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Il colore dei calzini ed il treno in faccia

Posted by giannigirotto su 17 maggio 2013

soldiSi il titolo è decisamente strano, ma la metafora usata da Andrea Baranes per spiegare la situazione finanziaria mondiale rende benissimo l’idea… voi vi preoccupereste del colore dei calzini che indossate se state per essere travolti da un treno in corsa?

Eppure è proprio quello che stanno facendo coloro che parlano di finanza e di relativa politica in Italia e nel mondo… ahimè… io personalmente invece continuerò ad dirlo finchè avrà fiato… ecco cosa scrive Baranes…:

_____________________

Il problema di fondo di cui non si parla mai… è che circa il 95% dei soldi che circolano nel mondo sono creati dalla finanza privata, non dalla finanza pubblica. Possiamo cambiare la BCE o anche chiuderla, tornare alla sovranità monetaria nazionale, passare dall’euro alle lire o ai sesterzi dell’antica Roma, ma stiamo sempre e comunque parlando di qualcosa come il 5% dei soldi che girano nel mondo. Il 95% della massa monetaria dipende dalle banche private e dai grandi investitori finanziari.

 Cerco di spiegare meglio il mio punto di vista. Il PIL del mondo cresce di circa il 3% l’anno. Abbiamo un sistema finanziario che è decine di volte l’economia reale, e che deve essere ri-finanziato al 5 o 6% di interessi solo per tenersi in piedi. Nel medio periodo ci sono solo due possibilità. Prima: la finanza continua a prosciugare risorse dall’economia reale per mantenere i tassi di profitto necessari a evitare il proprio collasso. Seconda: la finanza crea delle gigantesche bolle sul nulla, e prima o poi le bolle scoppiano. Non vedo molte altre soluzioni. E non vedo come politiche monetarie diverse o anche monete diverse di per sé potrebbero cambiare questa situazione. Politiche espansive, per quanto necessarie per uscire dall’austerità e dall’attuale crisi, potrebbero addirittura essere nocive, nel momento in cui qualunque immissione di moneta nel sistema viene comunque risucchiata dal gigantesco bidone aspiratutto della speculazione finanziaria.
 
Per questo sono convinto che la soluzione principale debba passare da tassare le transazioni finanziarie, chiudere i paradisi fiscali, bloccare il sistema bancario ombra, ridurre la massa di derivati circolanti, diminuire l’effetto leva, introdurre dei controlli sui movimenti di capitale e via discorrendo. Occorre diminuire la dimensione della finanza e sottoporla a una rigida cura dimagrante. Con uno slogan, il problema attuale non è che non ci sono soldi, ma che ce ne sono troppi. E’ che sono tutti dalla parte sbagliata, ovvero nella finanza fine a se stessa e non nell’economia reale. Finché non si interviene su questo, per come la vedo parlare di quale moneta e quali politiche monetarie è come discutere se siano meglio i calzini grigi o quelli blu mentre ci sta arrivando un treno in faccia… 
 
La crisi è stata provocata dalla finanza privata, non da quella pubblica. Il problema non è il debito pubblico. Il problema sono banche che hanno leve finanziarie di 50 a 1, ovvero attivi che sono il 5.000% del loro patrimonio. Perché una banca privata che ha come obiettivo la massimizzazione del profitto può lavorare tranquillamente con attivi che sono il 5.000% del patrimonio, ma se uno Stato sovrano che dovrebbe agire nell’interesse dei cittadini supera un rapporto debito / PIL del 60% va punito, in base alle nuove regole europee? Non possiamo continuare a schiacciarci (anche se fosse per esprimere punti di vista diversi) sulla logica neoliberista per cui il privato è efficiente e i problemi sono nel pubblico. I problemi non sono l’inefficienza del pubblico, sono la mostruosa e vergognosa inefficienza del sistema finanziario privato. Questa, per come la vedo, dovrebbe essere la prima e unica priorità di una qualsiasi azione politica.

 

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Una Risposta to “Il colore dei calzini ed il treno in faccia”

  1. giannigirotto said

    L’ha ribloggato su San Biagio di Callalta – Movimento 5 Stelle.

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