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Indispensabili: Ho sognato una banca – Cap. 25) Ci permetta, dr. Tronchetti Provera

Posted by giannigirotto su 10 ottobre 2011

Sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Giusto per darvi un assaggio del risultato finale e stimolarvi a leggere, Banca Etica:

ha rifiutato i capitali rientrati con il famigerato “Scudo fiscale” di Tremonti;
➔ pubblica sul proprio sito Internet in maniera trasparente e visibile a tutti, l’elenco dei  prestiti concessi alle persone giuridiche;
➔ non investe nei tipici strumenti speculativi che nel 2008 hanno causato la gravissima crisi finanziaria che tutti conosciamo e abbiamo subito;
➔ ogni socio dispone di un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute (max 10 deleghe), quindi non esiste un “pacchetto di controllo”;
ha creato un’apposita ESCO, denominato “Innesco” che lavora su progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Finanzia GAS fotovoltaici;
➔ ha  passato positivamente “l’esame” di Altroconsumo sull’eticità delle banche (vedi rivista “Soldi & Diritti” n.99 di marzo 2008);
➔ accompagna ogni prestito, mutuo, finanziamento deliberato, da una Valutazione Socio-Ambientale che misura l’impatto sociale del progetto da finanziare e il relativo rispetto dei  principi etici della banca;
➔ utilizza la tecnica dell’ “Azionariato critico” per fare pressione presso le grandi aziende/multinazionali e indurle ad un comportamento il più possibile etico;
➔ riesce a coniugare l’etica con rendimenti grazie ai propri fondi di investimento Etici, che negli ultimi anni hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali;

➔ per altri approfondimenti cliccate qui
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Capitolo 25) Ci permetta, dr. Tronchetti Provera

Banca Etica oggi non è più solo una banca: Nel 2003, con la collaborazione di altri istituti bancari, abbiamo fatto parti­re Etica Sgr, una società di gestione del risparmio, che investe in Borsa, in azioni, oppure compra titoli di stato per conto di un numero sempre maggiore di “investitori responsabili”. Perché operare in Borsa? Ce l’hanno chiesto in molti. In effetti, potevamo rimanere nel nostro piccolo orticello, fatto di conti di risparmio e crediti alle cooperative sociali. Ma già un anno dopo la partenza della banca le richieste che ci arri­vavano dalla clientela erano chiare. “Perché non si può inve­stire in fondi?” ci chiedevano soprattutto le fondazioni e le associazioni. Spesso avevano liquidità in eccesso, grazie a donazioni o lasciti testamentari, ma non volevano parcheg­giarla in un conto corrente. Desideravano avere qualche pun­to di rendimento in più e, d’altra parte, non avevano nessuna intenzione di comprare prodotti finanziari complessi, poco trasparenti, offerti dalle banche tradizionali.

Salviato quindi approfondisce le ragioni che hanno portato a questa decisione, e la metodologia adottata per scegliere le azioni “buone/etiche” fra tutte quelle presenti nel mercato

… Il 18 febbraio del 2003 partono finalmente i fondi. Si chiamano “Valori Responsabili” e adottano criteri di selezione innovativi: fuori dagli investimenti tutte le società che producono armamenti, energia nucleare, organismi geneticamente manipolati, fuori chi testa i cosmetici sugli animali. Dentro invece chi rispetta i lavoratori, dialoga con i sindacati, ascolta i piccoli azionisti, inventa dispositivi per consumare meno carburante, installa pale eoliche e pannelli solari, sperimenta nuovi motori elettrici… e tutti devono passare rigorosi controlli incrociati sulla bontà delle loro operazioni…

Con una “lista della spesa” selezionata in base a criteri etici si ottengono rendimenti in linea con quelli dei fondi tradizionali (che investono quasi tutti anche in armi o in imprese controverse). Anzi, a volte i risultati sono anche migliori. Chi l’avrebbe mai detto? Rispettare l’ambiente e i diritti umani paga, anche dal punto di vista finanziario. Sul sito di Etica Sgr si possono leggere tutti i titoli in cui i fondi investono» dal primo all’ultimo. Etica è la prima – e finora unica – società di gestione a scegliere la strada della trasparenza assoluta. Chi ha delle osservazioni sulle imprese presenti nei fondi può inviare e-mail, telefonare, mandare lettere. I ricercatori di Etica rispondono, interpellando anche un comitato etico indipendente, composto da professori universitari, esperti di etica, ambiente, diritti umani…

Ma l’azione di Etica sgr non si ferma qui, si passa da un ruolo di meri acquirenti delle azioni, comunque importantissimo perchè premia le più etiche, ad un ruolo ancora più attivo, che non a caso si chiamaAZIONARIATO ATTIVO (clicca sul link per un articolo esplicativo..) e che Salviato riporta così: nella primavera del 2005 la società di gestione di Banca Etica decide di fare una cosa che in Italia non si era mai vista, almeno non nelle scelte strategiche di una società finanziaria. A maggio partecipa all’assemblea degli azionisti di Indesit Company, una delle imprese della “lista”, che fanno parte dei fondi “Valori Responsabili”. Con una manciata di azioni Etica Sgr vota il bilancio, la destinazione dell’utile, la nomina nel collegio sindacale. Poi, un dipendente di Etica si fa coraggio, va al microfono, si presenta e fa una serie di domande. Si augura una maggiore attenzione per i “portatori di interesse”, chiede che la società fìssi in modo più chiaro nel bilancio gli obiettivi del piano di certificazione ambientale degli impianti di produzione, Quanti e quali stabilimenti saranno certificati anno per anno? Quanti sono già stati certificati? Chi ha comprato i fondi “Valori Responsabili” vuole una risposta. Le domande sono sempre il risultato di analisi approfondite. Lo stile è diverso da quello dei “disturbatori” che spesso intralciano i lavori delle assemblee, qui si chiede conto dei dettagli, non si fanno critiche generiche o ideologiche.

Indesit se ne accorge subito; dopo l’assemblea convoca Etica Sgr nella sua sede di Milano e chiede di fare osservazioni, dare consigli su come migliorare le proprie strategie in campo ambientale…

Banca Etica interviene nel 2006 in Telecom, denunciando per prima quello che salirà alla ribalta anni dopo come “Lo scandalo dei superstipendi”… aziende in perdita ma super stipendi agli amministratori…

Salviato spiega poi come Banca Etica fortunatamente non sia nè la prima nè l’unica struttura a fare azionariato critico, e si è infatti associata agli americani di ICCR e poi è intervenuta alle Assemblee dei soci di Eni, Enel, Cisco, chiedendo conto di diverse operazioni sconsiderate e ambientalmente distruttive… Dopo l’assemblea le imprese hanno iniziato a rispondere in modo dettagliato a tutte le osservazioni. Nessuna lettera, nessuna petizione o richiesta di una Ong era mai riuscita a ottenere risposte così complete. La strada del dialogo è ormai aperta. Il tutto grazie ai titoli azionari che, se usati bene, possono diventare uno strumento efficace e innovativo di partecipazione. Un modo per votare, per far sentire la voce della società civile e degli investitori etici nelle stanze dei bottoni delle maggiori società del mondo.

per leggere gli altri capitoli cliccate qui…

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E come sempre vi ricordo  alcuni strumenti che possono migliorare la situazione, strumenti a disposizione di tutti:

1) Il primo strumento è ovvio e scontato, diventare soci di Banca Etica, diventare protagonisti di un cambiamento in positivo. Siamo già più di 35mila, quindi coraggio, sareste in ottima compagnia.

2) Non limitiamoci a Banca Etica. Ci sono naturalmente centinaia di altre iniziative egualmente meritevoli, che possono continuare sulla loro strada solo e solamente se ognuno di noi apporta il proprio contributo. Io elenco quello che conosco personalmente qui.

3) Per cambiare il mondo in positivo, dobbiamo innanzitutti cambiare in tal senso noi e i nostri figli. A tal scopo, nel mio piccolo ho  messo a disposizione nella sezione “Indispensabilidue libri molto famosi ed con ottima critica sull’educazione dei bambini, che servono in buona sostanza a “educare” i genitori, e con i quali naturalmente mi trovo estremamente in sintonia:  “Genitori efficaci” e “Il segreto dei bambini felici“, che vi invito senz’altro a leggere, vedrete che ne vale la pena…   :-)


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