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Indispensabili – Voglia di cambiare: Energia Pulita

Posted by giannigirotto su 1 luglio 2010

Proseguo la sintesi di questo libro che ho inserito nella mia sezione “Indispensabili” per la sua proposività. Infatti non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, ma al contrario l’autore è andato a ricercare i modelli di eccellenza che permettono ad altri Paesi di risolvere al meglio tanti problemi. Giusto per darvi un assaggio del contenuto e stimolarvi a leggere questo e gli altri articoli:

– La Svezia ha quasi azzerato le morti bianche, conquistando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro grazie all’”ombudsman” dei lavoratori, ovvero il delegato per la salute e la sicurezza.

– Con l’invenzione della corsia dinamica, in Spagna non si vedono più ingorghi in entrata e in uscita dall’autostrada, mentre i treni corrono superveloci.

– A Friburgo, in Germania, i cittadini hanno detto no al nucleare, ma contemporaneamente hanno detto sì alle energie “dolci” e trasformato l’energia solare in un formidabile business.

– L’Inghilterra ha scelto i migliori architetti per progettare case popolari di pregio e quartieri a misura d’uomo, e con controlli severi ha dimezzato le stragi sulle strade.

– I danesi non hanno più l’incubo della precarietà grazie alla “flessicurezza”, che da una parte consente agli imprenditori di licenziare con molta facilità il personale, dall’altra offre al disoccupato un’indennità del 80% dello stipendio e sopratutto un rientro velocissimo nel mondo del lavoro.

Vediamo ora il seguente capitolo:

ENERGIA PULITA

Tra Italia e Germania, nel campo dell’energia pulita, non c’è partita: i tedeschi (che certo non hanno il nostro sole)….. sono al primo posto nella graduatoria mondiale dei produttori di energia solare, seguiti da Giappone, Stati Uniti, Australia, Spagna, Olanda. Il volume dell’energia prodotta è ancora limitato, ma non è questo il punto: il punto è che il suo prezzo è competitivo.

I tedeschi continuano la loro incredibile marcia solare, investendo intelligenze e risorse …….. Sole e non solo: a Schwandorf, in Baviera, un’azienda innovativa (Schmack Biogas) si è inventata un ruolo di «allevatore di energia», produce elettricità e calore bruciando il gas metano ottenuto dalla fermentazione di biomassa vegetale; e a Cross Schnebeck, piccolo centro del Brandeburgo, sta nascendo una centrale che ha scoperto l’acqua calda. Sarà la prima centrale che trasformerà in energia elettrica le risorse idriche del sottosuolo, un giacimento che gli scienziati definiscono sterminato e inesauribile se si adotta il sistema di restituire l’acqua estratta al suo luogo d’origine dopo l’utilizzazione. L’impianto arriva a cinque chilometri di profondità, dove ci sono falde acquifere con temperature superiori ai centoventi gradi: il vapore viene trasformato in energia.

E pensare che questa storia iniziò con la rivolta di una cittadina tedesca contro la costruzione di una centrale nucleare….da allora è stata fatta moltissima strada, avente però sempre lo stesso obiettivo: il distacco dalle reti dei grandi colossi energetici: «Se qui in più quartieri diventiamo autonomi, se produciamo su vasta scala l’energia che ci serve in proprio, in futuro possiamo reinvestire i miliardi che oggi vanno nelle tasche dei colossi del settore. Così prendiamo due piccioni con una fava: riduciamo il ricorso al nucleare e alle fonti fossili. E ci teniamo i soldi».

Tenersi i soldi… questo accenno fa ricordare che per le famiglie italiane c’è un elemento che suona come una beffa. Da quattordici anni gli italiani, nella loro bolletta, pagano un «Contributo per la costruzione di fonti rinnovabili»: 0,92 centesimi di euro per chilowattora. Gli oltre ventiquattro miliardi di euro (secondo Legambiente) raccolti complessivamente non si sono però trasformati in pannelli solari e turbine eoliche. Per l’80 per cento, infatti, i contributi alle fonti alternative sono finiti a finanziare inceneritori di rifiuti di vario tipo, fra cui prevale il catrame di raffineria, trasformato grazie a un’aggiunta dell’ultimo momento al testo della legge del 1992, in una fonte «assimilabile» a quelle rinnovabili. Un bel regalo ai petrolieri, che hanno subito fiutato l’affare.

I tedeschi invece hanno percorso un’altra strada per convincere a investire nelle fonti integrative. «Semplice – dice Herman Scheere, deputato socialdemocratico, uno dei padri della legge tedesca sull’energia – abbiamo individuato le fonti veramente rinnovabili e abbiamo fissato per ognuna tariffe adeguate, in modo da renderle redditizie, tariffe pagate dalle società di distribuzione elettrica. Il sovrapprezzo viene finanziato a sua volta da tutti i cittadini, con un piccolo aumento tariffario delle bollette.» Insomma, la differenza con il nostro paese è che in Germania i soldi prelevati in bolletta finiscono ai veri produttori di elettricità rinnovabile, e più elettricità questi sfornano, più guadagnano.

Ma non finisce qui. «Il sistema è flessibile. Via via che una fonte si diffonde e diventa più redditizia grazie ai miglioramenti tecnologici e alla produzione su vasta scala, l’incentivo si riduce. Così si mantengono costanti sia gli esborsi per i cittadini sia i profìtti per i produttori.» Qual è il costo pagato dai tedeschi? Verrebbe da pensare che sia molto alto, ma non è così. Per sostenere le fonti rinnovabili, pagano meno di un terzo degli italiani: 0,24 centesimi per ogni chilovattora. «Oggi, nel 2007, abbiamo centrali elettriche termiche e nucleari per circa settantamila Megawatt di potenza – conclude Sheer. Ma continuando con questo ritmo, fra vent’anni avremo impianti a fonti rinnovabili per settantasettemila Megawatt e potremo spegnere l’ultima centrale nucleare. Nel 2050, infine, la produzione elettrica “pulita” arriverà a centotrentasettemila Megawatt e almeno il 50 per cento dell’energia tedesca verrà direttamente o indirettamente dal sole.»

Dice il Sindaco di Friburgo: «La nostra strategia si basa su tre pilastri: risparmio energetico, uso sempre più efficiente dell’energia e attenzione particolare alle fonti rinnovabili, specialmente il solare. La chiave del nostro successo sta nel fatto che puntiamo sul progresso e premiamo con il dovuto merito le tecnologie innovative……

II «motore» virtuoso della sfida di Friburgo è il più grande centro di ricerca europeo tutto dedicato all’energia solare, una costola del noto Fraunhofer Institut, organizzazione che conta dodicimilacinquecento dipendenti in ottanta centri di ricerca diffusi in tutta la Germania. Nato nel 1981, la città coccola il Fraunhofer Institut fur Solare Energie, guidato oggi dal fisico Eicke R. Weber. «Quando iniziammo il nostro lavoro, il Fraunhofer contava appena venti ricercatori», ….. «Oggi abbiamo uno staff di centottanta ricercatori fissi più trecentosettanta collaboratori, assistenti e laureandi. Alcuni di loro ci hanno lasciati per creare delle piccole imprese. Altri invece sono arrivati dall’estero, anche dall’Italia, per esempio Mario Motta poi emigrato al Politecnico di Milano.» Il budget nel 2006 è stato di 29,2 milioni di euro.

Il frutto del lavoro dei ricercatori viene messo a disposizione di imprese private, autorità istituzionali e cittadini……..

I pannelli solari li ritrovi ovunque: nelle due torri che sovrastano i binari ferroviari e la vicina «stazione delle biciclette», come sul tetto dell’ospedale, sulla piscina e a corredo dell’ostello della gioventù, degli studi televisivi della Swr come dei palazzi storici del centro. E ancora su scuole e stadi, sui bordi dell’autostrada, perfino nei prati dove pa­scolano le greggi, sui parchi di divertimento e sulle strutture fieristiche…(a proposito, come sarà in tal senso la “nostra” expo 2015 a Milano..??)

Il business dell’ecologia: In un colpo solo chi vuole dotare la propria casa di energia solare o ridurre il consumo energetico o costruire una casa passiva (con un consumo energetico molto basso grazie all’utilizzo passivo dell’energia solare, un isolamento termico ottimale e il recupero del calore nell’aerazione) può valutare diversi preventivi, capire quale sarà il possibile risparmio, chiedere l’autorizzazione comunale a una delle sessanta ditte presenti al suo interno, con circa quattrocento lavoratori.

A completare il mosaico virtuoso ci sono anche le banche (Cassa di risparmio di Friburgo-Bresgovia in testa) cui sta molto a cuore l’incremento sostenibile dell’economia locale e perciò rifornisce i cittadini e i comuni della regione con favorevoli servizi finanziari, promuovendo le innovazioni e la nascita delle aziende…….nella sola Friburgo il business dell’ecologia rappresenta diecimila posti di lavoro, millecinquecento imprese e un fatturato di cinquecento milioni di euro….!!!! E se ancora nel 1997 in Germania non esisteva alcun grande produttore di pannelli solari, oggi operano quarantasette grandi aziende di questo tipo, che occu­pano quarantaduemilacinquecento persone (e si arriva a duecento-cinquantamila, una volta e mezzo gli impiegati Fiat nel mondo, in­cludendo tutti i settori delle energie rinnovabili), producendo un gi­ro d’affari di quattro miliardi di euro, il 1000 per cento in più rispet­to a soli sette anni fa…….

Link utili:

Fraunhofer Institut Solare Energiesysteme (Ise) ha questo indirizzo: Heidenhofstr. 2 — 79110 Freiburg, Germania. Email: info@ise.fraunhofer.de. Sito internet: http://www.ise.fraunhofer.de

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2 Risposte to “Indispensabili – Voglia di cambiare: Energia Pulita”

  1. Energia solare vuol dire libertà, grandi centrali di produzione energetica centralizzate producono invece dipendenza e quindi una sorta di schiavitù. Per questo in Italia si punta sul nucleare.

  2. cieaura said

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