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Indispensabili – La Deriva – Il supermercato delle Lauree

Posted by giannigirotto su 2 maggio 2010

Proseguo la lettura di questo testo che consente di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar”, alla presa di conoscenza precisa e puntuale di moltissime disfunzioni tipicamente italiane, tipicamente assurde, frutto della nostra burocrazia e del nostro concetto di Stato come entità fine a sè stessa e dotata di una propria cervellotica intelligenza.

In realtà sappiamo bene che lo Stato siamo noi, e la situazione che ci circonda non è altro il risultato di molteplici intrallazzi e scambi di favori tra le varie “caste” che detengono il potere, e per le quali ogni mezzo è buono per arraffare denaro sotto forma diretta di mazzette/tangenti, o indiretta sotto forma di appalti vinti e commesse aggiudicate, o qualsivoglia altra forma di speculazione.

Cap. 14 Lauree belle, lauree fresche, prezzi buoni!

Il capitolo inizia con la descrizione di un caso di “baronato” nel quale un bando per cattedre è stato vinto dai soliti “raccomandati”. La cosa però è finita in tribunale che dopo anni e anni ha finalmente sancito in via definitiva la totale e assoluta colpevolezza dei “baroni” e dei raccomandati……. Ora: se avesse avuto per le mani una sentenza così dura che sanciva «la falsità del verbale conclusivo», cosa avrebbe fatto un ministro serio di un Paese serio? Avrebbe scaraventato tutti, i baroni che avevano falsato la gara e i «professori» andati in cattedra col trucco, fuori dalla porta a calci nel sedere. Qui no. Avuto in mano il verdetto, il ministro dell’Istruzione e dell’Uni­versità Letizia Moratti e i suoi collaboratori chiedono al Consi­glio di Stato: cosa dobbiamo fare?…..va a finire che..«visto che la sentenza penale non annulla automaticamente l’atto amministrativo senza , pronuncia del giudice amministrativo, mai intervenuta» e poichè «l’annullamento di un atto non può fondarsi sulla mera esigenza di ripristino della legalità, ma deve tener conto della sussistenza di un interesse pubblico», il concorso taroccato non viene annullato…..insomma gli italiani onesti sono ancora una volta cornuti e mazziati….

…..Le cronache di questi anni sono stracolme di denunce gior-nalistiche……….Sono decine le inchieste penali, amministrative e disciplina­ri aperte su concorsi pilotati. Decine. Con un sacco di arresti. In buona parte, certo, riguardano il Sud. Ma infangano trasversal­mente tutta la Penisola…………

…………..«Nei concorsi uni­versitari italiani sono ancora frequenti i casi di commissioni che, prese nel loro complesso, hanno meno pubblicazioni del candi­dato poi bocciato a favore del candidato locale. Nel 2003-04, in sedici concorsi a professore ordinario di Economia è accaduto ben otto volte! Nei concorsi a professore ordinario di Economia a Modena e Reggio Calabria del 2003 i commissari e i vincitori non avevano alcuna pubblicazione nelle prime settanta riviste in­ternazionali mentre è stata giudicata inidonea una candidata con pubblicazioni su due tra le riviste più prestigiose, come 1′” Ame­rican Economie Review” e il “Journal of Politicai Economy”». Bocciata, ha sbattuto la porta accettando un posto in una delle principali università statunitensi………

La pessima situazione media delle università italiane si riflette sul bassisimo riconocimento nelle classifiche internazionali, e sullo scarsissimo afflusso di studenti stranieri che vogliono studiare da noi. Una metafore calcistica spiega efficacemente che ……i nostri atenei so­no quasi impossibilitati, per pastoie burocratiche varie, a pren­dere stranieri. Fossero pure premi Nobel. È come nel calcio, dicono. Quando una squadra scadente del paesino di Villautarchia preferisce acquistare un brocco piuttosto che Ronaldinho. Perché? Ovvio: «La “squadra” di Villautarchia non gioca un campionato, ma solo amichevoli, spesso truccate; riceve un contributo fisso dalla federazione indipendentemente dai risul­tati; e gli spettatori di Villautarchia non hanno alternative: o vanno allo stadio locale, o non vedono partite di calcio. Pren­dere Ronaldinho scombussolerà la tranquilla vita dei giocatori, che si allenano solo una volta alla settimana; toglierà la leader­ship della squadra al vecchio capitano quarantenne; e farà risaltare l’inadeguatezza dell’allenatore… Perché crearsi tutti questi problemi, quando prendendo un giocatore di serie C si fa pia­cere a un dirigente locale, che è amico del sindaco in scadenza e che farà vincere il presidente del Villautarchia alle prossime elezioni comunali?». Niente Ronaldinho, niente giovani talenti……

Altra situazione inquietante è rappresentata dall’età media dei docenti, in genere molto anziani, con una scarsissima presenza di giovani, esattamente l’opposto che negli altri paesi sviluppati….

cosa ci costa tutto cio? …..Costa come minimo mezzo milione di euro creare, con almeno 21 anni di studio dalle elementari al perfezionamento, un dottore di ricerca. Un investimento massiccio. Sul quale uno Stato serio, consapevole di quanto sia vitale per il proprio futu­ro, dovrebbe scommettere. Macché. Apri il giornale e leggi che è italiano Paolo De Coppi, lo scopritore delle staminali «amniotiche» (benedette come «etiche» dal Vaticano) che dopo es­sere stato ricercatore in Olanda e negli Stati Uniti è diventato, a 35 anni, primario al Great Ormond Street Hospital di Londra. , e poi che è italiana Valentina Greco, che a 34 anni è una delle ricercatrici di punta della Rockefeller University di New York, salita agli onori per avere pubblicato una ricerca sulla clonazio­ne di topi con l’uso del nucleo di diversi tipi di cellule stamina­li. E poi ancora Ilaria Falciatori, che dopo aver lasciato la Sa­pienza di Roma ha fatto parte con Pier Paolo Pandolfi, un altro italiano fuggito giovane in America e oggi direttore del labora­torio dello Sloan-Kettering Cancer Institute di New York, del gruppo scopritore della «sorgente delle staminali». Tutta «crema» fatta scappare. E certo non recuperabile con progetti quali quello del 1999 per il rientro dei «cervelli in fuga» vanificato dalle resistenze dei baroni. Resistenze così roc­ciose che dei 460 giovani faticosamente riportati in Italia, solo una cinquantina erano riusciti nel 2006 a superare le forche caudine del Cun, il Consiglio universitario nazionale.

altra anomalia italiana è il recente spropositato aumento di Atenei, sia reali che “virtuali” (cioè su Internet), che ormai si trovano anche in piccoli paesini di poche migliaia di anime….Ci sarebbe di nuovo da ridere se il livello dei docenti (ci sono materie tipo Operatori per la pace o Tappeti erbosi), non andasse automaticamente in senso inverso: più sono le catte­dre, più bassa è la preparazione di chi insegna. Ovvio. Col ri­sultato che i ragazzi, adescati col miraggio di un pezzo di carta da prendere senza faticosi e sofferti traslochi nelle città più grandi, si ritrovano alle prese con docenti improvvisati che a volte non sanno nulla…………Perché questa corsa? Il miele che attira le api, quelle buo­ne e quelle meno buone, è la possibilità di rastrellare una quan­tità mai vista prima di «aspiranti dottori». Merito di una riformetta che permette un po’ a tutti di «mettere a frutto il proprio lavoro». Facendosi riconoscere, sulla base dell’esperienza accu­mulata come ragionieri o guardie forestali, giornalisti o vigili del fuoco, impiegati catastali o carabinieri, una gran quantità di crediti formativi universitari (fino a 140, prima che Mussi im­ponesse un tetto massimo di 60 su 180) così da poter puntare a una laurea con pochi esami…..

Sono fiorite pertanto una miriade di pseudo-università tarocche, con nomi improbabil, sedi improbabili, e molto lavoro per gli organi di vigilanza, che comunque non hanno impedito a parecchi notabili politici e altra gente del bel mondo di sventolare lauree in “Relazioni Internazionali” ed altre amenità……insomma siamo alle solite, la totale mancanza di criteri meritocratici, l’appiattimento del valore legale per tutte le lauree, senza distinzione…..Francesco Giavazzi lo ripete da anni: «Eliminiamo il valore legale delle lauree e le famiglie cominceranno a chiedersi se il professore dell’uni­versità locale è veramente bravo». Macché. Tutti, più o meno, sullo stesso piano. Gli atenei ottimi e quelli pessimi. A spartirsi una distribuzione di soldi a pioggia che, disperdendosi in mille rivoli, finisce per salvare chi all’estero verrebbe giustamente lasciato avvizzire, e per assetare invece i migliori, che coi pochi soldi a disposizione non posso­no assolutamente stare al passo dei grandi campus mondiali.

e ancora esempi di sprechi e di finanziamenti concessi a titolo clientelare…docenti senza titoli ma figli di politici…come sperare pertanto che sia la politica a riformare questo sistema ??

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6 Risposte to “Indispensabili – La Deriva – Il supermercato delle Lauree”

  1. Su Stella ho molti dubbi, non basta non essere razzista per essere una brava persona.
    Lui è troppo legato/dipendente dell’area di Confindustria per essere capace di fare una critica veramente radicale.
    Il libro non ho intenzione di leggerlo, ha niente da dire sulle elargizioni alle imprese, sui CIP6, sulla Telecom?

  2. Ciao Gianni
    Inutile dire che il più grande errore che si possa commettere è quello di credere che il male del nostro paese risieda nei nostri politici in quanto tali. I governanti sono sempre lo specchio del loro popolo. Loro sono li perché ben ci rappresentano. Si parla tanto di riforme, in realtà l’unica riforma della quale noi tutti le abbiamo bisogno è quella della morale.

    un saluto,

    • giannigirotto said

      grazie per il tuo commento Mimmo, si, ancora più precisamente direi che si tratta di un circolo vizioso in cui ovviamente non si sa chi ha cominciato…..cattivi politici generano cattivi cittadini, che votano cattivi politici che generano peggiori cittadini, che generano peggiori politici…….e viceversa appunto…… e come tutti i circoli viziosi sarà molto, molto difficile spezzarlo…e certamente lo si potrà fare solo partendo da noi stessi…

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