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Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: Più speculazione per tutti

Posted by giannigirotto su 14 novembre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui.

Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

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Logo BluradioVeneto

Un cordiale saluto da Gianni Girotto e benvenuti a questo nuova puntata di “non con i miei soldi”.

Da molto tempo si sono fatte ancora più insistenti e più frequenti una serie di inserzioni pubblicitarie che compaiono su internet e giornali, e che promettono guadagni facili e favolosi per tutti, investendo anche cifre molto modeste. Provate a farci caso, navigando un po’ sui social network o su moltissimi siti più o meno famosi, si trovano inserzioni pubblicitarie che offrono di investire il proprio denaro con rendimenti a dir poco mirabolanti. Affermano infatti che investendo soli 100 euro se ne possono ricavare 20mila o addirittura 40mila.

Allora, prima ancora di parlare dell’eticità di tali strumenti, vi dirò subito che sì  è vero che questi investimenti possono farvi guadagnare velocemente grosse cifre, ma è altrettanto vero che con la stessa facilità tali cifre si possono perdere. Per essere precisi quando le pubblicità parlano di una “leva” di 400 a 1, cioè investendo 1 si può guadagnare 400, significa che basta una fluttazione del titolo dello 0,25% in positivo per guadagnare, ma se la fluttazione è dello 0,25% in negativo, il vostro capitale è perso, punto e basta.

Insomma prima ancora di parlare di eticità, ma usando semplicemente il buon senso, vi sembra credibile che qualcuno che afferma di conoscere un metodo così “sicuro” per fare soldi, ve lo venga a raccontare a voi gratis, addirittura spendendo soldi per inserzioni pubblicitarie per diffondere tale sistema? Un vero benefattore costui… ma se tale sistema fosse davvero così sicuro perchè non lo usa direttamente lui… e tanto per dire, pensate il nostro buon Presidente del Consiglio, che è un grande esperto di finanza, potrebbe passare alla storia facilmente come salvatore della nazione italica, investendo un miliardo di euro, guadagnandone con tali sistemi 400 in pochi giorni o addirittura poche ore, ed azzerando così in pochissimo tempo il nostro debito pubblico…seeeeee

Naturalmente non è la prima volta che qualcuno propone dei guadagni “facili e garantiti” agli ignari clienti. E’ da quando esiste la borsa che esistono delle persone che propongono offerte mirabolanti, tanto è vero che è diventato di uso comune parlare del cosidetto “schema Ponzi”, riferendosi ad un affarista, tra l’altro italiano, senza scrupoli, che agli inizi del ‘900 truffò circa 40mila clienti promettendo loro interessi mirabolanti sui loro investimenti, e limitandosi invece a girare ai vecchi sottoscrittori, cioè ai primi clienti, una parte delle risorse che venivano affidate dai nuovi clienti. Questo sistema dall’esterno, a prima vista, sembra garantire i profitti annunciati, e così un numero sempre maggiore di persone si lascia incantare, finchè inevitabilmente, matematicamente, il castello di carte crolla fragorosamente lasciando allo scoperto la stragrande maggioranza dei clienti che semplicemente perdono il loro investimento.  Questo sistema “piramidale” di truffa non viene mai divulgato a sufficienza, ed al contrario nelle scuole non viene mai fatto un corso di base di finanza per imparare a riconoscere e difendersi dai raggiri, e quindi nel tempo tale tipo di truffa ha avuto luogo molte altre volte, sino ad arrivare al 2008 quando venne arrestato Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ, cioè la Borsa di New York, un uomo molto famoso nell’ambiente di Wall Street, con l’accusa di aver creato una truffa compresa tra i 50 e i 65 miliardi di dollari (cioè 100mila miliardi di lire, la più grande truffa della storia degli Stati Uniti) proprio sul modello dello schema di Ponzi, attirando nella sua rete (e questa è la cosa più grave) non solo singoli clienti, ma molti fra i maggiori istituti finanziari mondiali. Vedete cari ascoltatori, qui apro una parentesi necessaria, noi spesso siamo portati a pensare che ai vertici delle grandi società e delle grandi banche vi siano persone eccezionali, ma spesso invece ci sono personi normali o addirittura mediocri, oppure persone sì intelligenti ma che col tempo si lasciano sedurre dall’enorme potere che hanno, e lo usano male, spesso per  soddisfare i propri interessi personali, e quindi ecco che diventano anch’essi preda di truffe che con una normale diligenza si sarebbero potute smascherare subito. Beh per farla breve Madoff si dichiarò colpevole di tutti gli undici capi d’accusa che gli si imputavano, e fu condannato a 150 anni di carcere.

Bene, ora una piccola pausa e poi andremo a completare il discorso.

(PAUSA)

Bentornati, allora abbiamo spiegato nella prima parte come questi prodotti finanziari che promettono altissimi rendimenti siano anche ad altissimo rischio. Aggiungiamo ora una cosa scontata, cioè che gli unici a trarne comunque un guadagno sicuro, sono gli intermediari finanziari, che si trattengono delle commissioni sulle operazioni effettutate. Quindi sono questi ad avere tutto l’interesse a che voi “giochiate”, e quindi sono loro che pubblicizzano tali prodotti. Se i guadagni infatti fossero così sicuri, giocherebbero direttamente loro, mica verrebbero a spiegarlo a voi, no?

Bene, anzi male, infatti dai danni ai singoli investitori privati cittadini, passiamo a vedere ora ad esaminare i danni diffusi che questo modo di speculare comporta…

Queste operazioni infatti molto spesso vengono fatte scomettendo sull’andamento dei prezzi delle materie prime, tra cui il cibo, e persino sull’inquinamento da CO2. Dovete sapere insomma che il cibo, inteso come materia prima, quindi grano, riso, latte, soia ecc. sono diventati negli ultimi anni degli elementi su cui si può scommettere, o meglio si scommette se il loro prezzo si alzerà o si abbasserà. Tecnicamente queste operazioni si fanno per mezzo di strumenti che si chiamano ETF e ETC, rispettivamente Exchange Traded Fund e Exchange Traded Commodities. Allora io credo, e sono convinto che anche la maggior parte di voi lo creda, che sul prezzo del cibo non si dovrebba speculare, anzi il prezzo del cibo dovrebbe essere calmierato dalle autorità pubbliche, dovrebbe in qualche modo essere protetto, sopratutto quando si parla delle materie prime essenziali come appunto grano, riso, latte ecc. Invece state a sentire cosa proclamava testualmente una pubbicità che compariva già nel 2008: “Approfittate dell’aumento dei prezzi delle materie prime alimentari! Tra le opportunità: l’aumento della popolazione, i cambiamenti climatici, la scarsità di acqua e di terre coltivabili. La conseguenza è una penuria di prodotti alimentari e un aumento dei prezzi del cibo”.

La cosa tragica è che purtroppo ciò è vero, l’aumento dei prezzi delle materie prime ha incrementato  di oltre 100 milioni tra il 2007 e il 2008, il numero di persone cronicamente malnutrite. La bolla dei prezzi si è gonfiata in quell’anno e anche nel 2011 e questo proprio a causa degli speculatori che si gettano a capofitto sulle scommesse sulle oscillazione dei prezzi dei beni alimentari. Insomma il cibo è diventato un oggetto, come si dice un asset finanziario, con buona pace di chi ancora pensa che il compito del cibo sia sfamare gli essere umani.

Naturalmente si scommette anche sull’andamento dei prezzi delle valute monetarie, ed infine si scommette anche sui cosidetti “crediti di carbonio”. Dovete sapere infatti che da alcuni anni si possono vendere o comprare tali crediti, relativi appunto alle emissioni di anidride carbonica, che tutti sapete essere un grande inquinante e responsabile del famigerato effetto serra che sta riscaldando il pianeta. Ebbene anche questo è un grande mercato speculativo, e c’è chi investe acquistando tali crediti e sperando in un qualche disastro ambientale che provochi un aumento del prezzo della tonnellata di CO2 per guadagnarci un bel gruzzolo.

L’aspetto negativo principale comunque rimane il fatto che tutta questa speculazione sulle materie prime, siano essere materiali come ferro, rame, carbone ecc. siano alimenti come riso, grano, latte ecc. hanno provocato negli ultimi anni e continuano a provocare tuttora degli aumenti di prezzo che non sono affatto dovuti ad una scarsità del prodotto, ma al contrario proprio dalla speculazione, quindi come al solito tutti noi cittadini paghiamo le conseguenze della sete di guadagno di pochi soggetti che gestiscono immense quantità di denaro. Giusto per non far nomi in Italia in prima fila tra gli speculatori c’è Unicredit, con un hedge fund specializzato in commodities agricole, con un patrimonio di oltre 600 milioni di euro. Un’assicurazione che gli fa compagnia è la Generali. Pensate che oggi gli speculatori controllano ormai il 60% del mercato dei cereali, a fronte del 12 per cento di 15 anni fa. Pensateci, la prossima volte che entrate in Unicredit.

Cosa fare allora, come sempre la prima cosa è conoscere questi fenomeni, diffonderli, spegnere la TV e approfondire la materia su Internet dove trovate migliaia di voci con cui confrontarvi, poi pretendere che i nostri politici li conoscano e propongano dei rimedi, come ad esempio la tassa sulle transazioni finanziarie di cui abbiamo parlato la puntata precedente, e poi attivarsi personalmente mediante l’azionariato critico e Banca Etica a cui ugualmente abbiamo dedicato due puntate in precedenza, puntate che potete riascoltare, se ve le siete perse, nell’archivio che Bluradioveneto mette a disposizione su Internet.

Siamo in conclusione come sempre vi lascio alcuni riferimenti per chi volesse informarsi maggiormente o avesse delle domande o volesse proporre argomenti o idee. Innanzitutto vi è la pagina facebook “Etica? si grazie!”, e poi la sezione “finanza etica” del mio sito, che potete trovare velocemente se sui motori di ricerca scrivete “Finanza etica gianni girotto”.

Bene, abbiamo davvero terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla prossima puntata.

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