Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Schiavitù: la tratta degli esseri umani

Posted by giannigirotto su 28 settembre 2011

Inframezzo l’uscita dei vari capitoli del libro “Ho sognato una banca“, che racconta la storia della nascita di Banca Etica, con questo articolo preso pari pari dal sito di, guarda caso, uno dei soci fondatori della stessa, e cioè Mani Tese.

Uno dei motivi che mi spinge a farlo sono i lettori del mio blog, meglio ancora le statistiche di accesso, che mostrano come  molto spesso si arrivi al mio sito cercando informazioni sulla schiavitù.

Questo articolo pertanto, che segue un primo articolo ed un secondo articolo sull’argomento è un’ulteriore fiammella accesa nel buio per far luce su un fenomeno che la maggior parte degli italiani (compresi molti miei amici) considera superato o quantomento irrilevante, la schiavitù appunto.

I fatti purtroppo dimostrano e confermano inequivocabilmente che la realtà in molti Paesi poveri è tragicamente disperata, ed uno dei terribili sbocchi in cui le famiglie terminano è spesso quello della schiavitù per loro stessi o per i loro figli… lascio la parola all’articolo di Mani Tese:

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COS’E’ IL TRAFFICKING

Il Trafficking – o tratta di essere umani – rappresenta una delle principali violazioni dei diritti umani che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione, in primis donne e bambini. Un fenomeno in allarmante crescita in tutto il mondo: 12,3 milioni i bambini e gli adulti costretti al lavoro forzato, alla schiavitù e all’asservimento a scopo di sfruttamento sessuale.
Il 56% delle vittime di trafficking sono donne e bambine.

La tratta degli esseri umani è ogni azione, ivi compresi il reclutamento, il rapimento, il trasporto, la vendita, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di persone, attraverso minacce o l’uso della forza, dell’inganno, della coercizione o della servitù per debiti, volta a ridurre o detenere delle persone, pagate o no, in uno stato di servitù involontaria, per un lavoro forzato o per sottometterle a dei creditori, in una comunità diversa da quella di origine (OSCE).

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Credo che ogni commento ulteriore sia superfluo. Chi non vuole fermarsi ad un comprensibile moto di ribellione e rabbia, può valutare di compiere qualcuna delle azioni suggerite nella sezione AGISCI.


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La «flessicurezza» della Danimarca

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