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Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 20) Il futuro delle banche alternativa

Posted by giannigirotto su 22 settembre 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
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Capitolo 20) Il futuro delle banche alternative

L’avvicinamento tra le varie realtà europee di finanza etica inizia con un’intuizione della banca olandese Triodos. Nel 1989 i banchieri di Zeist danno vita a Inaise (International Association of Investors in thè Social Economy), l’associazione internazionale degli investitori nell’economia sociale, con sede a Bruxelles…

… L’occasione per iniziare a ragionare su una cooperazione più stretta tra le varie anime della finanza etica europea mi viene offerta da Jean-Paul Vigier, che aveva fondato Sidi (Solidarité internationale pour le developpement et l’investissement), un’associazione, sostenuta,dalla chiesa francese, che offre assistenza tecnica alle piccole istituzioni finanziarie di microcredito presenti nei paesi del Sud del mondo…  Salviato entra quindi nel merito di come si svolse il primio incontro con i rappresentanti di altre realtà di finanza etica europee, parlando anche delle storia personale di alcuni di essi… “Fabio, come facciamo a trovare una proposta condivisa da tutti?” mi chiede. Jean-Paul si era reso conto che gran parte dei presenti erano piuttosto perplessi, ma aveva anche capito che a me la proposta non dispiaceva. Allo stesso tempo non voleva far fallire sul nascere un importante progetto, che avrebbe potuto segnare lo sviluppo della finanza etica in Europa. Sul tavolo non c’era da discutere se fare o meno una nuova banca. Era in gioco l’apertura di un nuovo orizzonte, una nuova era, che avrebbe potuto favorire la nascita di banche etiche in tutto il mondo, come è successo nell’Ottocento, con l’avvio delle prime banche rurali dall’idea del tedesco Friedrich Wilhelm Raiffeisen.

Chiedo a Jean-Paul un minuto di riflessione, cerco la concentrazione dopo una giornata molto dura. A un certo punto osservo il tram che, ogni dieci minuti, passa davanti alla finestra. Lo fisso per un periodo di tempo che mi sembra interminabile e poi ho un’intuizione. “Dobbiamo procedere piano,” dico a Jean-Paul. “Tutti assieme ma lentamente (come avrebbe detto Alexander Langer) senza perdere nessun vagone. Se si accelera resta solo la testa, e non andiamo da nessuna parte.”

Jean-Paul mi guarda in modo strano. “In pratica cosa proponi di fare?” mi chiede.

“Riprendiamo la riunione. Ci penso meglio e faccio una proposta più tardi.”

Dopo un paio di ore di discussioni interminabili sono pronto con una bozza di progetto molto rudimentale.

“Perché, invece di lavorare subito a una nuova banca, non costituiamo un’associazione, una federazione che cominci a discutere intorno alla proposta di Karol o anche ad altre idee?” cerco di spiegare ai partecipanti. “Prima di tutto dobbiamo unirci formalmente. Il resto verrà da sé.” Il volto di Jean-Paul si illumina. Capisce che può essere la strada giusta. Si offre subito per redigere uno statuto della nuova associazione. Prima di sera siamo tutti d’accordo: il nuovo soggetto si chiamerà Febea, Federazione europea delle banche etiche ed alternative. Ci diamo appuntamento a Parigi, prima di Natale, per firmare l’accordo di costituzione…

Febea viene costituite ed oggi conta 24 membri, e … Un anno dopo la creazione di Febea, alcuni dei soci danno vita a Sefea, che ha sede a Trento. Sefea diventa la cassaforte di Febea, una specie di finanziaria che raccoglie i contributi dei membri e li usa per finanziare la partenza di nuove banche etiche, il sostegno delle banche già esistenti, ma anche l’avviamento di imprese innovative nel campo dell’agricoltura biologica, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica…

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

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E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


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