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Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: I lobbysti finanziari a Bruxelles

Posted by giannigirotto su 25 ottobre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui

Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

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Logo BluradioVenetoUn cordiale saluto, sono Gianni Girotto, e vi terrò compagnia nei prossimi minuti con questa nuova puntata di “Non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente il proprio denaro.
Nel corso della prima puntata vi avevo elencato brevemente gli argomenti che avremmo discusso, e fra questi avevo menzionato il problema della presenza di numerosi lobbisti a bruxelles, presso il Parlamento Europeo, che sono sostanzialmente persone che hanno lo specifico compito di , supportare, aiutare, perorare le cause della grande finanza, insomma fare pressione affinchè la legislazione europa non vada a svantaggio bensì a vantaggio di Banche e Assicurazioni e fondi d’investimento.
Dovete innzitutto sapere che stiamo parlando di una figura professionale e di un lavoro, il lobbista appunto, assolutamente legale e regolamentato, e che , ora come ora, dietro le quinte della Commissione, del Parlamento e del Consiglio dei ministri di Bruxelles, vede operare 700 esperti lobbisti per indirizzare il processo legislativo nella direzione auspicata da banche e assicurazione. Vediamo di chiarire ancora meglio il concetto, allora, l’opera dei lobbisti è assolutamente legale e regolamentata, tanto che è ampiamente previsto che questi abbiano accesso in maniera appunto regolata agli Europarlamentari e ai diversi uffici e funzionari che lavorano nelle numerose Commissioni, uffici ed istituzioni pubbliche di Bruxelles. Ed il loro compito è quello di supportare i loro mandanti, che fra l’altro sono assolutamente noti in quanto un lobbista deve dichiarare in maniera trasparente  quali sono i soggetti per cui lavora. Il lobbista quindi cerca di convincere con una serie di motivazioni tecniche, economiche, matematiche e quant’altro, l’apparato pubblico che le leggi in corso di discussione in quel momento devono essere conformate, modificate in una certa maniera perchè altrimenti questo comporterebbe danni ai loro mandanti e, dicono loro, a cascata su tutti i cittadini. Ed evidentemente questo piccolo esercito di 700 lobbisti finanziari ha lavorato molto bene negli ultimi anni, dal momento che Dall’inizio della crisi nel 2008 sono riusciti sinora a vanificare ogni tentativo di riformare il settore finanziario.
Per completare questo quadretto della situazione ora vi basterà sapere che i lobbisti “pro consumatori”, pro cittadini, non sono letteramente esistiti sino a giugno del 2010, cioè proprio non ve n’erano, e quindi non c’era nessuno che facesse da contrappeso, da contraltare, ai lobbisti della grande finanza, ed anche oggi sono comunque in forte minoranza.
In effetti la presa di coscienza di questa situazione di grande squilibrio è avvenuta proprio nell’autunno 2008, quando è esplosa la crisi finanziaria e di conseguenza è stato necessario individuare le cause della crisi. Pensate, a quel punto ci si è resi conto che non c’erano specialisti veramente indipendenti nel mondo della finanza. A tutti i livelli infatti a valutare le cose c’erano banchieri, amministratori di fondi o esperti comunque pagati dalle banche.
Solo dopo il 2008 e l’esplosione della crisi ci si è resi conto che la Commissione europea e la Direzione generale del mercato interno , che è un organismo estremamente importante, erano letteralmente infiltrati dal settore finanziario. È stato l’Osservatorio europeo delle aziende a rivelare la portata del fenomeno. Il suo rapporto pubblicato nell’autunno 2009 si intitola “Una Commissione prigioniera” e illustra in che modo Charlie McCreevy, commissario in carica all’epoca, avesse di fatto delegato il processo legislativo alle imprese coinvolte… pensate cosa significa dare in mano alle aziende private la produzione delle leggi. Molti si sono indignati naturalmente , ma la faccenda non ha avuto ripercussioni concrete.

Bene, non voglio annoiarvi o entrare troppo in dettagli, credo che la situazione che vi ho delineato sia sufficientemente chiara, abbiamo una situazione di estremo squilibrio tra i gruppi di pressione probanche da una parte e proconsumatori dall’altra a livello di produzione legislativa europea, ovviamente squilibrio a favore del mondo bancario. Ed ecco perchè ho voluto parlarvene in questa puntata che è una delle prime, perchè possiate meglio inquadrare tutto quello che di cui parleremo in seguito, e contemporaneamente capire subito uno dei principali motivi per cui ci troviamo in questa situazione. Infatti è ovvio che una società civile si conforma in base alla propria legislazione, e per modificare la situazione, la struttura, bisogna per forza avere un supporto legislativo adeguato, insomma andare il più possibile a monte dei problemi, non a valle. Quindi spero ora abbiate compreso meglio la situazione, e dopo una breve pausa passeremo ad esaminare come possiamo reagire concretamente.

Ora una Piccola pausa, che ci vuole, a risentirci tra pochissimo…

(Pausa)

Ben ritrovati alla seconda parte di “non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente il proprio denaro. Stavamo parlando della lobby finanziaria a bruxelles, e dopo aver appunto spiegato prima della pausa cosa sono e come si comportano i lobbisti finanziari a bruxelles, vediamo ora cosa possiamo fare noi cittadini comuni per correggere questa enorme squilibrio. Beh innanzitutto il saperlo costituisce il primo fondamentale passo, la maggior parte della gente ignora questa situazione, e quindi diffondere questa notizia è molto importante e rappresenta appunto il primo passo che ciascuno di noi può compiere: prendersi l’impegno di informare almeno un amico (che ci vuole…, ho detto uno…).
Poi, una volta che si è ben consapevoli, un secondo passo pratico consisterà nel chiedere a tutti i politici che incontreremo d’ora in poi “Cosa intende fare lei per diminuire il potere dei lobbisti finanziari a bruxelles” e stare a sentire cosa ci viene risposto; probabilmente la maggior parte dei politici cadrà dalle nuvole e balbetterà qualche risposta in politichese stretto, ma se continuiamo a domandarglielo li costringeremo a prendere provvedimenti. Inutile aggiungere a questo punto che ognuno di noi valuterà se votare un soggetto politico che abbia nel suo programma una soluzione a questo problema, o se al contrario non lo prenda nemmeno in considerazione, dimostrando così di avere ben altre priorità che non la lotta alle grandi lobby finanziarie. Quindi la conoscenza come primo punto fondamentale, ciascuno di voi passi passare parola ed informi coloro che ancora ignorano questi fatti.
Dopodichè si può pensare ad approfondire la materia e restare aggiornati, e infine associarsi con chi da anni combatte questa situazione. Riguardo il primo punto, per approfondire e restare aggiornati, consiglio di seguire il sito di un organismo che si chiama “Finance watch”. Questo è nato il 30 giugno 2010 ed ha per appunto obiettivo esercitare forti pressioni politiche per la regolazione della finanza, per metterla al servizio dell’economia e non più della speculazione.
Questa iniziativa è partita nel mese di giugno del 2010, quando il deputato ecologista Pascal Canfin lanciò l’idea di un’associazione di specialisti in grado di contrastare gli argomenti delle lobby finanziarie. In poco tempo rappresentanti di cinque gruppi politici diversi– da destra a sinistra – presenti a Bruxelles aderiscono e sostengono il progetto. Nei mesi seguenti vi furono tutta una serie di riunioni per definire degli obiettivi comuni e per finalizzare gli strumenti d’azione: in particolare migliorare gli strumenti di comunicazione per sensibilizzare l’opinione pubblica.
In poco tempo vi hanno aderito oltre trenta organizzazioni (sono 38 ora) , da Attac (che si batte da anni per l’introduzione della Tobin Tax, a cui magari dedicheremo una prossima puntata) alla Confederazione europea dei sindacati, gruppi di Consumatori, fondazioni e altro.
Bene, per passare ancora di più alla pratica, si tratta di dare forza ora a questa Associazione, e quindi associarsi, o direttamente con loro, tramite il loro sito http://www.finance-watch.org/, o tramite realtà che ne sono già membri attivi o che stanno valutando di diventarlo. In Italia una di queste è Altroconsumo di cui Vi ho già parlato , conta 350mila soci in italia, ed èuna delle Associazioni di consumatori più attive ed autorevoli. Altroconsumo da sempre combatte contro lo strapotere delle grandi istituzioni finanziarie, io vi consiglio di passare veramente un po’ di tempo nel loro sito http://www.altroconsumo.it e verificare con il vostri  occhi quante malefatte di banche ed assicurazioni abbiano denunciato nel corso degli ultimi vent’anni, e quanti sforzi stiano facendo per combatterli. Associarsi ad un organismo come Altroconsumo significa contribuire concretamente a darle ancora maggiore potere di manovra, per fare la sua parte direttamente e perchè no anche tramite l’Associazione “specializzata” che è per l’appunto Finance watch di cui vi ho appena parlato. Forza dunque visitate il loro sito, esaminatelo per bene e poi giudicate se meritano di essere provati per un anno, che è il periodo temporale che dura un’iscrizione.
Bene, con questo termina questa puntata, spero di avervi fornito informazioni interessanti, e nella prossima continueremo a parlare di come diventare persone non più passive ma attive nel mondo della finanza etica.
Vi ricordo che per trovarci online su questi argomenti vi è la pagina FB “Etica? si grazie” e il mio sito più in particolare la sua sezione “Finanza Etica” sito che potete trovare cercando sui motori di ricerca “Finanza etica gianni girotto”.
Bene, abbiamo terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla settimana prossima.

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