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Indispensabili: Blue Economy – Cap.4) APRIRE LA STRADA ALLE IMPRESE

Posted by giannigirotto su 30 aprile 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 4) APRIRE LA STRADA ALLE IMPRESE 

PENSARE  FUORI DAL  CORO: …Prendiamo in considerazione il pacemaker. Per 50 anni le irregolarità del ritmo cardiaco sono state risolte con questo strumento impiantato chi­rurgicamente. Il pacemaker è alimentato da una batteria collocata vicino alla clavicola. A causa dei nostri attuali stili di vita molto stressanti, negli anni a venire, saranno necessari milioni di pacemaker, ognuno al costo minimo di 50.000 dollari. Mentre tutti si stanno concentrando a svilup­pare batterie più efficienti, la soluzione di nuova generazione per regolare il ritmo cardiaco non avrà bisogno né di interventi chirurgici né di batte­rie. Il costo di questa nuova tecnologia potrebbe essere di soli 500 dolla­ri; il costo dei nanotubi è appena di qualche dollaro. L’introduzione di un conduttore con nanotubi che trasmettono la cor­rente dai tessuti sani alle zone colpite del cuore prende ispirazione dallo studio dei canali delle cellule che garantiscono la conduttività nel cuore delle balene. Un concetto non noto ai produttori di pacemaker…

… Mats Nilsson ha sviluppato agenti ritardanti di fiamma prodotti con ingredienti alimentari e ha integrato con successo la catena di distribu­zione nel settore della produzione di pannelli truciolati (usati per mobili e nell’edilizia), di poliuretano (molto usato nelle auto e nelle abitazioni) e di fibre per la moquette (per uffici, abitazioni e aerei). Bisogna però sviluppare centinaia di nuove applicazioni. Benché sia in grado di fornire queste sostanze chimiche non tossiche in gel o in polve­re, il processo di fissaggio con i materiali da trattare richiede piccole modi­fiche per ogni applicazione. Ma per arrivare a ciò, la ricerca ha bisogno di tempo e denaro. Il trattamento di materiali eterogenei come lattice, nylon e cellulosa richiede una conoscenza dettagliata di come integrare questa nuova tecnologia con gli attuali processi di produzione. La man­canza di fondi di finanziamento consistenti comprometterà la capacità di Nilsson di completare le ricerche necessarie e produrre le istruzioni di fis­saggio che ogni materiale e procedimento richiedono. Dovremo aspettare decenni prima che le tossine degli alogeni e del bromo vengano sostituite da molecole ispirate al ciclo di Krebs? Forse un chiaro messaggio da par­te dei consumatori potrebbe incoraggiare i maggiori costruttori edili a livello globale a testare, approvare e impiegare questo prodotto. Forse c’è qualche speranza che aziende come la Albemarle, la Chematur o la Basf siano pronte ad adottare queste innovazioni…

…Durante un periodo di crisi economica è improbabile che vengano adottate persino le innovazioni che offrono risparmi energe­tici dal 20 al 30%… 

Ci sono così tante alternative che il successo non è garantito nemmeno quando un nuovo prodotto è migliore e meno costoso. La prima difficoltà è quella di attirare l’atten­zione e la seconda è quella di attrarre denaro sonante. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che i leader di mercato affermati adot­tano una strategia nota come “effetto spiazzamento” (crowding out). In pratica si immette sul mercato Un prodotto basato sulla stessa tecnologia ma con minime variazioni, occupando tutto lo spazio sugli scaffali o rispondendo a cambiamenti minimi delle esigenze industriali. Si tratta di far credere agli acquirenti di aver esattamente quello di cui hanno biso­gno. Non c’è quindi molto spazio per un nuovo arrivato.

…I prodotti e i servizi sono standardizzati, la produzione e la distribuzione vengono ottimizzate e semplificate. La diversità si riduce alle trovate pub­blicitarie e alla progettazione della confezione, ma il contenuto, qualsiasi esso sia, rimane pressoché lo stesso dappertutto. Fondamentalmente, a livello globale c’è un unico motore diesel anche se usato da decine di case automobilistiche. I motori degli elettrodomestici sono quasi uguali in tutto il mondo. Tali metodi produttivi, a livello globale, concentrano le quote di mercato nelle mani di pochi i cui obiettivi sono le economie di scala: aumentare la produzione dello stesso prodotto con costi marginali sempre inferiori. Una volta che un prodotto diventa di uso comune, gli stabili flussi di denaro che esso genera scoraggeranno il cambiamento… II mercato dei prodotti adesivi illustra in modo eloquente questo mecca­nismo. Ci sono centinaia di colle e adesivi sul mercato, dominato da mega società come la 3M. La Henkel, un’azienda tedesca, commercializza pro­dotti adesivi derivati dall’amido vegetale. In realtà, il mercato è sommer­so di “soluzioni”. La domanda mondiale di adesivi e sigillanti genera un giro d’affari di circa 50 miliardi di dollari l’anno. Solo in Europa, ogni anno, l’industria degli adesivi e dei sigillanti investe 200 milioni di dolla­ri in ricerca e sviluppo. Questo vasto mercato con un potenziale di ricer­ca enorme è concentrato nelle mani di poche aziende che hanno già una ricchissima gamma di prodotti; diventa così difficile per un nuovo pro­dotto, per quanto creativo e attraente possa essere, ritagliarsi una sua nic­chia e spiazzare gli altri dagli scaffali, farsi spazio nei cataloghi di vendita o attirare l’attenzione degli acquirenti… 

…Quando le aziende che si ispirano all’ecologia sviluppano una linea di saponi biodegradabili rica­vando gli acidi grassi dalle palme, il loro successo di mercato incoraggia gli altri industriali a fare altrettanto. Per far fronte alla crescente doman­da internazionale, milioni di ettari di foresta pluviale vengono abbattuti per coltivare le palme da olio. Questo danno involontario è il modo più doloroso per imparare che biodegradabile non significa sostenibile. Le soluzioni verdi che mettono a repentaglio la vita dei poveri e dei primati sono solo un altro esempio di greeenwashing…

 

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Gianni G

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