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Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 12) I due angeli custodi di Banca Etica

Posted by giannigirotto su 28 agosto 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
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Capitolo 12) I due angeli custodi di Banca Etica

Ce l’avevamo fatta. Eravamo riusciti a mobilitare migliaia di persone per un’idea, per qualcosa che ancora non esisteva. Un risultato straordinario, che però non sarebbe stato possibile senza il contributo di ogni singola persona. Dietro l’onda lunga che ci aveva portato a raccogliere 10 miliardi di lire in meno di un anno c’era un lavoro paziente, certosino, per la costruzione di reti di relazioni, che durava da anni e aveva coinvolto i movimenti pacifisti, cattolici, le botteghe del commercio equo e solidale, i circoli Arci e le Acli, i sindacati, le amministrazioni locali e centinaia di altri soggetti, come organizzazioni non governative e cooperative sociali.

Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza l’ispirazione e il sostegno di due grandi personaggi, che sono stati per i movimenti una guida, un simbolo di quegli anni di grande trasformazione a cavallo tra gli ottanta e novanta; Alexander Langer e Alex Zanotelli, quelli che mi piace chiamare “i due Alex di Banca Etica”, hanno avuto un’importanza decisiva nella creazione della banca. Ci hanno aiutato a definire meglio i contorni del progetto, hanno entusiasmato quella che sarebbe poi diventata la nostra base sociale con i loro libri, gli articoli e decine di incontri pubblici. Hanno avuto una visione profetica in un periodo in cui si faceva fatica a interpretare i segni di un futuro che, con il crollo del Muro di Berlino, era diventato più che mai incerto… Alexander Langer è stato il primo a intuire il respiro europeo di una banca etica, creata dal basso. Mentre Alex Zanotelli è stato fondamentale nell’identificare, con grande lucidità e in anticipo rispetto a tutti gli altri, il potenziale “distruttivo” delle banche, la loro complicità, il loro totale asservimento a un sistema che si basa su una profonda disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e genera ogni giorno migliaia di nuovi poveri

segue un accorato ricordo di Salviato sulla figura, prematuramente scomparsa, di Langer, di cui riporto solo alcuni stralci significativi… Negli anni ottanta Langer aveva già Capito che il mondo ambientalista, il commercio equo e solidale e i movimenti pacifisti e di solidarietà sociale dovevano unirsi, magari sotto la bandiera arcobaleno della pace. “Non ha senso dividersi in tanti piccoli ruscelli,” ci ripeteva. “La nostra divisione è funzionale al sistema. Dobbiamo creare un’unica coalizione, con molte anime, ma unitaria, per dimostrare che un mondo diverso, un’economia diversa sono veramente possibili.“… A Strasburgo si era fatto promotore della prima proposta di legge europea che riconosceva il commercio equo e solidale come forma dì sostegno concreto, per garantire lo sviluppo nei paesi del Sud del mondo ed era riuscito a farla approvare

Nell’ultimo incontro personale di Salviato con Langer, nel ’92, discutendo della possibilità di creare Banca Etica, Langer disse... “Ho pensato molto a quello che state facendo inizia Alex. “È qualcosa di rivoluzionario, non so se ve ne siete resi conto. È la riappropriazione dei mezzi finanziari dal basso“. Gli si illuminano gli occhi quando ci dice queste cose. Ci crede, è convinto che ce la possiamo fare. Poi mette sul piatto una proposta, a freddo, che era già balenata nelle nostre riunioni, anche se nessuno l’aveva mai presa sul serio: “È arrivato il momento, anche in Italia, di costituire una banca, una vera banca etica, però di dimensioni europee. La banca deve partire ‘europea’ o non partire mai”… Ci pensa un attimo è poi riprende con un’esortazione: “Fatela presto questa banca fatela subito, perché il tempo sta per scadere. Stiamo vivendo un momento magico. Non possiamo perdere un’occasione del genere”…

segue quindi una descrizione su Alex Zanotelli, su cui fortunatamente in Internet trovate moltissimo materiale, io mi limito ad un breve estratto di ciò che disse nel ’85, quindi in tempi non sospetti… Da direttore del mensile “Nigrizia”, fondato a Verona dai “missionari comboniani per dare voce alle popolazioni africane e afroamericane, padre Alex aveva fatto parlare di sé già a metà degli anni ottanta, quando aveva attaccato duramente Andreotti, Spadolini, Craxi e altri politici. Tutto era cominciato nel gennaio 1985, con la pubblicazione dell’editoriale “Il volto italiano della fame africana“, una pesante denuncia del sistema italiano di aiuti ai paesi poveri.  “Di fronte alla drammatica situazione alimentare dell’Africa e alla sofferenza di milioni di nostri fratelli, è quanto mai rivelatore quello che succede in Italia sul problèma fame,” esordiva Zanotelli. “È sempre più risaputo che i soldi destinati alla lotta contro la fame o allo sviluppo vengono usati per altri fini, persinò nel giro delle armi,” si era spinto a scrivere. “Ed è inoltre sempre più evidente come l’interesse da parte delle fòrze politiche italiane provenga più da un preciso tornaconto che da un genuino amore per i poveri.” “Là fame paga,” continuava Zanotelli, da visibilità ai politici che cercano di rifarsi un’immagine e gonfia le casse dei partiti. “Altro che fame nel mondo!” concludeva l’editoriale. “Forse sarebbe più opportuno chiederci a che punto è arrivata la nostra fame!”.

Padre Alex non aveva risparmiato attacchi a nessun partito di governo. Dai socialisti ai radicali fino ai democristiani, tutti venivano considerati “complici” nella gestione di un sistema di aiuti che serviva prima di tutto “alle élite borghesi dei paesi poveri per mantenerle al potere“…

… Alla fine degli anni novanta, proprio quando siamo nel pieno della campagna per la raccolta del capitale sociale di Banca Etica, Zanotelli torna per qualche settimana in Italia, Tra il ’95 e il ’96 si ferma per sei mesi. In tutto il paese lo invitano per tenere conferenze, parlare nelle parrocchie e nei cinema. La gente vuole toccare con mano la realtà della fame, dei disastri creati dal neocolonialismo in Africa. Alex viene a raccontarci la propria storia, sale sul palco e parla a braccio, scaglia invettive contro un “sistema di sviluppo profondamente malato”, ma porta sempre dati, esperienze, e anche esempi da seguire per rompere il circolo vizioso dello “sviluppo che genera sottosviluppo” .  “Ogni volta che torno in Italia vi trovo peggiorati,” diceva; “Siete diventati delle isole, non comunicate più con i vostri vicini di casa, con i vostri amici. E vivete solo di quello che riuscite a possedere o a mangiare. È ancora umano tutto cio?…

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

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E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


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