Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 9) Una banca con i soldi del monopoli – Cap. 10) Insieme verso l’impossibile

Posted by giannigirotto su 22 agosto 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
_______________________________________________________________________________________

Capitolo 9) Una banca con i soldi del monopoli

…Uno dei primi passi fu la preparazione di un Business Plan (una sorta di ipotesi dettagliata sulle spese e sui ricavi), e qui si fa avanti la società McKinsey… perchè al tempo il sistema bancario era una… “Foresta pietrificata,” aveva definito così Giuliano Amato – che allora era presidente dell’Autorità antitrust – il sistema bancario italiano. Le banche erano immobili, polverose e inefficienti. Anche se qualcosa stava cominciando a muoversi. Alla fine del 1994 il Credito Italiano aveva lanciato un’offerta pubblica d’acquisto sulle azioni del Credito Romagnolo, mentre la Comit aveva dichiarato l’intenzione di comprare il Banco Ambrosiano Veneto. La finanza laica partiva all’assalto di quella cattolica, rappresentata dall’Ambroveneto, scuotendo alle radici un sistema stantio, debole ed eccessivamente frammentato rispetto agli altri paesi europei. In un contesto del genere, agli occhi di McKinsey il nostro progetto di una nuova banca, costruita dal basso, era un terreno vergine sul quale si potevano sperimentare nuove idee…

La persona inviata dalla McKinsey, il dr. Andrea Berti (che poi lascerà la McKinsey per diventare direttore della “Cooperativa verso la Banca Etica”), si rivela una preziosissima risorsa che contribuirà in maniera eccellente alla stesura del Business Plan e in generale alla definizione delle modalità operative di Banca Etica…alla fine di agosto, il business plan è pronto. Le cifre parlano chiaro: un’ipotetica “Banca Etica” potrebbe interessare da subito ad almeno 350 associazioni e a 5400 cittadini, anche se il bacino da cui la nuova banca potrebbe pescare è molto più ampio: almeno 35.000 organizzazioni e oltre 2 milioni e mezzo di persone. Un terreno tutto da esplorare. Quello del terzo settore, che, in base al dossier di Berti, gode di ottima salute. Grazie a 52.000 diverse associazioni con 721.000 addetti il non profit in Italia ha un giro d’affari di 28.000 miliardi di lire (14,4 miliardi di euro). E ha bisogno di servizi bancari su misura, di consulenti, sportelli, procedure nuove…


Capitolo 10) Insieme verso l’impossibile

Dobbiamo raccogliere 12,5 miliardi di lire, ma a inizio 1997 ne abbiamo in cassa poco più di due. Non ci sono banche che ci sostengono, né grandi compagnie o ricchi benefattori. Ci sono solo centinaia di magliaia di associazioni, privati cittadini, sparsi in tutto il paese. Come fare per raggiungerli?…

… non ci sono associazioni rigide, gerarchiche, dove basta un impulso dal vertice perché tutte le sedi regionali e provinciali o i vari raggruppamenti politici seguano la voce del padrone. Siamo di fronte a realtà composite dove bisogna cercare di convincere tutti della bontà del progetto…

non ci sono formule magiche o soluzioni facile, quindi sia Salviato che altri protagonisti partono per una “tourneè” lunghissima e fittissima di incontri con centinaia di Associazioni, ad ogni ora del giorno e della notte, per diffondere il messaggio e le richieste alla base del mondo del volontariato… ma non basta…

… Le Acli e l’Arci sono le prime associazioni a capire che la questione deve essere affrontata in modo professionale, al più presto. Chiedono che sia predisposto un programma di raccolta di capitale, vogliono che sia messo sulla carta un business plan, un piano ben preciso per una campagna seria di raccolta del capitale… viene deciso di realizzare un piano finanziario … Alla fine di settembre, all’ennesima riunione del Consiglio di amministrazione della cooperativa Verso la Banca Etica, le proposte sul tavolo sono due: la prima viene presentata da Francesco. Fa leva sulla forza delle reti e chiede a ogni associazione alcuni nomi di aderenti disponibili a sensibilizzare gli altri soci sull’idea di Banca Etica. Potenzialmente le reti di Acli, Arci, dell’Uisp e dei sindacati possono contare su nove milioni di persone. Basta convincerne poche migliaia per riuscire a raccogliere il capitale sufficiente…

… riparte quindi una tourneè lunghissima di incontri, questa volta però organizzati centralmente, per ottimizzarli ed evitare sovrapposizioni ed inefficienze… Abbiamo visitato l’Italia circolo per circolo, associazione per associazione, dalle sedi sgangherate delle periferie, alle botteghe coloratissime del commercio equo nei centri delle città, dai sottoscala delle ex sezioni di partito, agli uffici professionali delle direzioni delle Coop o dei patronati Acli. Eravamo a cavallo tra il 1997 e il 1998 e l’Italia, dopo il fallimento del primo governo Berlusconi, stava vivendo una fase di entusiasmo che penetrava in tutte le cellule del vivere sociale…

… Alla fine del 1997 torniamo in Banca d’Italia per confermare alla vigilanza che avremmo optato per il modello “banca popolare”. Gli ispettori cominciano a familiarizzare con l’idea di una banca etica, non ci guardano più con sospetto come all’inizio. Ma nessuno a Palazzo Koch vuole darcela vinta tanto facilmente. “Non siete figli di nessuno,” ci dicono senza mezzi termini. “Per questo sarete i più controllati. La banca più controllata d’Italia. Dovrete mandarci ogni mese i dati sulla raccolta di capitale. Vogliamo vedere come procede il progetto. In cambio avrete un vantaggio rispetto agli altri: sarete liberi da condizionamenti. Vi pare poco?”…

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

_________________________________________________________________

E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


 se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto
La «flessicurezza» della Danimarca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: