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essere Cittadini: non è un gioco!

Posted by giannigirotto su 8 gennaio 2014

Parlare di un gioco da tavolo può sembrare un argomento superficiale o comunque “leggero”, ma sappiamo bene quanto il gioco sia uno strumento educativo importante in generale per tutti ma in particolare per gli adolescenti. E questo gioco sembra fatto apposta per loro, che si stanno aprendo al mondo e formando una coscienza personale e una collettiva.

Ecco allora un gioco che in realtà gioco non è, nel senso che costringe il partecipante a scegliere ogni volta tra un comportamento egoistico che danneggia la società e alla lunga sé stessi, ed un comportamento etico che viceversa favorisce immediatamente la collettività e a medio termine anche se stessi.

In questo gioco infatti il giocatore deve decidere se parcheggiare sbrigativamente ostruendo una rampa di accesso per le carrozzelle, guadagnando quindi tempo ma ostacolando altri, oppure rischiare di arrivare tardi al lavoro per cercare un posteggio regolare, oppure idem come sopra decidere tra “saltare la fila” al pronto soccorso andando per “conoscenze” o rispettare il suo turno, oppure intrufolarsi al Cinema gratis approfittando della calca oppure rinunciare ad entrare perchè non ha i soldi, oppure acquistare merce contraffatta e senza emissione di scontrino, o rivolgersi a negozianti “regolari”, oppure ospitare temporaneamente un immigrato “clandestino” cosa contraria alla legge dello Stato italiano ma favorevole alla legge della propria coscienza e così via, ad ogni turno di gioco.

Interessante e intelligente sopratutto il fatto che ogni “giocata” vada ad influenzare non solo la posizione del singolo partecipante, cioè quanto si avvicini o si allontani dal proprio personale “traguardo”, ma anche abbia influenza su una dimensione “collettiva”, cioè sul fatto che tutte le future “giocate” saranno in regime di “bonus” o “malus” dei puntatti guadagnabili. Infatti la partita si svolge sempre con un indicatore del “Livello di legalità” che influenza ogni giocata in senso positivo, neutrale o negativo, a seconda appunto del livello in cui ci si trova in tale giocata, ed il livello naturalmente si sposta ad ogni giocata a seconda che la risposta del giocatore sia etica o meno.

E’ quindi un gioco da diffondere e proporre, sopratutto presso le scuole e qualsiasi altro punto di aggregazione in cui siano presenti persone disponibili a mettersi “in gioco” su questo, ovviamente i giovani in particolare che saranno i capifamiglia di domani.

Il gioco è stato ideato dalla Cooperativa sociale “Dignità del lavoro“, e lo trovate disponibile nelle botteghe del Commercio Equo e Solidale.

Una Risposta a “essere Cittadini: non è un gioco!”

  1. Massimo Ballali said

    Eh, sì, caro Gianni, hai ragione a divulgare questo.
    Quando abbiamo pensato di ripartire “dal basso”, ci siamo dimenticati per un attimo di chi guarda dal basso anche noi. Pensavamo fosse più facile e rapido.
    E sono quelli che hanno bisogno di imparare da zero il nuovo mondo a cui aneliamo.
    Gli unici che riusciranno a realizzarlo.
    Insegniamoli nuove regole di gioco.
    Grazie.

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