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Microcredito: uno strumento indispensabile per risollevare l’economia

Posted by giannigirotto su 27 gennaio 2011

E badate bene, sto parlando dell’economia italiana, mica quella del Burundi o del Ghana… cioè per i PSV (Paesi in Via di Sviluppo) do il concetto per scontato ed assodato (e chi vuole approfondire un attimo può leggere l’estratto gratuito del libro “Un mondo senza povertà” del premio Nobel Yunus…).

No, qui parlo del fatto che l’Italia è il paese che in Europa ha tra i più alti tassi di esclusione finanziaria anche tra i lavoratori dipendenti, tra i quali il 10% non ha un conto bancario.

Parlo del fatto che in Italia, una delle banche più piccole in assoluto, Banca Etica (30 milioni di euro di capitale sociale) in questi anni abbia deliberato oltre 5 milioni di euro in microcredito “italiano” di buona qualità risultando il primo soggetto erogatore in Italia (ricerca ritmi), mentre colossi come Unicredit (9,6 miliardi, quindi 300 volte maggiore) e Intesa SanPaolo (6,6 miliardi, 200 volte maggiore…)  che hanno disponibilità estremamente più elevate abbiano dato molto molto meno…

Parlo del fatto che, finalmente, dopo la recente tempesta finanziaria (mai prevenire eh, sempre tamponare dopo…), anche le istituzionali europee e internazionali e i governi occidentali riconoscono al microcredito la capacità di diventare strumento di inclusione sociale (capirai, tanto ci voleva appunto…)

Purtroppo la situazione legislativa è tutt’altro che favorevole, non esiste al momento una normativa che faciliti (e renda meno oneroso) – il processo/istruttoria delle banche  nel concedere microprestiti. Sarà forse per non turbare l’operato “tradizionale” di banche e usurai? Domanda legittima visto che il giro di affari (dell’usura) è stimato in 20 miliardi di euro all’anno ed  è ormai controllato perlopiù dalle grandi organizzazioni criminali.

Se potete pertanto, combattete l’usura e l’esclusione sociale supportando chi aiuta i soggetti in difficoltà tramite il microcredito, insomma diventate soci di Banca Etica contribuendo ad aumentare il suo capitale sociale (e di conseguenza la capacità di concedere prestiti).

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