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I miei credo: Ambiente? Il business del futuro!

Posted by giannigirotto su 11 giugno 2011

Solitamente, quando si parla di ambiente, l’ambito nel quale lo si inquadra ha una connotazione negativa, come una voce di costo, un onere, un limite, un vincolo, un paletto, un ostacolo, insomma un qualcosa che intralcia e che arreca danno all’economia perchè non permette di sviluppare industria e agricoltura quanto si potrebbe se non ci fosse da rispettare appunto anche questo benedetto ambiente…

Bene, se questo è in parte vero è sicuramente lo è stato per i decenni trascorsi, credo che d’ora in avanti sarà più opportuno spostare l’approccio, e considerare l’ambiente come una delle maggiori industrie che darà lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori attualmente disoccupati o maloccupati. Una sintesi parziale di cosa si può/deve fare l’ha già scritta molto bene il grande  Jacopo Fo, in questo articolo a cui vi rimando.

Altre fonti estremamente concrete, reali e virtuose, che dimostrano come la tutela e il rispetto dell’ambiente in generale e della cosidetta “sostenibilità” in particolare, siano produttrici di lavoro e di intere nuove filiere industriali e di servizi, sono contenute nei libri “Voglia di Cambiare” e “L’anticasta-l’Italia che funziona“, che trattano rispettivamente l’ambito europeo il primo, e quello nazionale il secondo, e i cui relativi estratti potete leggere gratuitamente cliccando sui titoli suddetti.

Credo bisogni poi ricordare e sottolineare che chi investe in questo settore, avrà davanti un futuro più che roseo, stante il fatto che, letteralmente, c’è il mondo intero da cambiare, bonificare, ristrutturare, convertire, mettere in sicurezza, rimboscare, recuperare… non scordiamoci infatti che non solo in Italia ma in tutto il mondo il secolo passato ci ha lasciato un eredità fatta, per la stragrande maggioranza, di industrie che pensavano solo a produrre, produrre la maggior quantità possibile di beni, tralasciando quasi completamente il problema di scorie, scarti, rifiuti, e in generale contaminazione ambientale. Prima di proseguire, guardate cosa succede a digitare “rifiuti” nella pagina di ricerca immagini di Google… date un’occhiata un po a fondo… e poi leggete l’ultimo capitolo di “Gomorra” che descrive minuziosamente come abbiamo trasformato mezza Italia in una discarica di rifiuti tossici a cielo aperto

Naturalmente i lavori suddetti saranno affidati alle aziende che dimostrano di avere le migliori soluzioni e la migliore esperienza nel settore, ed ecco perchè è doppiamente grave che le aziende italiane non siano al passo con quelle straniere, perchè così non si sviluppa lavoro ora, e non si sviluppa quel know-how e quell’esperienza che faranno acquisire altre commesse in futuro. Ricordo solo che mezza Europa dell’est e mezza ex-Unione Sovietica hanno intere zone industriali da bonificare, in quanto costruite ed utilizzate senza il minimo rispetto ambientale, e che ora stanno rilasciando tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici nell’ambiente, rifiuti che come sempre entrano nella catena alimentare, e più prima che poi ce li troviamo nel piatto… Ad esempio in Italia il riciclaggio delle normali batterie che usiamo nei telecomandi, giochini elettronici ecc. è fermo al 10% di quanto viene buttato. E per di più quel 10% che viene recuperato viene spedito in Francia per essere riciclato. Insomma noi inquiniamo il territorio, e diamo da lavorare ai francesi, che quindi acquisiscono benefici economici ed esperienza specifica. Se invece recuperassimo tutte le batterie, daremmo da lavorare a una filiera di aziende, e recupereremmo centinai di tonnellate di materia prima, in quanto le batterie sono fatte di metalli, di nichel, cadmio, zinco, del preziossimo litio, ecc.

E che lavoro c’è ne sia moltissimo lo prova anche il fatto che con una breve ricerca sugli Appalti Pubblici dell’Unione Europea, risultino centinaia e centinaia di commesse aperte, che vanno dalla rimozione dell’amianto alla decontaminazione ambientale, al recupero ambientale, al monitoraggio, per passare poi al settore contiguo delle energie rinnovabili…

Se qualcuno poi pensa che il risanamento ambientale si potrà procastinare indefinitivamente, ricordo solo che da anni si assiste al fenomeno del progressivo inquinamento delle falde acquifere (700mila pagine web in italiano trovate da Google), fattore questo che, da solo sarà più che sufficente a constringerci a rimboccarci le maniche per le operazioni di bonifica, oltre al fatto che in generale tutta la filiera alimentare registra un costante aumento della presenza di sostanze inquinanti al proprio interno, in primis sui pesci che, per l’appunto, vivono in acqua, ma ovviamente anche a tutto il resto della filiera alimentare  (2,2 milioni di pagine in italiano trovate da Google) come la carne, verdura, frutta ecc.

Va da sè che la scuola e la politica che la gestisce e governa, dovrebbe indirizzarsi su tale percorso, e quindi invito tutti ad essere più sensibili ai politici che si adoperano in tal senso, e criticare invece chi rema in senso opposto. A tal proposito ricordo sempre che per facilitare l’opera di discernimento e di memoria storica, esiste un apposito database pubblico, nel vero senso della parola, cioè gestito da tutti coloro che sono interessati, che ha memorizzato e continua a memorizzare le attività di tutti i politici italiani, grandi e piccoli… dateci un’occhiata e magari contribuite con un po’ del vostro tempo…

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