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Indispensabili: “Economia Canaglia” – 3° Capitolo

Posted by giannigirotto su 4 febbraio 2010

Sinora nella mia sezione “Indispensabili” ho inserito i collegamenti a dei file con gli estratti dei libri che volevo segnalare. Ora con questo libro, di Loretta Napoleoni, per il quale la ringrazio pubblicamente, ho cambiato approccio.

In questo caso infatti inserisco un capitolo alla volta, sempre sotto forma di estratto, ma direttamente leggibile.

Considero questo libro veramente “indispensabile”, perchè chiude il cerchio fra la liberalizzazione del mercato globale e il crescente peggioramento della condizione socioeconomica di enormi strati della popolazione, in particolare la cosidetta “classe media” e le prime vittime manco a dirlo sono state le donne, e ci offre una chiara visione degli scenari che ci aspettano nel futuro. La globalizzazione ha riversato nel mercato del lavoro una quantità smisurata di manodopera a bassissimo costo, dapprima poco acculturata ma via via rapidamente con preparazione sempre migliore. Questo ha comportato e comporterà ancora per molti anni, inevitabilmente un sostanziale impoverimento delle classi medie dei Paesi ricchi, a favori di quelle “Elite” che manovrano immensi imperi economici, sia leciti che illeciti. Questa tendenza proseguirà sino a tanto che gli stipendi della manodopera nei paesi poveri non raggiungerà livelli simili a quelli dei paesi ricchi. Invito pertanto veramente tutti a divulgare i contenuti puntuali e documentati di questo libro, segnalandoli ai propri amici. La conoscenza infatti è il primo passo per raggiungere vera libertà e progresso civile. Buona lettura

Capitolo 3 – La fine della politica

Questo capitolo inizia con una descrizione sull’origine e sul funzionamento dell’Andrangheta, da sempre concentrata sul controllo dell’economia locale.Ma il processo di smantellamente del sistema comunista e la globalizzazione economica consentono un enorme salto di qualità. Le mafie trovano terreno fertile nelle «società in via di rinnovamento in cui è in atto un’espansione economica ma a cui manca una struttura legale in grado di difendere con efficacia i diritti di proprietà o di dirimere le dispute commerciali”.

Determinante poi è stato lo spostamento da USA a Europa del riciclaggio del denaro: Fino all’11 settembre, la gran parte dei 1500 miliardi di dollari prodotti dalle economie illegali, criminali, e dal terrorismo si ricicla negli Stati Uniti, in dollari americani. Poiché 1’80 per cento viene «lavato» in contanti, il denaro deve entrare fisicamente in America. Il principale accesso sono i paradisi fiscali statunitensi, le banche dei Caraibi. Nell’ottobre del 2001 il Congresso americano approva il Patriot Act che, nel tentativo di combattere il terrorismo, limita notevolmente le libertà civili degli americani. La sezione finanziaria rende molto più difficile il riciclaggio. Le banche americane e quelle straniere che operano in America non possono più fare affari con le banche dei paradisi fiscali. Inoltre, il Patriot Act dà alle autorità monetarie statunitensi il diritto di monitorare le transazioni in dollari che si effettuano in tutto il mondo. Oggi, una banca americana o straniera operante negli Stati Uniti che non segnali alle autorità transazioni sospette in dollari, effettuate in qualsiasi paese del mondo, commette un reato.

Il Patriot Act è riuscito a fermare l’ingresso del denaro sporco negli Stati Uniti. Poiché si tratta di una legislazione esclusivamente americana, applicabile solo alle transazioni in dollari, non ha bloccato il finanziamento del terrorismo o delle attività criminali né il riciclaggio del denaro sporco che si produce all’ estero e in altre monete. Ecco perché le attività illegali si spostano in Europa, dove la nuova valuta unificata offre alle organizzazioni già attive nel riciclaggio opportunità di crescita e guadagni inaspettati.

Rivela un funzionario dell’Europol che vuole restare anonimo: “L’entrata in vigore dell’ euro ha facilitato il trasporto e il riciclaggio dei contanti nell’Unione Europea perché ha nascosto alle autorità monetarie l’origine geografica dei proventi illegali. I dati della Guardia di Finanza dimostrano che dal 2001 al 2004 il riciclaggio del denaro in Italia aumenta del 70 per cento. L’introduzione dell’euro riduce il costo del riciclaggio. «Un tempo, per riciclare i proventi dei suoi traffici in varie valute, la ‘ndrangheta usava gli uffici di cambio per turisti. Era però una procedura costosa, 50 lire per ogni dollaro, e richiedeva molto tempo» spiega il colonnello della Guardia di Finanza Cesare Nota Cerasi.

Oggi il riciclaggio del denaro avviene spostando grosse quantità di contanti da un paese all’altro a prezzi stracciati. L’assenza di una regolamentazione comunitaria che imponga il monitoraggio dei movimenti di contanti in entrata o in uscita dall’Unione Europea ne facilita il trasporto oltre frontiera…………………… L’inefficienza del sistema di antiriciclaggio del denaro sporco europeo è evidente soprattutto nel settore immobiliare, perché il diritto fondiario locale non è adeguato agli standard internazionali antiriciclaggio. I registri immobiliari locali, per esempio, non possono comunicare tra loro oltre confine, perciò è impossibile verificare se qualcuno ha acquistato proprietà in diverse giurisdizioni………………In Europa, l’assenza di una legge simile al Patriot Act e dell’armonizzazione fiscale associata alla presenza di numerose strutture offshore si è dimostrata provvidenziale per le nuove attività illegali della ‘ndrangheta………………

nelle pagine che seguono viene analizzato minuziosamente cosa comporta l’assenza di una politica efficace di gestione dei mutamenti della struttura economica di una società: «L’incapacità dello stato di regolamentare una significativa trasformazione economica [ … ] può produrre il radicamento della mafia»…….. Quando la politica non riesce a controllare i cambiamenti economici, com’è accaduto alla fine del comunismo, per la malavita si aprono grandi opportunità. Se è vero che i mercati neri prosperano sempre durante i periodi di caos, quelli ben organizzati si arricchiscono oltremisura.

La transizione dall’ economia della Guerra fredda all’ economia di mercato lascia vaste zone del mondo in preda all’anarchia politica. In quel vuoto… le organizzazioni criminali capitalizzano i vantaggi dell’ economia di mercato globalizzata potenziando, riproducendo ed espandendo la propria rete. Spesso queste organizzazioni si sostituiscono all’autorità statale inesistente, offrendo protezione a soggetti che operano nella legalità e nell’illegalità. Così facendo, garantiscono la sopravvivenza di interi sistemi economici, che inevitabilmente diventano economie canaglia. Un esempio di questo fenomeno è la progressiva trasformazione della nomenklatura bulgara in organizzazione criminale…..anzi.. la criminalizzazione della nomenklatura è un passo necessario e imprescindibile per non perdere del tutto il controllo dell’ economia ed evitare il crollo di intere nazioni.

A differenza di quanto sostengono in molti, la caduta del muro di Berlino non coglie di sorpresa la nomenklatura, l’apparato governativo comunista. Nel 1979, dopo l’impegno militare sovietico in Afghanistan, il Kgb prevede che nel giro di un decennio il sistema comunista crollerà. Lo rivela un affiliato della mafia bulgara:

La nomenklatura ha avuto dieci anni per riorganizzarsi e approfittare dell’inevitabile transizione verso il capitalismo. Nel 1982 i membri dell’élite politica bulgara cominciarono a mettere in piedi joint-venture tra le imprese di stato e compagnie straniere fittizie create all’estero. Queste partnership servirono come giustificazione per prendere in prestito grosse somme di denaro dalle banche di stato bulgare, denaro che venne subito incanalato nei paradisi fiscali europei. Questo processo subì un’ accelerazione nella seconda metà degli anni ottanta, durante l’agonia finale del comunismo. Tra il 1987 e il 1988 joint-venture fittizie divorarono le rimanenti finanze dello stato bulgaro, circa dieci miliardi di dollari. Nel 1989, quando il muro di Berlino cadde, la nomenklatura aveva trasferito e messo al sicuro il grosso della ricchezza monetaria bulgara in conti cifrati nei paradisi fiscali. Nel decennio seguente, il denaro prodotto da questo saccheggio serve a finanziare la trasformazione della nomenklatura in una vera organizzazione criminale che prima crea la mafia bulgara e poi si fonde con essa. Il denaro rubato allo stato contribuisce anche a trasformare le vecchie reti sociali comuniste (compresi servizi segreti e squadre sportive) in network criminali che diventano l’infrastruttura necessaria per assumere il controllo dell’ economia nazionale………………segue una descrizione dettagliata ed una serie di esempi su come nella pratica sia avvenuto questo passaggio della nomenklatura politica bulgara ad organizzazione criminale, e come la stessa abbia saputo approffittare di tutti gli sconvolgimenti economici per colmare i vuoti lasciati dalla politica, o persino provvedimenti come l’embargo, che pur avendo finalità condivisibili, finiscono sempre per irrobustire le organizzazioni criminali a scapito della società onesta.

…………….In un mondo globalizzato è impossibile tracciare i confini spaziali della politica. I tentativi, come il Patriot Act, possono addirittura sortire l’effetto opposto, in questo caso specifico danneggiando il principale alleato dell’America, l’Unione Europea. In un mondo globalizzato il confine tra bene e male è costantemente offuscato dagli interessi economici. Il record.negativo della Cina in materia di diritti umani, per esempio, non le impedisce di essere membro dell’Organizzazione mondiale del commercio. Il G7 diventa G8 mentre gli oligarchi russi rapinano i loro compatrioti. La politica globalizzata va ben oltre i grandi ideali di una nazione e diventa una lotta brutale e quanto mai imprevedibile per accaparrarsi il potere……………………al contrario..mentre la politica è ancora trincerata entro i confini nazionali, l’economia si è globalizzata e, così facendo, spezza i vincoli delle legislazioni interne………….

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Sinora nella mia sezione “Indispensabili” ho inserito i collegamenti a dei file con gli estratti dei libri che volevo segnalare. Ora con questo libro, di Loretta Napoleoni, per il quale la ringrazio pubblicamente, vorrei cambiare approccio.In questo caso infatti inserirò un capitolo alla volta, sempre sotto forma di estratto, ma direttamente leggibile nell’articolo di presentazione, come questo che riguarda appunto il primo capitolo.In questo modo spero di poter raggiungere un numero più vasto di lettori, che altrimento penso si spaventerebbero dalla mole del libro e dall’importanza e apparente difficoltà degli argomenti trattati.

Inutile dire che considero questo libro veramente “indispensabile”, perchè chiude il cerchio fra la liberalizzazione del mercato globale e il crescente peggioramento della condizione socioeconomica di enormi strati della popolazione, in particolare la cosidetta “classe media” e le prime vittime manco a dirlo sono state le donne, e ci offre una chiara visione degli scenari che ci aspettano nel futuro. La globalizzazione ha riversato nel mercato del lavoro una quantità smisurata di manodopera a bassissimo costo, dapprima poco acculturata ma via via rapidamente con preparazione sempre migliore. Questo ha comportato e comporterà ancora per molti anni, inevitabilmente un sostanziale impoverimento delle classi medie dei Paesi ricchi, a favori di quelle “Elite” che manovrano immensi imperi economici, sia leciti che illeciti. Questa tendenza proseguirà sino a tanto che gli stipendi della manodopera nei paesi poveri non raggiungerà livelli simili a quelli dei paesi ricchi. Invito pertanto veramente tutti a divulgare i contenuti puntuali e documentati di questo libro, segnalandoli ai propri amici. La conoscenza infatti è il primo passo per raggiungere vera libertà e progresso civile. Buona lettura

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