Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili – “Economia canaglia” – 2° Capitolo

Posted by giannigirotto su 27 gennaio 2010

Sinora nella mia sezione “Indispensabili” ho inserito i collegamenti a dei file con gli estratti dei libri che volevo segnalare. Ora con questo libro, di Loretta Napoleoni, per il quale la ringrazio pubblicamente, ho cambiato approccio.

In questo caso infatti inserirò un capitolo alla volta, sempre sotto forma di estratto, ma direttamente leggibile.

Inutile dire che considero questo libro veramente “indispensabile”, perchè chiude il cerchio fra la liberalizzazione del mercato globale e il crescente peggioramento della condizione socioeconomica di enormi strati della popolazione, in particolare la cosidetta “classe media” In questo secondo capitolo tra le altre cose viene spiegato come le politiche fiscali abbiano pesanti responsabilità nell’aumento del divario tra i ricchi e l classe media, e come determinate esenzioni fiscali abbiano “immunizzato” immensi capitali dall’ essere tassati nei paesi di residenza. Invito pertanto veramente tutti a divulgare i contenuti puntuali e documentati di questo libro, segnalandoli ai propri amici. La conoscenza infatti è il primo passo per raggiungere vera libertà e progresso civile. Buona lettura

CAPITOLO DUE- “Nessuno controlla l’economia canaglia”

……per il ceto medio americano, il sogno (americano) si è trasformato in un incubo. Gli stipendi immobili, la bancarotta e soprattutto la disparità dei redditi sono alla base della mostruosa metamorfosi. Nessuno può spiegare che l’impove­rimento del ceto medio americano è avvenuto negli ultimi 15 anni, inne­scato dalla caduta del muro di Berlino e alimentato dall’ avvento dell’ economia globale……..

Lo smantellamento del Blocco sovietico mette in moto l’era deflazionista globale: i prezzi crollano ovunque. 1 prezzi e gli stipendi del mondo industrializzato. La deflazione viene favorita dall’ afflusso di quella che era la manodopera comunista sui mercati dell’ economia globale. Il mondo festeggia le famiglie che oltrepassano la cortina di ferro dirette a Ovest verso la libertà e la prosperità. Le economie industrializzate si scoprono incapaci di assorbire la nuova forza lavoro. La manodopera è troppa e il capitale insufficiente. Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve, ammette che la fine del comunismo «ha riversato sui mercati [internazionali] miliardi di lavoratori a basso costo. Questo fenomeno è stato quanto mai deflazionistico»? soprattutto perché, per assicurarsi un lavoro, gli europei dell’Est e i russi accettano stipendi molto inferiori agli standard occidentali. È questa la vera ragione della prima ondata di riduzioni dei salari europei. L’America non sfugge a questo destino e, dal 1989 alla metà degli anni novanta, il reddito medio reale scende drasticamente.

L’afflusso di lavoratori dell’ ex Blocco sovietico segna solo l’inizio di una straordinaria impennata dell’ offerta globale di manodopera. Negli ultimi quindici anni hanno accesso al mercato del lavoro globalizzato non solo i russi e gli europei dell’Est, ma anche cinesi e indiani, che prima lavoravano all’interno di economie chiuse.

……….i lavoratori europei devono competere con i nuovi arrivati e la concorrenza è subito spietata. Le imprese attingono a piene mani dai nuovi bacini di manodopera straniera a buon mercato. Per tagliare i costi, molte Il addirittura trasferiscono all’ estero la produzione (offshoring) o appaltano ti lavoro oltre confine (outsourcing). «I lavoratori occidentali si sono visti sparire il lavoro da sotto il naso» sintetizza un sindacalista italiano. La concorrenza straniera è talmente dura che, per assicurarsi un impiego, molti lavoratori dei paesi industrializzati accettano di rinunciare ai contributi. Nella Germania unificata, i sindacati devono scendere a patti con la riduzione dei salari e l’aumento delle ore di lavoro per impedire alle aziende di trasferire la produzione nell’Europa dell’Est. L’assenza di un contratto sociale regolamentato a livello internazionale e di una legislazione affidabile, in grado di stabilire il minimo salariale e i contributi dei dipendenti, è un fattore determinante per la riduzione della forza contrattuale della manodopera occidentale…………e le prospettive per le generazioni future sono ancora più cupe, visto che fino a quando i costi di produzione saranno inferiori altrove, gli stipendi del mondo industrializzato continueranno a scendere o ristagnare………..

L’istruzione superiore non basterà più a proteggere le future generazioni di occidentali. I nostri figli e nipoti saranno il nuovo proletariato della globalizzazione. «Indonesia, Cina, India [ … ] hanno più che raddoppiato le iscrizioni all’università negli anni ottanta e novanta I … ] Nel 2010 [la Cina] stornerà più laureati nelle materie scientifiche e in ingegneria degli Stati Uniti.»…………Il vantaggio assoluto della Cina è dato da un’offerta infinita di manodopera a bassissimo costo e dalla sistematica violazione di tutte le legislazioni internazionali sul lavoro………..cosa succederà quando il mercato interno della Cina sarà in grado di assorbire da solo la mole della sua produzione e non avrà più bisogno dei consumatori americani?…………….lo sviluppo di un forte mercato interno in Cina potrebbe produrre una colossale crisi economica dall’altro lato del Pacifico.

Inoltre, negli anni ’90 L’offerta di credito a prezzi sempre più bassi produce una vera e propria euforia consumistica globale. Joseph Stiglitz ribattezza quel decennio «i ruggenti anni novanta». li mondo si lascia andare a spese folli, incoraggiato da un’industria del credito che vende illusione di ricchezza….ed inducendo la gente a spendere denaro che non possiede…………Anche le banche sono molto generose nella concessione dei prestiti. Negli anni novanta, Stati Uniti e Regno Unito spianano la via ai mutui «facili», che nascondono in realtà spregiudicate politiche monetarie. Dalla caduta del muro di Berlino, la Federal Reserve riduce all’ osso i tassi d’interesse per evitare le crisi legate alla globalizzazione dell’economia americana; una politica che ha conseguenze drammatiche sul debito delle famiglie e sulle spese dei consumatori. Nel 2006, per esempio, i prestiti per i mutui negli Stati Uniti raggiungono i 7000 miliardi di dollari, pari al dieci per cento dell’ economia mondiale. «Oggi viviamo con il lascito di queste politiche, compresa la bolla dei flussi globali di capitale e quella dei mercati immobiliari americani (e non solo)» …………Il fallimento delle società di mutui dell’ estate 2007 non sorprende gli economisti visto che all’indebitamento nel corso dell’ultimo decennio non corrisponde un’adeguata copertura. Nel 2005, il 40 per cento dei mutui statunitensi non richiedeva alcun capitale iniziale. E la piaga dell’insolvenza mina alla base il mondo occidentale in modo molto più profondo e inquietante del terrorismo islamico………

Nel 2007 il mercato immobiliare viene travolto dal fallimento delle più grosse società di mutui….. Eppure c’è un segmento dell’industria del credito che sta prosperando grazie all’ aumento dei fallimenti…. le imprese specializzate in esazione crediti, che hanno acquistato conti crediti insoluti per un valore di 66 miliardi di dollari…e che hanno pignorato e/o acquistato all’asta a prezzi stracciati migliaia di immobili…..spesso poi il nuovo acquirente compra l’immobile con un mutuo della banca pignorante, che ha solo da guadagnarci, visto che l’interesse del debito insoluto viene pagato prima di quello principale.

Nel paragrafo seguente viene descritto il declino della classe media americana nell’ultimo decennio, con un costo della vita così alto che due stipendi non sono sufficenti, in una casa che si vuole assolutamente di proprietà, e all’interno della quale la manutenzione viene continuamente rimandat perchè non vi sono soldi, con i coniugi impegnati costantemente alla ricerca di un secondo e spesso un terzo lavoro, mentre….i mezzi d’informazione contribuiscono allo stordimento generale perché forniscono ai lettori un mondo positivo del tutto illusorio in cui rifugiarsi. Confezionano false speranze parlando vanamente dell’ alto tasso di crescita dell’ economia. Ma sono solo illusioni… il grosso della crescita arricchisce sostanzialmente gli amministratori delegati delle aziende, tra i quali figurano anche ex membri del consiglio di amministrazione della Enron, superstar del cinema, atleti, magnati dei mass media e altre celebrità……i ricchi e i ricchissimi d’America si stanno divorando la maggior parte della torta economica……..Oggi la disparità dei redditi è a livelli da Medioevo, quando le economie sono soffocate dal sistema feudale……

Cerchiamo di capire come la politica fiscale, strumento tradizionale usato per ridistribuire ricchezza, privilegi i ricchi invece dei poveri. Così, dal 1980 al 2004, la percentuale di reddito lordo che finisce nelle mani dell’un per cento più ricco della popolazione americana sale dall’ otto al 16 per cento. Nello stesso periodo, per il 90-95 per cento dei percettori rimane ancorata al dodici per cento. Questo significa una sola cosa. L’imposizione fiscale è diventata regressiva: minore è il reddito, maggiori sono le tasse. Una follia sul piano politico e sociale.

Secondo la Goldman Sachs, i margini di profitto delle imprese aumentano con regolarità dal 1989, e raggiungono l’apice nel 2006 grazie al calo della quota di reddito nazionale destinata ai lavoratori. Il maggiore profitto si fa sulle spalle dei lavoratori anche in conseguenza dell’aumento esponenziale dell’ offerta di manodopera a livello mondiale. «Come suggerisce la legge della domanda e dell’offerta, quando il lavoro supera il capitale, il costo del lavoro crolla e gli utili sul lavoro, cioè gli stipendi reali, ristagnano, mentre gli utili sul capitale, cioè i profitti, aumentano» spiega George Magnus. Tutto questo potrebbe essere tenuto sotto controllo da una politica consapevole dei rischi sociali di questo trend. Ma nessuna scelta radicale è ancora stata fatta. Così l’accumulo della ricchezza continuerà ad andare ai dirigenti, alle banche d’investimento e ai divi del gossip, almeno per i prossimi cinquant’anni, quando i salnai dei paesi in via di sviluppo raggiungeranno quelli dell’occidente.   L’aspetto più sconcertante è che a riempire i portafogli  degli straricchi della globalizzazione non è l’utile sull’investimento, ma l’aumento degli stipendi. E l’arrichimento non avviene grazie ai balzi dei loro pacchetti azionari, ma perché il loro lavoro è’ superpagato.

…………………I nostalgici del sogno americano dovrebbero guardare al Nord Europa, dove il ceto medio esiste ancora e la disparità dei redditi è stata arginata grazie a politiche ad hoc. Solo nei paesi scandinavi è possibile trovare il tipo di mobilità sociale evocato nel motto che ne era alla base…………….Un rapporto pubblicato negli Stati Uniti dal National Bureau of Economie Research (Nber) avverte che la disparità dei redditi in America sta tornando ai livelli di oltre un secolo fa………..

Dopo il 1989, la moderna «classe del dolce far niente» si trasferisce a Londra per approfittare di una vecchia legge fiscale vittoriana. Grant Woods, ex direttore della banca privata Coutts, di cui sono clienti la regina e l’aristocrazia britannica, spiega:

La legge fu pensata per proteggere i profitti dei proprietari delle piantagioni dell’Impero, dai Caraibi all’ Africa e all’India. Potevano conservare la residenza in Gran Bretagna e spostare il domicilio fiscale all’ estero, dove avevano le proprie attività. Perciò veniva tassato solo il reddito che portavano in Inghilterra, mentre il resto era esentasse. Questa legge viene oggi applicata ai nuovi miliardari che risiedono a Londra. La natura canaglia del sistema fiscale britannico permette a chi intasca una grossa fetta della nuova ricchezza di non pagare le tasse in patria…….svariati oligarchi russi approfittarono di questa norma. Ottenere la residenza in Gran Bretagna è molto facile. Basta versare una grossa somma di denaro in una banca del paese e lasciarcela. Il denaro non è più un ostacolo per i nouveaux riches della globalizzazione visto che, trasferendosi nel Regno Unito, evitano la tassazione su miliardi di dollari nel proprio paese.

……………………

Scoprire la corruzione nel sistema degli hedge funds è difficile perché non sono regolamentati. Questi fondi sono invenzioni sensazionali dell’ era globale perché, gestendo enormi sacche di denaro, riescono a eludere i controlli nazionali monetari e finanziari. e ” Il loro potere si autoalimenta. E questo permette agli hedge funds di rimodellare il mercato finanziario globale a proprio vantaggio. La stessa cosa è accaduta per gli strumenti derivati, detti anche futures, il cui obiettivo iniziale” era quello di proteggere i commercianti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio ma hanno finito per assumere vita propria fino a diventare meri espedienti finanziari e contabili per evitare le tasse, occultare la cattiva gestione, aggirare la legge, alterare gli stati patrimoniali e speculare. Basta vedere il caso Parmalat, dove i buchi nel bilancio sono stati nascosti grazie ai derivati…………….

segue una descrizione tecnica sul meccanismo di funzionamento di tali strumenti finanziari, puramente virtuali e che non comportano alcun miglioramento dei rendimenti industriali e nessuna vera crescita economica, poiché il denaro non è usato per investimenti reali. Per i gestori di hedge funds il denaro produce denaro…………………intanto la classe agiata del ventunesimo secolo, schiava del consumismo sfrenato, sta trasformando le capitali occidentali in giganteschi ed esclusivi centri commerciali. E mentre la ricchezza prodotta nei paesi industrializzati viene progressivamente consumata e mai investita, l’India, la Cina e tutti i mercati emergenti non fanno altro che investire capitale e manodopera per migliorare il proprio livello di industrializzazione, nel forsennato tentativo di raggiungere e superare l’Occidente. E ce la faranno presto. Così saranno loro a produrre la maggior parte dei beni venduti nei nuovi centri commerciali urbani della «classe del dolce far niente», almeno fino a quando i loro stessi mercati saranno in grado di assorbire la quasi totalità della loro produzione. A quel punto, il consumo occidentale perderà il suo vantaggio comparato e il commercio subirà una paralisi. Il risultato sarà devastante.

La manodopera occidentale diventerà il vero proletariato del pianeta e le economie dell’Ovest dovranno fare i conti con il proprio declino. Finirà l’età delle illusioni di massa. Il ceto medio occidentale oggi è impoverito, ma non vede questo scenario grazie all’ effetto ottico provocato dalla ragnatela di illusioni economiche, la «matrix del mercato».

……………….È forse un po’ forzato paragonare criminali come Al Capone agli spietati affaristi che controllano l’alta finanza o equiparare le opportunità create dal proibizionismo all’ outsourcing e all’ offshoring, ma non è del tutto illegittimo vederne le contiguità di metodo e atteggiamento con i «protettori» della globalizzazione e gli oligarchi che mettono in gioco i loro profitti illeciti nell’alta finanza. Si tratta per lo più di personaggi che si reputano al di sopra dello stato e soprattutto padroni dell’ economia globale.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: