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Banca/Finanza Etica e oltre ….

Posted by giannigirotto su 25 maggio 2010

Scrivo queste righe dopo aver vissuto la giornata del 22 maggio l’Assemblea nazionale dei soci di Banca Etica, che si è svolta a Padova. C’era un bella atmosfera, rilassata, persino gioiosa, sicuramente molto dinamica….con la formazione continua e inarrestabile di capanelli di gente che discuteva su mille iniziative della Banca e più in generale di tutto il mondo del volontariato, che la stragrande maggioranza dei soci conosce e di cui fa parte, complice anche il grande giardino posto immediatamente a fianco della sala assembleare, che ha dato accoglienza ad una lunghissima serie di mini-picnic e momenti di rilassamento…

Al di là del problema oggettivo della registrazione dei partecipanti, che ha preso più di 5 ore alla quindicina di dipendenti che erano addetti alla mansione, peraltro molto gentili e organizzati, e che dimostra una volta di più come senza un uso esteso della firma digitale (che esiste da più di 10 anni ma nessun “privato cittadino” può obiettivamente conoscere e usare) rimaniamo dei sudditi di serie B costretti a enormi sprechi di tempo e risorse per adempiere a molte formalità burocratiche che altrimenti potrebbero essere risolte con qualche “click” al computer…..al di là di questo appunto, vorrei riportare alcune riflessioni che sto facendo in questi giorni…

1) Banca Etica è nata per operare come Istituto di Credito, ma in realtà questo è solo un punto di appoggio per poter intervenire e operare a 360 gradi nella società. Aver costituito “Innesco” per operare nelle energie rinnovabili (e Salviato in uno dei suoi interventi ha ribadito che se un milione di utenti installassero i pannelli fotovoltaici da 3KW, avremmo la creazione di più energia di quanta ne dovrebbero produrre le 4 centrali nucleare che il governo vuole, con in più la generazione di un numero molto maggiore di occupati in tale settore…), essere partner di Jacopo Fo sia per il G.A.S. sul suddetto fotovoltaico ma anche per la creazione degli “Ecovillaggi“, essere supporter ufficiosi della Campagna per la ripublicizzazione dell’acqua, essere attivi tramite la tecnica dell’azionariato critico con l’ENI ed altre importanti società….ecc. ecc. dimostra come il gruppo di dirigenti, che sono naturalmente espressione della base degli azionisti, abbia una visione ed una voglia di impegnarsi globale, in cui come recita lo Statuto, il denaro è solo uno strumento per attivare progetti e soluzioni che aumentino il benessere di tutti gli uomini.

Per continuare su questa strada però servono risorse, sia intese come risorse umane, sia quelle finanziarie. E’ prioritario pertanto fare tutto il possibile per acquisire nuovi soci “attivi”, che si impegnino localmente nei vari GIT,  e aumentare parallelamente il capitale sociale, stante il famoso vincolo di legge che fissa il valore dei prestiti  a circa 10 volte il valore del cap. soc. Queste sono secondo me le priorità assolute che condizionano tutta l’operatività della Banca. In tal senso naturalmente vanno le future acquisizioni della Cooperativa Francese e di quella Spagnola.

2) Ancora troppi italiani non conoscono Banca Etica. Chi dice l’80% chi dice il 90%, sta di fatto che finchè B.E. non esce da questo limbo facciamo doppiamente fatica a crescere. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi con gli Enti “moltiplicatori/diffusori” come sono le altre realtà Associative e la scuola. Ritengo non vada trascurato anche il canale Internet, stante anche che è a “costo zero” farci conoscere dai blogger e usare più pervasivamente gli altri strumenti di social network.

3) L’attività bancaria è uno dei due grandi strumenti di accentramento e gestione del denaro. Le Assicurazioni sono a mio avviso l’altro grande strumento che ci manca. Mi piacerebbe che il nuovo CdA rafforzasse i rapporti con il CAES e si ponesse come obiettivo finale quello dell’ingresso nel mondo assicurativo. Viceversa questo resterà appannaggio esclusivo dei “soliti noti” grandi gruppi. Potrebbe essere una buona idea quella di fare un piccolo sondaggio interno ai soci di B.E. per vedere quanti di loro sarebbero favorevoli ad un’idea del genere.

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