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Indispensabili – La Casta bianca – Cap. 6) Ospedali, territorio e servizi

Posted by giannigirotto su 4 maggio 2011

Ho aggiunto alla mia sezione Indispensabili il presente libro: “La Casta bianca“. Questo  libro  racconta  la  malasanità, la  denuncia,  ma  soprattutto  la  spiega. Perchè c’è  un  filo che  tiene  uniti  la  clinica  degli  orrori  Santa Rita,  lo  scandalo  della  sanità  abruzzese, i  tragici  errori  da  cronaca nera e i piccoli  grandi  disservizi  nei  quali  spesso  ci  imbattiamo.  C ‘è  un  sistema,  volutamente  distorto,  che  guida  molte  delle  logiche  della  gestione della  nostra  salute. E  conoscerlo  può  essere utile  per  capire  che cosa  stanno  combinando  sulla  nostra  pelle.

Cap. 6) Ospedali, territorio e servizi

… L’aziendalizzazione lottizzata del SSN ha aperto un progressivo outsourcing dei servizi territoriali, con massiccio ingresso di ONLUS e cooperative sociali. Che cosa vuol dire? Significa che, siccome le ASL non possono assumere personale, affidano a “terzi” i l lavoro che dovrebbero garantire… Si affida il servizio a un’organizzazione privata non profit (o perfino a una SRL) oppure a una cooperativa. In tal modo si risparmia,  evitando di pagare contributi al personale assunto. A casa del moribondo o dell’handicappato vanno persone a nome e per conto della ASL. Chi sono? Dovrebbero essere infermieri e medici competenti , esperti , capaci . Ne siamo certi? La ASL garantisce, è lei che dovrebbe esserne certa ed esercitare adeguati  controlli . Lo fa? Sempre? Come? Proviamo a capire…

… tutto ruota inesorabilmente attorno al personale precario, sia esso pseudodipendente da una ONLUS oppure da una cooperativa. Non si capisce quale sia il ruolo degli enti dopo che l’appalto è stato assegnato e quale  prima. I veri responsabili e depositari dei servizi , quelli che pagano e che dovrebbero dare le prescrizioni sulla qualità  delle prestazioni da erogare, spariscono. La mancanza di controlli e l’inefficienza degli enti diventano la norma…

… il personale diplomato come infermiere e addetto all’assistenza, per esempio, è difficile da reperire; i disoccupati sono pochi e fanno il doppio lavoro in nero, con notti private a centoventi euro l’una. Spesso l’unica riserva disponibile è rappresentata da extracomunitari , infermiere diplomate in Paesi latinoamericani o dell’ex Unione Sovietica, che sono molto variabili per qualità formativa…

L’Italia è al 6° posto nel mondo per numero di dottori rispetto alla popolazione, mentre scende al 41° se si guarda al numero di infermieri… Eppure sono pagati meno. Pur lavorando molto rispetto agli inglesi , prendono un salario molto inferiore (fino a ottocento euro in meno) . Turni pesanti , alta responsabilità, elevato rischio d’errore, condizioni non ottimali vanno di pari passo con stipendi sotto le medi e europee. Questo il motivo per cui i giovani non scelgono le scienze infermieristiche, nonostante sia vantaggioso accedere a una professione molto ricercata dal mercato del lavoro, che garantisce a chi si laurea un’occupazione immediata. In Italia dunque mancano gli infermieri. Le stime parlano di  un buco di quarantamila a livello nazionale. Per rispondere al problema, i Governi di sinistra e di destra non hanno aumentato gli stipendi , ma inserito nella legge Bossi-Fini la possibilità di reclutare infermieri extracomunitari. Reclutamento privilegiato, visto che le regole d’ingresso sono quelle riservate a calciatori, studiosi e gente di spettacolo. Sia Bossi sia Fini hanno pensato di vincolare la permanenza sul territorio al datore di lavoro. Ne è derivato un mercato di braccia cui attinge senza scrupoli il Sistema Sanitario Nazionale. In un clima di tagli, in cui i direttori sanitari badano alle spese più che alla scelta dei fornitori , alcuni imprenditori si sono specializzati nel reclutamento di personale all’estero e vendono “pacchetti di infermieri” ad aziende pubbliche e private, per un giro d’affari milionario…

Le ASL, anziché assumere gli infermieri stranieri con contratti a tempo determinato (potrebbero farlo), trovano comodo rivolgersi ad agenzie ex interinali (la chiamano “sommini strazione di lavoro”) oppure a cooperative, cui delegano la gestione di interi reparti, o chiedono il semplice affitto di personale. Queste cooperative, grazie ad agevolazioni fiscali, fanno i prezzi più bassi: il costo della prestazione infermieristica scende dai 35 euro all’ora degli infermieri di ruolo ai 26 euro richiesti dalla cooperativa (dei quali solo 10 vanno all’infermiere extracomunitario) . Così la sanità spende 10 euro in meno all’ora per ogni infermiere e le cooperative guadagnano milioni.

…Qualche direttore sanitario risponde in modo cinico: preferisce le rumene perché “non restano incinte”. Infatti i  tassi di aborto tra le infermiere straniere sono alti, per la paura di perdere il lavoro.
Mance in corsia e lavoro nero nelle case private, dunque , rischiano di essere malcostume diffuso, che s’incancrenisce in politiche nazionali e scelte locali di manager lottizzati, schiacciati tra il martello di fondi regionali carenti e l’incudine del sistema clientelare dell’appalto, che, pur in ristrettezze economiche, deve generare “il giro” di finanziamenti al partito e ai suoi sistemi di potere.

Purtroppo la gestione delle cooperative e il loro modo di funzionare sono spesso ai limiti e oltre la legalità. Gli infermieri reclutati sono vessati e mantenuti in stato di servitù di fatto, minacciati e sottoposti a diversi abusi perchè non protestino e non si ribellino…

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Come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Come l’autore propone,Serve prendere carta e penna e descrivere ai carabinieri del Nas oppure alla Guardia di Finanza, per filo e per segno, ciò che capita nel vostro reparto. Se temete di subire un licenziamento, non parlatene con nessuno e trovate voi il modo più prudente di farlo; l’importante è essere dettagliati, rigorosi e mai arrabbiati.

2) Utilizziamo Internet in modo attivo, non solo come meri spettatori, ed in questo caso specifico DIAMO UN VOTO ALLE STRUTTURE SANITARIE, tramite un apposito sito completamente gratuito, e che ci permette di condividere con tutte le nostre esperienze e viceversa di poter visionare le esperienze altrui per valutare il da farsi (clicca nelle frase in maiuscolo per l’articolo di approfondimento…)

3) Diffondiamo e supportiamo i gruppi di medici onesti che non vogliono farsi corrompere in alcun modo dalle grandi case farmaceutiche internazionali, che offrono loro viaggi, premi, e regali di ogni tipo pur di avere giudizi compiacenti sui loro prodotti. Per esempio in Italia vi è l’Associazione “No grazie pago io” (clicca per l’articolo di approfondimento).

4) Richiedete sempre di utilizzare i farmaci equivalenti (detti anche “generici”), sono sicuri, efficaci e controllati come gli “originali”, ma costano decisamente meno.

Nelle prossime settimane, tempo permettendo, continuerò ad inserire gli estratti, capitolo per capitolo di questo libro… sappiamo tutti che non c’è nulla di più importante della salute, quindi mi scuserete se ripeto che è veramente indispensabile… intanto chi vuole leggerselo per conto suo basta che clicchi sulla sua copertina e potrà scaricare gratis una versione elettronica (PDF) dello stesso che ho trovato in rete…

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