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Modelli da diffondere -Muhammad Yunus

Posted by giannigirotto su 23 dicembre 2009

Muhammad Yunus, forse meglio conosciuto come “Il banchiere dei poveri” ha avuto, in Italia, un breve momento di notorietà televisiva solo in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la pace, da lui appunto vinto nel 2006.

In realtà anche lui meriterebbe un’attenzione mediatica ben più estesa, dal momento che la sua Banca, che offre microcredito alle fasce più povere della popolazione, ha letteralmente cambiato la vita di milioni di persone.

Ma andiamo con ordine; nel 1976 Yunus fondò la Grameen Bank, prima banca al mondo ad effettuare prestiti ai più poveri tra i poveri basandosi non già sulla solvibilità, bensì sulla fiducia.

Da allora, la Grameen Bank ha erogato più di 6 miliardi di dollari ad oltre 7 milioni di richiedenti. Per garantirne il rimborso, la banca si serve di gruppi di solidarietà, piccoli gruppi informali destinatari del finanziamento, i cui membri si sostengono vicendevolmente negli sforzi di avanzamento economico individuale ed hanno la responsabilità solidale per il rimborso del prestito.

Il grande merito di Yunus è stato l’aver capito che nella maggior parte dei casi la povertà NON è dovuta all’ignoranza o alla pigrizia delle persone, bensi ad una struttura sociale e culturare ereditata che li incatena alla povertà, all’interno di un circolo vizioso.

Emblematico fu il caso che convinse Yunus a concedere, di tasca propria, il suo primo prestito ai poveri: era il 1974 e, nelle misere strade del villaggio di Jobra, Yunus incontrò una donna che intrecciava bambù per fare sgabelli. Sufia era brava, abile, infaticabile. E poverissima.
Non guadagnava più di due centesimi di dollaro al giorno. Era costretta a comprare la materia prima da un commerciante-usuraio che obbligava la donna a rivendere solo a lui i suoi sgabelli. Con 22 centesimi di dollari, Sufia si sarebbe affrancata dal suo “padrone”, avrebbe potuto acquistare il bambù liberamente e rivenderlo, con profitti più alti, al mercato del paese: avrebbe, in altre parole, cominciato a sconfiggere la povertà.

Ecco quindi che la chiave del successo consiste nell’emancipazione femminile (sono le donne il vero motore sociale, familiare ed economico dei paesi poveri) e nell’effettuare prestiti di piccolo importo sufficenti però ad innescare un circolo virtuoso nei confronti del gruppo di riceventi, che si impegna collettivamente, sulla parola, alla restituzione. Ed una volta che ha dato ad un gruppo di poveri l’occasione per uscire dalla povertà, la risposta è eccezionale, il tasso di restituzione dei prestiti erogati è infatti, in media, del 99%;

Il microcredito è diventato uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo per promuovere lo sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all’Uganda.

Yunus ha continuato con diverse altre attività sempre con l’obiettivo di ridurre la poverta, attività che spaziano all’accordo con una società specializzata nel produrre alimenti ad alta capacità nutritiva per le popolazioni affamate, al avere recentemente commissionato alla Wolkswagen la realizzazione di un veicolo multiuso molto economico dotato di un motore che possa essere usato sulle auto, rimosso, montato su barche,  rimosso e utilizzato come gruppo elettrogeno o per irrigare i campi, in modo da poter migliorare notevolmente la vita delle popolazioni che vivono nelle aree in prossimità dei fiumi e del mare. Altro progetto portato avanti sempre con un accordo con un impresa privata è quello di agevolare l’accesso all’acqua potabile,  Inoltre ha creato una fondazione chiamata “Yunus Centre” che funge ora da supporto organizzativo e direttivo per le suddette e le molteplici altre iniziative che questa geniale persona ha sviluppato e svilupperà in futuro.

Partner italiano di Yunus è Banca Etica. Yunus ha scritto anche molti libri che parlano della sua lotta alla povertà, ecco un estratto del suo ultimo testo – “Un mondo senza povertà“.

Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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