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Indispensabili – La Casta bianca – Cap. 1) Chi paga e chi riscuote

Posted by giannigirotto su 11 aprile 2011

Aggiungo alla mia sezione Indispensabili il presente libro: “La Casta bianca“. Questo  libro  racconta  la  malasanità, la  denuncia,  ma  soprattutto  la  spiega. Perchè c’è  un  filo che  tiene  uniti  la  clinica  degli  orrori  Santa Rita,  lo  scandalo  della  sanità  abruzzese, i  tragici  errori  da  cronaca nera e i piccoli  grandi  disservizi  nei  quali  spesso  ci  imbattiamo.  C ‘è  un  sistema,  volutamente  distorto,  che  guida  molte  delle  logiche  della  gestione della  nostra  salute. E  conoscerlo  può  essere utile  per  capire  che cosa  stanno  combinando  sulla  nostra  pelle.

Cap. 1) Chi paga e chi riscuote: – l’organizzazione, la politica, la gestione

In Italia, dal primo gennaio 1995, le prestazioni di assistenza ospedaliera erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono pagate su tariffe predeterminate dalle Regioni. I criteri sono definiti con decreto del Ministero della Sanità del 1994. Siamo usciti dal pagamento a piè di lista dei tempi precedenti, obbligando gli ospedali pubblici e convenzionati ad adeguarsi al nuovo tipo di registrazione. Il concetto è semplice: non ti pago più solo perché esisti, a prescindere da quanto sei utile, ma ti pago per quello che fai. Finalmente, direte voi; ma che cos’è successo nel frattempo  che ci ha fatto precipitare in episodi come quello della “clinica degli orrori“?… II sistema di regole (per il pagamento delle prestazioni effettuate dalla struttura sanitaria, ndr) ammette interpretazioni e applicazioni di fantasia, che portano ad aumentare gli incassi. Si tratta di comportamenti opportunistici molto diffusi, che sembra impossibile eliminare… Gli imbroglioni sono capaci di veri e propri “miracoli”: • in ambulatorio, trasformare ogni accertamento in ricovero di breve durata (due notti almeno), costa poco e rende il massimo. Aggiungere esami inutili, se il caso; • frazionare il ricovero in due o più ricoveri consecutivi per avere riconosciuta, anziché una tariffa, tante tariffe quanti sono i ricoveri consecutivi; • eseguire interventi di chirurgia estetica non rimborsabili dal SSN, camuffandoli da interventi rimborsabili; • utilizzare farmaci di ultima generazione e chirurgia complessa anche nei casi di decesso imminente; • intervenire su giornali, riviste e talkshow televisivi per trasformare vaghe speranze in soluzioni. L’autore a questo punto introduce un concetto chiave per valutare l’operato delle cure offerte: l’appropriatezza… L’appropriatezza medica o chirurgica, quando devo fare un esame oppure assumere una terapia o sottopormi a una riabilitazione o a una dieta, è il processo con cui il medico sceglie (seleziona), tra gli interventi efficaci per la mia malattia, quello che più facilmente produce i risultati desiderati, ovvero i migliori per me in quel contesto. Il concetto di appropriatezza medica (la cosa giusta per quel paziente) si interfaccia con quello di appropriatezza economica e gestionale (la cosa giusta per quel paziente al prezzo e nei modi ottimali). I rimborsi: A ogni atto e procedura medica, chirurgica, riabilitativa ecc. corrisponde un compenso. La sanità italiana ha definito poco più di cinquecento diversi compensi, che corrispondono ad altrettanti gruppi di malattie. Si chiamano DRG (Diagnostic Related Groups), che significa “raggruppamenti omogenei di diagnosi”. Servono a determinare sia le scelte sia la spesa del nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e quindi stabiliscono il finanziamento per ogni azienda e struttura a seconda delle malattie che cura… Per imbrogliare e rubare, dunque, bisogna assegnare un DRG falso, oppure indicare una prestazione non fatta, oppure assegnare un percorso di diagnosi e cura eccessivo o inappropriato, oppure usare il meccanismo dei ricoveri consecutivi o dei rimborsi per cittadini residenti fuori regione. Sono solo alcuni esempi e non c’è bisogno di illustrarli nei dettagli. ……… Poi l’autore riporta un esempio di frode al termine del quale spiega … Da questo esempio capite bene quanto possa essere complessa la valutazione dell’appropriatezza e quanto sia facile per gli imbroglioni  giocarci sopra per intascare soldi che non spetterebbero loro. Ma esistono strumenti di calcolo oramai collaudati, che potrebbero inchiodarli. Non li conoscono medici e gente comune, ma non mancano al ministro Sacconi, che sa bene che esistono fior di dirigenti pubblici che hanno studiato sistemi di rilevazione coi quali  è facile scoprire dove si ruba. Infatti, calcolando ciò che viene fatto in qualunque posto dove il SSN paga, si registrano indicatori di “rischio di inappropriatezza”, cioè numeri e statistiche che dicono: bada, qui probabilmente opera una manica di ladri ben organizzati. Nella seguente tabella riporto un elenco dei DRG sui quali si ruba di più, o perché ci s’inventa la necessità di interventi che non dovrebbero essere fatti, oppure perché, d’accordo con la paziente, si ricostruisce un bel seno con la chirurgia estetica (non rimborsabile) truccandolo da DRG262: biopsia della mammella  e asportazione locale non per neoplasie maligne (codice intervento 85.20 e 85.21). Già, perché  a imbrogliare sui DRG non sono solo medici  e gestori delle cliniche, ma anche i presunti malati, sani come pesci, convinti d’essere furbi, in realtà truffatori. Altro metodo usato per truffare rimborsi alla Sanità italiana, è quello di far fare esami ad istituti convenzionati, invece di sfruttare intensamente i modernissimi macchinari acquistati dagli ospedali pubblici... Meglio scappare nelle vetuste Radiologie delle cliniche convenzionate, per manovrare risonanze e TAC vecchie, sì, ma utilissime per fare soldi. In una città come Roma, i cui abitanti sono meno di tre milioni, nel 2007 sono state eseguite ben cinquecentomila risonanze magnetiche nucleari. Ma come è possibile che una persona su sei, neonati inclusi, ne abbia avuto bisogno? Risultato: il deficit della sanità laziale è arrivato a dieci miliardi di euro, dei quali, si può stare certi, due terzi sono stati letteralmente rubati eseguendo prestazioni inventate per fare cassa… Vi è poi il meccanismo del rimborso per i residenti fuori la Regione… Ogni Regione riceve parte del fondo (il fondo per la sanità, ndr) a seconda dei propri residenti, con correttivi discussi e variabili, calcolati sulla percentuale di persone anziane, neonati e giovani, sulla presenza di istituti pediatrici o di altra specialità, che funzionano da centri di riferimento, e cose simili. Ogni Regione usa il fondo per pagare i propri servizi sanitari e stabilisce un tetto di spesa, quantificato con complicati calcoli statistici che analizzano malattie prevalenti, servizi e molti altri dati. Anche le cliniche private accreditate hanno un tetto: significa che non possono fare tutti gli esami e iricoveri che vogliono, ma solo entro i limiti della cifra a loro disposizione. Ciò non vale per chi arriva da fuori regione. Infatti, in questo caso, l’ospedale può (anzi deve) curare comunque il malato, mandando il conto alla propria ASL, a prescindere dal tetto. Le quote fuori tetto, pagate per  i non residenti, saranno rimborsate dalle Regioni di provenienza. Sicilia, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna ecc. sborsano milioni di euro  a vantaggio delle Regioni del Nord, privandosi delle risorse per migliorare il proprio personale e il parco tecnologico. Il Governo sa che la crescita della sanità del Nord si basa sull’arretratezza della sanità del Sud  e sa quanto duro possa essere porvi rimedio, visti gli interessi economici in gioco: settecentocinquantamilioni di euro nella sola Lombardia, per esempio. Ma la causa non è solo quella. Molte delle vicende a carico della malasanità del Sud, infatti, hanno indicato nella collusione tra malavita organizzata e servizi sanitari una delle aree più ricche di speculazione politico-affaristica.

I beneficiari: Partiti, correnti, imprenditori, Cooperative e malavita organizzata

solo alcuni flash… …la camorra ha spadroneggiato negli appalti e nei contratti di forniture della ASL. Gli appalti (pulizie, lavanderia, rimozione e trasporto di radioattivi, fornitura dei pasti, trasporto dei rifiuti ecc.) sarebbero andati sistematicamente a ditte prive del nullaosta antimafia, e che risultavano interdette dall’averlo… … “Tutte le strutture burocratiche delle ASL e molte di quelle della Regione” ha ribadito il sostituto procuratore Lorenzo Nicastro “erano completamente asservite, nell’adempimento delle loro funzioni, ai desiderata dei legali rappresentanti delle imprese indagate… Mi fermo. Dal momento che ben l’80% del danaro che circola in quasi tutte le Regioni proviene dal fondo sanitario, è ovvio che malavita e corruzione si concentrino sulla sanità. Lo stesso fanno politici, imprenditori e sindacalisti, attratti dalle possibilità di lavoro e guadagno, clientele  e voti, potere e intrecci favorevoli agli interessi di ciascuno. La maggioranza di tali interessi non ha nulla a che fare con la salute dei cittadini. Per evitare eccessi, ci si è accordati tra potenti per suddividere le risorse in “lotti”, che vengono negoziati continuamente, in ragione dei risultati elettorali. Chi gestisce il lotto derivato dalla contrattazione fra Partiti concede l’appalto alle cooperative di CL o a quelle rosse, all’imprenditore dottor Pinco oppure al signor Palla, ma solo se garantiscono un “ritorno” al partito o al gestore del lotto? Probabile. Anche quando dentro la giacca blu si nascondono delinquenti? Così dice la cronaca e così recitano i documenti dei magistrati nei vari processi. Ma la lottizzazione ha costi proibitivi e porvi rimedio diventa imperativo. Come? Da anni paghiamo stipendi e consulenti per monitorare i bilanci di ciascuna Regione; esiste una “Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema “che affida all’Ufficio VI la compilazione di un dossier annuale, scaricabile da Internet. Qui si identifica dove, chi e come spreca, ruba, truffa. Non c’è bisogno di commissioni d’inchiesta. Basta quel 2% di controlli obbligatori delle SDO, le schede di dimissione ospedaliera che abbiamo imparato a conoscere. Una cosa, infatti, è eseguire il  2% di verifiche a caso, allo stesso modo di una pesca tra le bancarelle del lunapark. Altro risultato si otterrebbe se quel 2% fosse concentrato su cliniche  e ospedali acchiappati con indicatori di inappropriatezza evidenti. Come si fa? Si comincia, per esempio, andando a vedere che frequenza hanno i DRG elencati nella Tabella 1. Dove ci sono tanti interventi sulla mammella, senza la documentazione di un cancro, si può essere quasi certi di trovare una chirurgia estetica camuffata e rimborsata. Come inibire per sempre il truffatore colto in flagrante? Nessun processo, per carità, passerebbero decenni! Basta presumere che tutte le SDO che contengono quel DRG siano false e non pagarle per tutto l’anno. La punizione sarebbe efficace e, con la potenza del passaparola, tutti scoprirebbero che per incassare di più si rischia di lavorare gratis. Smetterebbero all’istante… Vi ricordo sempre i tre strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti: 1) Come l’autore propone,Serve prendere carta e penna e descrivere ai carabinieri del Nas oppure alla Guardia di Finanza, per filo e per segno, ciò che capita nel vostro reparto. Se temete di subire un licenziamento, non parlatene con nessuno e trovate voi il modo più prudente di farlo; l’importante è essere dettagliati, rigorosi e mai arrabbiati. 2) Utilizziamo Internet in modo attivo, non solo come meri spettatori, ed in questo caso specifico DIAMO UN VOTO ALLE STRUTTURE SANITARIE, tramite un apposito sito completamente gratuito, e che ci permette di condividere con tutte le nostre esperienze e viceversa di poter visionare le esperienze altrui per valutare il da farsi (clicca nelle frase in maiuscolo per l’articolo di approfondimento…) 3) Diffondiamo e supportiamo i gruppi di medici onesti che non vogliono farsi corrompere in alcun modo dalle grandi case farmaceutiche internazionali, che offrono loro viaggi, premi, e regali di ogni tipo pur di avere giudizi compiacenti sui loro prodotti. Per esempio in Italia vi è l’Associazione “No grazie pago io” (clicca per l’articolo di approfondimento). nelle prossime settimane, tempo permettendo, continuerò ad inserire gli estratti, capitolo per capitolo di questo libro… sappiamo tutti che non c’è nulla di più importante della salute, quindi mi scuserete se ripeto che è veramente indispensabile… intanto chi vuole leggerselo per conto suo basta che clicchi sulla sua copertina e potrà scaricare gratis una versione elettronica (PDF) dello stesso che ho trovato in rete…

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Gianni Girotto

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