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Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 21) Il tovagliolo di Cluny Cap. 22) La Banca Etica Europea

Posted by giannigirotto su 26 settembre 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
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Capitolo 21) Il tovagliolo di Cluny

… Avevamo costruito Febea, ora bisognava proseguire sulla strada dell’integrazione. La “federazione” in sé non bastava...

… L’antroposofìa è una delle radici più importanti della finanza etica europea. Almeno sette banche e società finanziarie etiche si ispirano alle intuizioni economiché di Rudolf Steiner… Le banche antroposofiche si concentrano sul prestito, come sostegno all’espressione libera dell’uomo. Promuovono le scuole Steineriane o Montessori, oppure come fa La Nef con il progetto “Terres de liens”, sostengono l’acquisto collettivo delle terre per coltivarle secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, un tipo di agricoltura che vede l’azienda agricola come un organismo vivente, in cui tutte le azioni sul terreno, sulle piante, sugli animali sono intimamente correlate e interdipendenti…

Salviato parla poi del rapporto personale con il fondatore di La Nef, una Cooperativa di Finanza Solidale, sempre di matrice staineriana, che vorrebbe creare una Banca Etica Francese, e con il quale instaura una serie di colloqui in tal senso…

… Intanto, in quegli anni, l’attività di Banca Etica continuava a crescere. Aprivamo uno sportello dopo l’altro nelle maggiori città italiane e cominciavamo a offrire conti correnti, bancomat, carte di credito. Nel febbraio del 2003 parte a Milano Etica Sgr, la nostra società di gestione del risparmio, per permettere ai clienti di investire in azioni e titoli di stato rispettando criteri sociali e ambientali. Sempre nello stesso anno nasce la Fondazione Culturale Responsabilità Etica, controllata dalla banca, con lo scopo di promuovere la cultura della finanza etica. Nel 2004 Banca d’Italia ci riconosce come gruppo bancario. Non siamo più solo una banca che raccoglie risparmi e concede prestiti, ora siamo in grado anche di fare consulenza, offrire fondi di investimento etici, avviare progetti di microcredito in Italia e nel Sud del mondo. Siamo sempre di più un soggetto completo, cui i clienti possono chiedere quasi tutti i servizi disponibili presso le banche tradizionali.

Molte organizzazioni internazionali come Caritas, Emmaus International o la Città della pace e dell’unità umana di Aureville, nel Sud dell’India, ci scelgono come banca principale con cui decidono di relazionarsi…

Capitolo 22) Dai Paesi Baschi alla Banca Etica Europea

… Oltre a La Nef  anche gli spagnoli di Fiare approcciano Salviato comunicando il loro desiderio di replicare l’esperienza di Banca Etica nella loro Spagna… e il capitolo prosegue con un breve escursus storico di come nacquero e si svilupparno le cooperative in Europa…

… Dal 2006 si parla già di unire gli sforzi per creare un’unica grande banca etica di respiro europeo. Una rete delle reti, che replichi il modello di Banca Etica, basato sul coinvolgimento dal basso di associazioni, movimenti, cooperative e lo rilanci a livello intemazionale… dopo molti incontri e discussioni si trova la formula giuridica più appropriata per la creazione di questo soggetto finanziario etico europeo … La legge permette la costituzione di una “Cooperativa Europea” e, all’articolo 69, stabilisce espressamente che la “cooperativa” può assumere anche la forma di una “banca”. La normativa ci serviva la quadratura del cerchio su un piatto d’argento. Si poteva mantenere la forma cooperativa ed entrare in Europa. Chi avrebbe aderito al progetto sarebbe stato considerato socio o cliente “europeo” e non spagnolo, francese o italiano…

Ora si tratta di aspettare i regolamenti attuativi della suddetta legge, e compiere la lunga trafila burocratica che porterà all’effettiva creazione di questa entità europea, la prima in assoluto nel suo genere…

Salviato poi accenna a come nel dopoguerra lo Stato sociale in molti Paesi sia stata progressivamente smantellato in quanto non vi era più la paura di una “deriva comunista” dell’elettorato, ma questo smantellamento ha scoperto moltissime lacune sociali… Le questioni irrisolte, soprattutto a livello sociale, però, rimangono molte, anzi, sono destinate ad aumentare: distribuzione iniqua della ricchezza, shock demografico che sta investendo i sistemi pensionistici, privatizzazione dei servizi pubblici che penalizza le classi più povere… ,

È per questo che, come sottolinea il sociologo francese Alain Bihr nel suo libro Dall’assalto al cielo all’alternativa, negli anni novanta si liberano spazi sempre più ampi per forme Organizzative di stampo mutualistico, ottocentesco. Si toma all’autogestione. Nasce Banca Etica, si creano i gruppi di acquisto solidale (Gas), i distretti dell’economia solidale (Des), che cercano di riempire il vuoto lasciato dalla scomparsa del welfare. È anche questo nuovo mutualisnio la linfa della banca. Sono le enclaves di produzione e consumo eque e solidali: autonome, periferiche e dissidenti rispetto alla macchina capitalistica. Perché, sempre secondo Bihr, “il nuovo obiettivo per chi voglia perseguire la via dell’alternativa al capitalismo non è il controllo collettivo dei mezzi di produzione o la semplice redistribuzione della ricchezza”. Questi obiettivi hanno intrappolato i lavoratori in decenni di compromesso socialdemocratico, addolciti dalla carota del welfare. Ora bisogna avere il coraggio di “promuovere altri modi di produrre e consumare; altre tecniche e altri prodotti globalmente più rispettosi degli equilibri ecologici”.

La futura Banca Etica Europea deve continuare a essere il motore di questa economia altra, fatta di prodotti a chilometro zero, commercio equo, produzione decentrata di energia; È questa la vera occasione che abbiamo per continuare, in senso moderno, nel solco dei movimenti cooperativi.

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

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E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


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