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Indispensabili: Blue Economy – Cap.12) EDIFICI PROGETTATI IN BASE Al FLUSSI

Posted by giannigirotto su 17 giugno 2012

Continuo con l’inseririmento nella mia sezione Indispensabili degli estratti di questo libro di Gunter Paoli, che tratta di un tema di portata epocale, e cioè la riforma del nostro modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, l’industria, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta in cui ci ritroviamo a vivere.

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Cap. 12)EDIFICI PROGETTATI IN BASE Al FLUSSI

… Gli edifìci in cui passiamo almeno due terzi delle nostre vite dovrebbero giustamente essere progettati per garantirci salute e sicurezza… Se controllate il pH dell’aria nelle vostre case, vi accorgerete subito che nelle aree urbane è acido…

…Architetti e medici sono le due categorie che potrebbero essere coinvolte di più. Ma, a causa della rigida separazione dei saperi, tendono a pensare che la questione dell’acidità e alcalinità sia riservata ai chimici. Persino i più moderni architetti ambientalisti, quelli che possono aver costruito un edificio meritevole della certificazione Leed Platinum, spesso non sanno quanto sia importante mantenere un certo pH…

…Ci sono sette flussi importanti che dovrebbero essere integrati in ogni pro­getto: aria, luce, acqua, energia, suono, materia e persone. Ciascuno di questi flussi influenza l’equilibrio dinamico che crea le condizioni vitali in cui ognuno di noi può sopravvivere e stare bene, e ha come principio-motore il miglioramento della vita…

…Immaginate un bambino piccolo che dorme, per buona parte del giorno, in una stanza dove la colla del truciolato rilascia formaldeide, il pavimen­to e la vernice sui muri contengono battericidi e fungicidi carichi di sostanze chimiche, i giocattoli e i vestitini colorati mostrano tracce di metalli pesanti e il materasso, le lenzuola, le tende e i tappeti sono stati trattati con derivati del bromo per resistere alle fiamme. I doppi vetri sono stratificati con filtri anti UV e coperti da pesanti tende che impedi­scono alla luce di entrare, mentre un tappeto attutisce i rumori che potreb­bero disturbare il sonno. Uno strato isolante e il ricircolo efficiente del­l’aria calda e fredda chiudono l’ambiente ermeticamente e lo isolano anco­ra di più dai suoni. I pannolini usa e getta e i prodotti per l’igiene del neonato sono pieni di fragranze sintetiche, parabeni, coloranti chimici e sbiancanti ottici, e i filtri dell’aria condizionata contengono sostanze battericide…

…Gli scienziati coreani hanno creato un sottile film di nanofìbre di carbo­nio da posizionare sotto il parquet o un tappeto, che potrebbe portare l’ambiente circostante fino a 36,5 CC con il solo ausilio di un congegno a energia solare da 12 volt. Inizialmente questo sistema era stato testato in Giappone e in Corea per tenere al caldo le radici delle piante all’inter­no delle serre, permettendo un risparmio di energia pari al 70%; ora ini­zia a essere applicato anche per il riscaldamento delle case…

…Le termiti sono una specie contadina: hanno perfezionato un metodo per trasportare le biomasse a un livello più profondo del suolo per coltivarvi i funghi. Nell’arco dei millenni hanno imparato quanto sia importante un controllo rigoroso delle condizioni ambientali: i funghi non proliferano se non a certi pre­cisi livelli di temperatura e umidità, anche se hanno a disposizione un terreno ideale. Così i nidi delle termiti presentano sempre una tempera­tura di 27 °C e un’umidità costante al 61%: ovunque vivano, in qualsiasi clima si trovino, hanno imparato a controllare la circolazione dell’aria costruendo gallerie e camini. Da Dallas a Dacca, da Oslo a Osaka, indif­ferenti alle condizioni meteorologiche esterne, le termiti riescono a creare una propria infrastruttura per regolare le correnti, mantenendo un flusso e una qualità dell’aria costanti: cambiano semplicemente il colore, la lar­ghezza, la lunghezza o l’altezza delle gallerie e dei camini nel nido. I camini scaldano l’aria, che sale e fuoriesce dal termitaio creando un vuo­to al suo interno. L’aria proveniente dall’esterno viene incanalata nelle pic­cole gallerie sotterranee: se è calda e umida si raffredda e rilascia umidità; se è fredda e secca, si scalda e assorbe umidità…

…Nel 1998 il professor Lars Thofeldt è arrivato a sviluppare un sistema basato sulle piante, da allora il suo “filtro vivente” ha trovato applicazio­ne in tutto il mondo. Bisogna fare in modo che la turbolenza presente in un qualsiasi edifìcio spinga l’aria ad attraversare un insieme di 150 pian­te posizionate strategicamente vicino al soffitto. La logica è quella delle foreste pluviali, che oltre a essere una riserva di biodiversità e una fonte di ossigeno sono anche enormi “filtri per l’aria”. In Amazzonia, infatti, le piante sono in grado di catturare particelle di polvere che possono essere arrivate fin lì addirittura dall’Africa: la pioggia le fa poi precipitare al suo­lo, arricchendo il terreno. Le piante del sistema Living Filters sono costan­temente illuminate da lampade led ad alta efficienza e vengono irrorate ogni 15 minuti da uno spruzzo di vapor acqueo. Questo vapore discende sulle piante, sempre illuminate e inumidite, pulendo l’aria della polvere e persino delle tossine. Il risultato è palpabile: l’aria è più ricca di ossigeno e raggiunge un buon grado di alcalinità….

…Se invece costruissimo un edifìcio in cui l’aria possa circolare anche nei sotterranei, permettendo all’intero spettro luminoso (incluse le radiazioni ultraviolette) di penetrare all’interno, elimineremmo le condizioni favo­revoli alla proliferazione dei funghi. Grazie a una ventilazione adeguata faremmo davvero pulizia, eliminando anche le spore all’origine di tanti disturbi respiratori. Anders Nyquist usa un prisma di luce per portare il sole ai piani interrati, fornendo non solo il modo di illuminare gratuita­mente questi ambienti durante, il giorno ma anche una prima arma con­tro l’attacco dei funghi…

…Visto che i funghi che crescono negli spazi bui e stantii amano gli ambienti acidi, un altro modo di tenerli sotto con­trollo è rendere il pH del vostro seminterrato più alcalino: se non trova­no un ambiente a loro favorevole, rimangono semplicemente dormienti. Pareti e pavimentazione dovrebbero quindi essere fatte di materiali con­tenenti carbonato di calcio, come conchiglie frantumate; se si usa il car-tongesso, lo strato isolante dovrebbe essere a base di alghe marine. Alghe e conchiglie sono materiali abbondanti, economici e molto alcalini; usati come materiale grezzo per realizzare pavimentazioni e strati isolanti, offro­no performance del tutto analoghe ai materiali attualmente disponibili…

…Alce Màrd, fondatore della innovativa società svedese Mrd Construction Company, adotta un altro metodo per controllare le muffe. La Pittsbur­gh Corning lo rifornisce di vetro riciclato inutilizzabile, e lui lo lavora per creare blocchi di schiuma di vetro impiegati come materiali edili strut­turali in Belgio e Repubblica Ceca. Gli input sono aria (soprattutto CO2) e vetro riciclato, e l’output è una struttura multi-funzionale in grado di sopportare grandi pesi. Il vetro riciclato arricchito con gas di carbonio è leggero e, pur funzionando da isolante, resiste agli acidi, alle muffe e a tutti i parassiti, che non possono aggredirlo in alcun modo…

segue poi un corposo paragrafo sull’acqua. L’autore illustra numerosi sprechi e modi per invece recuperla e gestirla al meglio. Il capitolo è tutto ugualmente interessante e impossibile da condensare stante la quantità è qualità delle informazioni esposte, riporto solo una delle conclusioni… In modo del tutto simile, una torre di raffreddamento in cima a un complesso di uffici fa condensare il vapore acqueo che si accu­mula come sudore sulla sua superficie. Per farvi un’idea di quanta acqua sia sospesa nell’atmosfera pensate che, se l’aria espulsa ogni giorno da un edificio di grandi dimensioni fosse prima fatta passare su una combina­zione di superfìci idrorepellenti e idrofile, si potrebbero incanalare dal tetto verso i piani sottostanti cento metri cubi di acqua al minuto. Inol­tre è interessante notare che l’acqua recuperata dalle torri di raffredda­mento sui tetti potrebbe fluire verso il basso per semplice gravità, ridu­cendo i consumi di energia… Se facciamo passare l’acqua attraverso un vortice che separi i solidi dai liquidi, in un edificio di dieci piani si potrà usare per azionare lo sciac­quone dieci volte e, visto che lo scarico dei water è la prima causa di con­sumo idrico negli uffici, risparmieremmo sia acqua sia energia…

…Ipotizzando nanocristalli posi­zionati in un edifìcio di dieci piani, si è calcolato che la piezoelettricità prodotta dalla forza di gravità potrebbe arrivare a circa 6.000 kWh… Se al cemento armato usato per eri­gere la struttura fosse unito il bambù, l’edificio non solo sarebbe efficien­te dal punto di vista energetico ma contribuirebbe addirittura al seque­stro della CO2, perché il carbonio assorbito dal bambù compenserebbe le emissioni dovute al cemento…

…pensiamo a Brasilia, la capitale del Bra­sile, che grazie al visionario architetto Oscar Niemeyer riesce a soddisfare il 90% della domanda di frutta e verdura dei suoi due milioni di abitanti grazie a coltivazioni entro i confini della città…

… il bambù è imbattibile in termini di funzionalità tecnica: è palesemente in grado di sostituire sia il cemento sia l’acciaio. Con più di 2.000 specie diverse solo nelle Americhe, il bambù ha qualità che gli permetterebbero di soddisfare la crescente domanda di materiali edili in modo facile, ecologico ed economico. Alla fine del 20° secolo il bambù era ancora il materiale edile più usato da oltre un miliardo di per­sone nel mondo, soprattutto nella fascia tropicale…  La Taiheiyo, invece, è riuscita a utilizzare fibre di bambù semplicemente premendole insieme al cemento in parti uguali (per peso; il rapporto è 50/50 o 75/25 per volume), senza additivi o sostanze chimiche: ha così creato una lastra di cemento a impat­to zero… Il bambù non resiste ai terremoti: piuttosto, si muove in sintonia con le scosse. Una struttura di bambù non ha bisogno nemmeno di rinforzi incrociati per sopportare gli improvvisi e caotici sbalzi laterali e verso l’al­to. La cosa curiosa è che il bambù è cavo, e abbastanza flessibile da rima­nere in piedi fintanto che l’edifìcio mantiene un’inclinazione verso l’in­terno: è sufficiente ridurre gli angoli retti a 85° per ottenere una tale sta­bilità che durante un terremoto non si muovono nemmeno le tegole sul tetto… Pur non bloccando il vento, queste costruzioni resiste­rebbero persino a un uragano…
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…i prossimi capitoli saranno disponibili (spero) nelle settimane prossime, mentre quelli già pubblicati li trovate qua

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Come sempre vi ricordo  che in un altra sezione del mio sito ho elencato una serie di opportunità di AGIRE per cambiare le cose in meglio. Ed infine, di fronte a tutte queste pressioni per consumare, spendere, crescere sempre di più, consiglio anche la lettura anche de “La Decrescita felice“, che apre uno squarcio di luce su questa spirale perversa, e ci fa capire come si possa coniugare lo sviluppo, la felicità con l’autoproduzione e il recupero del saper fare personale…

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Gianni G

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