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Indispensabili – La Casta bianca – Cap. 5) Policlinici universitari

Posted by giannigirotto su 2 maggio 2011

Ho aggiunto alla mia sezione Indispensabili il presente libro: “La Casta bianca“. Questo  libro  racconta  la  malasanità, la  denuncia,  ma  soprattutto  la  spiega. Perchè c’è  un  filo che  tiene  uniti  la  clinica  degli  orrori  Santa Rita,  lo  scandalo  della  sanità  abruzzese, i  tragici  errori  da  cronaca nera e i piccoli  grandi  disservizi  nei  quali  spesso  ci  imbattiamo.  C ‘è  un  sistema,  volutamente  distorto,  che  guida  molte  delle  logiche  della  gestione della  nostra  salute. E  conoscerlo  può  essere utile  per  capire  che cosa  stanno  combinando  sulla  nostra  pelle.

Cap. 5) Policlinici universitari:
criteri di promiscuità favorevoli ai prepotenti

… Dentro queste strutture, quasi sempre mastodontiche, il SSN malato di lottizzazione partitica si accoppia more uxorio con la Facoltà di Medicina dell’Università. Anche lei malata, ma di morbo diverso. L’accademia italiana, infatti, soffre di una forma grave di nepotismo, definita meglio come “familismo accademico”, che i docenti pretenderebbero di vendere come “logica di scuola”. In che cosa consiste? Provo a spiegarlo in modo semplice.
Il capo scuola, cioè il professore ordinario che esprime maggiore potere personale (grazie a entrature politiche, massoni che e perfino mafiose, come s’è visto a Messina), determina la carriera degli allievi della propri a scuola scegliendo chi e quando andrà avanti oppure salterà un turno o dovrà essere sacrificato…tutto viene mercificato e usato per la conservazione dello status quo esistente… Facoltà e corsi di laurea sono diventati gruppi di pressione elettorale, esercitata in virtù della consistenza numeric a del proprio bacino di voti . Persino a livello nazionale le Facoltà di Medicina non sono scuole scientifiche, ma cordate elettorali che gestiscono concorsi , commissari e candidati…

…la logica della moltiplicazione (non solo dei doppioni ) ha interessato ogni disciplina, dapprima frazionata e poi riprodott a all’infinito, nella speranza che ogni nuova cattedra significasse la direzione di un reparto con letti , nel qual e ricoverare i propr i clienti . I vantaggi consistevano nell’alimentare le presenze di paganti nel proprio studio professionale dando in cambio ingressi privilegiat i per esami , salto delle liste d’attesa, attenzione maggiore in corsia. Partire da qui per capire che cosa significhi moltiplicare le cattedre e quali ne siano le ragioni economiche sarà i l nostro prossimo compito.
È diventato normale che ogni ordinario, clinico o chirurgo,  se non può essere direttore di clinica, sia comunque direttore di cattedra. A questa denominazione , di nessun valore giuridico, corrisponde l’assegnazione di spazi , personale, apparecchiature, tutti oggetto di lotte al coltello, dispetti , ripicche, tradimenti . Per mettere pac e (si fa per dire) si creano diverse cliniche distinte, “parassitando” ogni padiglione, inclusi gli scantinati , assegnando ai duplicati numer i o lettere progressive, così che ognuna abbia un direttore. La segnaletica vecchia, non rimossa, e quella nuova e posticcia che trovate nei policlinici universitari ne sono una testimonianza tangibile. I costi di personale e di funzionamento si moltiplicano, naturalmente , ma per ovviare a questo sono stati creati i dipartimenti . L’andazzo però è rimasto tale. I dipartimenti sono un insieme di cliniche, ognuna delle quali conserva struttura, personale e quant’altro aveva in dotazione…

…Per cambiare l’Università italiana non ci vogliono i soldi… Affidare agli atenei risorse che le leggi finanziarie tagliano non significa rinnovar e la ricerca italiana, come auspicano Marcegagli a o Rubbia. Non bastano i soldi alle Facoltà per cambiare. Le risorse dipendono dal Governo, ma l’organizzazione dipende dai Rettori…

…Se temete che le brutture dei policlinici universitari crescano di numero , dovete conoscere un aspetto importante: quello della proliferazione delle sedi . Non tutte hanno la Facoltà di Medicina, ma aspettatevela presto ovunque , perché nella sanità ci sono i soldi più grossi. Ciascuna nuova sede replica ciò che già esiste, a pochi chilometri di distanza… Ma gli student i ci stanno? No, tanto che raggiungere un numero di iscritti tale da realizzare  il profitto atteso resta un ostacolo. Peraltro superato con un’interpretazione geniale dell’autonomia didattica, introdotta dal centrosinistra. Il decreto del 3 novembre 1999, all’articolo 5, stabilisce la possibilità per lo studente di acquisire i credit i formativi “con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto”. Per chi non ne sia al corrente, i vecchi esami col voto sono stati modificati con i “crediti”, per cui , assieme al voto, a ogni esame, a seconda dell’importanza e del tempo di studio presunto, vengono corrispost i da 4 fino a 10 crediti. Un anno di studio implica 60 crediti. Ne consegue che la laurea triennale comporta 180 crediti e quella biennale 120. Ma una postilla (art. 5, comma 7) dice:  Le Università possono riconoscere come crediti formativi […]
conoscenze e abilità professionali certificate […] nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative.  Perciò si possono conseguire credit i senza sostenere esami.  Le Università vuote, per gonfiare le iscrizioni , sottoscrivono  convenzioni con Ministeri , enti , associazioni , ordini professional i ecc. Queste convenzioni con una specie di discount pubblicitario (paghi uno e prendi due) garantiscono a migliaia di dipendenti non dotati di titolo accademico la possibilità di conseguire una laurea, assegnando loro crediti già al momento dell’iscrizione, sulla base della presunta “attività” svolta nella precedente vita lavorativa. Magari nelle numerose pause caffè. Sconforto per i dipendent i pubblici regolarmente laureati. Le convenzioni coi Minister i e la supervalutazione (120 credit i per un o scribacchino) permettono agli aspirant i di diventare dottor i con pochi esami , i più facili. L’autostrada degli asini , l’unica alta velocità realizzata in Italia. Così i dipendenti di fascia B, colonna vertebrale di CGIL, CIS L e UIL, passano alla fascia C, propedeutica alla dirigenza. Una “conquista ” della sinistra pagata dallo Stato, che copre le spese di formazione, permettendo ai dipendenti di “studiare ” nell’orario di lavoro. Risultati? Stipendi più alti per la laurea conseguita e assunzione di nuovi asini non laureati nei posti lasciati vuoti.

Il capitolo presegue con la piaga delle “marchette” cioè con l’assenteismo dei titolari dal posto di lavoro per andare a operare nelle strutture private, lasciando negli ospedali solo i precari e gli specializzandiche non possono assolutamente ribellarsi, essendo il loro destino gestito dagli stessi che loro sostituisconod’altronde dal punto di vista economico…Quanto guadagna un medico in ospedale? Con anzianità di sei anni circa 2300 euro netti . Lo specialista nel proprio studio realizza questa cifra visitando venti pazienti in due pomeriggi alla settimana. La differenza è notevolmente più ampia per chi svolga attività chirurgica. Si tratta dunqu e di un divario colossale, che fa di un medico a tempo pieno un fesso rispetto a chi fa studio…

… E gli ospedalier i che fanno parte dell’equipe diretta da chi sta in cattedra che fanno? Lavorano, ma da qualche tempo anche loro hanno conquistato un o spazio lucrativo: si chiama intramoenia e vuol dire attività privata dentro l’ospedale. In realtà non c’è affatto bisogno di svolgerla dentro, dal moment o che basta convenzionar e un o studio aperto presso una privatissima clinica per svolgere la funzione “come se” si fosse in ospedale. Qual è il giro d’affari? L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regional i ha aggiornato i dat i sulla libera professione “intramuraria” , ossia sulla spesa sostenuta dai cittadini per ricevere le prestazioni in regime di intramoenia. Ha anche reso note le percentuali versate dai medici alle aziende sanitarie e i l numero dei ricoveri ospedalieri effettuati in regime di libera professione, interventi chirurgici inclusi. I dat i sono quelli del conto economico delle ASL e delle aziende ospedaliere dell’anno 2004, la fonte il SIS del Ministero della Salute. Escluso, ovviamente, il giro del “nero” che i medici continuano a fare ricevendo danaro contante, vizio che pare non sia affatto diminuito con la definizione di un reato peggiore dell’evasione, quello di peculato. Infatti chi così incassa truffa il proprio ospedale non pagando la percentuale dovuta. Le cifre di tale business sono ovviamente enormi, e pensare che… L’attività intramoenia presso le case di cura private non accreditate sarebbe dovuta essere “di carattere transitorio”, secondo il comma 11 dell’articolo 72 della legge 448/98…
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Come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Come l’autore propone,Serve prendere carta e penna e descrivere ai carabinieri del Nas oppure alla Guardia di Finanza, per filo e per segno, ciò che capita nel vostro reparto. Se temete di subire un licenziamento, non parlatene con nessuno e trovate voi il modo più prudente di farlo; l’importante è essere dettagliati, rigorosi e mai arrabbiati.

2) Utilizziamo Internet in modo attivo, non solo come meri spettatori, ed in questo caso specifico DIAMO UN VOTO ALLE STRUTTURE SANITARIE, tramite un apposito sito completamente gratuito, e che ci permette di condividere con tutte le nostre esperienze e viceversa di poter visionare le esperienze altrui per valutare il da farsi (clicca nelle frase in maiuscolo per l’articolo di approfondimento…)

3) Diffondiamo e supportiamo i gruppi di medici onesti che non vogliono farsi corrompere in alcun modo dalle grandi case farmaceutiche internazionali, che offrono loro viaggi, premi, e regali di ogni tipo pur di avere giudizi compiacenti sui loro prodotti. Per esempio in Italia vi è l’Associazione “No grazie pago io” (clicca per l’articolo di approfondimento).

4) Richiedete sempre di utilizzare i farmaci equivalenti (detti anche “generici”), sono sicuri, efficaci e controllati come gli “originali”, ma costano decisamente meno.

Nelle prossime settimane, tempo permettendo, continuerò ad inserire gli estratti, capitolo per capitolo di questo libro… sappiamo tutti che non c’è nulla di più importante della salute, quindi mi scuserete se ripeto che è veramente indispensabile… intanto chi vuole leggerselo per conto suo basta che clicchi sulla sua copertina e potrà scaricare gratis una versione elettronica (PDF) dello stesso che ho trovato in rete…

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