Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Dedicato a tutte le donne e a tutti coloro che hanno avuto parenti emigranti

Posted by giannigirotto su 23 marzo 2009

perchè sanno cosa significa essere stranieri in terra straniera. Per le donne invece, l’otto marzo è passato da poco, ma i colpevoli di aver SFIGURATO UNA DONNA CON L’ACIDO sono ancora liberi come l’aria.

Come vedete Amnesty International non si occupa solo di pena di morte……

Konstantina Kuneva, lavoratrice migrante bulgara e rappresentante sindacale ha riportato numerose ferite a seguito di un’aggressione subita il 22 dicembre 2008 ad Atene. L’aggressione è probabilmente collegata alle sue attività sindacali in favore dei diritti delle lavoratrici migranti e all’ aumento delle tensioni tra Kuneva e il suo datore di lavoro.

A seguito dell’aggressione, in cui due uomini le hanno gettato sul viso dell’acido solforico, Kuneva ha perso completamente la vista da un occhio e può vedere solo parzialmente dall’altro. Anche le corde vocali sono state gravemente danneggiate. E’ rimasta in stato comatoso per diversi giorni ed è sotto osservazione in ospedale.

Kuneva, che lavorava come storica in Bulgaria, è arrivata in Grecia nel 2001 per guadagnare soldi per le cure mediche di suo figlio. Mentre lavorava per una ditta di pulizia, ha partecipato ad attività sindacali in favore dei diritti delle lavoratrici migranti fino a diventare Segretaria generale dell’Unione Attica di addetti alle pulizie e lavoratori domestici.

In numerose occasioni, Kuneva ha criticato i comportamenti dei datori di lavoro, tra cui il ritardo nel pagamento dello stipendio e il mancato versamento delle assicurazioni dei lavoratori, molti dei quali migranti. Subito dopo aver assunto il ruolo di guida nel sindacato, Kuneva ha iniziato a ricevere minacce telefoniche. Secondo il sindacato, coloro che richiedono ai propri datori di osservare la legislazione sul lavoro rischiano la vita, vengono minacciati e riassegnati a lavori in condizioni ancora più sfavorevoli.

Al momento è in corso un’indagine della polizia anche se finora questa non sembra essere né imparziale né oggettiva. Amnesty International ritiene che la fase iniziale dell’indagine si sia focalizzata su dettagli irrilevanti della vita privata di Kuneva anziché considerare le sue attività sindacali come un possibile movente per l’aggressione.

Il governo greco deve assicurare un’indagine approfondita e imparziale sull’aggressione a Konstantina Kuneva.

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Se non volete più tollerare questi drammi, FIRMATE L’APPELLO.

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