Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili – L’anticasta – Filiera corta e Crescita Zero

Posted by giannigirotto su 2 gennaio 2011

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti,capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare leesperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Ecco i capitoli (clicca sulla copertina per vedere gli altri…):

FILIERA CORTA, VISTA LUNGA! Promosso e gestito dall’Assessorato alle Attività Pro­duttive della Provincia di Ascoli Piceno in collaborazione con l’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biolo­gica)… L’obiettivo è, quindi, quello di fornire a produtto­ri e consumatori un supporto per accorciare la filiera d’acquisto, riducendone i passaggi intermedi con conse­guente riduzione del prezzo finale, offrendo al produttore locale nuove opportunità di vendita e rendendo diretta­mente percepibile al consumatore la qualità dei prodotti biologici…

IL PAESE DEI RECORD …in Italia c’è un paese che vanta numerosi record: è il primo in Europa ad aver ricevuto due certificazioni ambientali, la ISO 14001 e l’EMAS, nel 2004 ha vinto il premio come migliore Comunità rurale dell’Ufi, detiene il record italiano di longevità degli abitan­ti e non consuma un grammo di petrolio. Varese Ligure, in Liguria ovviamente, nell’Alta Val di Vara, ha iniziato la sua grande rivoluzione nel 1990, grazie al “governo Caranza” (del sindaco Maurizio Caranza).Oggi è un borgo di duemila abitanti, esempio per tutta l’Europa di come economia, ecologia e benessere sociale possano convivere.L’agricoltura e l’allevamento sono stati convertiti al bio­logico, con notevole aumento di fatturato e occupazione… L’intero fabbisogno energetico è soddisfatto con fonti rinnovabili, soprattutto dal vento… Il risultato finale di tutto è che si vive meglio e di più…

Terza parte

DALLA PRATICA ALLE TEORIE

…Intanto sgombriamo il campo da un equivoco. Non è vero che le ideologie siano scomparse. Chi lo sostiene e non è ignorante lo fa strumentalmente: per nascondere il fatto che c’è un’ideologia dominante, che condiziona i nostri pensieri e i nostri atti… Se non pensassimo che sviluppo si­gnifica aumentare la quantità di merci (e quindi di ric­chezze materiali) prodotte, scopriremmo che sviluppo può significare invece crescita della capacità di compren­derci, di conoscerci, di amarci, di esplorare nuovi mondi della geografia e della storia, del Pianeta e dello spirito, di contribuire allo sviluppo di tutti.E magari comprenderemmo che, anziché disporre di una casa in proprietà (una per noi, e una per ciascuno dei nostri figli) sarebbe meglio se ci fosse un’ampia disponibi­lità di case in affitto, di buona qualità edilizia e urbanisti­ca, alla portata dei redditi di ciascuno, nei luoghi dove so­no necessarie. Scopriremmo che anziché avere in casa una lavatrice e un asciugatoio, e il piccolo scoperto priva­to con le panche e il barbecue, e lo stenditoio sul terrazzi­no di casa, sarebbe più conveniente poter disporre di que­ste utilità, efficienti e funzionanti, negli spazi comuni del complesso in cui abitiamo, come succede nei paesi più ci­vili da mezzo secolo a questa parte…

IL TERRITORIO: UN BENE COMUNE DA PRESERVARE di DOMENICO FINIGUERRA

partiamo da … un dato di fatto molto semplice: la cementificazione, oggi, non è considerata un’emergenza. Nonostante dati allarmanti, come quello che nella sola Lombardia si urbanizzano 13 ettari al giorno; nonostante eventi concreti, come le alluvioni e l’erosione delle coste e degli argini; nonostante le numerose denunce prestigiose, il consumo di territorio non è ancora considerato un problema. Così, da un minuscolo comune lombardo, abbiamo deciso di lanciare un sasso nello stagno del dibattito, dicendo: Stop al consumo di territorio”. Con un’azione concreta, con l’unica azione concreta possibile: l’adozione di un piano regolatore che non prevede nessuna nuova espansione urbanistica, ma che al contrario punta tutto sul recupero dell’esistente e sulla valorizzazione del paesaggio.

… Pianificare mettendo al centro il benessere dei cittadi­ni, presenti o futuri, e puntando tutto sul recupero di ciò che già esiste (se s’ipotizzassero due grandi opere pubbli­che: 1. la riqualificazione di tutto il patrimonio immobi­liare nazionale esistente, abbattendone innanzitutto i con­sumi energetici; 2. il recupero della bellezza di tutti gli angoli del Belpaese deturpati da ecomostri o scempi di varia natura, ci sarebbe da lavorare per i prossimi cinquant’anni e per tutte le imprese legate all’edilizia), attira molte simpatie ma anche tante diffidenze.Perché promuovere l’agricoltura e la filiera corta com­porta l’alleanza con gli agricoltori locali e con le loro aziende, ma provoca la contestazione dell’alta velocità e di un sistema alimentare basato sulla grande distribuzione…

Il tutto e molto di più sempre in accordo con la popolazione, consultata e informata costantemente, e che ha appoggiato tale politica.

… L’attore che dovrebbe ricoprire un ruolo strategico nel­la partita urbanistica, ovvero il Comune, non è in grado (perché non vuole, perché non può o perché gli viene im­pedito, forse scientificamente) di esercitare uno dei compi­li alfìdatigli dalla legge.Il Testo Unico degli Enti Locali lo afferma chiaramente: spettano al Comune tutte le funzioni amministrative che riguardano l’assetto e l’utilizzo del territorio (art. 13).In realtà, per molti motivi, primo tra tutti le difficoltà e conomiche dei Comuni, ma non di meno la comodità assicurante di seguire l’onda dello sviluppo senza freni, i comuni e i loro sindaci hanno abdicato, o sono stati destituiti, dal ruolo di gestori del territorio…

…Quindi, come riuscire a chiudere il bilancio in pareg­gio, realizzare opere pubbliche (necessarie o meno) e or­ganizzare eventi culturali e servizi alla persona (necessari o meno)? Come finanziare il bilancio comunale in peren­ne squilibrio e come costruire o consolidare il proprio consenso? La risposta è semplice.Grazie al combinato disposto di due fattori: 1 ) la legge, che consente di applicare alla parte corrente dei bilanci gli oneri di urbanizzazione e 2) la disponibilità di territorio in un’area geografica dove l’edilizia rappresenta un valido in­vestimento, si pratica la monetizzazione del territorio. Un circolo vizioso che, se non interrotto, porterà, anzi sta già portando al collasso intere zone/regioni urbane

…La difficoltà maggiore è stata invece far quadrare il bi­lancio e condurre una rigorosa politica di emancipazione del bilancio stesso dagli oneri di urbanizzazione. Riduzione e taglio delle spese nei settori dell’ammini­strazione non indispensabili, e soprattutto ricerca di altre e innovative fonti di finanziamento: … Tramite la ESCO con­sortile si sta portando avanti una politica di riduzione dei consumi energetici e d’investimento nelle energie rinnova­bili in grado di dare un buon contributo al bilancio (conto energia).Per investimenti ritenuti indispensabili, come la nuova scuola dell’infanzia, si è acceso un mutuo, pagato aumentando di un punto l’ICI sulle seconde case, sui capannoni e sulle attività produttive. Una sorta di tassa di scopo, ove è stata resa pubblica e chiara la destinazione del nuovo bal­lilo. Agli imprenditori è stato detto: “In passato avete go­duto dell’opportunità di sviluppare le vostre aziende grazie al territorio. Ora è giusto che restituiate alla comunità una parte dei benefici ottenuti”. Quasi tutte le attività culturali sono poste a carico di sponsor o altri enti pubblici e privati, facendo leva sulla qualità paesaggistica del piccolo borgo…

…Il nuovo piano regolatore ha obbligato a rivalutare le azioni amministrative, rimettendo nel giusto ordine di priorità le spese del Comune. Ristabilendo un patto fiscale con i Cittadini, i quali se adeguatamente e sinceramente informa­ti facendo loro presenti in maniera chiara i prò e i contro del consumo di suolo, sanno ben discernere l’utile (il territorio) dal dilettevole (gli outlet e i centri commerciali).Ricorrere alla fiscalità locale, alla fantasia e all’intro­duzione di nuovi stili di vita e di amministrazione è un modo migliore, almeno rispetto alla monetizzazione del territorio, per garantire un buon livello di qualità della vi­ta di una comunità…

Alcune proposte e provocazion: Se il territorio e il suolo sono considerati una risorsa finita e un bene comune da preservare e tutelare, servono leggi che si pongano questo obiettivo. Ecco alcune propo­ste forse provocatorie, che si aggiungono a quelle già avanzate negli ultimi anni da illustri urbanisti e da molte associazioni ambientaliste.

1. Introdurre la centralizzazione degli oneri di urbanizzazione: questi potrebbero essere incassati dallo stato e gi­rati ai Comuni che praticano una politica di risparmio del territorio. Solo questa norma fermerebbe domani mattina il 90% delle varianti urbanistiche in corso di approvazione.

2. Eliminare la possibilità di applicare gli oneri di urbanizzazione alla parte corrente dei bilanci comunali (ritornando a quanto previsto originariamente dalla legge Bucalossi).

3. Introdurre l’obbligatorietà della consultazione dei cittadini per le decisioni urbanistiche non previste dai programmi amministrativi sui quali si è ottenuto il consenso. Il controllo a opera della cittadinanza è un antidoto alle follie di alcuni sindaci che si danno alla pazza gioia, progettando grattacieli, centri direzionali e svincoli autostradali in aperta campagna, forse credendosi Consoli dell’impero se non addirittura imperatori.

4. Approvare (finalmente), una buona legge sul conflitto d’interessi: che non sciolga però solo i nodi che legano po­tere mediatico e potere politico, ma anche quelli che sal­dano potere mediatico e potere economico. La stampa, sia locale che nazionale, è quasi completamente al servi­zio se non di proprietà d’immobiliaristi e costruttori

5. Aderire alla Campagna nazionale Stop al consumo di territorio, (info http://www.stopalconsumoditerritorio.it)

Bookmark and Share Gianni Girotto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: