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Indispensabili – Voglia di Cambiare: La Casa ideale a costi sostenibili

Posted by giannigirotto su 5 luglio 2010

Proseguo la sintesi di questo libro che ho inserito nella mia sezione “Indispensabili” per la sua proposività. Infatti non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, ma al contrario l’autore è andato a ricercare i modelli di eccellenza che permettono ad altri Paesi di risolvere al meglio tanti problemi. Giusto per darvi un assaggio del contenuto e stimolarvi a leggere questo e gli altri articoli:

– La Svezia ha quasi azzerato le morti bianche, conquistando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro grazie all’”ombudsman” dei lavoratori, ovvero il delegato per la salute e la sicurezza.

– Con l’invenzione della corsia dinamica, in Spagna non si vedono più ingorghi in entrata e in uscita dall’autostrada, mentre i treni corrono superveloci.

– A Friburgo, in Germania, i cittadini hanno detto no al nucleare, ma contemporaneamente hanno detto sì alle energie “dolci” e trasformato l’energia solare in un formidabile business.

– L’Inghilterra ha scelto i migliori architetti per progettare case popolari di pregio e quartieri a misura d’uomo, e con controlli severi ha dimezzato le stragi sulle strade.

– I danesi non hanno più l’incubo della precarietà grazie alla “flessicurezza”, che da una parte consente agli imprenditori di licenziare con molta facilità il personale, dall’altra offre al disoccupato un’indennità del 80% dello stipendio e sopratutto un rientro velocissimo nel mondo del lavoro.

Vediamo ora il seguente capitolo:

LA CASA IDEALE A COSTI SOSTENIBILI

vediamo subito alcuni concetti specifici….:

presto nessuna casa potrà essere più costruita in Gran Bretagna senza un certificato di garan­zia ecologica;

– Basta case a due piani, sono invivibili per gli anziani. La casa adeguata per tutte le fasi della vita, preferibilmente su un piano solo, invece di costare farebbe risparmiare al contribuente ol­tre otto miliardi di euro nei prossimi sessant’anni. Perché ridurrebbe la necessità di ristrutturazioni da parte di anziani non più in grado di fare le scale o di stare da soli e abbatterebbe le spese a carico della comunità per pensionati e ospizi. Come deve essere la casa ideale per gli anziani? Eccola: posto auto fino a 3,3 metri di larghezza. Sentiero che porta dal box alla casa, così come tutti gli ingressi, a livello strada. Porte larghe almeno 75 centimetri e corridoi almeno 90 centimetri. Spazio per girare in car­rozzella in tutte le stanze. Sala da pranzo e una stanza da letto a pian­terreno. Bagni accessibili con la sedia a rotelle e provvisti di corri­mano. Possibilità di mettere un ascensore per disabili sulle scale. Prese, interruttori e altri comandi accessibili a tutti.

– Il colosso svedese Ikea sbarca in Gran Bre­tagna con la società Boklok che, dopo i mobili, vuole vendere agli inglesi il proprio modello Live-Smart di casa …… L’accordo con il governo, pre­vede la costruzione, da un capo all’altro del Regno Unito, di interi villaggi prefabbricati.

– dal 2016 tutte le nuove abitazioni siano a emissione zero di anidride carbonica. Un esempio concreto su tutti è la lottizzazione di BedZed, la prima cittadella simbolo di una «ur­banizzazione sostenibile»….«BedZed significa Beddington Zero Energy Development (zero impiego di idrocarburi) ….. Per costruire BedZed sono stati usati perlopiù materiali di recupero: le strutture d’acciaio di una vecchia stazione e di una centrale per la depurazione delle acque, il legno e il vetro provenienti dai cantieri della zona. I materiali nuovi sono stati ac­quistati a non più di cinquanta chilometri, per facilitare il traspor­to e ridurre le emissioni nocive di auto e camion. …… i muri sono spessi settanta centimetri, cioè due o tre volte quelli delle normali costruzioni. Sono formati da due strati di mattoni, E tutte le case sono orientale verso sud, per poter immagazzinare il massimo del calore.» La caldaia, comune all’intero complesso, è alimentata con legno di alberi abbattuti. L’acqua piovana viene raccolta dalla grondaia verso un serbatoio, pronta per essere riutilizzata per l’irrigazione o gli usi domestici. I bagni funzionano grazie a speciali raccoglitori dell’acqua piovana, che viene purificata e riciclata biologicamente su un letto di canne. Le pareti delle case sono ermeticamente coi­bentate per impedire lo scambio di calore con l’esterno, non solo tramite l’installazione di doppi e tripli vetri alle finestre ma anche e soprattutto nella scelta dei materiali di costruzione. Gli abitanti di qui producono localmente il 20 per cento dell’energia elettrica e, grazie ai minori sprechi energetici, abbattono del 25 per cento la restante bolletta di gas ed elettricità, e del 50 per cento il consu­mo di acqua rispetto a una normale abitazione inglese. Laddove non arriva l’architettura subentrano le regole del vivere civile. Per esempio ci si sposta con il car sharing, cioè con la condivisione delle quattroruote: alcune vetture elettriché sono gestite in comune dagli abitanti…..e questi sono stati appositamente mescolati come età e tipologia, per creare un miscuglio il più possibile eterogeneo…..

Quanto sopra si unisce alla facilità, velocità e “cambiabilità” nel mercato dei mutui-casa, con pratiche che si possono fare anche al telefono e portano all’erogazione del prestito in una settimana….

Da noi l’edilizia sociale, cancellata dall’ideologia liberista, è un elenco di inadempienze, di disinteresse e di voracità dello Stato. La tassazione porta via agli enti di gestione delle case popolari fino al 35 per cento degli introiti degli affìtti con il peso sociale di un’e­mergenza che rischia di sfuggire di mano: perché aumentano gli abusivi (un inquilino su cinque), i delinquenti, i taglieggiatori, i clandestini, quelli che fanno paura agli anziani soli e agli onesti barricati nei casermoni delle perfìerie urbane, costretti a rendere conto a improponibili capibastone, i nuovi boss del mercato degli affitti. La politica ha usato le case popolari come una mangiatoia per i voti, senza contrastare con un piano vero il degrado e il fabbi­sogno abitativo. Nelle case popolari italiane ormai un abitante su due è un anziano che fa fatica a tirare a fine mese. Ma c’è una mas­sa crescente di richieste inevase, a Roma mancano almeno ventitremila alloggi e a Milano quasi diciassettemila. Gli enti sono soffoca­ti, non ci sono i soldi, i fondi statali sono prosciugati e anche le re­gioni, cui spetta un ruolo decisivo, avviano pochi programmi e ba­dano a gestire il patrimonio esistente: se ne vanno per un terzo in Irpef, Irpeg, Ici e altro. E poi aumenta la pressione degli immigrati: in certe case di cinquanta metri quadrati dormono anche in otto nei letti a castello. La situazione riassunta in pochi numeri:

– 270 miliardi di euro: il valore sul mercato del patrimonio di case possedute dallo Stato. Ma che dal 2002 al 2006 ci è costato oltre novecento milioni di euro. Tra occupazioni abusive (un inquilino su cinque), gestioni clientelari e inquilini morosi.

– 1.100.000: gli alloggi disponibili in Italia, secondo Federcasa, il triplo che in Francia e in Gran Bretagna.

– 62.000: le unità abitative nella sola città di Milano e provincia. Si tratta del maggior patrimonio immobiliare pubblico. Nel 2006 nel capoluogo lombardo sono stati aggiudicati 322 appartamenti. Altri 140 sono stati occupati.

– 600.000: le case popolari mancanti in Italia, in base alle domande inevase.

– 14,39: la percentuale degli alloggi dell’Istituto case popolari (lacp) occupati in Sicilia senza titolo rispetto al totale degli alloggi gestiti. L’isola è in testa a questo fenomeno, seguita dalla Campania (13,58 per cento).

– 9,7 per cento: il peso (per spese e affino) sul bilancio familiare nel Regno Unito. In Italia sale al 24,7 per cento.

riqualificare il vecchio, anzichè costruire sempre nuovo: a Londra stanno… riqualificando un territorio di sessantacinque chilometri lungo le rive del Tamigi, pieno …di industrie in abbandono (come a Milano, dove le aree industriali dismesse sono la maggiore risorsa territoriale esistente). È una miniera preziosa di 3150 ettari di terreno edificabile che sarà trasformato, entro il 2016, in centosessantamila unità immobiliari, dall’architettura moderna ed ecosostenibili. «Entro il 2008 saranno pronte trentamila case da destinare alle categorie più deboli, che potranno affittarle con le medesime modalità vigenti per le case popolari»…… Oltre a venire incontro all’ingente richiesta di alloggi, il progetto produrrà anche centottantamila nuovi posti di lavoro.

Infine gli inglese sono riusciti a riportare in ottime condizioni proprio il Tamigi, che era ormai moribondo, attraverso una serie di interventi semplici e di buon senso che neppure voglio elencare, visto che qui in Italia non sono le leggi che mancano ma la volontà di farle applicare…..e le classi dirigenti preferiscono ancora pensare all’ambiente come ad una discarica inesauribile, credendosi immuni dalle leggi della chimica del ciclo alimentare…

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