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Finanza e Lobbies: binomio indissolubile

Posted by giannigirotto su 22 novembre 2010

Tutti sanno, almeno a grandi linee, cosa è successo nel 2008, in termini di crisi finanziaria/bancaria, con molte banche in gravi difficoltà e che hanno dovuto essere fortemente aiutate con denaro pubblico. Abbiamo sentito parlare di “bolla edilizia”, “titoli drogati”, “derivati”, “hedge fund”, insomma un mucchio di parole e concetti “da esperti” che però significano semplicemente che il mondo della finanza è ben lungi dall’essere sano, regolato, calmierato, etico, sostenibile.

Quello che però moltissimi ignorano è che, a fronte dell’inizio di reazione del mondo politico/istituzionale, e cioè di dare “un giro di vite” in termini restrittivi sulle libertà di fare speculazioni selvagge nel mondo perlopiù virtuale della finanza, gli attori di questo mondo hanno intensificato e moltiplicato i loro rapporti di lobby per impedire tale manovra. In termini concreti dovete sapere che, per quanto riguarda l’Unione Europea, sono le Istituzioni di Bruxelles, dove ha sede il Parlamento Europeo, che studiano e normano sul da farsi, ed è li che, legalmente, possono agire i cosidetti “lobbisti” che per mestiere appunto supportano gli interessi delle aziende che rappresentano.

Ora il problema è che vi sono moltissimi lobbisti che supportano gli interessi delle banche/assicurazioni e il mondo finanziario in generale, mentre ve ne sono pochissimi che tutelano i risparmiatori e i consumatori in generale, come riportato nell’articolo inserito nel numero di ottobre 2010 da Valori“, rivista pubblicata da Banca Etica, le cui immagini sopra (cliccaci sopra per ingrandirle) riportano l’articolo completo.

Ci troviamo pertanto nella paradossale situazione che vi sono molti soggetti che “premono” affinchè la normativa in materia finanziaria rimanga quella che è, in modo da c0nsentire a pochi soggetti di ricavare enormi guadagni, salvo poi in caso di disastri come quello recente, di ricevere enormi aiuti di denaro pubblico, e viceversa pochi soggetti che lavorano per correggere la situazione (e naturalmente i politici italiani sono anche in questo caso buoni ultimi, vedi terza immagine sopra…).

Come sempre per iniziare a cambiare le cose bisogna diffonderle, in modo il grosso pubblico possa iniziare a parlare tra sè per poi fare pressione a livello politico, e quindi spero questo articolo possa essere in qualche modo un punto di partenza.

Vi sono piaciuti questi articoli della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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