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Indispensabili: Blue Economy – Cap.11) UNA VERA MINIERA D’ORO

Posted by giannigirotto su 10 giugno 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 11) UNA VERA MINIERA D’ORO

… Nelle profondità della crosta terrestre il calore naturale supera i 50 °C: pensate alle competenze che è stato neces­sario applicare per garantire aria respirabile e temperature sostenibili a 20.000 lavoratori, fino a 4.000 metri sottoterra. Ci sono macchine che fabbricano il ghiaccio nelle viscere della Terra, per rendere vivibile l’am­biente di lavoro nelle miniere: le più grandi macchine da ghiaccio al mon­do, che lavorano nelle profondità del pianeta per raffreddare l’aria…

… L’attività mineraria è un affare rischioso sotto molti aspetti. Anche se sul mercato l’oro sta raggiungendo prezzi da record, non è detto che l’estra­zione di questo metallo prezioso continui a essere redditizia in futuro, soprattutto se gli introiti delle società del settore dovessero un giorno coprire tutte le esternalità e i costi per il risanamento ambientale che rica­dono sulle comunità locali. Quando l’oro grezzo arriva in superfìcie dalle profondità del suolo sudafricano, a volte porta con sé una dotazione natu­rale di uranio. Le scorie, cioè tutto ciò che rimane dopo l’estrazione del metallo prezioso, vengono abbandonate in superficie fino a definire un profilo netto all’orizzonte. La meravigliosa vista del panorama è anneb­biata, non dall’inquinamento proveniente dalla vicina città ma dalla pol­vere rilasciata dalle scorie radioattive…

… Per creare un ambiente di lavoro tollerabile nel pozzo di una miniera del genere, è necessario spendere 1,5 milioni di dollari al giorno di energia per pom­parvi aria e acqua. L’aria che fuoriesce dalle miniere rilascia circa 100.000 tonnellate di metano l’anno, cifra che potrebbe raddoppiare ogni anno per alcuni decenni, a mano a mano che si aprono nuovi pozzi…

… L’acqua disponibile presenta livel­li di inquinamento preoccupanti e renderà il terreno inadatto alla produ­zione alimentare per almeno una generazione, se non di più; nei pressi delle miniere e nelle zone circostanti è sconsigliato anche ogni tipo di allevamento, soprattutto quello di bestiame…

… Se le enormi miniere alla periferia di Johannesburg utilizzasse­ro la tecnologia di filtraggio della Megtec, o un’altra simile, per catturare il metano potrebbero alimentare un impianto da 90-180 megawatt, che coprirebbe il 50% del loro fabbisogno energetico attuale…

… Dalle fessure nelle profondità del terreno fuoriesce un’acqua pura, pulita, priva di batteri ed esposta alla forte energia positiva emanata dall’oro. Viene utilizzata per diluire l’acqua di lavorazione altamente inquinata, per raggiungere gli standard di qualità imposti per le acque reflue. È dif­ficile pensare a un modo peggiore di sprecare l’acqua potabile: vi sembra sensato mescolarla con acqua tossica in modo che, “in media”, soddisfi i requisiti minimi di sicurezza?…

… le miniere d’oro come Drienfontein e Kloof buttano via 100 milioni di litri di acqua al giorno…

… In Colombia, Las Gaviotas usa canali di distribuzio­ne selezionati per dare acqua potabile alle popolazioni locali gratuitamen­te e guadagnare dalla vendita di acqua in bottiglia nella capitale Bogotà…

… Il differenziale termi­co che le miniere generano con la loro attività è un’altra grande fonte di energia. La produzione di ghiaccio, l’espulsione di aria calda e il trasporto di minerali grezzi dalle profondità della Terra determinano picchi di tem­peratura che possono diventare utili fonti energetiche: è sufficiente instal­lare in posizione opportuna alcuni scambiatori di calore. Sebbene questi ultimi non siano certo una novità, sono ancora poco utilizzati nel settore, fatta eccezione per le vecchie miniere di carbone nei Paesi Bassi e in Ger­mania coinvolte nella Mine Water Initiative, che ora forniscono acqua calda alle regioni circostanti…

… Quando il prez­zo dell’uranio scese a un livello tale per cui la sua estrazione non era più conveniente, le miniere d’oro smisero di venderlo. Ciò che era fonte di ricavi si trasformò in scarto e, smaltito per qualche decennio nei corsi d’acqua, l’uranio si è accumulato nelle paludi e nei letti dei fiumi…

…Ricordia­mo che, anche se negli anni ’60 non erano considerati contaminanti peri­colosi né i policlorobifenili né l’amianto, allora ampiamente utilizzati, di recente sia la General Electric (Gè) negli Stati Uniti sia l’Abb in Sviz­zera sono state costrette a pagare risarcimenti di 500 milioni e un miliar­do di dollari, rispettivamente, per cause legate a contaminazioni avve­nute in quel periodo…

Di fronte a una questio­ne così delicata è normale che gli analisti considerino — con effetto nega­tivo sulla valutazione attuale delle azioni della società – il rischio di dover “fare pulizia” in futuro e subire l’isteria mediatica che ne deriverebbe… La tecnologia basata sulla chelazione esiste da alcuni decenni: è un approc­cio ormai rodato per l’isolamento di metalli preziosi e di componenti tos­sici come uranio, tallio e piombo…  Pensate alla capacità di recuperare il rame da parte di alcune specie di funghi come YAuricularia polytricha e quella dei gerani [Geranium spp.) di recuperare il piombo: sono milioni di volte più efficienti delle fonderie dove oggi vengono lavorati i minerali grezzi… La tecnologia della chelazione che i batteri ci insegnano non si limita al recupero di metalli pesanti e ossido di cromo…

…Se una miniera di oro e uranio fosse convertita nell’arco di qualche anno in un sofisticato sistema di estrazio­ne d’acqua e generazione d’energia, potrebbe diventare un’attrazione turi­stica in grado di ripagarsi da sé, esponendo al pubblico anche le meravi­glie della tecnologia che hanno reso possibile l’attività mineraria a 4.200 metri di profondità…

…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Gianni G

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