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Modelli da diffondere – Bob Geldof

Posted by giannigirotto su 17 dicembre 2009

Ho aperto una nuova sezione del sito, dedicata a far conoscere quelle persone che con il loro comportamento e le loro opere si sono dimostrate in grado di migliorare questo mondo.

Ora, poichè questo mondo è controllato da tutt’altro che brave persone, le summenzionate ricevono dai mass-media un’attenzione decisamente troppo scarsa, naturalmente per non turbare troppo lo status-quo esistente. A mio avviso invece se ne dovrebbe parlare tutti i giorni, perchè esse hanno portato e portano un germe di  cambiamento positivo, e dovrebbero diventare dei modelli di riferimento delle future generazioni.

Nel mio piccolo tenterò di diffondere il loro esempio, il loro messaggio ed il loro coraggio.

Inizio con una persona che ha segnato profondamente la mia vita, e di cui non esito a proclamare la mia stima ed empatia più profonda. Bob Geldof.

Bob Geldof ha ricevuto dalla Regina Elisabetta il titolo di “Cavaliere” (la massima onorificenza britannica), è stato nominato “Uomo di Pace” dai vincitori del premio Nobel per la pace,  è stato cinque volte candidato al premio Nobel per la pace, ed ha ricevuto numerosissime altre attestazioni onorifiche, poichè in definitiva è stato ed è tuttora l’uomo che più di ogni altro ha contribuito a migliorare fattivamente la vita di milioni di persone.

Bob Geldof ha organizzato dapprima “Band Aid” nel 1984 e quindi “Live Aid” nel 1985, raccogliendo circa 250 miliardi delle vecchie lire interamente impiegate per soccorrere le popolazioni africane colpite dall’immane carestia che le stava affligendo.

Ma la sua opera è andata ben oltre ad un pur gigantesca raccolta di fondi.

Egli infatti ha avuto il grandissimo merito di voler capire i meccanismi che stanno dietro la povertà.

Quindi si è circondato di persone esperte appartenenti al mondo del volontariato e delle ONG per sviscerare tali problematiche, ed innanzitutto ha capito che le nazioni povere sono incatenate a vita ad un circolo vizioso essendo obbligate al pagamento di enormi quantità di denaro a puro titolo di interessi su prestiti contratti quando il tasso era bassissimo (ed è poi salito moltissimo, da noi si chiamerebbe banalmente strozzinaggio…..), e si trovano quindi ad avere un debito sempre crescente che non gli permette di investire risorse in opere e infrastrutture di sviluppo.  Per contrastare tale gigantesca ingiustizia ha quindi creato e supportando la Campagna “Cancella il debito” (“drop the debt” in inglese”) . Memorabile è stata in tal senso la visita nel 1999 a papa Giovanni Paolo II, che aveva aderito e appoggiato tale campagna, in compagnia di Bono degli U2 (nella foto linkata non si vede, ma a fianco di Bono c’è Bob Geldof  e Quincy Jones).

Come dicevo Geldof ha voluto capire i meccanismi che stanno alla base della povertà, ed oltre al meccanismo perverso degli interessi sul debito, ha scoperto le molte altre terribili verità del neocolonialismo e del capitalismo selvaggio, per esempio:

– il divieto per i paesi poveri produttori di materie prime di esportarle se sono lavorate. Cio determina che non possono quindi nascere in quei paesi industrie di trasformazione…..i locali sono troppo poveri per comprare prodotti alimentari lavorati, e vige appunto il divieto di esportazione, quindi nessun sviluppo industriale in tal senso…..

– il meccanismo di crezione all’interno della Comunità Europea di enormi depositi di immagazzinaggio di prodotti alimentari, in modo da far sì il prodotto circolante non sia mai troppo e che il prezzo non scenda quindi troppo in basso…..in sostanza lo si mantiene alto artificialmente….

– Il meccanismo dei sussidi ai prodotti agricoli a favore dei produttori dei paesi sviluppati, ricchi. Quello che a prima vista sembrerebbe un giusto aiuto a favore degli agricoltori, si rivela un meccanismo per arricchire le grandi multinazionali produttrici, che si vedono cioè beneficiarie di sostanziosi aiuti finanziari, e sopratutto che vedono eliminata alla radice la potenziale concorrenza degli agricoltori dei paesi poveri. Questi infatti non ricevendo sussidi hanno un costo di produzione più alto, e di conseguenza non possono vendere le loro merci “sottocosto”, come invece si possono permettere i produttori dei paesi ricchi, grazie ai sussidi……

– La sistematica razzia delle risorse naturali da parte dei Paesi ricchi nei confronti di quelli poveri, che ne hanno determinato e continuano a determinare un terribile impoverimento. Quando Geldof andò nel 1985 in Etiopia, allora devastata da una terribile carestia, gli fu spiegato che il Paese aveva subito un disboscamento selvaggio, con il conseguente deterioramente del territorio e del ciclo dell’acqua, ed era quella la vera ragione per cui la carestia aveva assunto proporzioni apocalittiche…..

In buona sostanza Geldof capì che il benessere delle nazioni ricche è assolutamente legato allo sfruttamento delle risorse e della manodopera dei Paesi poveri, ed ha avuto il merito di portare all’attenzione del grosso pubblico (di lingua inglese, perchè qui da noi la RAI non lo ha badato neanche di striscio) queste situazioni paradossali. Sfruttando infatti la notorietà che gli era derivata dall’aver organizzato i due eventi musicali suddetti ed i conseguenti inviti ad incontrare personalità politiche un po’ in tutto il mondo, ha imposto la sua “diplomazia punk” alle televisioni ed agli interlocutori, semplicemente dicendo pane al pane e vino al vino, non subendo di timori riverenziali nei confronti di nessuno, ma anzi attaccandolo direttamente per la mancanza di una politica che ristabilisse la giustizia mondiale.

Bob Geldof è stato innovativo anche nel suo approccio sulle modalità di fare beneficenza, e sulla logistica relativa. Ha creato una fondazione per la gestione del patrimonio che aveva ricevuto mediante le sue raccolte di fondi, ed una volta resosi conto che il costo del trasporto andava ad incidere in maniera esorbitante sulle spese, ha acquistato una propria flotta logistica, che si è rivelata molto più economica di un affitto di strutture altrui, e che difatti ora viene utilizzate anche da molte altre associazioni di volontariato e ONG in generale.

Geldof continua il suo impegno totale verso l’Africa e la lotta alla povertà in generale, essendo membro dell’Africa Progress Panel, e della ONE, quest’ultima in particolare conta 2 milioni di attivisti, essendo una giunzione di Bread for the World Institute, CARE USA, International Medical Corps, International Rescue Committee, Mercy Corps, Oxfam America, Plan USA, Save the Children, World Concern, World Vision.

Ma per capire meglio il carattere di quest’uomo straordinario, vi esorto caldamente a leggere la seconda parte del suo libro/biografia “Tutto qui?“. La seconda parte infatti descrive minuziosamente gli accadimenti che hanno inizio dalla sera in cui Geldof vide un servizio televisivo della BBC concernente la drammatica situazione in Etiopia, sino all’organizzazione dei due eventi musicali e ai mesi successivi in cui Geldof incontra diverse importantissime personalità politiche per perorare la causa dell’Africa. Questa parte del libro è entusiasmante, in quanto dimostra e racconta come certe volte i miracoli “umani” siano possibili, e come la gente spesso non aspetti altro che una buona occasione per tirare fuori la parte migliore di sè per collaborare alla riuscita di progetti meritevoli ed altruistici. Personalmente in diverse occasioni in cui mi sono sentito depresso sono ricorso alla lettura di questa parte del libro che mi ha sempre portato una grossa iniezione di fiducia ed entusiasmo. Ma a prescindere da questo il libro riporta degli avvenimenti che è bene le future generazioni conoscano, sono convinto che li prenderanno ad esempio. Nei prossimi giorni farò il possibile per mettere a disposizione un estratto di tale libro….

Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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