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Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: I Gruppi di Acquisto (Solidale)

Posted by giannigirotto su 29 novembre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui

Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

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Logo BluradioVenetoBuongiorno da Gianni Girotto, eccoci ad un’altra puntata di “Non con i miei soldi”

Oggi vorrei uscire dall’ambito della finanza intesa in senso stretto, ed allargare l’orizzonte di ciò che possiamo influenzare con un’adeguata gestione dei nostri soldi. Se infatti sino ad ora abbiamo parlato di banche, assicurazioni, microcredito, lobbies finanziarie, speculazioni, insomma temi strettamente attinenti alla finanza, oggi vorrei parlarvi di acquisti di merci e servizi in generale.

Allora, qualcuno ha detto che “si vota ogni volta che si va a fare la speisa”. Spesso insomma non ci rendiamo conto che la politica mondiale si modifica concretamente non solo andando a votare e chiaramente scegliendo persone indipendenti, oneste e non corrotte o corruttibili, ma sopratutto che i nostri acquisti quotidiani determinano fortissimamente l’ambiente che ci circonda ed il nostro futuro. Se infatti i nostri acquisti sono concentrati sui negozi delle grandi multinazionali, delle grandi catene distributive, dei grandi monopolisti insomma, è chiaro che si contribuisce a rafforzarli, a farli diventare ancora più potenti ed egemoni.
Se viceversa comincio a spostarmi verso i cosidetti “Gruppi di acquisto solidale”, vado nella direzione opposta, privilegiando circuiti che mettono al primo posto l’equità, la solidarietà e la sostenibilità sia delle imprese che dei lavoratori sia dell’ambiente in cui vivono.
Ma prima di proseguire il discorso sui G.A.S. voglio invitarvi caldamente ad approfondire la conoscenza circa il modo di operare delle grandi e grandissime imprese, a riguardo soprattutto del modo di trattare i dipendenti e l’ambiente che li ospita. Questo approfondimento si può fare grazie ad Altroconsumo, l’associazione a difesa dei consumatori di cui vi ho già accennato altre volte, che negli ultimi anni ha compiuto un grosso sforzo di analisi delle principali aziende mondiali che operano nei principali settori economici, e quindi ecco indagini in campo alimentare, tessile, elettronico, informatico ecc.   Sicuramente lo immaginate già, ma posso anticiparvi e confermarvi che in generale i risultati sono pessimi, nel senso che la regola è quella dello sovrasftuttamento dei lavoratori e un quasi totale disprezzo dell’ambiente che viene visto solo come una vacca fa mungere finchè ne ha, e buttare quando non rende piu. Potrei fornirvi centinaia di dettagli raccapriccianti sulla condotta sprezzante delle multinazionali, ve ne dò uno solo giusto per farvi capire, allora praticamente ognuno di noi possiede almeno un paio di jeans, e da qualche anno a parte vanno di modo i jeans “consumati”, cioè non con il tessuto bello nuovo blu scuro ma un tessuto che è stato sfregato in modo da ottenere un effetto di invecchiamento immediato. Bene pensate che questo effetto si ottiene spruzzando sul pantalone della sabbia finissima ad alta pressione, ma purtroppo questa è spesso un’operazione manuale, e gli operai che la compiono non sono adeguatamente protetti, e questo comporta che spesso inalano questa sabbia finissima con effetti a lungo andare devastanti per la loro salute. E ripeto questo è solo un esempio tra i centinaia che potrei farvi.

Il merito di Altroconsumo in questi articoli di indagine e stato quello di trasformare delle sensazioni che tutti noi abbiamo in una serie di dati precisi puntuali e concreti che provano e confermano il cattivo comportamento delle  grandi aziende mondiali. Altroconsumo infatti ha svolto le indagini in modo totalmente trasparente, inviando delle lettere e dei questiari a produttori in modo questi potessero collaborare rispondendo e fornendo tutte le informazioni che potessero in qualche modo testimoniare sulla loro eventuale buona condotta.
Chi di voi è interessato può leggere tutti questi articoli completi di Altroconsumo nel mio sito, nella sezione “mercato”.
cosa possiamo fare allora, possiamo cioè fare si che il nostro denaro non vada a finire sempre nelle solite tasche e contribuisca, seppur indirettamente a rovinare ambiente che sì? Certo che sì e lo vedremo subito dopo una breve pausa.

(pausa)

Ben ritrovati alla seconda parte della trasmissione, allora dopo aver ribadito nella prima parte come le grandi aziende abbiano troppo spesso dei comportamenti dannosi per lavoratori ed ambiente, vediamo quale alternativa abbiamo per acquistare i nostri prodotti e servizi.
Allora vi dicevo dei Gruppi di Acquisto Solidale. Ne esistono ormai in tutta Italia, e sono semplicemente gruppi di persone che si uniscono spontaneamente, e decidono di effettuare parte dei loro acquisti presso dei fornitori il più possibile locali. Questi fornitori sono scelti sulla base di criteri etici e qualitativi, in modo da rivolgersi appunto a chi meglio si comporta verso lavoratori e ambiente. Inoltre instaurando un rapporto commerciale diretto, si evitano diversi ricarichi tipici dei vari intermediari, grossisti o dettaglianti che siano, e quindi spesso si riesce ad avere merce a minor costo. Ma il costo non è tutto, si può anche accettare di pagare qualcosina di più pur di essere sicuri della qualità e della provenienza del prodotto, e sapendo che i lavoratori non vengono sfruttati. Apro una parentesi, molti di voi si ricorderanno delle immagini che ogni tanto la TV ci mostra, in cui le arance vengono distrutte o più semplicemente frutti e verdura vengono lasciate marcire nei campi. Questo succede perchè le grandi catene commerciali hanno spesso un potere contrattuale talmente forte e sono talmente in monopolio, da offrire un prezzo d’acquisto bassissimo al produttore, al contadino insomma, prezzo che non lo ripaga delle spese, e pertanto il produttore si rende conto che per lui è più conveniente lasciare marcire il raccolto piuttosto che pagare gli operai per la raccolta.
Con questi semplici ma importantissimi criteri sono nati molti anni fa i primi Gruppi di Acquisto Solidale, che poi si sono diffusi in tutto il mondo.
In Italia in particolare abbiamo il circuito Altromercato, di cui vi invito almeno a visitare il sito www.altromercato.it per rendervi conto voi stessi di questo enorme mondo parallelo e ancora troppo poco conosciuto.
Nelle prossime puntate approfondiremo il tema e tenteremo di intervistare qualche protagonista, ma intanto volevo subito dirvi che quando si parla di Gruppi di Acquisto, non si deve per forza pensare solamente a caffè e banane o generi alimentari e basta, in quanto il concetto si è negli anni, ampliato anche a tanti altri settori. Trovate allora abbigliamento, scarpe, ma udite udite anche la telefonia, intesa come un fornitore etico che fa concorrenza ai vari vodafone e Telecom, trovate i gruppi di acquisto del fotovoltaico, il gruppo d’acquisto di energia per la casa, energia che proviene solo da fonti rinnovabili, a cui anch’io ho aderito, mollando l’Enel che invece continua a voler usare carbone e nucleare avendo acquistato delle vecchie centrali nella repubblica Slovacca, scavalcando quindi il nostro referendum contrario.
Trovate anche gruppi di acquisto di case ecologiche, di impianti eolici per produrre elettricità dal vento, gruppi di acquisto di auto elettriche, e poi l’ultima novità in termine cronologico, i gruppi di acquisto di terreni o addirittura di aziende agricole, in modo da poter coltivare da sè frutta e verdura nel primo caso, o diventare soci di una piccola azienda agricola nel secondo.

Vorrei anche segnalarvi uno dei principali esperti e sopratutto creatori e gestori di questi gruppi, che è Jacopo Fo, il figlio di Dario Fo, di cui io sono un grande ammiratore e anche in questo caso vi invito a visitare il suo sito Internet per verificare voi stessi quante iniziative abbia da un lato già realizzato e dall’altro sia in corso di realizzazione. Jacopo Fo fa parte di quelle persone che godono nel realizzare splendidi progetti, ed hanno la capacità di aggregare intorno a sè moltissime persone desiderose di rimboccarsi le maniche e iniziare a cambiare il mondo partendo da loro stesse.

Tornando sui Gruppi di acquisto solidale, ci tengo a dirvi che in Italia il loro numero è di circa mille, e il sito di riferimento è www.retegas.org, nel quale trovate tutte le notizie e l’archivio geografico per cercare il gruppo a voi più vicino.
Se vi siete persi qualcosa di questa puntata, trovate tutti i riferimenti principali nel mio sito, nel’apposita sezione “Gruppi d’acquisto” posta proprio a fianco della sezione “Finanza Etica”.
In conclusione ricordiamoci che possiamo cambiare le cose anche decidendo dove fare la spesa, compreso l’acquisto dei prodotti bancari e assicurativi, per i quali vi ricordo velocemente Banca Etica e il CAES consorzio assicurativo etico solidale. Ah tra l’altro vi segnalo che chi di voi fa già parte di un GAS, e sono sicuro siete in tanti, tenga presente che Banca Etica ha per l’appunto creato un conto corrente specifico per tale tipologia di gruppo, per cui se avete piacere potete informarvi e verificare se vi può fare comodo.

Bene, per questa puntata abbiamo terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla prossima.

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