Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 18) A scuola di finanza etica in Bangladesh

Posted by giannigirotto su 16 settembre 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
_______________________________________________________________________________________

Capitolo 18) A scuola di finanza etica in Bangladesh

Chiunque senta parlare oggi di finanza etica non può fare a meno di pensare all’economista Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006, fondatore e direttore della Grameen Bank, la “banca dei poveri” del Bangladesh che, concedendo piccoli prestiti a migliaia di persone indigenti o in gravi difficoltà economiche, è riuscita a far uscire dalla povertà oltre cinque milioni di persone.

Fondata nel 1976, la Grameen è forse la banca etica più conosciuta al mondo, anche se funziona in modo molto diverso dalle banche etiche occidentali, perché si rivolge a persone poverissime, che lottano per l’esistenza e vivono con meno di due dollari al giorno…

Salviato e Yunus si incontro nel 2005, durante un lo svolgimento della fiera Civitas a cui segue la visita di Yunus in Banca Etica, e nasce subito una profonda convergenza di vedute, con Yunus che invita Salviato a toccare con mano la realtà del Bangladesh andandolo a trovare… Ci vado con Ugo Biggeri, presidente della fondazione Culturale della banca e con Luigi Barbieri, vicepresidente della banca… Salviato descrive il viaggio e la poverissima realtà quotidiana dei clienti della Grameen bank, per lo più donne che abitano in sperduti villaggi dentro la foresta… un mondo inimmaginabile per noi italiani abituati a considerare scontati tutti i lussi che ci circondono... e per chi volesse approfondire l’attività di Yunus segnalo che nella mia sezione indispensabili si può leggere gratuitamente un corposo estratto del suo libro “Un mondo senza povertà“...

… Alla fine mettiamo giù una bozza di programma comune, che potrebbe diventare un ponte tra due banche molto diverse, ma con obiettivi simili. Il primo passo dell’accordo sarà una “convenzione” con due punti chiave per il sostegno dei poveri del Nord e del Sud del mondo attraverso il credito: promozione del diritto all’istruzione e impegno per garantire il diritto alla casa. Con questa dichiarazione di intenti ci salutiamo. Ancora una volta porto a casa da un viaggio in un paese povero la convinzione che mi ha sempre spinto ad occuparmi prima di commercio equo e poi di finanza etica: ogni azione che abbia un significato economico deve prima di tutto rispondere a dei bisogni e non aiutare a crearne di nuovi. Deve partire dal basso, dalle esigenze delle persone comuni e cercare di rimuovere le cause che producono l’ingiustizia piuttosto che lenirne le conseguenze. Perché molte volte, se si interviene quando l’ingiustizia si è già verificata, potrebbe essere già troppo tardi…

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

_________________________________________________________________

E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


 se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto
La «flessicurezza» della Danimarca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: