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Indispensabili: L’anticasta – Fare rete

Posted by giannigirotto su 13 febbraio 2011

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare leesperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Ecco i capitoli (clicca sulla copertina per vedere gli altri…):

RETE DEI COMUNI SOLIDALI

a oggi sono oltre duecentosessanta i Comuni e le Province che aderiscono alla rete… In Recosol viene inserito il concetto di “restitu­zione” ai tanti popoli, tanti Paesi, che sono stati nei secoli saccheggiati. Diventa centrale il motto di Alex Zanotelli “non c’è pace senza giustizia sociale”. Ad alcuni anni di distanza dalla nascita di Recosol sono molte le persone che ora collaborano a vario titolo con la rete. Uno dei suoi obiettivi è proprio quello di costruire relazioni che tenga­no in conto la qualità della vita, curando i rapporti tra le persone… Occuparsi di solidarietà, di cooperazione decen­trata, di pace e giustizia sociale sono cose di cui tutti (al­meno a parole) sono capaci. Diverso è (come propone il sindaco di Sambuco), farlo in un modo sano. In una paro­la, senza portarci dietro le nostre frustrazioni, le deforma­zioni mentali che fanno centrale e unico il nostro modello di vita. I viaggi che Recosol propone agli amministratori sono viaggi duri, sono immersione totale nei villaggi dove si vuole operare. La Rete dei Comuni si muove in punta di piedi, cercando d’inquinare il meno possibile con la pro­pria presenza i germi di sviluppo, democrazia e autodeter­minazione che si stanno faticosamente mettendo a dimo­ra. Si ascolta e si agisce, sostenendo esperienze che esisto­no e funzionano, missionari piuttosto che laici in qualche caso anche ONG. I progetti dei Comuni coinvolgono an­che associazioni del territorio, scuole, altri enti, in grado di fare rete con associazioni e comitati a migliaia di chilo­metri di distanza. Mai un intervento calato dall’alto, l’idea centrale rimane lo scambio, la conoscenza. Recosol è Rete. Anche per un piccolo Comune è più fa­cile partecipare a un progetto di cooperazione, vivere una esperienza che i suoi amministratori non sì sarebbero mai sognati di fare da soli, perché le loro strutture, le risorse umane e finanziarie non sarebbero all’altezza di un’impre­sa così grande e lontana. La Rete nasce per sfatare il luogo comune secondo cui per fare cooperazione è necessario investire grandi risorse, grandi somme, fare grandi pro­getti: la maggior parte dei progetti promossi sono piccoli, concreti, con un inizio e una fine certi, visibili e verificabi­li, ma soprattutto condivisi davvero tra le comunità…

Fare Rete, come le altre reti esistenti, per esempio l’Associazione dei Comuni Virtuosi, consente di conoscersi, di scambiarsi esperienze anche in termini gestionali dei servizi e delle prestazioni erogati dai Comuni, di diventare modello reciproco di buone pratiche…

… Recosol collabora con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, che coinvolge i Comuni con la promo­zione di un turismo dolce…

Città del Bio è stata costituita 5 anni fa a Grugliasco (TO). Oggi sono 140 i Comuni e gli Enti che hanno aderito alla rete e il progetto sta conquistando interesse anche in altri Paesi. Contestualmente anche la realtà del biologico ha proseguito nel suo cammino di crescita e oggi si pre­senta non solo come un mercato di affiancamento a quello convenzionale, ma come un “nuovo mercato” da affronta­re e far crescere con regole e norme innovative. Non solo: oggi dì fronte alla crisi economica che attanaglia il Pianeta e che distrugge ricchezza e certezze, il biologico, assieme ai settori produttivi impegnati nelle produzioni naturali e ecocompatibili, al settore delle energie rinnovabili e al commercio equo e solidale, rappresenta un riferimento concreto e positivo per costruire una green economy, una nuova “economia della natura”…

… Là Terra è il datore di lavorò più importante e l’agricol­tura può ritornare a offrire occasioni di lavoro. Occorre, però; scegliere un’agricoltura biologica e sostenibile, fon­damento di una nuova economia, indispensabile per la so­pravvivenza dell’umanità intera. È necessario abbandona­re la “pseudoeconomia” propugnata da chi vuole essere li­bero di guadagnare senza assumersi la responsabilità di pagare quando fallisce, o Crea danni alla natura e/o alle persone. Dobbiamo passare dall’economia di mercato al­l’economia della natura. Nell’Occidente sviluppato, l’agricoltura non è più il set­tore “primario”, ha perso il suo ruolo di governo delle ri­sorse e dell’ambiente più prossimo a noi. Ancor peggio, la produzione, la trasformazione e la distribuzione del cibo sono causa di grave impatto ambientale…

CITTÀ EOUOSOLIDALI:

II Commercio Equo e Solidale è un eccellente mezzo per informare e sensibilizzare i cittadini al problema degli squilibri economici e ambientali, ma anche e soprattutto per permettere loro di agire concretamente.

Le pubbliche amministrazioni giocano un ruolo fonda­mentale nell’azione di serisibilizzazione delle imprese e dèi cittadini a favore di modelli di produzione e consumo equi e sostenibili. Nasce da qui la campagna “Città Equosolidali”, che si rivolge ai cittadini e alle istituzioni (Comuni, Province, Regioni) per orientare le comunità locali verso gli acquisti di prodotti equosolidali. La campagna propone alle collet­tività dì sensibilizzare i dipendenti pubblici e gli abitanti al Commercio Equo e Solidale, attraverso azioni e iniziati­ve concrete. Con la campagna “Città Equosolidali” impegno sociale e ambientale si sostengono a vicenda. La campagna racco­glie l’esperienza dei “Green Public Procurement” (www.a21italy.it), proponendo di collegarla a un’idea di “Social Public Procurement”.

L’adesione dell’ente locale viene sancita da un atto am­ministrativo approvato da Comune, Provincia, Regione e altri enti pubblici, con cui l’amministrazione s’impegna a inserire nei propri consumi i prodotti del commercio equo e solidale (ad esempio, utilizzo di caffè, tè e altre bevande calde e fredde equosolidali nei distributori automatici; zucchero e snack equosolidali oppure palloni o prodotti artigianali ecc.); introdurre i prodotti equosolidali nelle mense scolastiche, del personale, nei servizi di catering e in altri luoghi della ristorazione collettiva gestiti dall’ente locale; realizzare iniziative formative nella realtà in cui i prodotti vengono inseriti (in particolare nelle scuole); sen­sibilizzare il proprio personale e i cittadini valorizzando le organizzazioni di commercio equo e solidale operanti sul proprio territorio»

ENTI LOCALI PER LA PACE: … è un’associazione fondata nel 1986 e rappresenta la rete di enti locali più “anziana” e storica tra quelle del nostro Paese… con i suoi 705 Comuni, Province e Regioni aderenti, la sua storia e il suo bagaglio di com­petenze, rappresenta la più vasta rete tematica nazionale di amministrazioni locali e regionali costantemente impe­gnate nella promozione della pace e dei diritti umani…

Tra sue le principali attività ci sono la promozione dell’educazione alla pace e ai diritti umani nella scuola, lo sviluppo della solidarietà internazionale e della cooperazione decentrata, l’organizzazione della Marcia per la pace Perugia-Assisi e delle Assemblee dell’Onu dei Popoli, l’impegno per la pace in Medio Oriente, nei Balcani e nel Mediterraneo, la costruzione di un’Europa, strumento di pace e di giustizia nel mondo… Questo straordinario patrimonio italiano rappresenta una risorsa anche per l’intero sistema internazionale dei poteri locali rappresentato dalla nuova organizzazione mondiale “Unione delle Città e dei Governi Locali Uniti” (UCLG) fondata a Parigi nel 2004 di cui il Coordinamento è parte attiva.

A livello internazionale il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani gestisce dal 2005 il Segretariato del Comitato sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dell’Associazione Mondiale degli Enti Locali (United Cities and Locai Governments) e il Segretariato della Rete Europea degli Enti Locali per la pace in Medio Oriente. Possono far parte del Coordinamento Nazionale tutti gli Enti Locali e le Regioni che, condividendo le finalità dell’organizzazione, approvano con una delibera la Di­chiarazione di Ente locale (o Regione) per la pace e di ade­sione al Coordinamento nazionale.

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