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Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 7) Una tazzina di caffè può cambiare il mondo

Posted by giannigirotto su 6 agosto 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
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Capitolo 7) Una tazzina di caffè può cambiare il mondo

…l’idea del commercio equo si stava sviluppando… Ci chiamavano per tenere incontri e raccontare come funzionava questa nuova forma di Commercio che garantiva prezzi equi ai produttori e sfidava le regole degli scambi tra paesi, dominati dalle multinazionalima ora si trattava di concretizzare l’idea attraverso una struttura stabile, efficente e diffusa…

… Come prima cosa decidiamo di non seguire l’esempio delle centrali europee, che agivano esclusivamente come importatori e di cui le botteghe erano semplici clienti. Scegliamo subito di investire nella creazione di un centro servizi per le botteghe, un ufficio che le accompagni aiutandole nelle attività di marketing e nell’organizzazione interna. Vogliamo che i volontari nei negozi non si sentano isolati, ma partecipi, protagonisti di un nuovo modo di intendere il commercio al dettaglio…

Salviato prende la decisione della vita di licenziarsi dalla Safilo, per dedicarsi anima e corpo alla nuova creatura… Nei primi mesi mi divido tra Bolzano e Padova, dove Marco Piccolo fa da coordinatore per Mag 3. L’attività di promozione del commercio equo è frenetica. Ogni lunedì parto in macchina alle cinque da Padova e torno da Bolzano mercoledì sera dopo le undici, con il bagagliaio – e parte dell’abitacolo – pieno di caffè, cacao, zucchero di canna, pappagalli in balsa e decine di altri prodotti artigianali. Passo metà del tempo con Rudi, Heini e Antonio in Alto Adige e l’altra metà in bottega con Marco e Cristina a Padova…

Il primo prodotto che scelgono come “punta di diamante” da proporre in tutta Italia è il caffe… Puntiamo sul caffè, che le multinazionali compravano (e continuano a comprare) dai piccoli produttori a prezzi da fame. Noi avremmo garantito un prezzo più alto, avremmo finanziato le cooperative di produzione in Honduras, Ecuador, Messico….

La difficoltà è trovare una azienda di torrefazione disposta a lavorare assieme al commercio equo, in “concorrenza” con le grandi multinazionali e per quantità molto piccole…  ma per fortuna si scopre Goppion di Treviso (attivo anche lui nel volontariato) e si può iniziare a tostare il caffè…

A questo punto bisognava però potenziare la rete di distribuzione e, soprattutto, era necessario appoggiarsi a una società finanziaria, che potesse aiutarci a gestire gli investimenti le anticipazioni e una serie di altre operazioni. Le banche, manco a dirlo, non erano disposte a concederci nemmeno un piccolo credito. Esigevano troppe garanziee, in quella fase, non eravamo in grado di fornirle. A Padova con Ctm-Mag avevamo già iniziato a raccogliere risparmi e concedere piccoli finanziamenti. Perché non trasformarla in una finanziaria locale, completamente a sostegno del commercio equo? A pensarci bene stavamo mettendo in discussione il sistema commerciale internazionale. Per la prima volta nella storia eravamo pronti a mettere i piccoli produttori di caffè messicani direttamente in contatto con i consumatori italiani. Potevamo fermarci davanti all’ennesimo “no” delle banche?

Ctm-Mag, che era nata nel maggio del 1989, diventa la prima mutua autogestione dedicata al finanziamento delle botteghe e dei produttori: la banca del commercio equo. Un punto di riferimento finanziario per tutti i punti vendita, che potevano chiedere prestiti, anticipazioni e garanzie. Ma anche per i contadini che avrebbero potuto ottenere anticipazioni, fondamentali per affrontare le spese correnti prima di ricevere i pagamenti.

I primi che depositano i propri risparmi presso il Consorzio Ctm-Mag sono proprio i clienti delle botteghe, che diventano soci sostenitori, proprio come succede oggi con i supermercati Coop, che offrono anche libretti di risparmio e finanziamenti ai clienti-soci. La battaglia per un commercio più giusto e una finanza solidale era iniziata alla grande.

Negli anni successivi Ctm-Mag si sviluppa a un ritmò impressionante, raccogliendo risparmi per oltre venti miliardi di lire da circa cinquemila soci. Nel frattempo, il commercio equo e solidale, partito dall’iniziativa di una manciata di botteghe, entra in una fase di boom senza precedenti, con l’apertura di duecento negozi in tutta Italia.

Ma tra il 1993 e il 1994 una serie di nuove leggi sull’attività creditizia minaccia di rendere vani tutti i nostri sforzi, limitando fortemente l’attività delle mutue autogestione, A cinque anni dalla fondazione di Ctm-Mag bisogna tornare a rimboccarsi le maniche.

Dopo una serie di acrobazie per cercare di tamponare le emergenze create dalle nuove regole, decidiamo che non è più il caso di girare intorno al problema. Dobbiamo andare direttamente alla fonte: alla sede della Banca d’Italia.

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

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E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


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