Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

  • visite ricevute

    • 358.391
  • Iscriviti

  • Add to Google

  • Categorie

  • Archivi

Della serie “Catastrofi in corso”

Posted by giannigirotto su 9 aprile 2009

Mi rendo conto che il terremoto in Abruzzo ci tocca molto da vicino, ma almeno l’opinione pubblica si è mobilitata e gli aiuti stanno raggiungendo le zone colpite. Inoltre, prevedibili o no, i terremoti semplicemente non si possono evitare. Le guerre invece sì, si possono evitare, quindi  credo non si debbano dimenticare tante altre catastrofi che proseguono giorno dopo giorno nell’indifferenza generale.  

In questo caso la catastrofe è iniziata addirittura 26 anni fa, nello Sri Lanka, dove dal 1983 va avanti un conflitto che oppone le Tigri per la liberazione della patria Tamil (Ltte) al governo centrale. 

Già lo scorso maggio il conflitto si era intensificato in Wanni, regione nordorientale del paese. All’inizio del 2008 si è verificata una recrudescenza degli scontri e a pagarne le peggiori conseguenze è stata la popolazione inerme. 

Attualmente decine di migliaia di persone sono intrappolate nelle cosiddette “zone di sicurezza”, mentre gli scontri tra l’Ltte e l’esercito dello Sri Lanka sono aumentati. 

Amnesty International ha ricevuto informazioni attendibili secondo le quali l’Ltte ha organizzato trasferimenti di civili verso la regione di Wanni, sotto il proprio controllo, tenendo di fatto queste persone come ostaggi e usandole come “cuscinetto” per contrastare l’offensiva dell’esercito dello Sri Lanka, violando così il diritto umanitario. 

Secondo la maggior parte degli osservatori indipendenti, tra 150.000 e 200.000 civili sarebbero così rimasti intrappolati in una zona dove sono in corso aspri combattimenti. L’Ltte avrebbe anche aperto il fuoco contro civili che cercavano di fuggire. 

Il governo dello Sri Lanka ha fatto del suo per aggravare la situazione, impedendo l’accesso degli aiuti umanitari in una regione nella quale non rimane più alcuna struttura ospedaliera in funzione. 

L’incubo, per le persone che riescono a fuggire dalle zone controllate dall’Ltte, prosegue quando arrivano nelle zone controllate dalle forze governative: ai posti di blocco dell’esercito e nei cosiddetti “villaggi per gli sfollati” vengono effettuati controlli selettivi, che terminano col respingimento o con la detenzione a tempo indeterminato di numerose persone di etnia Tamil. Questi “villaggi per sfollati”, inoltre, sono sovraffollati, non hanno servizi e risultano fortemente militarizzati.

Se queste e altre tragedie ti stanno a cuore, firma gli appelli di Amnesty International.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: