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Indispensabili: La posta in gioco – Cap.2) C’era una volta

Posted by giannigirotto su 11 dicembre 2013

Aggiungo nella mia sezioni “Indispensabili” questo libretto, tanto piccolo quanto veramente indispensabile, visto che effettua una approfondita “radiografia” alla più grande “banca” pubblica o semipubblica italiana. Una “banca” che è nata pubblica e che tale è rimasta per 153 anni, salvo poi venire violentata dal governo Berlusconi, che l’ha trasformata in Spa di diritto privato. La sua finalità quindi, che era sempre stata di fornire aiuto finanziario “disinteressato” ad Enti Pubblici ed Imprese, si è tragicamente tramutata in ricerca di guadagno e dividendi per gli azionisti, tra i quali figurano 64 fondazioni bancarie, che inoltre hanno pesantissime facoltà di nomina degli amministratori. Da allora il suo raggio d’azione si è ampliato a dismisura, fino a farla intervenire in tutti i settori della politica economica del paese e su tutto il mercato finanziario internazionale, mentre le condizioni contrattuali per gli Enti Pubblici debitori sono persino peggiori di quelle di mercato. Il libro effettua una vera radiografia su Cdp, mettendone a nudo le tante ombri, lacune, conflitti di interesse, clientelarismi e quant’altro di peggio la politica italiana offre. Qui il link per chi volesse comprarlo, visto che costa solo 5 euro. Diffondetelo e buona lettura.

Cap. 2) C’era una volta. E c’è ancora. Storia di Cdp

Cdp era nata nel 1850 per, principalmente, finanziare gli enti pubblici. Nel 1993 prima scossa acquisisce personalità giuridica autonoma, e nel 2003 viene trasformata da Tremonti (governo Berlusconi) in Spa di diritto privato. Entrano nel capitale sociale 66 fondazioni bancarie (ora 63) che nel passaggio da azioni priviligiate ad ordinarie sono state beneficiate di un “regalo” di circa due miliardi. Viceversa Francia e Germania si sono ben guardate da privatizzare le loro omologhe “Cdp”. Ma la cosa gravissima è che le banche di riferimento di tali fondazioni sono tra i maggiori clienti di Cdp, avendo ricevuto ben 18 miliardi negli ultimi 4 anni da rigirare – con commissioni – alle Pmi che invece si lamentando di non averli mai visti o di riceverli a singhiozzo. Sono circa 12 milioni gli italiani che hanno depositato in Posta i loro risparmio, mentre Cdp ha beneficiato di numerosi “trasferimenti” da parte dello Stato, come il 30% di Snam, il 100% di Sace e Fintecna, il 25% di Eni, 30% di Terna. Ora, Cdp non agisce da sola, ma anche mediante le sue società di gestione del risparmio (sgr), che la Cassa ha costruito negli ultimi anni fino a diventare, di fatto, il più grande “fondo sovrano” italiano. Queste società sono: f2i, il fondo onnivoro: i suoi azionisti sono nientemeno che Intesa Sanpaolo, Unicredit, Merryl Linch, 9 fondazioni bancarie e 2 casse di previdenza. Investe su gas, acqua, aeroporti, telecomunicazioni, energie rinnovabili, trasporti e inceneritori… Cdp I, le case popolari: altri soci le Fondazioni delle Casse di Risparmio e l’ABI. Si occupa dell’edilizia privata sociale, in particolare del cosidetto “Piano casa” lanciato nel 2008 dal governo Berlusconi. Però come chiaramente espresso dalla Corte dei Conti nella relazione di gennaio 2012, l’applicazione concreta del “Piano nazionale di edilizia abitativa” si è rilevato un fallimento ed ha avuto come unico effetto la consegna del patrimonio delle case popolari alle fondazioni bancarie (fonte: ATTAC) Fsi, “strategico” per modo di dire: I suoi fondi disponibili sono 4 miliardi, e Fsi opera acquisendo quote di imprese di “rilevante interesse nazionale” a patto che queste abbiano adeguate prospettive di reddititvità e segnificative prospettive di sviluppo. Le operazioni concluse al momento da questo fondo, riguardano Metroweb, (il cui presidente è quello stesso Franco Bassanini presidente anche di Cdp stessa, ma guarda un po’…, ndr) e Kedrion, di proprietà della famiglia del Senatore Andrea Marcucci, attuale Presidente della Commissione Cultura, ma guarda un po’… ndr) l’album del dirigenti Cdp: Franco Bassanini, in Parlamento per 27 anni, eletto Presidente di Cdp su indicazione delle fondazioni bancarie; Giovanni Gorno Tempini, ex Jp Morgan, ex Intesa Sanpaolo, ora Amministratore Delegato di Cdp; Maurizio Tamagnini, ex Merryl Linch, Matteo Del Fante, 12 anni in JP Morgan; Sergio urbani, Cariplo… ____________________ Nelle prossime settimane i prossimi capitoli, mentre i precedenti li trovate qui, e di nuovo ecco il link per chi volesse comprarlo, visto che costa solo 5 euro.

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