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Indispensabili: Blue Economy – Cap.7) LA SETA SUL FILO DEL RASOIO

Posted by giannigirotto su 14 maggio 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 7) LA SETA SUL FILO DEL RASOIO

…Il gelso {Morus alba) cresce rigoglioso in gran parte della Cina, tipicamente arida. Il bombice del gelso (Bombyx mori), comunemente noto come baco da seta, si nutre delle foglie del gelso. Gli escrementi del baco, caden­do a terra, attirano batteri e microorganismi, producendo così rapida­mente nutrienti che arricchiscono il terreno. Nel corso di anni, secoli e infine millenni, la densità di soprassuolo sano di nuova creazione è aumentata di circa un millimetro l’anno. Ciò equivale alla formazione annua di 6-12 tonnellate per ettaro di soprassuolo arricchito di materiale organico…Nel corso della storia, anche i paesi europei e mediorien­tali hanno coltivato alberi di gelso, traendo benefici in termini di fertilità del suolo e di controllo dell’erosione. Italiani e turchi, nelle zone perime­trali dei vigneti, piantarono gelsi per contenere l’erosione dei pendii. Via via che l’attenzione passò dalle pratiche di agricoltura sostenibile alla mono­cultura commerciale ci si dimenticò di questi metodi naturali su come generare terreno fertile… 

…Oggi la perdita di terreno fertile rappresenta una delle maggiori sfide alla sicurezza alimentare della popolazione futura del pianeta… Ogni anno, in Africa, le sole tempeste di sabbia sono responsabili dell’asportazione di 2-3 miliardi di tonnellate di terriccio, privando inesorabilmente il continente della sua fertilità e produttività biologica, depositando nel contempo abbastanza sabbia nel Mar dei Caraibi da intorbidirne le acque e danneggiare le bar­riere coralline. Le pratiche agricole importate in Africa dai coloni euro­pei non sono adatte alle condizioni climatiche del continente… Di fronte a tali danni, gli agricoltori cedono all’illusione di rese più elevate offerte dai fertilizzanti petrolchimici e dalle sementi geneticamente modificate, sebbene siano un’arma a doppio taglio…

La seta naturale contiene almeno il 30% di carbonio. Sostituire la seta con fibre di origine petrolchimica comporta l’interruzione della fissazio­ne del carbonio da parte della seta e dei gelsi. Inoltre, cessa la rigenera­zione del terreno a essa correlata…

UNA RASATURA PERFETTA: Il rasoio da barba è un esempio onnipresente del consumo insostenibile… Si stima che, ogni anno, insie­me ai 10 miliardi di rasoi monouso vengano gettate in discarica 250.000 tonnellate di costoso metalloUn rasoio fatto con la seta fende grazie alla cheratina i peli sen­za tagliare la pelle, facendo roteare sulla superfìcie cutanea centinaia di sottilissimi fili, di fatto una versione in miniatura di un tosaerba a mano. Abbiamo a disposizione la tecnologia per farlo. Sarà solo questione di tempo e denaro per la sua messa a punto e produzione…

Dopo l’acqua, i polimeri rappresentano la seconda cate­goria principale di ingredienti contenuta nei prodotti cosmetici e per l’e­stetica. Si usa una vasta gamma di polimeri come agenti fìlmogeni, fis­santi, addensanti, emulsionanti, agenti che rispondono agli stimoli, ammorbidenti, stabilizzanti di schiuma, emollienti e antimicrobici. Il valore di mercato dei polimeri sintetici è attualmente di 15 miliardi di dollari, ed è in costante crescita… L’utilizzo della seta ottenuta con nanotecnologia come sostituta dei poli­meri sintetici potrebbe rappresentare una scelta molto redditizia per l’in­dustria cosmetica… 

APPLICAZIONI BIOCOMPATIBILI IN MEDICINA: la seta si presta ad una serie infinita di applicazioni, dal filo di sutura a bende, protesi, arti e cartilagini artificiali, il tutto con il vantaggio appunto di essere biocompatibile e non richiedere quindi l’uso degli immunosopressori…

Tutto quanto sopra ovviamente comporterebbe tutta una serie di nuovi posti di lavoro collegati…

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…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Gianni G

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