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Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: Azionariato critico / Azionariato attivo

Posted by giannigirotto su 28 settembre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui. Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

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Logo BluradioVenetoUn cordiale saluto, io sono Gianni Girotto, e vi terrò compagnia nei prossimi minuti con questa nuova puntata di “Non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente i propri soldi.
Nel corso della prima puntata vi avevo elencato brevemente gli argomenti che avremmo discusso, e fra questi avevo menzionato il cosidetto “Azionariato Attivo – azionariato Critico”. Di cosa si tratta allora?  Bene, vi dico subito che a mio modesto avviso è uno degli strumenti più potenti e più efficaci che abbiamo noi singoli cittadini per far modificare il comportamente, in meglio ovviamente, delle grandi multinazionali, delle grandissime aziende, dei grandi enti industriali e commerciali,quelle che sono presenti in borsa, e delle quali si possono acquistare appunto azioni.
Allora, per azionariato critico s’intende proprio l’acquistare alcune “Azioni” di imprese di cui non ci piace il comportamento etico, perchè riteniamo colpevoli di violazioni di diritti umani, sociali o ambientali. Acquistando delle azioni infatti si acquisisce il diritto di partecipare alle assemblee dei soci, di poter parlare durante tali assemblee, porre domande e proporre azioni correttive dialogando con gli altri azionisti e con la dirigenza della stessa impresa. Non solo, acquistare azioni di quella tale impresa significa poter votare durante l’assemblea dei soci, e votare naturalmente secondo la propria etica, non quella della società, concorrendo quindi possibilmente ad approvare le decisioni etiche e bocciare quelle non etiche.
Non solo, partecipare in questo modo significa far sapere all’azienda che l’opinione pubblica è al corrente di tutta una serie di situazioni relative il modo di operare che magari la stessa voleva occultare, e contemporaneamente avvisare tutti gli altri soci che l’azienda si sta comportanto in maniera eticamente scorretta.
Infine, essere soci significa avere migliore accesso ai documenti societari, e quindi poter essere più informati e quindi fornire migliori e più precise comunicazioni sulla situazione all’opinione pubblica.
Riassumento al massimo quindi si tratta di acquistare azioni non per specularci sopra sperando che il loro valore aumenti e ci permetta quindi di realizzare un guadagno rivendendole al momento giusto, insomma non si tratta di  giocare in borsa, ma acquistarle per diventarne soci e concorrere a controllare e influenzare le decisioni strategiche dell’azienda.
Vi voglio dare subito alcuni esempi per farvi capire che non parliamo di mere teorie, di favolette per inguaribili sognatori, per utopisti, ma la cosa è operativa e funzioni da anni con grandi risultati pratici.
Primo esempio: a novembre del 2008 Banca Etica, che uno dei principali attori della finanza etica in Italia e di cui parleremo più volte, con le sue 50mila azioni in “dote”, ha partecipato all’assemblea di CISCO, colosso mondiale che produce gli apparecchi che servono per far funzionare Internet, ed assieme agli altri attori di azionariato critico sono riusciti a far passare una mozione che impedì alla CISCO di collaborare con il Governo cinese nelle operazioni di “censura” ad Internet, operazioni che avrebbero potuto essere tranquillamente effettuate dagli apparecchi che la CISCO fornisce alla Cina. Insomma avrebbero potuto accordarsi per fornire apparcchi  “taroccati”, prefiltrati, invece grazie all’azionariato critico di Banca Etica e degli altri attori questo misfatto è stato impedito.  Ho detto che ha partecipato “assieme ad altri attori” perchè Esistono altri entità come fondi di investimento e fondi pensione socialmente responsabili (se volete cercate in internet SRI  Social Responsible Investment) che prestano attenzione non solo al rendimento economico dell’investimento, ma anche al comportamento e alla responsabilità dell’impresa in altri ambiti e che intervengono nelle assemblee dei soci per chiedere miglioramenti comportamentali, una delle principali di tali realtà è la statunitense ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility).
Altro esempio: Dal 2008 Banca Etica partecipa in modo critico alle assemblee degli azionisti di Enel e di Eni. Tra i temi che sta seguendo ci sono:
– gli impatti sociali e ambientale di Eni in Kazakhstan;
– il problema del gas flaring in Nigeria;
– la presenza di Eni in paesi considerati “paradisi fiscali” (ricordo che ai paradisi fiscali dedicheremo una puntata);
– il presunto coinvolgimento di Eni in casi di corruzione internazionale;
– i progetti di sfruttamento delle sabbie bituminose nel Congo-Brazzaville.
– la costruzione di cinque grandi dighe sui fiumi Baker e Pascua, e per promuovere il ritorno dell’acqua cilena in mani pubbliche.
Quindi come sentite stiamo parlando di cose serissime e concretissime, non di favolette e filosofia, e dopo una breve pausa, vedremo come passare dalla teoria alla pratica, e quindi come ciascuno di noi può diventare un “azionista critico”. Piccola pausa, restate con noi…

(pausa)

Ben ritrovati alla seconda parte della trasmissione “non con…”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente i propri soldi. Stavamo parlando dell’azionariato critico, quindi dopo avervi spiegato cos’è e a cosa serve e dato alcuni esempi concreti passiamo a vedere come ognuno di noi può decidere di “entrare concretamente in azione”.
Naturalmente lo si potrebbe fare direttamente, cioè acquistando personalmente azioni delle aziende che ci sembrano più scorrette e partecipando personalmente alle assemblee dei soci. Ma chiaramente è un’opzione molto molto difficile e dispendiosa per la maggior parte di noi, chi ne ha il tempo e la competnza? Ecco allora che l’alternativa naturale è quella di associarsi, di appogiarsi a delle realtà già organizzate e competenti, e di nostro metterci solo il denaro che serve per l’acquisto delle azioni.
Tra le alternative che ci consentono di operano in tal senso ci sono anche i fondi di investimento gestiti da Banca Etica. Come vi accennavo prima questa banca, nata dal mondo del volontariato e fondata sui principi della finanza etica, svolge tra le sue attività appunto anche l’azionariato critico.  Questa operazione viene fatta più in particolare da una società del gruppo di Banca Etica, cioà da ETICA SGR (sgr significa società gestione del risparmio, cioè quelle società che sono autorizzate a gestire i cosidetti fondi di investimento). Quindi poichè Etica sgr gestisce fondi di investimento anche azionari, ed effettivamente acquista azioni di svariate aziende, a quel punto può intervenire e appunto interviene effettivamente nelle assemblee dei  soci delle aziende non etiche, come abbiamo spiegato nella prima parte della trasmissione.
In buona sostanza chi tra di voi  ha qualche risparmio, qualche soldino da parte e vuole investirlo con un occhio sì al rendimento, ma anche e sopratutto all’utilizzo etico che ne deve venir fatto del proprio denaro,  ecco la possibilità di aderire a tali fondi sapendo che il proprio denaro contribuirà a fare pressione e a votare nelle assemblee a favore delle decisioni etiche e contro quelle scorrette. Tutti i dettagli ovviamente li potete trovare su Internet o sul sito di Banca Etica o comunque cercando materiale sull’azionariato critico e azionariato attivo.
Per finire volevo leggere due brevi stralci di un articolo comparso qualche mese fa sul “Fatto quotidiano”, la notissima rivista cartacea e online di Travaglio e company, che penso tutti voi conosciate, articolo che conferma e riassume quanto vi ho esposto in questa puntata. L’articolo si intitola  “Noi azionisti critici all’assemblea Enel” è a firma di Mauro Meggiolaro | 30 aprile 2012… allora leggo alcune righe:
Oggi a Roma all’assemblea di Enel saremo in tanti. Azionisti attivi, critici, a cui non basta il dividendo. Vogliamo anche sapere come i dividendi vengono prodotti, perché si sceglie di continuare a investire nel nucleare e nel carbone, perché l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti si porta a casa il 35% in più dell’anno scorso, oltre 4,3 milioni di euro, anche se l’utile consolidato del gruppo è calato del 5%.
e più avanti
L’azionariato critico all’assemblea di Enel (e di Eni) è arrivato alla sua quinta edizione. Lo promuove la Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Banca Etica), che negli anni ha riunito attorno a sé ong e gruppi di attivisti come Crbm, Greenpeace, Amnesty International e coalizioni di azionisti come Iccr per cercare di spiegare alle imprese – (omissis)– che molto spesso una valutazione poco attenta degli impatti ambientali e sociali o una governance lottizzata possono tradursi in problemi reputazionali o risultati finanziari deludenti che danneggiano tutti gli azionisti.

Bene, con questo termina questa puntata, spero di avervi fornito informazioni interessanti, e nella prossima continueremo a parlare di come diventare persone non più passive ma attive nel mondo della finanza etica.
Vi ricordo che per trovarci online su questi argomenti vi è la pagina FB “Etica? si grazie” e il mio sito più in particolare la sua sezione “Finanza Etica” sito che potete trovare cercando sui motori di ricerca “Finanza etica gianni girotto”.
Bene, abbiamo terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla settimana prossima.

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