 dollari. I pigmenti derivati dai pomodori potrebbero essere prodotti a un costo di circa 1.000 dollari a tonnellata poiché ottenuti da materiali di scarto disponibili gratuitamente o pagando solo le spese di trasporto loca­le. Grazie alle materie prime poco costose, si potrebbe produrre il pig­mento a costi più contenuti. Questa nuova opportunità commerciale potrebbe generare 2 miliardi di dollari, il valore di quanto attualmente si spreca, si butta nelle discariche o finisce in pasto ai bovini che non rie­scono a digerirlo e che metabolizzandolo producono anche metano inqui­nante. In Brasile (dove attualmente la Unilever ha stabilito il suo ultimo impianto di lavorazione) i dipendenti dello stabilimento vivono agiata­mente con uno stipendio di 10.000 dollari l’anno. Si può tranquillamen­te affermare che in un paese come il Brasile un giro d’affari di 2 miliardi di dollari potrebbe creare 100.000 posti di lavoro…

…La torta di polpa di mele (residuo dell’estrazione del succo) e la vinaccia (ciò che rimane dell’uva pigiata) rappresentano un’altra miniera di materie prime che potrebbero essere utilizzate in modo analogo…

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…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Gianni G

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.8) DALL’INFINITAMENTE GRANDE ALL’INFINITAMENTE PICCOLO

Pubblicato da giannigirotto su 21 maggio 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 8) DALL’INFINITAMENTE GRANDE ALL’INFINITAMENTE PICCOLO

sulla scoperta che le balene, tutti gli ahri mammiferi e persino le mosche sono in grado di generare e distribuire energia elettrica senza batterie né fili. Le diverse specie viven­ti del nostro pianeta hanno imparato a generare l’energia elettrica di cui necessitano usando una vasta gamma di fonti energetiche: gravità, diffe­renziale di temperatura, differenziale di pH, energia cinetica del movi­mento muscolare, energia piezoelettrica dal movimento cardiaco e dalla circolazione sanguigna, energia derivata dalla CO2 e dai metalli presenti nel corpo…

…Se paragoniamo il costo per kilowattora di una pila al costo della stessa quantità di energia erogata dalla presa di casa, molti di noi rimar­rebbero esterrefatti nello scoprire che si paga dalle 100 alle 500 volte di più per l’elettricità delle batterie rispetto a quella di casa. Gli analisti indu­striali che si sono resi conto di questo sono ora alla disperata ricerca di dispositivi più efficienti…

…Un’altra delle sue invenzioni, il CoroPatch, è un cerotto ultrasottile che può essere applica­to sulla pelle per misurare e trasmettere la temperatura corporea e i dati cardiaci senza batterie o fili… Questo aprirebbe le porte ad un’infinità di applicazioni mediche di monitoraggio, con relative attività imprenditoriali e posti di lavoro (ndr)

…la sfida principale per i vaccini è mantenere la catena del freddo… gli scienziati hanno individuato e studiato numerosi microrganismi e altre specie animali e vegetali semplici che si disidratano completamente fino a sembrare morte ma che sono in grado di sopravvivere e che possono riacquistare tutte le loro facoltà biologiche in meno di due ore semplice­mente venendo a contatto con l’acqua… Bruce Roser ha collaborato con una compagnia inglese, la Cambridge Biostability Ltd., per riprodurre questo processo naturale al fine di stabi­lizzare i prodotti farmaceutici. L’applicazione di Roser elimina la neces­sità di refrigerazione del vaccino e risolve il problema della fornitura di siringhe attraverso la distribuzione di un pacchetto di vaccinazione com­pleto che non richiede fonte d’acqua in loco o ulteriori interventi. La for­nitura di vaccini diventa così efficace e più economica. Secondo una sti­ma dell’Organizzazione mondiale della sanità, il potenziale di risparmio nei paesi in via di sviluppo varia dai 200 ai 300 milioni di dollari l’anno… Non solo questa tecnologia può eliminare la dipendenza dalla catena del freddo nella distribuzione, ma altri impieghi di questa innovazione a “refrigerazione zero” potrebbero segnare la fine del reparto surgelati dei supermercati… e contemporaneamente aprire migliaia di nuovi posti di lavoro legati all’introduzione ed utilizzo di questa nuova tecnologia…

Controllo proliferazine batteri: i batteri fanno parte del mondo ed in moltissimi casi ci sono assolutamente indispensabili. In altri casi invece sono dannosi e/o pericolosi, e quindi ecco la lotta chimica ed antibiotica per cercare di eliminari. Esiste però un altro sistema per renderli inoffensivi, e cioè impedire la capacità di comunicare tra di loro, renderli “sordi” in modo non possano coordinarsi e diventare pericolosi. Questà è una tecnica utilizzata da un’alga…  la Delicea pulchra ha imparato a rendere i batteri temporaneamente “sordi”* Produce una piccola molecola, detta Granone, che occupa i recettori dei batteri rendendo così impossibile la
comunicazione tra loro, questa è una soluzione davvero brillante ed efficace. I batteri usano sostan­ze chimiche per comunicare tra di loro. Se non ricevono determinate mole­cole, perché i recettori necessari sono già bloccati dalla molecola di un’al­ga marina, i batteri non hanno idea di dove siano gli altri membri della famiglia… Gli impieghi nel settore dei beni di consumo, dell’indu­stria e dell’agricoltura rappresentano un enorme potenziale per questa importante piattaforma tecnologica… con migliaia e migliaia di applicazioni possibili, in quanto i batteri causano migliaia di problemi ad agricoltura, industria e alla salute personale… in quest’ultimo settore… Comprendere che i furanoni non distruggono, piuttosto impediscono il funzionamento di batteri nocivi, offre una nuova opportunità che potreb­be migliorare lo stato di salute e aiutarci a curare le malattie senza stimo­lare l’evoluzione di supervirus che sconfiggono il nostro stesso sistema immunitario…

Cura delle ferite:  le larve non solo ripuliscono la ferita ma producono anche enzimi che stimolano la crescita cellulare generando piccole cariche elettriche. Per le larve, i bat­teri resistenti agli antibiotici non sono altro che degli avversari con cui competere per il cibo… Una delle innova­zioni di Britland è stata l’invenzione di un metodo per estrarre i principi attivi prodotti dalle larve che promuovono la guarigione delle ferite sen­za dover raccogliere le larve... Si risparmia denaro accorciando la degenza ospe­daliera da una media di 72 giorni a soli 14, in passato spesso prolungata dalla necessità di amputare l’arto a causa dell’impossibilità di guarire le ulcere… Nutrire i pesci e le quaglie con larve genera lauti guadagni a diversi livelli. Gli enzimi rigurgitati dalle larve possono però essere facilmente estratti e usati per curare le ferite generando un valore che è un multiplo dell’intero sistema. Non serve un matematico per calcolare i benefìci in termini di reddito e di posti di lavoro. Poiché l’Africa importa gran parte dei tratta­menti per le ferite, la capacità di utilizzare risorse prodotte in loco rappre­senta un enorme risparmio…

Gas Propellenti: oggi questi gas sono usati in moltissime applicazioni civili ed industriali, ma hanno un forte impatto ambientale negativo. Il loro impiego potrebbe essere sostituito replicando il meccanismo di nebulizzazione e spruzzo di un coleottero, il c.d. “Brachino crepitans”,  in grado di spruzzare un liquido irritante alla temperatura di 100 °C a una distanza di 10 volte la sua lunghezza.

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.7) LA SETA SUL FILO DEL RASOIO

Pubblicato da giannigirotto su 14 maggio 2012

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Cap. 7) LA SETA SUL FILO DEL RASOIO

…Il gelso {Morus alba) cresce rigoglioso in gran parte della Cina, tipicamente arida. Il bombice del gelso (Bombyx mori), comunemente noto come baco da seta, si nutre delle foglie del gelso. Gli escrementi del baco, caden­do a terra, attirano batteri e microorganismi, producendo così rapida­mente nutrienti che arricchiscono il terreno. Nel corso di anni, secoli e infine millenni, la densità di soprassuolo sano di nuova creazione è aumentata di circa un millimetro l’anno. Ciò equivale alla formazione annua di 6-12 tonnellate per ettaro di soprassuolo arricchito di materiale organico…Nel corso della storia, anche i paesi europei e mediorien­tali hanno coltivato alberi di gelso, traendo benefici in termini di fertilità del suolo e di controllo dell’erosione. Italiani e turchi, nelle zone perime­trali dei vigneti, piantarono gelsi per contenere l’erosione dei pendii. Via via che l’attenzione passò dalle pratiche di agricoltura sostenibile alla mono­cultura commerciale ci si dimenticò di questi metodi naturali su come generare terreno fertile… 

…Oggi la perdita di terreno fertile rappresenta una delle maggiori sfide alla sicurezza alimentare della popolazione futura del pianeta… Ogni anno, in Africa, le sole tempeste di sabbia sono responsabili dell’asportazione di 2-3 miliardi di tonnellate di terriccio, privando inesorabilmente il continente della sua fertilità e produttività biologica, depositando nel contempo abbastanza sabbia nel Mar dei Caraibi da intorbidirne le acque e danneggiare le bar­riere coralline. Le pratiche agricole importate in Africa dai coloni euro­pei non sono adatte alle condizioni climatiche del continente… Di fronte a tali danni, gli agricoltori cedono all’illusione di rese più elevate offerte dai fertilizzanti petrolchimici e dalle sementi geneticamente modificate, sebbene siano un’arma a doppio taglio…

La seta naturale contiene almeno il 30% di carbonio. Sostituire la seta con fibre di origine petrolchimica comporta l’interruzione della fissazio­ne del carbonio da parte della seta e dei gelsi. Inoltre, cessa la rigenera­zione del terreno a essa correlata…

UNA RASATURA PERFETTA: Il rasoio da barba è un esempio onnipresente del consumo insostenibile… Si stima che, ogni anno, insie­me ai 10 miliardi di rasoi monouso vengano gettate in discarica 250.000 tonnellate di costoso metalloUn rasoio fatto con la seta fende grazie alla cheratina i peli sen­za tagliare la pelle, facendo roteare sulla superfìcie cutanea centinaia di sottilissimi fili, di fatto una versione in miniatura di un tosaerba a mano. Abbiamo a disposizione la tecnologia per farlo. Sarà solo questione di tempo e denaro per la sua messa a punto e produzione…

Dopo l’acqua, i polimeri rappresentano la seconda cate­goria principale di ingredienti contenuta nei prodotti cosmetici e per l’e­stetica. Si usa una vasta gamma di polimeri come agenti fìlmogeni, fis­santi, addensanti, emulsionanti, agenti che rispondono agli stimoli, ammorbidenti, stabilizzanti di schiuma, emollienti e antimicrobici. Il valore di mercato dei polimeri sintetici è attualmente di 15 miliardi di dollari, ed è in costante crescita… L’utilizzo della seta ottenuta con nanotecnologia come sostituta dei poli­meri sintetici potrebbe rappresentare una scelta molto redditizia per l’in­dustria cosmetica… 

APPLICAZIONI BIOCOMPATIBILI IN MEDICINA: la seta si presta ad una serie infinita di applicazioni, dal filo di sutura a bende, protesi, arti e cartilagini artificiali, il tutto con il vantaggio appunto di essere biocompatibile e non richiedere quindi l’uso degli immunosopressori…

Tutto quanto sopra ovviamente comporterebbe tutta una serie di nuovi posti di lavoro collegati…

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Antipolitica e demagogia anche questa?

Pubblicato da giannigirotto su 5 maggio 2012

La campagna contro i caccia F-35 prosegue: nessuna decisione è ancora presa e ci si può ancora mobilitare.

Rete Italiana per il Disarmo e la Campagna “Taglia le ali alle armi” chiedono a gran voce un dibattito pubblico e in parlamento per fermare – senza ulteriori costi – un progetto problematico e mastodontico, un vero spreco da segnalare!

A Maggio porteremo a Roma le oltre 70.000 firme raccolte dalla campagna

intanto possiamo scrivere al Governo, che ha chiesto il parere dei cittadini sugli sprechi nella spesa pubblica, segnalando come l’acquisto di 90 cacciabombardieri d’attacco e con capacità nucleare sia un insulto a chi oggi si trova in difficoltà economiche e di sopravvivenza, senza considerare i dubbi di natura tecnica e di costo che tutti i partner del Programma (Stati Uniti compresi) hanno sollevato!

Clicca qui http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm compila i campi richiesti e scrivi:

“Gentile Presidente del Consiglio Mario Monti, egregi Ministri, vi segnalo come spreco rilevante ed assolutamente inutile di denaro pubblico l’acquisto preventivato nei prossimi anni di circa 90 esemplari del caccia di quinta generazione JSF F-35 (costo attuale di solo acquisto oltre 10 miliardi, almeno 30 miliardi con il mantenimento).

Con gli stessi soldi si potrebbero dare risposte concrete ai problemi economici che affliggono molte famiglie italiane, investendo in istruzione, sanità, lavoro, recupero e sistemazione del territorio. La invitiamo quindi a prendere in considerazione le alternative a questo scellerato acquisto seguendo le proposte e le indicazioni della campagna “Taglia le ali alle armi” che ha anche elaborato numerosi dati a sostegno della problematicità del progetto JSF F-35.

Cordialmente”

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.4) APRIRE LA STRADA ALLE IMPRESE

Pubblicato da giannigirotto su 30 aprile 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 4) APRIRE LA STRADA ALLE IMPRESE 

PENSARE  FUORI DAL  CORO: …Prendiamo in considerazione il pacemaker. Per 50 anni le irregolarità del ritmo cardiaco sono state risolte con questo strumento impiantato chi­rurgicamente. Il pacemaker è alimentato da una batteria collocata vicino alla clavicola. A causa dei nostri attuali stili di vita molto stressanti, negli anni a venire, saranno necessari milioni di pacemaker, ognuno al costo minimo di 50.000 dollari. Mentre tutti si stanno concentrando a svilup­pare batterie più efficienti, la soluzione di nuova generazione per regolare il ritmo cardiaco non avrà bisogno né di interventi chirurgici né di batte­rie. Il costo di questa nuova tecnologia potrebbe essere di soli 500 dolla­ri; il costo dei nanotubi è appena di qualche dollaro. L’introduzione di un conduttore con nanotubi che trasmettono la cor­rente dai tessuti sani alle zone colpite del cuore prende ispirazione dallo studio dei canali delle cellule che garantiscono la conduttività nel cuore delle balene. Un concetto non noto ai produttori di pacemaker…

… Mats Nilsson ha sviluppato agenti ritardanti di fiamma prodotti con ingredienti alimentari e ha integrato con successo la catena di distribu­zione nel settore della produzione di pannelli truciolati (usati per mobili e nell’edilizia), di poliuretano (molto usato nelle auto e nelle abitazioni) e di fibre per la moquette (per uffici, abitazioni e aerei). Bisogna però sviluppare centinaia di nuove applicazioni. Benché sia in grado di fornire queste sostanze chimiche non tossiche in gel o in polve­re, il processo di fissaggio con i materiali da trattare richiede piccole modi­fiche per ogni applicazione. Ma per arrivare a ciò, la ricerca ha bisogno di tempo e denaro. Il trattamento di materiali eterogenei come lattice, nylon e cellulosa richiede una conoscenza dettagliata di come integrare questa nuova tecnologia con gli attuali processi di produzione. La man­canza di fondi di finanziamento consistenti comprometterà la capacità di Nilsson di completare le ricerche necessarie e produrre le istruzioni di fis­saggio che ogni materiale e procedimento richiedono. Dovremo aspettare decenni prima che le tossine degli alogeni e del bromo vengano sostituite da molecole ispirate al ciclo di Krebs? Forse un chiaro messaggio da par­te dei consumatori potrebbe incoraggiare i maggiori costruttori edili a livello globale a testare, approvare e impiegare questo prodotto. Forse c’è qualche speranza che aziende come la Albemarle, la Chematur o la Basf siano pronte ad adottare queste innovazioni…

…Durante un periodo di crisi economica è improbabile che vengano adottate persino le innovazioni che offrono risparmi energe­tici dal 20 al 30%… 

Ci sono così tante alternative che il successo non è garantito nemmeno quando un nuovo prodotto è migliore e meno costoso. La prima difficoltà è quella di attirare l’atten­zione e la seconda è quella di attrarre denaro sonante. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che i leader di mercato affermati adot­tano una strategia nota come “effetto spiazzamento” (crowding out). In pratica si immette sul mercato Un prodotto basato sulla stessa tecnologia ma con minime variazioni, occupando tutto lo spazio sugli scaffali o rispondendo a cambiamenti minimi delle esigenze industriali. Si tratta di far credere agli acquirenti di aver esattamente quello di cui hanno biso­gno. Non c’è quindi molto spazio per un nuovo arrivato.

…I prodotti e i servizi sono standardizzati, la produzione e la distribuzione vengono ottimizzate e semplificate. La diversità si riduce alle trovate pub­blicitarie e alla progettazione della confezione, ma il contenuto, qualsiasi esso sia, rimane pressoché lo stesso dappertutto. Fondamentalmente, a livello globale c’è un unico motore diesel anche se usato da decine di case automobilistiche. I motori degli elettrodomestici sono quasi uguali in tutto il mondo. Tali metodi produttivi, a livello globale, concentrano le quote di mercato nelle mani di pochi i cui obiettivi sono le economie di scala: aumentare la produzione dello stesso prodotto con costi marginali sempre inferiori. Una volta che un prodotto diventa di uso comune, gli stabili flussi di denaro che esso genera scoraggeranno il cambiamento… II mercato dei prodotti adesivi illustra in modo eloquente questo mecca­nismo. Ci sono centinaia di colle e adesivi sul mercato, dominato da mega società come la 3M. La Henkel, un’azienda tedesca, commercializza pro­dotti adesivi derivati dall’amido vegetale. In realtà, il mercato è sommer­so di “soluzioni”. La domanda mondiale di adesivi e sigillanti genera un giro d’affari di circa 50 miliardi di dollari l’anno. Solo in Europa, ogni anno, l’industria degli adesivi e dei sigillanti investe 200 milioni di dolla­ri in ricerca e sviluppo. Questo vasto mercato con un potenziale di ricer­ca enorme è concentrato nelle mani di poche aziende che hanno già una ricchissima gamma di prodotti; diventa così difficile per un nuovo pro­dotto, per quanto creativo e attraente possa essere, ritagliarsi una sua nic­chia e spiazzare gli altri dagli scaffali, farsi spazio nei cataloghi di vendita o attirare l’attenzione degli acquirenti… 

…Quando le aziende che si ispirano all’ecologia sviluppano una linea di saponi biodegradabili rica­vando gli acidi grassi dalle palme, il loro successo di mercato incoraggia gli altri industriali a fare altrettanto. Per far fronte alla crescente doman­da internazionale, milioni di ettari di foresta pluviale vengono abbattuti per coltivare le palme da olio. Questo danno involontario è il modo più doloroso per imparare che biodegradabile non significa sostenibile. Le soluzioni verdi che mettono a repentaglio la vita dei poveri e dei primati sono solo un altro esempio di greeenwashing…

 

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.6) MODELLI A CASCATA, FLUSSI MULTIPLI DI LIQUIDITÀ

Pubblicato da giannigirotto su 26 aprile 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 6) MODELLI A CASCATA, FLUSSI MULTIPLI DI LIQUIDITÀ

FUNGHI ALIMENTARI:…La crescente domanda globale di funghi a scopi medicinali e commestibili illustra al meglio il potenziale di sviluppo del mercato…Qingyuan è più piccola della regione della Baia di San Francisco, eppure questa regione dà lavoro a oltre 120.000 persone che coltivano funghi shiitake con un valore di mercato in Occidente di oltre un miliardo di dollari. Secondo il professor Shuting Chang, un micologo della Chinese University di Hong Kong che ha contribuito enormemen­te al successo internazionale della funghicoltura, nel 2007 il valore dell’e­sportazione totale della coltivazione cinese di funghi ha superato i 17 miliardi di dollari, dando lavoro a 10 milioni di persone…i funghi sono tradizional­mente coltivati su scarti agricoli, comunemente considerati un fastidio e spesso inceneriti.

Le biomasse provenienti da scarti vegetali o paglia su cui i funghi prospe­rano non contengono proteine o polisaccaridi di rilievo, eppure i funghi sono ricchi di proteine. Considerando il loro peso a secco, alcune varietà di fungo ostrica {Pleurotus ostreatus) competono con la carne per concen­trazione di proteine e di tutti gli altri aminoacidi essenziali…I funghi trasformano i rifiuti vegetali in alimenti…I cinesi riutilizzano tutta la paglia residua per coltivare il fungo di paglia {Volvariella volvacea)…In altre parti del mondo la paglia si brucia, generando così inquinamen­to atmosferico… saggezza cinese di convertire paglia in proteine e il substra­to dei funghi in mangime…Poiché la funghicoltura richiede una maggior manodopera, questa catena, dai rifiuti agli alimenti, creerebbe migliaia, persino milioni di posti di lavoro

L’EUFORIA DEL CAFFÈ:…Ci sono due flussi di rifiuti legati al caffè. Il grosso dei rifiuti si genera nelle piantagioni ed è noto come “polpa”. La preparazione della bevanda del caffè produce un secondo flusso di rifiuti noto come “fondi”. Dal momento in cui i chicchi lasciano la piantagione al momento in cui finiscono nella tazzina del bar, il 99,8% viene scartato e solo lo 0,2% viene consu­mato…il caffè è legno duro…è un substrato ideale per la coltivazione di funghiappena il caffè e i funghi diventeranno un ecosi­stema unico, la contrapposizione tra agricolture commerciali e sicurezza alimentare svanirà. Si può prevedere una potenziale fine della povertà nelle regioni del caffè grazie a una cascata di nutrienti che coinvolgono piante, funghi e animali…

…Il programma Orphan Teaches Orphans avviato da Chido Govero, lei stessa orfana all’età di 7 anni, insegna come coltivare funghi utilizzando rifiuti agricoli disponibili localmente, compreso il giacinto d’acqua, una specie invasiva che prolifera in gran parte dell’Africa. Il giacinto d’acqua è stato decretato nemico pubblico numero uno in Zambia e lo si com­batte con sostanze chimiche e specie non autoctone quali alcuni coleot­teri della famiglia Curculionidi, la Neochetina eichhorniae e la Neochetina bruchi. Eppure, un chilo di giacinti d’acqua può offrire una base nutriti­va per almeno un paio di chili di funghi. Chido raccoglie funghi selvatici durante la stagione delle piogge e ha perfezionato tecniche di colture tis-sutali per la produzione di stock di spore di funghi. Sotto la guida e l’i­spirazione di Chido queste bambine orfane trovano la volontà di supera­re le sofferenze e acquisiscono le capacità di costruire un futuro senza abusi, provvedendo alla propria sussistenza e mantenimento…

…Sulla scorta dei risultati ottenuti in Colombia, ogni piantagione di caffè che adotta la coltivazione di funghi potrebbe generare due nuovi posti di lavoro. Con circa 25 milioni di piantagioni di caffè in 45 paesi, ciò si tra­duce in altri 50 milioni di posti di lavoro a livello globale…e… generare redditi di ben 1,5 milioni di volte superiori a quelli prodotti oggi dal caffè.

…Presto anche il tè potrebbe essere protagonista di un’iniziativa tutta sua. La quantità di biomassa di tè che alla fine si consuma in tazza è solo la metà di quella consumata nel caffè, solo un decimo dell’1%. Le potature degli alberi da frutto rappresentano un’altra possibilità come eccellente mezzo di coltura per la funghicoltura. Queste specie di legno duro non hanno il benefìcio dello stimolo dei fondi di caffè ricchi di caffeina, tut­tavia sono un legno di qualità che non si dovrebbe bruciare… Semplicemente con i rifiuti del caffè, tè, potature di legno duro, giacinti d’acqua e paglia, si possono ricavare quantità astronomiche di nutrienti…

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.3) L’EFFICIENZA DELLA NATURA NELL’USO DELLE RISORSE

Pubblicato da giannigirotto su 25 aprile 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 3) L’EFFICIENZA DELLA NATURA NELL’USO DELLE RISORSE

…Per rendere confortevoli gli ambienti interni dal punto di vista delle tem­perature si può prendere spunto dalla fisica del movimento dell’acqua e dell’aria come pure dai modi elegantemente semplici messi a punto da svariate specie come le termiti, le zebre, i coleotteri tenebrionidi del deser­to del Namib e i mitili. Seguendo questo nuovo modello, si può ottenere di più con meno energia, garantendo condizioni di salute migliori di quanto potessimo mai immaginare. Si possono eliminare componenti e prodotti ritenuti indispensabili nelle moderne costruzioni… Le termiti hanno perfezionato una progettazione dei camini dove l’aria si riscalda e sale naturalmente creando così un differenziale di pres­sione all’interno del termitaio sottostante. Poiché il termitaio è collegato all’ambiente circostante con piccoli tunnel sotterranei, l’aria esterna flui­sce nel nido per riequilibrare la pressione atmosferica…Andres Nyquist (che conobbe Warne ma con cui non collaborò mai) riuscì a sviluppare formule mate­matiche che codificano le scoperte di Warne in un modello che rende gli attuali sistemi automatici di climatizzazione obsoleti. Basandosi sugli stu­di dell’architettura delle termiti, Nyquist scoprì che si possono progettare edifici a consumo di energia ridotto in grado di riscaldarsi o raffrescarsi secondo il bisogno… Il sistema di aereazione delle termiti assicura in modo costante e preciso una temperatura di 30 °C e un’umidità del 61%

il primo edifìcio multipiano che imitata il lavoro geniale del­le termiti è stato costruito a Harare, la capitale dello Zimbabwe. Il cen­tro commerciale e amministrativo Eastgate, un edifìcio di dieci piani costruito alla fine degli anni ’80 da Arup, un gruppo di progettazione britannico, è riscaldato e raffrescato solo con ventilazione naturale…

UNA STRISCIA DI COLORE DIVERSO: Le zebre offrono un altro esempio di tecnologia che potrebbe ridurre, e in alcuni casi persino eliminare, il bisogno d’isolamento in molte parti del mondo… Le zebre riescono a ridurre la temperatura di superfìcie di circa 9 °C sfruttando le correnti d’aria generate dall’alternanza delle loro strisce bianche e nere…E’ noto che il colore bianco riflette il sole e quindi riduce il calore. Il colore nero assor­be invece i raggi solari aumentando così la temperatura di superficie…si può notare come il semplice effetto fisico di superfici bianche e nere riduca le temperature interne con un risparmio energetico previsto pari a circa il 20%

UN ADESIVO SOFISTICATO: Kai-chang Li dell’università statale dell’Oregon (Usa) ha studiato le resine che i mitili producono e ha utilizzato le conclusioni della sua ricerca per svi­luppare una colla messa in commercio e che la Columbia Forest Products usa per sostituire gli epossidi contenenti formaldeide, la colla normal­mente utilizzata nel cartone. La qualità dell’aria degli ambienti interni migliora notevolmente eliminando la formaldeide dai materiali di costru­zione…

…VORTICI, EFFICACI BATTERICIDI: Non vi siete mai chiesti come facciano i fiumi a ripulirsi? Usano la fisica… L’incessante corrente del fiume favorisce la creazione continua di vortici nell’acqua. Il vortice fa aumentare la pressione al centro del suo mulinello a livello di nanopressione e l’attrito rompe la membrana dei batteri…I potenziali risparmi ener­getici forniti dalla tecnologia dei vortici e una miglior comprensione del­la geometria dei vortici permettono di sviluppare buone opportunità sia per le aziende sia per le società. Combinando queste conoscenze con i tetti a scacchi idrofili e idrorepellenti presi a prestito dal coleottero tenebrionide del deserto del Namib, si può ridurre il consumo energetico e di materiali e produrre acqua dal tetto di un edificio. Grazie alla tecnolo­gia dei vortici, la stessa acqua grigia utilizzata per fare il’bucato al decimo piano può essere riutilizzata uno o due piani più sotto, riducendo così lo spreco idrico di dieci volte…

La società svedese in fase di avviamento, Watreco, offre un dispositivo che utilizza Vortex Process Technology® brevettata per estrarre l’aria dal­l’acqua. Una proposta allettante per chi abbia la necessità di produrre o conservare grandi quantità di ghiaccio. Durante la produzione di ghiac­cio si congelano sia l’acqua sia l’aria. Poiché l’aria è un isolante, l’energia necessaria per congelare e conservare il ghiaccio dipende dalla quantità d’aria contenu­ta nell’acqua. Poiché la tecnologia del vortice elimina l’aria, il risparmio energetico ottenibile è fino al 43% secondo lo studio dell’Università Statale del­l’Ohio…

PREVENIRE GLI INCENDI IN MODO NATURALE: Mats Nilsson, uno scienziato e ricercatore presso la ditta svedese Trulstech Innovation, ha sviluppato una gamma di gel e polveri ottenuti con sostanze alimentari facilmente reperibili e li ha chiamati “Fagocitatori molecolari di calore”. Sembra logico. I nostri corpi hanno la straordina­ria capacità di gestire il calore e l’ossigeno. Se il calore viene allontanato dalla fonte di materiale combustibile e si converte l’ossigeno in anidride carbonica, non può esserci rischio d’incendio. Molti studenti di chimica lo imparano con il ciclo di Krebs. Una sostituzione che vale la pena fare: rimpiazzare sostanze chimiche cancerogene che hanno effetti negativi sul­la nostra salute con materiali alimentari ampiamente disponibili e a prezzi competitivi. Pensiamo al vantaggio concorrenziale dei ritardanti di fiamma di Nilsson. Non si deve più scegliere tra una morte immediata a causa di un incendio o una morta lenta per cancro! Si possono sostituire i prodotti che distruggono la vita con prodotti che la promuovono. Le sostanze biochimiche necessarie per le invenzioni di Nilsson potrebbero essere ottenute dai residui della vinificazione e dagli scarti della produ­zione di succo di agrumi, trasformando così gli scarti in denaro… La stessa tecnologia può essere impiegata per eliminare il rischio di esplo­sione nelle miniere. Concentrazioni eccessive di metano naturale riem­piono i tunnel e possono causare disastri se scoccano delle scintille men­tre i macchinari scavano la roccia. Attualmente i macchinari sono fatti con costose leghe di nickel e cobalto per ridurre il rischio di scintille. Usan­do i già esistenti tunnel di aereazione per irrorare l’area di estrazione con ritardanti a base di sostanze alimentari si potrebbero inibire le scintille e prevenire le esplosioni…

 

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Indispensabili: Blue Economy – Cap.2) IMITARE GLI ECOSISTEMI PER UNA BLUE ECONOMY

Pubblicato da giannigirotto su 15 aprile 2012

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Cap. 2) IMITARE GLI ECOSISTEMI PER UNA BLUE ECONOMY

…Riprodurre l’efficienza materiale e funzionale degli ecosistemi e degli habi­tat naturali è un modo pratico per intraprendere il cammino verso la sostenibilità e l’efficienza nell’uso delle risorse, rimanendo competitivi e generando valore aggiunto…

…comprendere come i nutrienti siano trasportati dal­le specie di un regno biologico a un altro, con vantaggi per tutti. I mine­rali assorbiti alimentano i microorganismi i quali cibano le piante, che offrono nutrimento ad altre specie, in un ciclo dove i rifiuti degli uni costituiscono nutrimento per gli altri…

IL PARADISO RITROVATO: Quando Paolo Lugari propose di riforestare la savana del Vichada in Colombia ricreando il suo originale stato di foresta pluviale, nessuno lo credeva possibile, sulla base dei dati scientifici disponibili all’epoca. Un tratto di savana sulla sponda occidentale del fiume Orinocò non aveva alcun valore poiché il pH del terreno era basso, l’acqua non era potabile ed era diffìcilmente accessibile via aria, acqua e terra…

Ora, a distanza di venticinque anni, Lugari può acco­gliere visitatori nella sua foresta pluviale vergine di 8.000 ettari. Lugari e colleghi hanno constatato che secondo una logica di “catena naturale”, tutto poggia su quella che i botanici chiamano “micorrizia”, l’unione sim­biotica fra un fungo e le radici di una pianta, non solo ha garantito la sopravvivenza del 92% delle sementi piantate, ma ha anche cambiato gli attributi fisici della regione. Come? Se messo a dimora in un substrato ricco di fungo Pisolithus tinctorius, il piccolo pino dèi Caràibi {PintacàHbweà) créa una zona d’ombra che pròtegge terreno e radici dai raggi ultravioletti del sole. Sebbene lo stress dà calore rimanga elevato e provochi una copiosa caduta di aghi di pino, con grande sforzo i pini riescono a raggiungere la maturità grazie al prezioso nutrimento offerto dal fungo. Il tappeto di aghi di pino aumenta il con­tenuto d’umidità del terreno, trattenendo simultaneamente detriti in decomposizione che altrimenti sarebbero spazzati via dall’acqua. Questa copertura detritica si rivela decisiva poiché mitiga anche la tem­peratura del suolo. Quando cade su un terreno caldo, la pioggia non riesce a penetrare il terreno poroso e scivola via erodendolo. Quando la piog­gia cade su un terreno più fresco, è più probabile che venga assorbita. L’aumento della permeabilità del terreno provocato dall’inversione del differenziale di temperatura tra la pioggia e la parte superficiale del terre­no crea un ambiente idoneo all’attecchimento dei nuovi semi. Mentre l’enorme foresta cresce, la diversità prospera e le piogge diventano più abbondanti. L’arida savana con acqua potabile di scarsa qualità e con ter­reno eccessivamente acido ora diventa non solo una foresta, ma una fore­sta pluviale ricca di acqua potabile, con un terreno più fertile ideale per lo sviluppo della flora… Di fatto, la foresta verde è più fresca delle pianure che assorbono calore. Perciò, quando la superficie è fresca, le nuvole scarica­no la loro umidità grazie al punto di condensazione inferiore. Lasciati alle spalle 450 anni di agricoltura slash and bum (basata sul taglio e l’in­cendio) e la coltivazione di graminacee invasive usate come foraggio per il bestiame, il nuovo paradiso, Las Gaviotas, ha messo a dimora funghi e piante in elegante simbiosi, creando le condizioni che hanno ristabilito un’intera foresta…

… Considerati i guadagni economici, il portafoglio di tecnologie concesse in utilizzo in tutto il mondo, i generosi salari e i contributi alla comunità locale di 2.000 abitanti, William B. Harrison Jr, il presidente della JP Morgan, ha esteso Las Gaviotas da 8.000 a 100.000 ettari. Basandosi su un’analisi dei mercati emergenti condotta da JP Morgan, William B. Harrison Jr ha offerto ad Alvaro Uribe, il presidente colombiano, un pacchetto di investi­menti di 300 milioni di dollari. Una tale iniziativa allargata potrebbe gene­rare circa 100.000 posti di lavoro nel prossimo decennio, neutralizzando le emissioni di carbonio equivalente a quelle di Belgio e Paesi Bassi…

SICUREZZA ALIMENTARE IN AFRICA: Le acque di scolo (sia grigie sia nere) provenienti da bagni, cucine e deiezioni animali e umane vengono raccolte in una cisterna a tre scomparti. Si aggiunge il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) triturato, una pianta acquatica invasiva locale. Nella cisterna, la biomassa combi­nata produce metano, che offre energia per uso locale. Dopo la minera­lizzazione, il restante materiale diventa mangime per zooplancton, fìtoplancton e bentos, che a loro volta alimentano i pesci nel progetto di acquacoltura…

Songhai ha affrontato un altra importante sfida: le mosche. Gli insetticidi chimici non erano consigliabili in un ambiente adibito alla produzione alimentare che ambiva all’etichettatura biologica. La strategia adottata da padre Nzamujo fu straordinaria. Pensò alle larve per risolvere il problema. Tutti gli scarti dei mattatoi di Songhai sono raccolti in una zona adibita appositamente dove centinaia di piccoli quadrati di cemento della profon­dità del palmo di una mano sono circondati da canali popolati da carpe. L’area aperta viene coperta con un’enorme rete cosicché gli uccelli non abbiano accesso. Le maglie della rete sono grandi appena da permettere il passaggio delle mosche che prosperano sui resti della macellazione, ossia ciò che non può essere trasformato in alimenti commestibili. Il banchet­to per mosche trasforma questo bacino in un enorme allevamento di lar­ve, con una capacità produttiva di circa una tonnellata al mese. Inoltre, non si vede una mosca volare da nessun’altra parte! Tutte le mosche con­fluiscono in ciò che per loro rappresenta un sontuoso pasto, abbuffando­si e deponendo uova in abbondanza. Successivamente si cospargono d’ac­qua i rifiuti parzialmente digeriti, così le larve affiorano e possono essere facilmente raccolte, pronte all’uso. Cosa si può fare con le larve? A livello locale, l’utilizzo economico pri­mario è come mangime a basso costo per pesci e quaglie. Sia le uova di quaglia sia i pesci contribuiscono a una buona alimentazione e alla sicu­rezza alimentare. Tuttavia, sono gli enzimi delle larve che offrono il poten­ziale con il più elevato valore economico. Si è dimostrato che possiedono proprietà medicinali in grado di cicatrizzare ferite stimolando la crescita di fibroblasti…

L’ECONOMIA DELLE CAROTE: Note per il loro color “ros­siccio”, le carote di Gotland acquistano un sapore sopraffino grazie al suo­lo alcalino dell’isola. Quantunque la produzione di carote non costituisse un problema, la loro vendita dal bel mezzo del Mar Baltico poneva qual­che difficoltà. Inoltre, spesso i fornitori dei fruttivendoli scartavano una buona parte del raccolto che non si conformava alle rigide normative sul­le dimensioni dei vegetali…Si raggiunse un accordo e rapidamente si elaborò una ricetta per uno squisito dolce. Congelate appena sfornate, le torte di Gotland divennero popolari in tutta la Svezia e persino in Asia. In cinque anni, i posti di lavoro presso il forno locale passarono da cinque a trenta…progettazione e costruzione di un centro di calibrazione delle carote, dove si poteva imma­gazzinare, selezionare e lavorare quasi la totalità del raccolto, avvalendosi di sofisticati macchinari. L’enorme raccolto era poi meccanicamente sud­diviso in categorie specifiche. Si confezionava ogni varietà separatamente, dalle carote “baby” e carote lunghe e sottili, alle carote più grosse e corte e carote dalle forme strane. Sorprendentemente, le carote baby, pulite e confezionate, che in precedenza si consideravano troppo piccole per ave­re valore di mercato, era possibile venderle al quadruplo delle carote stan­dard. Le carote più grandi non venivano confezionate, ma trasformate in succo di carota, un mercato di nicchia altamente remunerativo. Di fatto, il succo ottenuto esclusivamente dalle carote più grosse aumenta la pro­duttività di un sorprendente 40%. La polpa di carota sminuzzata, invece di essere scartata, diventa un mangime ideale per i suini…L’intera atti­vità – stoccaggio, calibratura, lavorazione, confezionamento, vendita ai segmenti di mercato, comprese le torte di carote surgelate – è interamen­te alimentata da energia eolica

…I residui dei cereali usati nella lavorazione della birra vengono spediti al forno locale, Eskelunds Hembageri AB, dove si trasformano in pane…

LA BAGASSA, UNA “DOLCE” SOLUZIONE:  Anche i colossali volumi di rifiuti prodotti dall’industria alimentare pos­sono essere abilmente gestiti imitando gli ecosistemi. Si prenda ad esem­pio lo zucchero che si ottiene principalmente dalla canna. Il contenuto zuccherino della canna si aggira dal 10 al 15%. Pertanto, ogni tonnellata prodotta rappresenta solo una minima parte della biomassa originale. Ciò che ne rimane, la bagassa, viene solitamente incenerito… Se utilizzassimo la bagassa per produrre carta, prodotti cartacei e cartone, come si sta già facendo su piccola scala, l’esito sarebbe senz’altro miglio­re…A un tasso annuale da 6 a 12 tonnellate per ettaro, la bagassa offre dalle 40 alle 80 tonnellate di fibra nei sette anni che impiegano i pini col più rapido tasso di crescita a rag­giungere la maturità. In termini di fibra, la canna da zucchero, supera ampiamente il volume prodotto dagli alberi dei climi temperati…

 

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