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Indispensabili – Voglia di cambiare: Mobilità (strade e ferrovia)

Posted by giannigirotto su 7 luglio 2010

Proseguo la sintesi di questo libro che ho inserito nella mia sezione “Indispensabili” per la sua proposività. Infatti non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, ma al contrario l’autore è andato a ricercare i modelli di eccellenza che permettono ad altri Paesi di risolvere al meglio tanti problemi. Giusto per darvi un assaggio del contenuto e stimolarvi a leggere questo e gli altri articoli:

– La Svezia ha quasi azzerato le morti bianche, conquistando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro grazie all’”ombudsman” dei lavoratori, ovvero il delegato per la salute e la sicurezza.

– Con l’invenzione della corsia dinamica, in Spagna non si vedono più ingorghi in entrata e in uscita dall’autostrada, mentre i treni corrono superveloci.

– A Friburgo, in Germania, i cittadini hanno detto no al nucleare, ma contemporaneamente hanno detto sì alle energie “dolci” e trasformato l’energia solare in un formidabile business.

– L’Inghilterra ha scelto i migliori architetti per progettare case popolari di pregio e quartieri a misura d’uomo, e con controlli severi ha dimezzato le stragi sulle strade.

– I danesi non hanno più l’incubo della precarietà grazie alla “flessicurezza”, che da una parte consente agli imprenditori di licenziare con molta facilità il personale, dall’altra offre al disoccupato un’indennità del 80% dello stipendio e sopratutto un rientro velocissimo nel mondo del lavoro.

Analizziamo quindi il seguente capitolo:

LOGISTICA E MOBILITA’

Una prima innovazione che merita attenzione è la “corsia dinamica”, che gli spagnoli chiamano “Bus-Vao”, e che ha ottenuto il risultato di eliminare code ed inghorghi del traffico pendolare nelle autostrade che circondano le grandi città. E’ un piccolo uovo di colombo: …una corsia preferenziale a senso unico alternato con due carreggiate. La mattina dei giorni la­vorativi il senso di marcia va dalla periferia al centro di Madrid, la sera dal centro alla periferia. Ma attenzione, gli unici veicoli autorizzati a usare la «corsia dinamica” sono gli autobus e le automobili con almeno due passeggeri….

Parlando di mobilità in generale…tra i grandi paesi europei, l’Italia presenta il massimo squilibrio a favore del trasporto su gom­ma e più elevata quantità prò capite di mobilità motorizzata: quindicimiladuecento chilometri/abitante annui, +22 per cento sulla media europea, +44 per cento rispetto alla Germania…..In Italia, delle duecentoquaranta opere definite dal governo prioritarie, meno di una decina riguardano la mobilità urbana. E questo nonostante che il 64 per cento del traffico automobilistico si svolga nel raggio di cinque chilometri dal centro delle città e il 19 per cento entro un raggio di dieci chilometri (cioè entro i sedici chilometri della spa­gnola «corsia dinamica»).

Gli spagnoli vanno giustamente fieri dei loro treni ad alta velocità….sono talmente puntuali che le ferrovie spagnole, prime al mondo, assicurano sulle tratte ad alte velocità il rimborso del 100% del prezzo del biglietto per ritardi superiori ai cinque minuti (sì, avete letto bene: cinque minuti!)……La linea tra Madrid e Siviglia è stata la prima rete spagnola ad adottare il sistema di alta velocità già in funzione in Giappone, Francia e Germania. La costruzione di questo tratto Ave fu decisa nel 1988 dal governo socialista di Felipe Gonzalez. Il costo fu di ventisette milioni di euro (la quarta parte finanziata dai fondi dell’Unione europea). Dopo quattro anni di lavori la linea fu inaugurata nell’aprile 1992. Gli ultimi tagli di nastro Zapatero li ha fatti (a opera completata, non al varo di un progetto come si usa fare da noi, per esigenze televisive) nel 2007….(inoltre il costo al Km per la Spagna è di 12 milioni al Km contro i 37 dell’Italia, ed inoltre li spagnoli hanno utilizzato gli aiuti Comunitari, noi no…)….L’obiettivo del nuovo Piano strategico di infrastrutture e trasporti (in sigla, Pett) 2005-20, approvato dal governo Zapatero, è quello di sostituire la vecchia rete a raggio con un sistema a forma di maglia che unisca tutti i capoluoghi di regione tramite autostrada o ferrovia. Per ottenere questo obiettivo la rete ad alta velocità dovrà passare dagli attuali 1543 chilometri a diecimila chilometri….

Ma ferrovie spagnole non significa solo alta velocità, la Spagna ha altri tre obiettivi:

– valorizzare il patrimonio ferroviario minore, ancora in esercizio, con tutte le sue potenzialità per il «turismo dolce»;

– rimettere in funzione alcune ferrovie da tempo soppresse ma che potrebbero svolgere ancora un utile servizio, specialmente nella prospettiva di una trasformazione in senso ecologico della mobilità delle persone;

– trasformare le ferrovie dismesse in piste ciclo-pedonali. In quest’ultimo settore, che qui chiamano Vias verdes (in inglese, Greenways), la Spagna batte tutte le altre nazioni che hanno già pedalato in questo senso, incoraggiando questa mobilità turistica ecosostenibile…..

«Prendete una ferrovia, che sia abbandonata da trenta-quarant’anni; accertatevi che non passino più treni; togliete con cura binari e traversine. A parte prendete le stazioni, svuotatele e metteci un ripieno di caffè, piccoli ristori, ostelli e centri informazioni. Poi stendete sulla vecchia ferrovia una sfoglia leggera di terra battuta e lasciate asciugare. Infine mettete assieme tutto, lasciate rassodare e servite in bicicletta». Ecco il nuovo piatto forte spagnolo: le Vias verdes. Un menu di milleseicento chilometri di ferrovie dimenticate che sono state trasformate in splendide piste ciclabili per i bikers più accaniti o per le famiglie in cerca di svago. C’è da perderci la testa o programmare subito una vacanza su due ruote perché di Vias verdes ce ne sono in tutta la Spagna e, insieme, formano una rete ciclabile unica nel suo genere. «Con questa operazione abbiamo ottenuto tre importanti traguardi: incoraggiare la mobilità sostenibile; incentivare nuove forme di turismo “dolce”; riabilitare la memoria e il patrimonio ferroviario storico.»

Altri strumenti utilizzati per decogestionare il traffico cittadino: Le realizzazioni più recenti hanno nomi esotici per i locali: Bi-cing e Trixi. Il primo è il sistema lanciato dalle autorità comunali, investendo i soldi delle multe e dei parcheggi, per ridurre l’inquinamento e sfoltire il congestionamento del traffico: il bici sharing (www.bicing.com). Chi fa spostamenti quotidiani di meno di trenta minuti può usufruire di questo comodissimo mezzo di trasporto che costa soltanto ventiquattro euro l’anno. In tutta la città catalana hanno installato duecento stazioni-parcheggio per un totale di tremila biciclette. Da quando è entrato in funzione, dal marzo 2007, Bicing conta già più di centomila abbonati sta diventando il mezzo di trasporto favorito per andare al lavoro o per uscire. II servizio è totalmente automatico: basta andare a un parcheggio Bicing, far passare la propria scheda al lettore ottico e aspettare che sullo schermo compaia il numero di bicicletta che si può prendere. Una volta arrivati a destinazione basta recarsi alla più vicina stazione Bicing e incastrare la bicicletta in una postazione libera (come da noi con i carrelli della spesa nei supermercati). Se si superano i primi trenta minuti si paga un plus di trenta centesimi per i trenta minuti successivi (fino a un massimo di due ore). Bicing funziona dalle 5 del mattino alle 24 (il venerdì e sabato 24 ore su 24). Barcellona è stata anche la prima città del Mediterraneo ad attivare un mezzo di trasporto alternativo già sperimentato in Europa a Londra, Copenhagen, Amsterdam e in alcune città tedesche (eh sì, gli amministratori catalani sanno applicare la teoria della buona emulazione). Si chiama Trixi, sono veri e propri taxi a forma di triciclo. Totalmente ecologici e silenziosi (un motore elettrico aiuta l’autista a pedalare), possono trasportare due persone oltre all’autista. Mezzo di trasporto ideale per i turisti che senza stress vanno a passeggio per la città. Funzionano dalle 11 alle 20 e le tariffe vanno da un minimo di sei euro per un quarto d’ora a un massimo di diciotto per un’ora….Con l’aiuto di tecnologie nuove e sempre più amiche, Barcellona ha ottimizzato il controllo del traffico. Per esempio, sulla Diagonal, la strada che, come dice il nome stesso, attraversa l’intera città in diagonale, si utilizza la strategia delle corsie dinamiche, quelle in grado di poter essere occupate dal senso di marcia di maggior traffico, utilizzate anche a Madrid, come abbiamo visto. I semafori sono sincronizzati per una velocità oraria pari a cinquanta chilometri: rispettando questa andatura è possibile trovare un numero di semafori verdi quasi all’infinito. Sensori magnetici posti sotto l’asfalto rilevano le corsie che hanno maggiore bisogno del segnale verde, limitando le soste inutili quando nelle corsie opposte non passa nessuno. In più, collegandoti via internet, hai in tempo reale la situazione del traffico urbano offerto da una serie di telecamere piazzate nelle strade chiave, e scopri dove sono i parcheggi disponibili.

Metro: a Madrid si contano oltre 177 chilometri di binari (a Milano, che pure eccelle, sono 70) sui quali sfrecciano di continuo, tranne quattro ore di pausa notturna, le 1277 vetture che collegano 158 stazioni (servite da 975 scale mobi­li e 141 ascensori) di 12 linee che coprono tutta l’area urbana e alcuni punti di quella metropolitana, compreso l’aeroporto di Barajas distante 13 chilometri.

Taxi: con la liberalizzazione del mercato, dal 2003, a Barcellona ci sono dieci taxi ogni mille abitanti, contro i due di Roma e l’1,5 di Milano. Al mondo so­lo Washington ne ha di più: dodici ogni mille abitanti: per gli utenti italiani, sfiancati da auto bianche rare e costose, Barcellona è il paradiso dei taxi. I do­dicimila tassisti della città si aggiornano sul futuro della professione con la Fie­ra del Taxi: nuove tecnologie per monitorare il traffico, evitare gli ingorghi, portare i clienti a destinazione in fretta per soddisfarli il più possibile e, al con­tempo, fare più corse.

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Integro questo capitolo con un estratto da un articolo di Altroconsumo (nel quale si parla della situazione del trasporto pubblico in Italia), che riporta un’intervista all’Ente deputato a ricercare migliori soluzioni sul tema, e tre esempi di eccellenza in Europa.


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