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I miei “Credo” – armi, eserciti, spese militari

Posted by giannigirotto su 28 maggio 2009

Credo che il livello di sviluppo e civiltà di una nazione sia inversamente proporzionale al livello delle spese che la stessa sostiene in ambito militare.

Se è certamente vero che non viviamo in un mondo idilliaco e pacifico, e quindi si deve essere preparati anche a difendersi, è altrettanto vero che una nazione civile, sviluppata ed industrializzata ha un tessuto di relazioni ed accordi con altre nazioni che la rendono molto più difficilmente attaccabile rispetto ad una nazione povera, con un regime dispotico e con poche relazioni internazionali sane.

Non è certamente un caso che sia ancora una volta l’Africa povera a detenere il record dei conflitti armati, siano essi interni e/o non ufficiali che esterni e “formalizzati”.

Credo che se il denaro speso nel settore militare venisse speso per costruire scuole, ospedali, acquedotti, pozzi, ponti, insomma infrastrutture civili, vero antidoto alla guerra, semplicemente non vi sarebbe più biogno di un settore militare, perchè tutti avrebbero di che vivere in pace. Se pensiamo infatti che sia una cifra spropositata quei 800 miliardi di dollari che il Governo USA sta attualmente impiegando per sostenere l’attuale crisi finanziaria, proviamo a riflettere sul fatto che OGNI ANNO i governi mondiali spendono 1.200 miliardi di dollari in armamenti.

Credo che la lobby dei costruttori di armi sia mostruosamente forte, e generi guadagni immensi per i soliti affaristi senza scrupoli che non hanno rispetto della vita umana.

Non è certo un caso che un gran numero di parlamentari USA abbia investito cifre cospicue nelle aziende che producono armamenti.

Mi si obietterà che quella militare è un industria che crea posti di lavoro e tecnologia, ma cosa vuol dire? anche l’industria non bellica crea posti di lavoro e tecnologia, con la differenza che i suoi prodotti, se usati, non seminano morte, distruzione e sofferenza, ma vita, sviluppo ed energia. Credo quindi sia molto più opportuno investire direttamente nelle tecnologie sulle energie rinnovabili, sulle tecnologie mediche, sulle tecnologie edili, sulle tecnologie dei trasporti, sulle tecnologie agricole, dell’industria alimentare, ecc. ecc. ecc. Queste sì sono spese che rendono la società migliore. E non voglio nemmeno entrare in campo religioso, tanto il risultato in questo caso mi sembra scontato.

Credo che, dalla fine della 2a guerra mondiale in poi, la vera ragione della maggior parte delle guerre sia stata il desiderio di impadronirsi delle risorse naturali della nazione in cui si svolgono i combattimenti. Ma in questi casi non si va ad aggredire direttamente la nazione, ma si finanziano e si fomentano i disordini e i contrasti interni, per far si che agli occhi distratti dell’opinione pubblica si sia in presenza di una guerra civile interna. E così si possono barattare la fornitura delle armi alle parti contrapposte, in cambio delle materie prime agognate, o comunque della “protezione” alle attività di estrazione.

In tal modo si accontentano le lobby dei produttori di armi, che possono vendere a caro prezzo i loro prodotti seminatori di morte, e le lobby industriali che vedono garantita la fornitura di materie prime a costo molto basso, solitamente molto più basso del vero costo industriale.

Insomma, la guerra vista e gestita semplicemente come uno strumento di business. Dall’altra parte, proviamo ad immaginare le tangenti e i regali che possono circondare la fornitura di tali materiali agli eserciti nazionali……se un singolo aereo costa un centinaio di milioni di euro, possibile che possa essere un problema un “regalino” di un milioncino al politico di turno che ne ha “agevolato” l’approvazione dell’acquisto?…

Insomma, un piccolo esercito specializzato di professionisti ci vuole, ma non occorre spendere cifre spropositate. L’anno scorso l’Italia ha speso 40 miliardi di Euro, la Finlandia 4. Eppure la vastita del territorio da difendere è simile…….

Concludo con un immagine: immaginate un singolo aeroplano “cacciabombardiere”: costa appunto circa un centinaio di milioni di Euro; immaginate 500mila tonnellate di grano (difficile immaginarle, comunque circa un capannone di 170×170 metri di lato ed alto 20): costano un centinaio di milioni di Euro; quale delle due garantisce maggiormente la pace tra le genti? Gianni Girotto

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