Tracce

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Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 1)

Posted by giannigirotto su 14 luglio 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
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PREFAZIONE:

Questo è un libro singolare. Letteralmente. Perché si trat­ta della biografia di un’esperienza – e di un’organizzazione fi­nanziaria narrata in prima persona…

… Dalla Mag – cassa mutua finanziaria – al consumo so­lidale (ed equo) fino alla fondazione di un istituto bancario “etico”. Per i fini e le destinazioni che si propone. Per i meto­di che ne regolano le scelte e la gestione. Prima sede a Pado­va. Luogo d’origine di Salviate. Poi, la promozione di altri progetti di finanza etica in altri paesi europei. Con altre per­sone. In Francia e in Spagna – a Mondragon, nei Paesi Ba­schi. Ma anche in Belgio e altrove. Perché, annota Salviate, la Banca Etica del futuro è europea“. Come aveva intuito Alexander Langer. Insieme a padre Alex Zanotelli: gli angeli custodi della Banca Etica. Intorno, l’ambiente amico, dove Salviato si forma. Dove cresce l’esperienza di Banca Etica: l’associazionismo solidale, ecologista e pacifista del mondo laico, e cattolico. Arci, Legambiente, Acli, Cisl, Sindacato…

… Banalmente, significa tradurre le nostre aspirazioni e ispirazioni in un lavoro, un mezzo attraverso cui guadagnarsi da vivere. Non solo: mediante il quale aiutare gli altri a vivere meglio…

… Eppure Banca Etica è una storia di successo. Nel suo piccolo (che proprio piccolo non è), è singolare ed esemplare, la storia della Banca Etica. Perché nasce dalla volontà e dalla passione di molte, moltissime persone. Singole. Nasce dall’imprenditorialità di alcuni individui inquieti e innovativi. Disposti a rischiare avviando imprese “etiche”, ma che stanno e si misurano sul mercato. Senza perdere il senso della loro missione. Senza perdere di vista i loro obiettivi: sostenere la cooperazione sociale e internazionale, l’ambiente, la cultura e la società civile. Fare utili rendendosi utili

… La maggior parte dei cittadini (come emerge da una recente ricerca condotta da Demos per Banca Etica) oggi non ha fiducia nelle banche. Crede, con qualche buona ragione, che in passato abbiano agito in modo poco “etico”. E temono che dalla crisi degli ultimi anni non abbiano imparato abbastanza. Che, cioè, siano ben disposte a ripetere gli errori del passato recente anche nel futuro prossimo. (Come, purtroppo, suggeriscono alcuni segnali, molto preoccupanti.) Tuttavia, coloro che dichiarano esperienze e pratiche di finanza etica dimostrano orientamenti molto diversi e in controtendenza. Danno maggiore credito al credito e, insieme, dichiarano maggiore disponibilità a risparmiare e, soprattutto, a investire. Il che significa: l’etica è “produttiva”

Capitolo 1) Frigoriferi al Polo Nord

Questo capitolo inizia con la descrizione di come una Banca canadese abbia aperto una propria filiale in uno sperdutissimo villaggio del polo nord con 3000 abitanti, e di come la cosa abbia avuto successo perchè il rappresentante della banca mandato in avanscoperta abbia resistito un mese in quel luogo, aspettando pazientemente il colloquio promesso, adattandosi molto bene alla vita locale e guadagnandosi la fiducia degli abitanti, mentre prima, altri rappresentanti di altre banche non avevano avuto tale pazienza e se n’erano andati…

“Vincent piange di gioia, non si capacita. Non aveva mai vissuto una situazione così al limite dell’incredibile. Gli inuit avevano superato la diffidenza iniziale, ma lui aveva dovuto adattarsi, diventare per un mese “uno di loro”. Vincent aspetta all’albergo che arrivi Sokchiveneath e quindi si abbracciano, bevono una specie di vodka torbida e parlano del progetto fino a notte inoltrata.

Dopo il lungo racconto ritorniamo con i piedi per terra. Non è facile, l’avventura di Vincent mi ha assorbito completamente. Sokchiveneath mi spiega che ora stanno pensando alla costituzione di una vera e propria “banca degli inuit”, con l’assistenza tecnica della Caisse, che entrerebbe nel capitale. Mi chiede se Banca Etica vuole partecipare… Banca Etica prende il suo primo impegno: finanzieremo la nave cargo che partirà a settembre per i villaggi. Il resto si vedrà più avanti.

Intanto il progetto per portare l’attività bancaria solidale nei villaggi degli inuit è in pieno sviluppo. Secondo le stime delle istituzioni locali, costerà in tutto tre milioni di dollari in tre anni e si rivolgerà soprattutto ai giovani, visto che la popolazione del Nunavik ha un’età media di vent’anni.

La sfida della Cooperative de services financiers du Nunavik sarà quella di guadagnare come clienti i grandi datori di lavoro del Nord: le società pubbliche e parastatali e soprattutto la società Makivik, che gestisce i fondi pubblici percepiti dagli inuit in virtù della convenzione territoriale con il Québec e ha partecipazioni nelle maggiori imprese aeree, della pesca e dei trasporti marittimi.

… Il nostro ruolo, come quello di molte altre istituzioni di finanza etica, è quello di diventare una leva per lo sviluppo locale, attirando attorno a un’idea le forze migliori della società.”

Il progetto creerà da subito tredici nuovi posti di lavoro a tempo pieno e quattro part-time, tutti occupati da inuit che potranno lavorare allo sportello e rivolgersi alla clientela nella lingua e nei dialetti locali. Entro tre anni la cooperativa finanziaria dovrebbe raggiungere il pareggio di bilancio e cominciare a volare con le proprie ali. “Il nostro ruolo sarà via via meno decisivo,” continua Clément. “Saremo come la batteria che farà partire il motore. Poi, quando il progetto sarà decollato, la cooperativa finanziaria rimarrà legata a Desjardins, ma sarà gestita da una maggioranza di inuit”, facendo leva su un movimento cooperativo molto forte, che ha appena celebrato quarantenni di vita, e che, ogni anno gestisce un volume d’affari di quasi centocinquanta milioni di dollari.

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

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Come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


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