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Indispensabili: La decrescita felice – Introduzione e Manifesto

Posted by giannigirotto su 15 febbraio 2011

Non poteva mancare nella mia sezione Indispensabili questo scritto di Maurizio Pallante, che ovviamente rappresenta il punto d’unione di coloro che si riconoscono nell’omonimo Movimento per la Decrescita Felice.

Anche questo libro rientra tra i miei preferiti perchè non si limita a denunciare situazioni insostenibili, ma propone delle alternative concrete e virtuose, che ci consentono di mantenere un elevato livello qualitativo di vita, senza compromettere le risorse che lasceremo ai nostri figli.

PREFAZIONE

…Agli studenti di economia insegnano, come riaffiora dai ricordi giovanili di un economista di grandissimo successo, che i conti tornano solo se sono preceduti dal segno più. E prova a far­glielo entrare in testa che la produzione non può Crescere all’infi­nito perché le risorse del pianeta non lo sono e non è infinita la sua capacità di metabolizzare le sostanze di scarto emesse dai pro­cessi produttivi, dai prodotti nel corso della loro vita e dai rifiuti in cui prima o poi si trasformano… Se vai da qui a là in automobile e non trovi traffico lungo la
strada consumi una certa quantità di carburante. Se t’imbottigli in una coda chilometrica, ne consumi di più. Quindi fai crescere di più il prodotto interno lordo. Quindi stai meglio. E allora per­ ché t’arrabbi?…

… Strada dopo strada la tua provincia cresce. L’amministrazione provinciale di Treviso è orgogliosa di fartelo sapere. Va bene che il verbo crescere racchiude il meglio del meglio possi­bile, ma cosa vuoi dire che una provincia cresce? Diventa più grande? L’unica cosa che cresce, strada dopo strada, è la quan­tità di superficie terrestre impermeabilizzata. Così quando piove l’acqua non penetra nella terra e non alimenta le falde freatiche. Viene raccolta dai tombini, va nelle fogne, al fiume, al mare. È
come se non fosse piovuto. I pozzi si asciugano. Le sorgenti non buttano più. L’acqua bisogna andare a prenderla in montagna e metterla nelle bottiglie di plastica che stanno per portarti. Ci vo­gliono camion per portare il petrolio all’industria petrolchimica che ne farà plastica, camion per portare la plastica alla fabbrica che ne farà bottiglie, camion per portare le bottiglie vuote alla sorgente, camion per portare le bottiglie piene ai supermercati, camion per portare le bottiglie svuotate in discarica o all’incenerimento. Per far viaggiare tutti questi camion bisogna fare strade e autostrade. Sbriciolare le montagne, trasportare le pietre, sten­dere l’asfalto, impermeabilizzare altro suolo, far viaggiare altri camion…

Capitolo 1 – Manifesto del Movimento per la Decrescita Felice

Lo yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori per’ corre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 5 euro ai litro, viene con­fezionato al 95 per cento in vasetti di plastica quasi tutti monouso, raggruppati in imballaggi di cartoncino, subisce trattamenti dì conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato. Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con oppor­tune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conser­vanti ed è ricchissimo di batteri…

Tuttavia questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno lordo: sia perché lo yogurt autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede consumi di carburante; quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede confezioni e imballaggi, quindi fa diminuire la domanda * sia perché fa diminuire i costi di smaltimento dei rifiuti. Ciò disturba i ministri delle finanze perché riduce il gettito del­l’Iva e delle accise sui carburanti; i ministri dell’ambiente perché di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loro bilanci e non possono più sovvenzionare le fonti energetiche alternative nell’ot­tica dello «sviluppo sostenibile»; i sindaci, i presidenti di regione e di provincia perché non possono più distribuire ai loro elettori i contributi statali per le fonti alternative; le aziende municipalizza­te e i consorzi di gestione rifiuti perché diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori di reti di teleriscalda­mento alimentate da inceneritori, perché devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a paga­mento) con gasolio (che devono comprare). Ma non è tutto. Facendo diminuire la domanda di vasetti di plastica e di im­ballaggi in cartoncino, l’autoproduzione dello yogurt fa diminuire ulteriormente la domanda di petrolio. Sia quello che serve per produrre la plastica (due chili di petrolio per chilo di plastica), sia quello che serve per il carburante necessario a trasportare vasetti e imballaggi dalle fabbriche in cui vengono prodotti alle fabbri­che in cui viene prodotto industrialmente lo yogurt. Comporta quindi una ulteriore diminuzione delle emissioni di CO2 e del pro­dotto interno lordo. Ciò disturba una seconda volta i ministri delle finanze e del­l’ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette. Ma non è tutto. I fermenti lattici contenuti nello yogurt fresco autoprodotto arricchiscono la flora batterica intestinale e fanno evacuare me­glio. Le persone affette da stitichezza possono iniziare la loro gior­nata leggeri come libellule. Pertanto la qualità della loro vita mi­gliora e il loro reddito ne ha un ulteriore beneficio, perché non devono più comprare purganti. Ma ciò comporta una diminuzio­ne della domanda di merci e del prodotto interno lordo. Anche i purganti prodotti industrialmente e acquistati attraverso i circuiti commerciali, per arrivare nelle case dei consumatori percorrono migliaia di chilometri. La diminuzione della loro domanda comporta dunque anche una ulteriore diminuzione dei consumi di carburante e un ulteriore decremento del prodotto interno lordo.

Ciò disturba una terza volta i ministri delle finanze e dell’am­biente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette. Ma non è tutto.  La diminuzione della domanda di yogurt, di vasetti di plastica e di imballaggi in cartoncino, di purganti e della quantità di rifiu­ti, comporta una riduzione della circolazione degli autotreni che li trasportano e, quindi, una maggiore fluidità del traffico stradale e autostradale. Gli altri autoveicoli possono circolare più veloce­mente e si riducono gli intasamenti. Di conseguenza migliora la qualità della vita. Ma diminuiscono anche i consumi di carburan­te e si riduce il prodotto interno lordo. Ciò disturba una quarta volta i ministri delle finanze e dell’am­biente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragio­ni già dette. Ma non è tutto. La diminuzione dei camion circolanti su strade e autostrade diminuisce statisticamente i rischi d’incidenti. Questo ulteriore miglioramento della qualità della vita indotto dalla sostituzione dello yogurt prodotto industrialmente con yogurt autoprodotto, comporta una ulteriore diminuzione del prodotto interno lordo, facendo diminuire sia le spese ospedaliere, farmaceutiche e mor­tuarie, sia le spese per le riparazioni degli autoveicoli incidentati e gli acquisti di autoveicoli nuovi in sostituzione di quelli non più riparabili. Ciò disturba una quinta volta i ministri delle finanze e dell’am­biente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragio­ni già dette…

Ugualmente il MDF (Movimendo Decrescita Felice) propone ed auspica anche l’autoproduzione energetica… dove la maggiore efficienza è il minor impatto am­bientale si ottengono con impianti di autoproduzione collegati in rete per scambiare le eccedenze…

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3 Risposte to “Indispensabili: La decrescita felice – Introduzione e Manifesto”

  1. […] di Maurizio Pallante del Movimento per la decrescita felice (MDF)  si fa l’esempio dello yoghurt autoprodotto. Alcuni capitoli si possono leggere sul blog di Gianni Girotto.  Viene ricordato che lo yoghurt […]

  2. Claudio said

    E’ molto difficile per noi comuni mortali fare una così ben ragionata ed efficace critica al sistema. Io sono molto favorevole alla decrescita da voi scritta, il problema è riuscire a capire come controbattere alla diffusa società della crescita ed al pil. L’informazione tutta o quasi tutta ci bombarda di pubblicità che ci dicono di spendere, compra quello compra questo, a questo non si trova o si trova con difficoltà informazione specifica su come comportarsi e dove poter trovare chi ci può dire e indirizzare nei posti vicino casa dove poter affrontare e realizzare in concretezza la decrescita economica e scavalcare il ragionamento diffuso della crescita e del pil. Comunque sono contento di aver trovato questo sito e vorrei poter essere informato dove è la sede qui a Roma. Grazie ancora

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