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ADSL in zone scoperte, 5° articolo

Posted by giannigirotto su 2 novembre 2011

Non si sottolinerà mai abbastanza l’importanza di avere una buona fruibilità di Internet sia da casa che fuori, con delle adeguate velocità, reali, di tramissione/ricezione.

L’esperienza sia nazionale che mondiale infatti dimostra ampiamente che  vale l’equazione: più internet = più sviluppo economico/sociale, più imprenditorialità, più servizi disponibili, più scambi, più iniziative, più collaborazioni, più lavoro e spesso anche più tutela ambientale, visto che normalmente Internet favorisce il telelavoro e la compravendita online, quindi senza la necessità di utilizzo dell’automobile per gli spostamenti personali.

Aggiungo quindi volentieri questa segnalazione trovata sul mensile “Valori” di ottobre 2011, edito dal Banca Etica, mentre per chi fosse interessato all’argomento specifico rimando anche al primo , secondo e terzo  e quarto articolo).

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Roma, Sardegna, Venezia, Prato, Grosseto, Genova, Torino, Gorizia: otto aree territoriali, un’unica grande rete wi-fi. Una notizia del genere potrebbe essere scontata altrove. Non nel Paese in cui attuare un’idea semplice è tutt’altro che semplice. Le otto amministrazioni locali hanno inaugurato Free Italia WiFi: ognuna aveva già offerto ai propri cittadini le possibilità di collegarsi gratuitamente agli hot spot sparsi nel territorio.

Ora, grazie al nuovo sistema integrato d’identificazione promosso dalla Provincia di Roma col supporto del consorzio interuniversitario Caspur, gli utenti registrati in una delle otto località potranno accedere alle altre reti federate, sempre gratis, senza doversi registrare di nuovo. 1.109 hot spot per 215 mila utenti. Tutte le amministrazioni si sono impegnate a garantire agli utenti delle reti federate almeno 300MB di traffico e/o due ore di navigazione giornaliere gratuite. E a Free Italy WiFi aderiranno ben presto altre città, dopo aver superato i passaggi amministrativi e tecnici necessari all’interconnessione. Sulla rampa di lancio: Bra (Cuneo), Cesena, Cosenza, Montevago (Agrigento), Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Saronno (Varese), Tortorici (Messina) e Trapani.

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una domanda mi sorge spontanea… e le Amministrazioni delle altre città, che fanno?

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