Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Filiera alimentare (segue): Modello autodistruttivo

Posted by giannigirotto su 13 novembre 2010

Proseguo le considerazioni inserite nel precedente post “Filiera Alimentare: il difetto è la norma“, riportando un ulteriore stralcio dell’articolo inserito nel numero di ottobre 2010 da Valori“, rivista pubblicata da Banca Etica. Le immagini sopra (clicca per ingrandirle) riportano l’articolo completo, di seguito invece gli stralci salienti:

La politica, intesa come meccanismo di distribuzione e il sistema degli incentivi concessi dall’Unione Europea, favorisce i grandi produttori e le catene distributive. Mediante una politica di prezzi bassissimi, scarsa programmazione e speculazione, tende ad alimentare gli sprechi e penalizzare i piccoli e medio/piccoli produttori.

– Il sistema dei sussidi dell’Unione Europea, nato con nobili intenti, è diventato un mostro, con paradossi tipo versare denaro per non coltivare (per esempio 90 miliardi di lire per distruggere l’uva).

Il 60% del valore dei prodotti agricoli va alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), il 23 all’industria di trasformazione, mentre solo il 17% resta al produttore. I prezzi dal produttore al banco del supermercato aumentano mediamente del 600%. (commento mio, questo è il risultato del mancato coordinamento dei produttori/agricoltori, di cui ritengo responsabile la Coldiretti).

Ogni anno rimangono sui campi, perchè non è conveniente raccoglierla, circa 8 milioni di tonnellate di ortofrutta, esattamente quanta ne consumano gli italiani in un anno. Insomma per ogni pomodoro mangiato, uno rimane sui campi a marcire…

– La PAC (Politica Agricola Comune) nata 50 anni fa con il giusto intento di aiutare un’agricoltura che usciva dalla 2° guerra mondiale, si è riformata recentemente, ma ha di fatto fallito il compito di rendere più efficente il mondo agricolo. Si attende proprio per questo mese di novembre un documento che segni l’inizio di (se spera) corpose modifiche alla PAC. Tenete gli orecchi bene aperti!

– Sono circa 60 miliardi di euro (120.000 miliardi di lire) all’anno i fondi che la PAC versa al mondo agricolo, in gran parte come detto alle multinazionali agricolo/alimentari.

– Di fronte a tale desolazione, una delle soluzioni possibili e attualmente funzionanti è quella dei G.A.S. (Gruppi di acquisto solidale), come riportato nel trafiletto nell’ultima pagina dell’articolo, che pagano il giusto prezzo al produttore, e saltando tutti gli intermediari commerciali, riescono spesso ad avere un prezzo per il consumatore inferiore a quello dei supermercati.

Per approfondire:

– Il sito www.farmsubsidy.org riporta il dettaglio di tutti i contributi pubblici concessi, cioè a chi e quanto, nazione per nazione.

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Per contrastare tali speculazioni è necessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi è piaciuto questo articolo della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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